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XXXIII ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI USTICA, L'INTERVENTO DI DARIA BONFIETTI, PRESIDENTE "DELL'ASSOCIAZIONE PARENTI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI USTICA"

XXXIII ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI USTICA, L'INTERVENTO DI DARIA
BONFIETTI, PRESIDENTE "DELL'ASSOCIAZIONE PARENTI DELLE VITTIME DELLA STRAGE
DI USTICA"
Trasmettiamo  l'intervento  del Presidente dell'"Associazione parenti delle
vittime  della  strage  di Ustica", Daria Bonfietti, tenuto questa mattina,
nella  Sala del Consiglio comunale di Bologna, in occasione della cerimonia
per il XXXIII anniversario della strage.

"Signor Sindaco,
siamo  ancora  qui,  in  quest'aula, dove in questi anni abbiamo espresso i
nostri sentimenti, le nostre aspettative.
E  voglio  quindi  subito  ringraziare  i  rappresentanti degli Enti locali
dell'Emilia  Romagna,  e  in  questa  occasione anche della Sicilia, che ci
hanno  accompagnato  sempre  con  la  loro  amicizia  e  la  loro effettiva
solidarietà.
Per  noi  questo  è  un  anniversario  particolare:   perché  viene dopo La
Sentenza-ordinanza  del Giudice Priore, la Sentenza del Tribunale civile di
Palermo,  la  Sentenza  della  Cassazione,   che  ci danno la verità, anche
formalmente e in maniera definitiva.
Il  DC9 è stato abbattuto ed è responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e
della  Difesa  non  avere  salvaguardato  la  vita  dei  cittadini  e avere
ostacolato in ogni modo il raggiungimento della verità.
Signor Sindaco,
in  questi  anni  mi  sono sentita ripetere tante volte che le mie potevano
essere  soltanto  supposizioni  e  quindi  sono  stata  ascoltata  -  certo
tantissime volte in questa aula, con attenzione e partecipazione - ma anche
con  sufficienza  o  perfino  con  fastidio  e  contrapposizione, perché si
sosteneva  che una parola definitiva poteva venire solo dalla Magistratura.
Ora  dunque  questo  momento  è  venuto  e allora con particolare emozione,
dobbiamo  affermare  che oggi sulla vicenda  la Magistratura  ci ha dato la
risposta definitiva.
Il DC9 è stato abbattuto, ed è responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e
della  Difesa  non  avere  salvaguardato  la vita dei cittadini e poi avere
ostacolato in ogni modo il raggiungimento della verità.
Questa è la verità che oggi simbolicamente mi sento di  ribadire dinnanzi a
tutti voi, come per consegnarvela e condividerla.
In  questo  momento,  tra  le  tante  immagini che mi hanno accompagnato in
questi  anni,  vedo la famosa pagina del corriere della sera, ripresa anche
dal film Il Muro di gomma: "Ustica vergogna di Stato".
Ma  io  voglio  affermare  qui  che  sarebbe  ancor più vergognoso oggi non
prendere  atto  di quanto è accaduto e che la sentenza ha definito. Sarebbe
una  vergogna  soprattutto  contro  la  dignità  della nazione e di tutti i
cittadini.  E  io  credo che il Governo del nostro Paese deve prendere atto
delle sentenze e cominciare ad avere comportamenti concreti e conseguenti.
E  mi  permetto  di  segnalare  che  il  presidente  della Repubblica ci ha
esortato  "a mantenere vivo – anche sulla base della recente sentenza della
Corte  di  Cassazione-  l'impegno  delle istituzioni e di tutti i cittadini
perché si onorino i principi di verità e giustizia".
Questo  è il grande appello che oggi mi sento di rivolgere da quest'aula. E
chiedo  al  Sindaco  di  Bologna,  ai presidenti delle assemblee elettive e
regionali  che partecipano a questo incontro di volere con me essere al più
presto  alla Presidenza del Consiglio per far sentire questa esigenza. Ed è
proprio  anche  per questo  che abbiamo scritto nei nostri manifesti "dalla
verità alla storia", perché questa è la nuova pagina che dobbiamo scrivere,
consapevoli  fino  in  fondo  che  questa  è  la  storia  del nostro Paese,
consapevoli  fino in fondo che la Storia non può essere scritta dai parenti
delle  vittime,  e  neppure  dalla politica, o dai Parlamenti, ma che tutti
abbiamo  il dovere di ripercorrere la vicenda di Ustica, dobbiamo ripartire
da  questa  consapevolezza  terribile  che è stato propriamente "un atto di
guerra,   guerra   di   fatto  e  non  dichiarata,  operazione  di  polizia
internazionale coperta contro il nostro Paese,  di cui sono stati violati i
confini  e   i  diritti.  Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è
avvenuto". Voglio  anche ricordare  a tutti noi, che proprio  Il Presidente
della   Repubblica   Giorgio   Napolitano,     e   permettetemi  un  grande
