XXXIII ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI USTICA, L'INTERVENTO DI DARIA
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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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BONFIETTI, PRESIDENTE "DELL'ASSOCIAZIONE PARENTI DELLE VITTIME DELLA STRAGE
DI USTICA"
Trasmettiamo l'intervento del Presidente dell'"Associazione parenti delle
vittime della strage di Ustica", Daria Bonfietti, tenuto questa mattina,
nella Sala del Consiglio comunale di Bologna, in occasione della cerimonia
per il XXXIII anniversario della strage.
"Signor Sindaco,
siamo ancora qui, in quest'aula, dove in questi anni abbiamo espresso i
nostri sentimenti, le nostre aspettative.
E voglio quindi subito ringraziare i rappresentanti degli Enti locali
dell'Emilia Romagna, e in questa occasione anche della Sicilia, che ci
hanno accompagnato sempre con la loro amicizia e la loro effettiva
solidarietà.
Per noi questo è un anniversario particolare: perché viene dopo La
Sentenza-ordinanza del Giudice Priore, la Sentenza del Tribunale civile di
Palermo, la Sentenza della Cassazione, che ci danno la verità, anche
formalmente e in maniera definitiva.
Il DC9 è stato abbattuto ed è responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e
della Difesa non avere salvaguardato la vita dei cittadini e avere
ostacolato in ogni modo il raggiungimento della verità.
Signor Sindaco,
in questi anni mi sono sentita ripetere tante volte che le mie potevano
essere soltanto supposizioni e quindi sono stata ascoltata - certo
tantissime volte in questa aula, con attenzione e partecipazione - ma anche
con sufficienza o perfino con fastidio e contrapposizione, perché si
sosteneva che una parola definitiva poteva venire solo dalla Magistratura.
Ora dunque questo momento è venuto e allora con particolare emozione,
dobbiamo affermare che oggi sulla vicenda la Magistratura ci ha dato la
risposta definitiva.
Il DC9 è stato abbattuto, ed è responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e
della Difesa non avere salvaguardato la vita dei cittadini e poi avere
ostacolato in ogni modo il raggiungimento della verità.
Questa è la verità che oggi simbolicamente mi sento di ribadire dinnanzi a
tutti voi, come per consegnarvela e condividerla.
In questo momento, tra le tante immagini che mi hanno accompagnato in
questi anni, vedo la famosa pagina del corriere della sera, ripresa anche
dal film Il Muro di gomma: "Ustica vergogna di Stato".
Ma io voglio affermare qui che sarebbe ancor più vergognoso oggi non
prendere atto di quanto è accaduto e che la sentenza ha definito. Sarebbe
una vergogna soprattutto contro la dignità della nazione e di tutti i
cittadini. E io credo che il Governo del nostro Paese deve prendere atto
delle sentenze e cominciare ad avere comportamenti concreti e conseguenti.
E mi permetto di segnalare che il presidente della Repubblica ci ha
esortato "a mantenere vivo – anche sulla base della recente sentenza della
Corte di Cassazione- l'impegno delle istituzioni e di tutti i cittadini
perché si onorino i principi di verità e giustizia".
Questo è il grande appello che oggi mi sento di rivolgere da quest'aula. E
chiedo al Sindaco di Bologna, ai presidenti delle assemblee elettive e
regionali che partecipano a questo incontro di volere con me essere al più
presto alla Presidenza del Consiglio per far sentire questa esigenza. Ed è
proprio anche per questo che abbiamo scritto nei nostri manifesti "dalla
verità alla storia", perché questa è la nuova pagina che dobbiamo scrivere,
consapevoli fino in fondo che questa è la storia del nostro Paese,
consapevoli fino in fondo che la Storia non può essere scritta dai parenti
delle vittime, e neppure dalla politica, o dai Parlamenti, ma che tutti
abbiamo il dovere di ripercorrere la vicenda di Ustica, dobbiamo ripartire
da questa consapevolezza terribile che è stato propriamente "un atto di
guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia
internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i
confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è
avvenuto". Voglio anche ricordare a tutti noi, che proprio Il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, e permettetemi un grande
ringraziamento personale per la Sua continua attenzione a questa vicenda,
dicevo, voglio ricordare, che nel 2010 ebbe ad affermare che "intrecci
eversivi forse anche intrighi internazionali, opacità di comportamenti da
parte di corpi dello Stato e inefficienza di apparati hanno allontanato la
verità sulla strage del Dc9".
