Disoccupazione, rincari alimentari, corruzione e cattive condizioni di vita. La Tunisia s’infiamma, barricate sulle strade. Le proteste dopo l'uccisione di Chokri Belaid, esponente di punta dell'opposizione. Gli avvenimenti di questa mattina (l'uccisione di Chokri Belaid e i disordini che si stanno registrando in molte città) hanno indotto l'ambasciata italiana a Tunisi a inviare, a tutti i connazionali residenti in Tunisia, un messaggio con il quale si invita alla prudenza. In particolare, nel messaggio si invitano gli italiani ad evitare i luoghi dove oggi e nei prossimi giorni ci siano assembramenti. Silurato Ben Alì. Era stato installato nel suo scranno proprio dagli italiani Bettino Craxi, Arnaldo Forlani e Giulio Andreotti (CAF) nel lontanissimo 1987 dopo una deposizione morbida dell’ottantaquattrenne Bourghiba.
QUELL’ODORE DI PRIMAVERA CHE INFIAMMA LA TUNISIA, SULLE CENERI DELL’ANTICA CARTAGINE, MA NON CHIAMATELA RIVOLUZIONE ARABA OD AFRICANA E PERFINO MEDITERRANEA, DEFENESTRATO BEN ALI’ AMICO DI CRAXI
Domenico Salvatore
Fattori come la corruzione, l'assenza di libertà individuali, la violazione dei diritti umani e le condizioni di vita molto dure, che in molti casi riguardano o rasentano la povertà estrema possono scatenare una rivolta? La crescita del prezzo dei generi alimentari e della fame oltre al malcontento, possono comportare minacce all'equilibrio locale ed internazionale, se non una crisi alimentare mondiale ? E quali effetti, potrebbero avere, la siccità in Russia e Kazakistan accompagnata dalle inondazioni in Europa, Canada e Australia, associate a incertezza sulla produzione in Argentina? E la speculazione finanziaria, può aver determinato la crescita del prezzo dei generi alimentari in tutto il mondo, Africa in primis? In Tunisia, tutto era cominciato con le manifestazioni di piazza. Formalmente motivate in una prima fase dall'impressionante suicidio del giovane Mohamed Bouazizi, un giovane commerciante ambulante che si era dato fuoco davanti alla sede del governatorato di Sidi Bouzid per protestare contro il sequestro della propria merce da parte delle autorità. Col Paese nel caos a farne le spese è il presidente Zine El-Abidine Ben Ali. silurato. L'Assemblea costituente elegge Presidente della Repubblica Moncef Marzouki, vecchio oppositore di Ben Ali e leader del Congresso per la Repubblica, che nomina primo ministro Hamadi Jebali, anch'egli un vecchio oppositore di Ben Ali.
Il continente nero e di converso il bacino del Mediterraneo, da qualche tempo è diventato una polveriera. Ma in altri Paesi la situazione, non è migliore… Sahara Spagnolo, Marocco, Mauritania, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto; se non Sudan. Niger, Nigeria, Ciad, Mali ed Etiopia; ed ancora… il Bahrein, lo Yemen, la Giordania, il Gibuti e la Siria; mentre, ci sono stati moti minori in Arabia Saudita, Oman, Iraq, Iran e Kuwait; quasi mezz’Africa. E parte dell’Asia (in qualche modo anche…Israele, Libano, Siria, Giordania). Ovunque focolai di guerra o di rivolta. Una serie di proteste ed agitazioni; se non ribellioni o rivoluzioni Comunque di insurrezione o sommossa. Quattro Capi di Stato sono stati costretti alle dimissioni o alla fuga: in Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali il 14 gennaio 2011; in Egitto Hosni Mubarak l'11 febbraio 2011; in Libia Muammar Gheddafi che, dopo una lunga fuga da Tripoli a Sirte, è stato catturato e ucciso dai ribelli il 20 ottobre 2011 e in Yemen Ali Abdullah Saleh il 27 febbraio 2012. L’ultimo flash dell’Ansa dà l’esatta misura di ciò che sta succedendo in Tunisia….”