ringraziamento  personale  per la Sua continua attenzione a questa vicenda,
dicevo,  voglio  ricordare,   che  nel 2010 ebbe ad affermare che "intrecci
eversivi  forse  anche intrighi internazionali, opacità di comportamenti da
parte  di corpi dello Stato e inefficienza di apparati hanno allontanato la
verità sulla strage del Dc9".
Dobbiamo  dunque partire da queste consapevolezze per comprendere il grande
problema  del  contesto  internazionale  che abbiamo davanti: certamente un
episodio di guerra come quello che ha travolto i nostri cari, è un episodio
che  coinvolge  gli  Stati e le loro politiche. E allora il compito primo è
sentire  fino in fondo che quello di Ustica è un grande problema di dignità
nazionale,  che  richiede un impegno particolare delle Magistratura, ma nel
contempo richiede  un totale coinvolgimento del Governo, della Diplomazia.
Il   Governo  deve  cambiare  comportamento,  un  comportamento  totalmente
diverso,  ad  esempio, da quello che ha portato alla mancata ratifica di un
Trattato di collaborazione giudiziaria del maggio 2000, per cui non è stata
permessa,  fin  qui,  la  collaborazione  delle  Istituzioni Europee per la
vicenda di Ustica.
C'è  dunque da ricostruire un panorama molto complesso, proprio perché oggi
sappiamo, contrariamente a quanto affermato ufficialmente, che quella notte
erano molto "frequentati" sia il mare che il cielo.
Nel  Mediterraneo  - parlo di mare e cielo - si muovevano mezzi militari di
tanti  Paesi,  alleati  e non, seguendo i più vari interessi, frutto di una
situazione   geopolitica   molto   complessa  e  ancora  non  completamente
disvelata.  Oggi  possiamo  salutare  con   soddisfazione le notizie di una
avviata collaborazione francese, ci dobbiamo soffermare  sul fatto che dopo
trentatre   anni   possiamo   interrogare   gli  avieri  di  Solenzara,  ma
riflettiamo: rendiamoci conto che stiamo cercando di annodare i fili di una
tela  che  è stata colpevolmente stracciata quando la Magistratura tenne le
indagini  circoscritte  al  triangolo  Ponza-Latina-Palerno e l'Aeronautica
Militare   Italiana   affermava   che  il  DC9  era  caduto  per  cedimento
strutturale.
Queste sono le prima grande responsabilità, la fonti di ogni inganno!
Dobbiamo  ripercorrerle queste pagine, sia andando a fondo in ogni anfratto
nel  nostro Paese, in ogni Archivio,  ma dobbiamo ancora molto impegnarci a
livello  internazionale, verso Stati amici e alleati, e verso gli Organismi
internazionali, soprattutto quelli militari e di difesa. Ma anche in questa
occasione  non  voglio  tacere  che  il  Governo  e  i Ministeri sono stati
condannati,  e  ragionevolmente  arriveranno  altre  condanne,  possiamo  e
dobbiamo chiedere di volere conoscere i loro atteggiamenti.
Pagheranno in silenzio con qualche stralcio di bilancio, mettendo dunque il
tutto   sulle  spalle  dei  contribuenti  ovviamente  non  responsabili,  o
chiederanno  conto  dei  comportamenti,  chiaramente  indicati  nelle varie
Sentenze, dei loro dipendenti?
Non  credo  che  questa  sia  una  richiesta  motivata  da  vendetta, bensì
soltanto chiedere conto dei comportamenti degli uomini degli apparati dello
Stato.  O  ancor  meglio,  esigere chiarezza e trasparenza nel rapporto tra
Istituzioni elettive e apparati dello Stato.
Deve  emergere insomma, io credo fermamente,  la necessità di chiedere come
tutto  questo  è  stato  possibile,  perché  non  si è tutelata la vita dei
cittadini,  perché, senza retorica,  "non sono stati difesi i sacri confini
della Patria".
Oggi  sono  grata   a  tutti  Voi  di trovarmi qui, è importante parlare di
Ustica  una volta conquistata la  verità giudiziaria, è importante salutare
la  presenza  del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana che insieme
alla  Presidente  della  nostra  Assemblea  legislativa stanno individuando
nuove  positive forme di collaborazione al nostro impegno per passare dalla
verità alla storia, è la strada per onorare i nostri morti, è la strada per
rispondere ad un'esigenza di dignità nazionale.
E  mi  piace terminare ricordando che questa nostra volontà di sapere tutto
quello  che  è  accaduto  trova simbolicamente un punto di congiunzione nel
Museo  per  la  memoria  di Ustica dove l'opera di Boltanski dialoga con il
relitto  e dà futuro al ricordo dei nostri cari. Un museo che crediamo deve
essere  sempre  più  difeso e valorizzato e inteso come punto vitale per la
cultura della nostra città".


--
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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