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Reggio Calabria. Il Terzo Settore si ferma e scende in piazza

Reggio Cal., lì 16 mar. 13
Il Terzo Settore si ferma e scende in piazza
Martedì 19 marzo dalle 10,30 sit-in a Piazza Italia

Il 19 marzo fermeremo i servizi che gestiamo per conto del Comune e
scenderemo ancora una volta in piazza per rivendicare i diritti degli
ultimi, dei cittadini più deboli.
Lo faremo con la morte del cuore, consapevoli che si tratta di un
gesto estremo, l'ultimo prima della inevitabile chiusura definitiva di
esperienze straordinarie che nel corso di oltre 30 anni hanno
restituito dignità ed umanità a migliaia di persone dimenticate,
abusate, abbandonate, ferite.
Saremo in piazza con loro, con le loro famiglie, con chi rischia di
pagare il dazio di una città che, affogata in un presente drammatico,
non si fa scrupoli di abbandonare al proprio destino i propri figli
più fragili.
Sappiamo bene che esistono leggi precise. I Commissari,
legittimamente, ci hanno rammentato che un Decreto Ministeriale del
1993 esclude i servizi sociali dalla lista di quei servizi ritenuti
essenziali per la vita della comunità. Ebbene sono stati proprio i
nostri amici più deboli, ad insegnarci che troppe volte "diritto" e
"Giustizia" non coincidono, e che quando ciò accade siamo chiamati a
lottare per rispondere alla legge più alta delle nostre coscienze.
E' per questo che non possiamo rassegnarci alla morte annunciata dello
stato sociale.
Viviamo forse il momento più drammatico della storia della nostra
città, un momento che tutti i cittadini stanno pesantemente pagando
sulla propria pelle. Ed è proprio in momenti come questi che è più
alto il rischio di una guerra tra poveri.
In una città devastata, commissariata, abbandonata, la logica del "si
salvi chi può" è ormai diventata stile diffuso. Il problema è che i
più deboli non possono, i poveri non hanno strumenti, i fragili
rischiano di frantumarsi.
Noi non ci stiamo! Non possiamo accettare che anni di battaglie per i
diritti di tutti debbano naufragare di fronte alla ineluttabilità dei
conti in rosso di un Comune in difficoltà.
"Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto fare parti uguali fra
disuguali" insegnava ai ragazzi di Barbiana Don Lorenzo Milani. Non è
giustizia operare tagli lineari che gravano come macigni su chi è già
fortemente provato da anni di abbandono, di ritardi ingiustificati, di
costante contrazione di risorse. Negli ultimi due anni l'investimento
diretto del Comune di Reggio in servizi gestiti dal Terzo Settore è
sceso dai già insufficienti 340 mila euro al mese del 2011, agli
attuali 230 mila, con la conseguenza di una sostanziale riduzione di
risposte in termini di servizi.
Martedì 19 marzo a partire dalle 10,30 ci presenteremo simbolicamente
alle porte del Municipio, in attesa di risposte concrete e definitive:
se lo stato sociale deve morire, qualcuno se ne deve assumere la
responsabilità! Non accettiamo di scomparire per "inerzia".
I dati del resto sono ineluttabili: il mondo del Terzo Settore reggino
ha una credito nei confronti del Comune di Reggio pari a circa 7
milioni di euro al 31 dicembre 2012 e relativo ai 3 anni precedenti.
Di questi, nonostante ci fosse stato garantito che perlomeno i fondi
vincolati sarebbero stati ricostituiti, per un totale di 2 milioni di
euro, al momento sono stati versati solo 340mila euro per servizi per
minori ex L.285.
Il Terzo Settore reggino non ha alcuna certezza circa il futuro dei
servizi che gravano sul bilancio comunale, le cui convenzioni sono
scadute al termine del 2012 e non sono state prorogate. I servizi
stanno proseguendo sulle spalle delle organizzazioni senza alcune
sicurezza di continuità.
I Commissari hanno già dichiarato, da ultimo nella nota inviata alla
stampa nei giorni scorsi, che il DM del 1993 impedisce di garantire il
pagamento puntuale del corrente, con la conseguenza che il Terzo
Settore dovrebbe continuare a portare avanti i servizi aumentando il
proprio indebitamento. Cosa evidentemente impossibile considerando che
nessuna banca è più disposta a fare credito o ad anticipare fatture
del Comune e che molte organizzazioni sono soggette a vessazioni
costanti da parte del fisco, degli istituti previdenziali e di
Equitalia.
Questi sono i motivi per i quali scenderemo in piazza. Non
manifestiamo contro nessuno, il mondo del Terzo Settore per stile non
è mai "contro", e sempre "per". Ma non intendiamo arretrare di un solo
passo di fronte ai diritti dei più deboli, i livelli essenziali di
assistenza non sono derogabili, per nessun motivo.
Proprio in queste ore abbiamo appreso che la struttura commissariale
ci ha convocati per una riunione lunedì sera. Ovviamente, come sempre
abbiamo fatto, andremo ad ascoltare. Ma il tempo delle parole, delle
promesse, degli attestati di solidarietà, è ormai terminato. Ora
attendiamo solo gesti concreti, in assenza dei quali non ci resterà
che certificare la fine dello stato sociale a Reggio Calabria.
Questo è il messaggio che vogliamo lanciare a tutta la città ed è per
questo che continueremo la nostra lotta non violenta, a partire dalla
manifestazione di martedì.
Il Portavoce del Coordinamento
Avv. Luciano Squillaci

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