E' morto il segretario del Partito dei patrioti democratici Chokri Belaïd, ferito questa mattina in un agguato mentre stava uscendo dalla sua abitazione di Tunisi. Secondo le prime notizie, Belaid, è stato ucciso con quattro colpi d'arma da fuoco sparati da breve distanza. Belaid era soprattutto uno dei massimi esponenti di Nidaa Tounes, la formazione politica di recente costituzione e che è la più importante dell'opposizione tunisina. Nidaa Tounes è stata oggetto di numerosi atti di violenza da parte di miliziani della Lega per la protezione della rivoluzione, considerati fiancheggiatori del governo. Le prime informazioni raccolte sul luogo dell'agguato lasciano pensare ad una vera e propria esecuzione. PROTESTE Centinaia di persone protestano davanti al Ministero dell'Interno, guidato da Ali Laarayedh, esponente di Ennahda. I manifestanti gridano slogan contro il governo, chiedendo le dimissioni del primo ministro Hamadi Jebali, pure lui di Ennahda, e stigmatizzando l'ondata di violenze politiche che si sta registrando in Tunisia contro gli oppositori. Il Ministero dell'Interno tusinino, su avenue Boughiba, è praticamente assediato da centinaia di persone che chiedono le dimissioni di Ali Laâryedh al grido di "Chokri Belaid il nostro martire". Le forze di polizia, fatte arrivare in gran numero, si sono dispiegate a protezione del palazzo, stendendo altro filo spinato rispetto a quello già presente e che isolava il Ministero. Un agente di polizia è rimasto ucciso nel corso degli scontri con i dimostranti a Tunisi
SCONTRI TRA MANIFESTANTI E SOSTENITORI ENNAHDA Scontri a Beja tra coloro che manifestavano contro l'uccisione di Chokri Belaid e i sostenitori locali di Ennahda. Nella città all'arrivo delle notizie sulla morte di Belaid centinaia di persone sono scese in strada per manifestare la loro rabbia, rivolta soprattutto contro il partito governativo islamico Ennahdha. I sostenitori del partito hanno anch'essi dato vita ad assembramenti, con il risultato di una violenta sassaiola tra i due fronti, quando un giovane ha tentato di incendiare la locale sede di Ennahda. Beja, al momento, è una città paralizzata: tutti i negozianti hanno infatti abbassato le saracinesche nel timore d'essere coinvolti negli incidenti.
BARRICATE DEI MANIFESTANTI - Nuovi violenti scontri sono scoppiati a Tunisi: i manifestanti stanno erigendo delle barricate nelle strade. I disordini davanti al ministero dell'Interno, su avenue Boughiba, si sono spostati nelle strade vicine. Sulla zona resta il fumo acre delle decine di lacrimogeni, che le forze di sicurezza continuano a lanciare per disperdere i manifestanti. Molti dei quali giovanissimi, che lanciano sassi verso gli agenti rimandando indietro le granate lacrimogene.
AMBASCIATA ITALIA RACCOMANDA PRUDENZA A CONNAZIONALI Gli avvenimenti di questa mattina (l'uccisione di Chokri Belaid e i disordini che si stanno registrando in molte città) hanno indotto l'ambasciata italiana a Tunisi a inviare, a tutti i connazionali residenti in Tunisia, un messaggio con il quale si invita alla prudenza. In particolare, nel messaggio si invitano gli italiani ad evitare i luoghi dove oggi e nei prossimi giorni ci siano assembramenti.
IL PREMIER - Il primo ministro tunisino scioglierà il governo per formare un esecutivo di unità nazionale. "L'uccisione di Chokri Belaid è un atto di terrorismo che colpisce tutta la Tunisia - ha detto il primo ministro tunisino Hamadi Jebali - un atto criminale, di terrorismo - ha detto Jebali - non solo contro Belaid, ma contro tutta la Tunisia". Jebali ha quindi lanciato un appello ai tunisini affinché "diano prova di saggezza" e "non cadano nella trappola criminale di chi cerca di fare piombare il Paese nel disordine".
