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Operazione Vittorio Veneto, 12 gli arresti

Nella mattinata di oggi, gli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato P.S. di Polistena, al culmine di una intensa ed articolata attività investigativa, supportata da presìdi tecnologici, hanno dato esecuzione al provvedimento di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore della Repubblica Dr. Giuseppe CREAZZO, a carico dei seguenti soggetti:

1.      BRUZZESE Giuseppe, nato a Cinquefrondi (RC) il 26.04.1992;
2.      FOSSARI Vincenzo, nato a Melicucco (RC) il 29.05.1964;
3.      FOSSARI Pasquale, nato a Melicucco (RC) il 14.04.1969;
4.      FOSSARI Bruno, nato a Taurianova (RC) il 03.03.1971;
5.      VECCHIE’ Salvatore, nato a Cinquefrondi (RC) il 16.12.1986.











Si è sottratto all’esecuzione del fermo ed è attivamente ricercato IERANO’ Rocco Francesco, nato a Cinquefrondi (RC) il 25.08.1972.

Il predetto IERANO’ e BRUZZESE sono accusati di essere gli autori materiali dell’omicidio di Francesco FOSSARI, avvenuto il 2 agosto del 2011 nei pressi del cimitero di Melicucco, nonché di porto e detenzione illegale di armi.

Gli altri, invece, rispettivamente fratelli e cognato del defunto Francesco FOSSARI, sono stati fermati con l’accusa di essere i mandanti del tentato omicidio di IERANO’ Rocco Francesco, avvenuto a Cinquefrondi il 25 luglio 2012, in risposta all’assassinio del loro congiunto.

Difatti, secondo l’attività svolta dagli investigatori di questa Squadra Mobile e del Commissariato P.S. di Polistena, con il coordinamento dei Sostituti Procuratori Dr. Enzo BUCARELLI e Dr. Gianluca GELSO, gli odierni arrestati Giuseppe BRUZZESE e Rocco Francesco IERANO’, dopo aver incrociato la macchina del FOSSARI all’altezza del cimitero di Melicucco, invitarono quest’ultimo ad uscire dal mezzo, freddandolo, da distanza ravvicinata, con una pluralità di colpi di diverso calibro (9x21 e 7,65), diretti al capo e al torace.

Il movente dell’omicidio va ricercato nella vendetta da parte del BRUZZESE, a causa della relazione extraconiugale, che la vittima intratteneva con la sorella Antonella; sicché appare evidente come si tratti di un delitto dettato dalla necessità di ripristinare l’“onorabilità” della famiglia.

L’impianto accusatorio, oltre a reggersi saldamente su attività tecniche e tradizionali servizi di polizia giudiziaria, si basa anche su numerose incongruenze nelle dichiarazioni rilasciate in sede di sommarie informazioni dai vari soggetti in ordine al movente ed all’alibi, nonché su vani tentativi di depistaggio attuati dagli indagati, fra cui la simulazione del furto dell’auto utilizzata per l’esecuzione dell’omicidio.

Si rimarca che IERANO’, elemento di spicco della criminalità di Cinquefrondi, già vicino alle cosche storiche dei FORIGLIO – PETULLÀ, aveva di recente acquisito un rilevante potere  nel centro pianigiano, mettendosi a capo di un gruppo criminale di cui BRUZZESE Giuseppe era sodale a tutti gli effetti.

Il tentato omicidio di IERANO’ Rocco Francesco, avvenuto il 25 luglio 2012, è da ricondurre alla ritorsione della famiglia FOSSARI per l’omicidio del congiunto Francesco, atteso che IERANO’ era l’altro killer al fianco di BRUZZESE Giuseppe.

Questa tesi ha trovato ulteriore riscontro in alcune dichiarazioni rese da due collaboratori di giustizia. Il tentato omicidio avvenne in Via Vittorio Veneto di Cinquefrondi (RC), allorché l’uomo venne fatto segno di diversi colpi d’arma da fuoco, due dei quali (calibro 9X21) lo attingevano all’inguine ed al torace, senza riuscirne a cagionare la morte.  

Terminate le formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Palmi, a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente.

Reggio Calabria, 27 giugno 2013.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di 8 persone, ritenute appartenenti e contigue alla ‘ndrangheta nelle sue articolazioni territoriali denominate cosche “FORIGLIO” e “PETULLÀ”, operanti a Cinquefrondi (RC) e territori limitrofi, responsabili a vario titolo di:
-          associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope del tipo cocaina;
-          spaccio in concorso di ingenti quantitativi di cocaina;
-          detenzione e porto illegale di armi da fuoco.

L’operazione, denominata Vittorio Veneto, scaturisce dall’arresto, il 20 luglio 2012, di BASILE Carmelo e GIORDANO Francesco, trovati in possesso di circa 600 grammi di cocaina nel corso di un servizio di controllo della circolazione stradale.
L’attività investigativa condotta dai Carabinieri - che si è avvalsa successivamente anche delle dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia BASILE Carmelo - ha consentito di ricostruire tutte le fasi della filiera del narcotraffico, dall’acquisto, al trasporto e allo smercio nei mercati dell’Italia settentrionale, avente come base operativa Cinquefrondi ed ha confermato la sussistenza di un gruppo di soggetti appartenenti e contigui alla ‘ndrangheta.

Nel corso delle perquisizioni, sono state rinvenute armi e munizioni a disposizione del sodalizio criminale e materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Gli arrestati sono:
-          GIOVINAZZO Andrea, cl. 91, Cinquefrondese;
-          BRUZZESE Giuseppe, cl. 92, Cinquefrondese;
-          PAPASIDERO Vincenzo, cl. 81, Cinquefrondese;
-          PRIMERANO Giuseppe, cl. 73, Cinquefrondese;
-          IERACE Riccardo, cl. 88, Cinquefrondese;
-          GIORDANO Francesco, cl. 80, Cinquefrondese.


Reggio Calabria 27 giugno 2013











 


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