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Scarcerato il giudice Giglio, va ai domiciliari

'NDRANGHETA: SCARCERATO GIUDICE REGGIO CALABRIA CONDANNATO, VA AI DOMICILIARI Reggio Calabria, 3 aprile 2013 - E' stato scarcerato il giudice Vincenzo Giglio, ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria arrestato il 30 novembre 2011 nell'ambito dell'indagine condotta dalla Dda di Milano nei confronti della famiglia Lampada. Il magistrato e' stato condannato in primo grado a quattro anni e sette mesi di carcere. Secondo l'accusa, avrebbe utilizzato i suoi contatti con l'ex consigliere regionale della Calabria Franco Morelli (pure lui condannato a gennaio) e altri politici per fare nominare la moglie Alessandra Sarlo in un ruolo di prestigio (per fatti connessi e' in corso un procedimento penale a Catanzaro). In cambio avrebbe rivelato notizie riservate. I giudici hanno concesso a Giglio gli arresti domiciliari, venute meno le esigenze cautelari.

'NDRANGHETA: GIUDICE GIGLIO AI DOMICILIARI DOPO CONSULTA LASCIA CARCERE ANCHE EX FINANZIERE LUIGI MONGELLI  - MILANO, 3 APRILE 2013 - Per una recentissima sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la presunzione 'assoluta' di adeguatezza della custodia cautelare in carcere per chi ha commesso reati aggravati dal favoreggiamento dell'associazione di stampo mafioso, il giudice Giuseppe Vincenzo Giglio e l'ex finanziere Luigi Mongelli, arrestati nel novembre 2011 nell'ambito dell'inchiesta milanese sul clan Valle-Lampada sono agli arresti domiciliari. In primo grado sono stati condannati a 4 anni e 7 mesi e a 5 anni e 3 mesi.
La decisione e' stata presa nel pomeriggio dall'ottava sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Luisa Ponti e davanti alla quale si e' da poco concluso il processo, accogliendo, con il parere positivo della Procura, l'istanza dei domiciliari avanzata ieri dalle difese dei due imputati. Il provvedimento dei domiciliari e' stato firmato qualche ora fa e in seguito alla sentenza con cui la Corte Costituzionale venerdi' scorso ha dichiarato l'incostituzionalita' di quella parte dell'articolo 275 del codice di procedura penale che prevede l'obbligo della custodia in carcere per chi e' accusato di reati aggravati dal cosiddetto articolo 7 (reati commessi con l'aggravante del metodo mafioso). Giglio e Mongelli, entrambi sospesi dalle loro funzioni, sono in carcere da un anno e 4 mesi e domani verranno trasferiti nelle loro abitazioni dove comunque dovranno rispettare una serie di divieti previsti dalla legge. 

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