SCHULZ, CRIMINE NON RESTI IMPUNITO L'uccisione del capo dell'opposizione tunisina è "condannata con grande forza" dal Parlamento europeo. Lo ha detto il presidente Martin Schulz accogliendo nell'emiciclo il presidente tunisino Moncer Marzouki. "Questo crimine non può restare impunito" ha aggiunto Schulz rivolgendosi a Marzouki, che sotto il regime è stato in esilio per 23 anni, dei quali 15 passati proprio a Strasburgo esercitando la professione medica.”. L’Africa Settentrionale o Mediterranea, ha le sue potenzialità. Un benessere economico e sociale maggiore rispetto al resto del continente nero. il clima sufficientemente temperato favorisce l'agglomerarsi della popolazione; il terreno fertile ha contribuito in passato alla creazione di importanti e storiche città, culla di una civiltà rinomata. Sebbene l’Africa Subsahariana sia, tra le aree mondiali più ricche di risorse naturali. Il continente africano, d’acchito, è ancora, sostanzialmente, un esportatore di materie prime (cacao , fertilizzanti, cotone, thè, tabacco, caffè, spezie, zucchero, semi e frutti per l’estrazione di oli da semi, frutta fresca o secca, legno, lana, cuoio. Sono da rilevare anche le quantità fornite di minerali: metalli: nickel, alluminio, metalli preziosi ) e risorse energetiche: petrolio greggio, proveniente in massima parte da Nigeria e Angola. Vi sono inoltre carbone e prodotti chimici inorganici. Granaio del mondo, con il 60% dei terreni arabili del pianeta. In questa parte dell’Africa, sorse la potenza economica, militare e politica di Cartagine. La città è collocata sul lato orientale del Lago di Tunisi. Secondo una leggenda romana, fonte Wikipedia, fu fondata nell'814 a.C. da coloni fenici provenienti da Tiro, guidati da Elissa (la regina Didone). Divenne una grande e ricca città, molto influente nel Mediterraneo occidentale, fino a scontrarsi con Siracusa e Roma per l'egemonia sui mari. I Cartaginesi, sotto la guida di Annibale, giunsero a mettere in pericolo il dominio romano con la vittoria a Canne, ma uscirono poi debolissimi dalla Seconda guerra punica. Con la sconfitta nella Terza guerra punica, la città fu distrutta nel 146 a.C. dai Romani, i quali però la ricostruirono e ne fecero una delle città più importanti dell'Impero romano.
Domenico Salvatore
QUELL’ODORE DI PRIMAVERA CHE INFIAMMA LA TUNISIA, SULLE CENERI DELL’ANTICA CARTAGINE, MA NON CHIAMATELA RIVOLUZIONE ARABA OD AFRICANA E PERFINO MEDITERRANEA, DEFENESTRATO BEN ALI’ AMICO DI CRAXI
Domenico Salvatore
Fattori come la corruzione, l'assenza di libertà individuali, la violazione dei diritti umani e le condizioni di vita molto dure, che in molti casi riguardano o rasentano la povertà estrema possono scatenare una rivolta? La crescita del prezzo dei generi alimentari e della fame oltre al malcontento, possono comportare minacce all'equilibrio locale ed internazionale, se non una crisi alimentare mondiale ? E quali effetti, potrebbero avere, la siccità in Russia e Kazakistan accompagnata dalle inondazioni in Europa, Canada e Australia, associate a incertezza sulla produzione in Argentina? E la speculazione finanziaria, può aver determinato la crescita del prezzo dei generi alimentari in tutto il mondo, Africa in primis? In Tunisia, tutto era cominciato con le manifestazioni di piazza. Formalmente motivate in una prima fase dall'impressionante suicidio del giovane Mohamed Bouazizi, un giovane commerciante ambulante che si era dato fuoco davanti alla sede del governatorato di Sidi Bouzid per protestare contro il sequestro della propria merce da parte delle autorità. Col Paese nel caos a farne le spese è il presidente Zine El-Abidine Ben