Dobbiamo dunque partire da queste consapevolezze per comprendere il grande
problema del contesto internazionale che abbiamo davanti: certamente un
episodio di guerra come quello che ha travolto i nostri cari, è un episodio
che coinvolge gli Stati e le loro politiche. E allora il compito primo è
sentire fino in fondo che quello di Ustica è un grande problema di dignità
nazionale, che richiede un impegno particolare delle Magistratura, ma nel
contempo richiede un totale coinvolgimento del Governo, della Diplomazia.
Il Governo deve cambiare comportamento, un comportamento totalmente
diverso, ad esempio, da quello che ha portato alla mancata ratifica di un
Trattato di collaborazione giudiziaria del maggio 2000, per cui non è stata
permessa, fin qui, la collaborazione delle Istituzioni Europee per la
vicenda di Ustica.
C'è dunque da ricostruire un panorama molto complesso, proprio perché oggi
sappiamo, contrariamente a quanto affermato ufficialmente, che quella notte
erano molto "frequentati" sia il mare che il cielo.
Nel Mediterraneo - parlo di mare e cielo - si muovevano mezzi militari di
tanti Paesi, alleati e non, seguendo i più vari interessi, frutto di una
situazione geopolitica molto complessa e ancora non completamente
disvelata. Oggi possiamo salutare con soddisfazione le notizie di una
avviata collaborazione francese, ci dobbiamo soffermare sul fatto che dopo
trentatre anni possiamo interrogare gli avieri di Solenzara, ma
riflettiamo: rendiamoci conto che stiamo cercando di annodare i fili di una
tela che è stata colpevolmente stracciata quando la Magistratura tenne le
indagini circoscritte al triangolo Ponza-Latina-Palerno e l'Aeronautica
Militare Italiana affermava che il DC9 era caduto per cedimento
strutturale.
Queste sono le prima grande responsabilità, la fonti di ogni inganno!
Dobbiamo ripercorrerle queste pagine, sia andando a fondo in ogni anfratto
nel nostro Paese, in ogni Archivio, ma dobbiamo ancora molto impegnarci a
livello internazionale, verso Stati amici e alleati, e verso gli Organismi
internazionali, soprattutto quelli militari e di difesa. Ma anche in questa
occasione non voglio tacere che il Governo e i Ministeri sono stati
condannati, e ragionevolmente arriveranno altre condanne, possiamo e
dobbiamo chiedere di volere conoscere i loro atteggiamenti.
Pagheranno in silenzio con qualche stralcio di bilancio, mettendo dunque il
tutto sulle spalle dei contribuenti ovviamente non responsabili, o
chiederanno conto dei comportamenti, chiaramente indicati nelle varie
Sentenze, dei loro dipendenti?
Non credo che questa sia una richiesta motivata da vendetta, bensì
soltanto chiedere conto dei comportamenti degli uomini degli apparati dello
Stato. O ancor meglio, esigere chiarezza e trasparenza nel rapporto tra
Istituzioni elettive e apparati dello Stato.
Deve emergere insomma, io credo fermamente, la necessità di chiedere come
tutto questo è stato possibile, perché non si è tutelata la vita dei
cittadini, perché, senza retorica, "non sono stati difesi i sacri confini
della Patria".
Oggi sono grata a tutti Voi di trovarmi qui, è importante parlare di
Ustica una volta conquistata la verità giudiziaria, è importante salutare
la presenza del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana che insieme
alla Presidente della nostra Assemblea legislativa stanno individuando
nuove positive forme di collaborazione al nostro impegno per passare dalla
verità alla storia, è la strada per onorare i nostri morti, è la strada per
rispondere ad un'esigenza di dignità nazionale.
E mi piace terminare ricordando che questa nostra volontà di sapere tutto
quello che è accaduto trova simbolicamente un punto di congiunzione nel
Museo per la memoria di Ustica dove l'opera di Boltanski dialoga con il
relitto e dà futuro al ricordo dei nostri cari. Un museo che crediamo deve
essere sempre più difeso e valorizzato e inteso come punto vitale per la
cultura della nostra città".
