Pdl, Pd, Lista Monti e m5S, si parlano addosso, nonostante gli
accorati appelli del 'padre della Patria', Giorgio Napolitano, l'unico
che tenga la barra dritta; e la schiena pure
"PRESIDENTE DEL SENATO CERCASI DISPERATAMENTE, OFFRESI VITTO ED
ALLOGGIO E STIPENDIO CONGRUO, COPERTURA SPESE, CASSA MUTUA, DIRITTI
SINDACALI, ONERI FISCALI AD AUTOMUNITI, VACCINATI E MILITIESENTI"
Domenico Salvatore
In campagna elettorale se ne sono dette di tutti i colori, sino ad
esaurimento scorte; di tutto e di più. Silvio Berlusconi, eletto in
tutte le regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia,
Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo,
Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) si
è scagliato con veemenza contro i suoi detrattori, denigratori,
calunniatori, diffamatori, maldicenti e persecutori, nemici,
torturatori ed oppressori. Sotto gli occhi della platea la storia
della richiesta di legittimo impedimento ed il balletto del
certificato medico. Ma anche quella della richiesta di spostamento di
alcuni processi. Il suo j'accuse contro la via giudiziaria della
politica se non altro. La protesta di piazza contro i giudici,
strombazzata ai quattro venti; in grossa parte attuata dagli
"Azzurri". Il duro del pentagono Angelino Alfano, non ha inteso
recedere. Il Pd, credendo di fare un sol boccone delle elezioni ( c'è
riuscito con partiti e partitucoli, letteralmente 'sbranati'), di
demolire annientare ed annichilire gli avversari politici, ha detto
peste e corna, in campagna elettorale contro Grillo e Berlusconi; nel
mirino prima, durante e dopo. Mario Monti, ha insistito sul tasto
dell'austerity delle vacche magre, delle spighe vuote, che hanno
ridotto il Paese sul lastrico e comunque sull'orlo di una crisi di
nervi. Non si è capito bene se il premier in carica, punti
sul…Montecitorio per salire sul Colle, oppure su Palazzo Madama. Chi
troppo vuole, nulla stringe. Infine Grillo si è comportato ancor
peggio del Pd; ha sparato a zero, contro tutto e contro tutti. Lui,
più del PD, credeva di stravincere le elezioni e di fare man bassa di
tutte le cariche possibili, Premierato anzi tutto, Presidenza della
Repubblica, del Senato e della Camera e…niente più. Ma non è un
megalomane. Non solo. Pur non avendo i "numeri" continua a bluffare.
In questo bailamme indecifrabile ed ingestibile, il Capo dello Stato,
prova a tenere la barra dritta, ma la barca, fa acqua da tutte le
parti. I mercati continuano a maramaldeggiare e la mina vagante dello
spread, rischia di travolgere tutto e tutti. Uno scenario
apocalittico, che non promette nulla di buono. Tutto questo, mentre
più di un leader brandisce lo spettro delle elezioni anticipare a
giugno. Sai che allegria!. Un flash dell'Ansa, offre uno spaccato
della situazione…" Salta ogni intesa sulle presidenze delle Camere e
il segretario del Pd Bersani gioca la carta Piero Grasso per il Senato
e di Laura Boldrini, di Sel, per la Camera. Bersani si rammarica non
ci sia stata condivisione con le altre forze politiche, ma aggiunge
che il suo gruppo ha dimostrato di saper decidere, esprimendo 'una
forza civica e morale che serve come messaggio al Paese'.
Resta il no del M5S. 'Se li votino', dice Fico. Si apre così la
battaglia per il ballottaggio che, con tutta probabilità, deciderà il
presidente del Senato alla quarta votazione: il Pdl, infatti, voterà
Schifani. Tra lui e Grasso decideranno i voti di M5S e montiani.
E' iniziata nell'Aula della Camera la quarta votazione per eleggere il
presidente. Dopo le tre fumate nere di ieri in altrettante votazioni,
oggi il quorum si abbassa: per essere eletti sarà sufficiente la
maggioranza assoluta dei voti, computando anche le schede bianche. Una
maggioranza di cui il centrosinistra dispone abbondantemente.
Scelta Civica, dopo la riunione dei senatori e dei deputati con Mario
Monti, ha confermato l'orientamento già emerso di votare scheda bianca
per le presidenze di Camera e Senato, lasciando cadere l'offerta del
Pd di convergere sui candidati indicati da Bersani, Grasso e Boldrini.
Ieri 5 fumate nere per le elezioni dei presidenti delle camere. Vota
praticamente solo M5s, che debutta tra cravatte no-Tav e apriscatole,
sedendo in alto alla Camera. Berlusconi chiama fuori il Pdl: colpa di
un Pd irresponsabile, accusa.
NAPOLITANO: COMINCERO' CONSULTAZIONI 20/3 - "Mi auguro ancora che sia
possibile giungere oggi all'elezione dei Presidenti" delle Camere e
"all'attribuzione di tutti gli incarichi istituzionali, in un clima di
condivisione della responsabilità di favorire - dopo le elezioni del
24 febbraio e sulla base dei risultati che ne sono scaturiti - l'avvio
di una costruttiva dialettica democratica e di una feconda attività
parlamentare". E' quanto si legge nella nota del Quirinale.
"E' importante che in sede europea, e nell'esercizio di ogni
iniziativa possibile e necessaria specie per l'economia e
l'occupazione, il governo conservi la guida autorevole di Mario Monti
fino all'insediamento del nuovo governo (per la cui formazione
inizierò le consultazioni di rito mercoledì 20)" afferma il Capo dello
Stato.
"L'abbandono, in questo momento, da parte del presidente Monti, della
guida del governo, genererebbe inoltre problemi istituzionali senza
precedenti e di difficile soluzione. Apprezzo pertanto il senso di
responsabilità e spirito di sacrificio con cui egli porterà a
completamento la missione di governo assunta nel novembre 2011",
conclude la dichiarazione.
CRIMI (M5S), GRASSO E BOLDRINI? SE LI VOTINO - I nomi di Piero Grasso
e Laura Boldrini proposti dal Pd per la presidenza delle Camere non
cambiano la posizione del Movimento 5 Stelle, che continuerà a votare
per i propri candidati. "Se li votino", risponde il capogruppo M5S al
senato Vito Crimi a chi gli domanda se l'indicazione di due nomi nuovi
possa mutare la decisione dei 5 Stelle di non sostenere candidati del
Pd o del Pdl alla presidenza.". Si salvi chi può, ma trovare i bandolo
della matassa, non è facile come bere un bicchiere d'acqua. Anche
perché il vicolo cieco in cui l'elettore ha cacciato i quattro
dell'Ave Maria, non lascia intravedere vie di scampo. Il solo
Berlusconi è disposto a mettersi da parte. Almeno con le parole. Chi
vivrà, vedrà. Domenico Salvatore











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