Ali. silurato. L'Assemblea costituente elegge Presidente della Repubblica Moncef Marzouki, vecchio oppositore di Ben Ali e leader del Congresso per la Repubblica, che nomina primo ministro Hamadi Jebali, anch'egli un vecchio oppositore di Ben Ali. Il continente nero e di converso il bacino del Mediterraneo, da qualche tempo è diventato una polveriera. Ma in altri Paesi la situazione, non è migliore… Sahara Spagnolo, Marocco, Mauritania, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto; se non Sudan. Niger, Nigeria, Ciad, Mali ed Etiopia; ed ancora… il Bahrein, lo Yemen, la Giordania, il Gibuti e la Siria; mentre, ci sono stati moti minori in Arabia Saudita, Oman, Iraq, Iran e Kuwait; quasi mezz’Africa. E parte dell’Asia (in qualche modo anche…Israele, Libano, Siria, Giordania). Ovunque focolai di guerra o di rivolta. Una serie di proteste ed agitazioni; se non ribellioni o rivoluzioni Comunque di insurrezione o sommossa. Quattro Capi di Stato sono stati costretti alle dimissioni o alla fuga: in Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali il 14 gennaio 2011; in Egitto Hosni Mubarak l'11 febbraio 2011; in Libia Muammar Gheddafi che, dopo una lunga fuga da Tripoli a Sirte, è stato catturato e ucciso dai ribelli il 20 ottobre 2011 e in Yemen Ali Abdullah Saleh il 27 febbraio 2012. L’ultimo flash dell’Ansa dà l’esatta misura di ciò che sta succedendo in Tunisia….”
E' morto il segretario del Partito dei patrioti democratici Chokri Belaïd, ferito questa mattina in un agguato mentre stava uscendo dalla sua abitazione di Tunisi. Secondo le prime notizie, Belaid, è stato ucciso con quattro colpi d'arma da fuoco sparati da breve distanza. Belaid era soprattutto uno dei massimi esponenti di Nidaa Tounes, la formazione politica di recente costituzione e che è la più importante dell'opposizione tunisina. Nidaa Tounes è stata oggetto di numerosi atti di violenza da parte di miliziani della Lega per la protezione della rivoluzione, considerati fiancheggiatori del governo. Le prime informazioni raccolte sul luogo dell'agguato lasciano pensare ad una vera e propria esecuzione. PROTESTE Centinaia di persone protestano davanti al Ministero dell'Interno, guidato da Ali Laarayedh, esponente di Ennahda. I manifestanti gridano slogan contro il governo, chiedendo le dimissioni del primo ministro Hamadi Jebali, pure lui di Ennahda, e stigmatizzando l'ondata di violenze politiche che si sta registrando in Tunisia contro gli oppositori. Il Ministero dell'Interno tusinino, su avenue Boughiba, è praticamente assediato da centinaia di persone che chiedono le dimissioni di Ali Laâryedh al grido di "Chokri Belaid il nostro martire". Le forze di polizia, fatte arrivare in gran numero, si sono dispiegate a protezione del palazzo, stendendo altro filo spinato rispetto a quello già presente e che isolava il Ministero. Un agente di polizia è rimasto ucciso nel corso degli scontri con i dimostranti a Tunisi
SCONTRI TRA MANIFESTANTI E SOSTENITORI ENNAHDA Scontri a Beja tra coloro che manifestavano contro l'uccisione di Chokri Belaid e i sostenitori locali di Ennahda. Nella città all'arrivo delle notizie sulla morte di Belaid centinaia di persone sono scese in strada per manifestare la loro rabbia, rivolta soprattutto contro il partito governativo islamico Ennahdha. I sostenitori del partito hanno anch'essi dato vita ad assembramenti, con il risultato di una violenta sassaiola tra i due fronti, quando un giovane ha tentato di incendiare la locale sede di Ennahda. Beja, al momento, è una città paralizzata: tutti i negozianti hanno infatti abbassato le saracinesche nel timore d'essere coinvolti negli incidenti.