DI USTICA"
Trasmettiamo l'intervento del Presidente dell'"Associazione parenti delle
vittime della strage di Ustica", Daria Bonfietti, tenuto questa mattina,
nella Sala del Consiglio comunale di Bologna, in occasione della cerimonia
per il XXXIII anniversario della strage.
"Signor Sindaco,
siamo ancora qui, in quest'aula, dove in questi anni abbiamo espresso i
nostri sentimenti, le nostre aspettative.
E voglio quindi subito ringraziare i rappresentanti degli Enti locali
dell'Emilia Romagna, e in questa occasione anche della Sicilia, che ci
hanno accompagnato sempre con la loro amicizia e la loro effettiva
solidarietà.
Per noi questo è un anniversario particolare: perché viene dopo La
Sentenza-ordinanza del Giudice Priore, la Sentenza del Tribunale civile di
Palermo, la Sentenza della Cassazione, che ci danno la verità, anche
formalmente e in maniera definitiva.
Il DC9 è stato abbattuto ed è responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e
della Difesa non avere salvaguardato la vita dei cittadini e avere
ostacolato in ogni modo il raggiungimento della verità.
Signor Sindaco,
in questi anni mi sono sentita ripetere tante volte che le mie potevano
essere soltanto supposizioni e quindi sono stata ascoltata - certo
tantissime volte in questa aula, con attenzione e partecipazione - ma anche
con sufficienza o perfino con fastidio e contrapposizione, perché si
sosteneva che una parola definitiva poteva venire solo dalla Magistratura.
Ora dunque questo momento è venuto e allora con particolare emozione,
dobbiamo affermare che oggi sulla vicenda la Magistratura ci ha dato la
risposta definitiva.
Il DC9 è stato abbattuto, ed è responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e
della Difesa non avere salvaguardato la vita dei cittadini e poi avere
ostacolato in ogni modo il raggiungimento della verità.
Questa è la verità che oggi simbolicamente mi sento di ribadire dinnanzi a
tutti voi, come per consegnarvela e condividerla.
In questo momento, tra le tante immagini che mi hanno accompagnato in
questi anni, vedo la famosa pagina del corriere della sera, ripresa anche
dal film Il Muro di gomma: "Ustica vergogna di Stato".
Ma io voglio affermare qui che sarebbe ancor più vergognoso oggi non
prendere atto di quanto è accaduto e che la sentenza ha definito. Sarebbe
una vergogna soprattutto contro la dignità della nazione e di tutti i
cittadini. E io credo che il Governo del nostro Paese deve prendere atto
delle sentenze e cominciare ad avere comportamenti concreti e conseguenti.
E mi permetto di segnalare che il presidente della Repubblica ci ha
esortato "a mantenere vivo – anche sulla base della recente sentenza della
Corte di Cassazione- l'impegno delle istituzioni e di tutti i cittadini
perché si onorino i principi di verità e giustizia".
Questo è il grande appello che oggi mi sento di rivolgere da quest'aula. E
chiedo al Sindaco di Bologna, ai presidenti delle assemblee elettive e
regionali che partecipano a questo incontro di volere con me essere al più
presto alla Presidenza del Consiglio per far sentire questa esigenza. Ed è
proprio anche per questo che abbiamo scritto nei nostri manifesti "dalla
verità alla storia", perché questa è la nuova pagina che dobbiamo scrivere,
consapevoli fino in fondo che questa è la storia del nostro Paese,
consapevoli fino in fondo che la Storia non può essere scritta dai parenti
delle vittime, e neppure dalla politica, o dai Parlamenti, ma che tutti
abbiamo il dovere di ripercorrere la vicenda di Ustica, dobbiamo ripartire
da questa consapevolezza terribile che è stato propriamente "un atto di
guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia
internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i
confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è
avvenuto". Voglio anche ricordare a tutti noi, che proprio Il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, e permettetemi un grande
ringraziamento personale per la Sua continua attenzione a questa vicenda,
dicevo, voglio ricordare, che nel 2010 ebbe ad affermare che "intrecci
eversivi forse anche intrighi internazionali, opacità di comportamenti da
parte di corpi dello Stato e inefficienza di apparati hanno allontanato la
verità sulla strage del Dc9".