BARRICATE DEI MANIFESTANTI - Nuovi violenti scontri sono scoppiati a Tunisi: i manifestanti stanno erigendo delle barricate nelle strade. I disordini davanti al ministero dell'Interno, su avenue Boughiba, si sono spostati nelle strade vicine. Sulla zona resta il fumo acre delle decine di lacrimogeni, che le forze di sicurezza continuano a lanciare per disperdere i manifestanti. Molti dei quali giovanissimi, che lanciano sassi verso gli agenti rimandando indietro le granate lacrimogene.AMBASCIATA ITALIA RACCOMANDA PRUDENZA A CONNAZIONALI Gli avvenimenti di questa mattina (l'uccisione di Chokri Belaid e i disordini che si stanno registrando in molte città) hanno indotto l'ambasciata italiana a Tunisi a inviare, a tutti i connazionali residenti in Tunisia, un messaggio con il quale si invita alla prudenza. In particolare, nel messaggio si invitano gli italiani ad evitare i luoghi dove oggi e nei prossimi giorni ci siano assembramenti.
IL PREMIER - Il primo ministro tunisino scioglierà il governo per formare un esecutivo di unità nazionale. "L'uccisione di Chokri Belaid è un atto di terrorismo che colpisce tutta la Tunisia - ha detto il primo ministro tunisino Hamadi Jebali - un atto criminale, di terrorismo - ha detto Jebali - non solo contro Belaid, ma contro tutta la Tunisia". Jebali ha quindi lanciato un appello ai tunisini affinché "diano prova di saggezza" e "non cadano nella trappola criminale di chi cerca di fare piombare il Paese nel disordine".
SCHULZ, CRIMINE NON RESTI IMPUNITO L'uccisione del capo dell'opposizione tunisina è "condannata con grande forza" dal Parlamento europeo. Lo ha detto il presidente Martin Schulz accogliendo nell'emiciclo il presidente tunisino Moncer Marzouki. "Questo crimine non può restare impunito" ha aggiunto Schulz rivolgendosi a Marzouki, che sotto il regime è stato in esilio per 23 anni, dei quali 15 passati proprio a Strasburgo esercitando la professione medica.”. L’Africa Settentrionale o Mediterranea, ha le sue potenzialità. Un benessere economico e sociale maggiore rispetto al resto del continente nero. il clima sufficientemente temperato favorisce l'agglomerarsi della popolazione; il terreno fertile ha contribuito in passato alla creazione di importanti e storiche città, culla di una civiltà rinomata. Sebbene l’Africa Subsahariana sia, tra le aree mondiali più ricche di risorse naturali. Il continente africano, d’acchito, è ancora, sostanzialmente, un esportatore di materie prime (cacao , fertilizzanti, cotone, thè, tabacco, caffè, spezie, zucchero, semi e frutti per l’estrazione di oli da semi, frutta fresca o secca, legno, lana, cuoio. Sono da rilevare anche le quantità fornite di minerali: metalli: nickel, alluminio, metalli preziosi ) e risorse energetiche: petrolio greggio, proveniente in massima parte da Nigeria e Angola. Vi sono inoltre carbone e prodotti chimici inorganici. Granaio del mondo, con il 60% dei terreni arabili del pianeta. In questa parte dell’Africa, sorse la potenza economica, militare e politica di Cartagine. La città è collocata sul lato orientale del Lago di Tunisi. Secondo una leggenda romana, fonte Wikipedia, fu fondata nell'814 a.C. da coloni fenici provenienti da Tiro, guidati da Elissa (la regina Didone). Divenne una grande e ricca città, molto influente nel Mediterraneo occidentale, fino a scontrarsi con Siracusa e Roma per l'egemonia sui mari. I Cartaginesi, sotto la guida di Annibale, giunsero a mettere in pericolo il dominio romano con la vittoria a Canne, ma uscirono poi debolissimi dalla Seconda guerra punica. Con la sconfitta nella Terza guerra punica, la città fu distrutta nel 146 a.C. dai Romani, i quali però la ricostruirono e ne fecero una delle città più importanti dell'Impero romano.
Domenico Salvatore






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