Dobbiamo dunque partire da queste consapevolezze per comprendere il grande
problema del contesto internazionale che abbiamo davanti: certamente un
episodio di guerra come quello che ha travolto i nostri cari, è un episodio
che coinvolge gli Stati e le loro politiche. E allora il compito primo è
sentire fino in fondo che quello di Ustica è un grande problema di dignità
nazionale, che richiede un impegno particolare delle Magistratura, ma nel
contempo richiede un totale coinvolgimento del Governo, della Diplomazia.
Il Governo deve cambiare comportamento, un comportamento totalmente
diverso, ad esempio, da quello che ha portato alla mancata ratifica di un
Trattato di collaborazione giudiziaria del maggio 2000, per cui non è stata
permessa, fin qui, la collaborazione delle Istituzioni Europee per la
vicenda di Ustica.
C'è dunque da ricostruire un panorama molto complesso, proprio perché oggi
sappiamo, contrariamente a quanto affermato ufficialmente, che quella notte
erano molto "frequentati" sia il mare che il cielo.
Nel Mediterraneo - parlo di mare e cielo - si muovevano mezzi militari di
tanti Paesi, alleati e non, seguendo i più vari interessi, frutto di una
situazione geopolitica molto complessa e ancora non completamente
disvelata. Oggi possiamo salutare con soddisfazione le notizie di una
avviata collaborazione francese, ci dobbiamo soffermare sul fatto che dopo
trentatre anni possiamo interrogare gli avieri di Solenzara, ma
riflettiamo: rendiamoci conto che stiamo cercando di annodare i fili di una
tela che è stata colpevolmente stracciata quando la Magistratura tenne le
indagini circoscritte al triangolo Ponza-Latina-Palerno e l'Aeronautica
Militare Italiana affermava che il DC9 era caduto per cedimento
strutturale.
Queste sono le prima grande responsabilità, la fonti di ogni inganno!
Dobbiamo ripercorrerle queste pagine, sia andando a fondo in ogni anfratto
nel nostro Paese, in ogni Archivio, ma dobbiamo ancora molto impegnarci a
livello internazionale, verso Stati amici e alleati, e verso gli Organismi
internazionali, soprattutto quelli militari e di difesa. Ma anche in questa
occasione non voglio tacere che il Governo e i Ministeri sono stati
condannati, e ragionevolmente arriveranno altre condanne, possiamo e
dobbiamo chiedere di volere conoscere i loro atteggiamenti.
Pagheranno in silenzio con qualche stralcio di bilancio, mettendo dunque il
tutto sulle spalle dei contribuenti ovviamente non responsabili, o
chiederanno conto dei comportamenti, chiaramente indicati nelle varie
Sentenze, dei loro dipendenti?
Non credo che questa sia una richiesta motivata da vendetta, bensì
soltanto chiedere conto dei comportamenti degli uomini degli apparati dello
Stato. O ancor meglio, esigere chiarezza e trasparenza nel rapporto tra
Istituzioni elettive e apparati dello Stato.
Deve emergere insomma, io credo fermamente, la necessità di chiedere come
tutto questo è stato possibile, perché non si è tutelata la vita dei
cittadini, perché, senza retorica, "non sono stati difesi i sacri confini
della Patria".
Oggi sono grata a tutti Voi di trovarmi qui, è importante parlare di
Ustica una volta conquistata la verità giudiziaria, è importante salutare
la presenza del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana che insieme
alla Presidente della nostra Assemblea legislativa stanno individuando
nuove positive forme di collaborazione al nostro impegno per passare dalla
verità alla storia, è la strada per onorare i nostri morti, è la strada per
rispondere ad un'esigenza di dignità nazionale.
E mi piace terminare ricordando che questa nostra volontà di sapere tutto
quello che è accaduto trova simbolicamente un punto di congiunzione nel
Museo per la memoria di Ustica dove l'opera di Boltanski dialoga con il
relitto e dà futuro al ricordo dei nostri cari. Un museo che crediamo deve
essere sempre più difeso e valorizzato e inteso come punto vitale per la
cultura della nostra città".
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