Nella tarda
serata di ieri, a conclusione di un’articolata attività investigativa
coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nella
persona del Procuratore Aggiunto dr. Michele PRESTIPINO GIARRITTA e del
Sostituto Procuratore d.ssa Alessandra CERRETTI, personale di questa Squadra
Mobile, del codesto Servizio Centrale Operativo e del Commissariato di Pubblica
Sicurezza di Gioia Tauro, coadiuvati dall’omologo ufficio investigativo di
Catanzaro, previa localizzazione, faceva irruzione all’interno di un
appartamento situato al secondo piano di uno stabile ubicato a ridosso del
centralissimo Viale De Filippis del Capoluogo di Regione, dove si nascondeva
LEOTTA Domenico in oggetto generalizzato, latitante da tre anni in quanto
sfuggito all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere
nell’ambito della nota operazione di polizia denominata All Inside[1].
All’atto dell’irruzione il
LEOTTA, che era intento a guardare il televisore nella stanza da letto, non ha
opposto alcuna resistenza.
Nel corso della
perquisizione eseguita all’interno dell’appartamento dotato di ogni confort, è stato sequestrato materiale
ritenuto utile per il prosieguo delle
indagini che mirano ad individuare la rete di fiancheggiatori che hanno
garantito al ricercato la latitanza nel corso degli anni.
Come si
ricorderà, il 29 aprile del 2010 veniva eseguita un’imponente Operazione di
polizia convenzionalmente denominata ALL INSIDE nel corso della quale venivano
eseguiti 40 arresti di capi e gregari della potente cosca PESCE di Rosarno.
L’indagine, coordinata dalla D.D.A. di Reggio Calabria, faceva luce sugli assetti
criminali e sugli equilibri e legami tra i soggetti appartenenti alle diverse
famiglie mafiose operanti a Rosarno.
Nello specifico,
l’attività investigativa delineava i contorni di una delle più importanti
cosche mafiose dominanti a Rosarno con proiezioni operative sul territorio nazionale.
L’attività investigativa traeva origine dall’omicidio di Domenico Sabatino, soggetto ritenuto organicamente inserito all’interno del sodalizio criminale facente capo alla cosca PESCE, avvenuto l’8 ottobre 2006.
L’attività investigativa traeva origine dall’omicidio di Domenico Sabatino, soggetto ritenuto organicamente inserito all’interno del sodalizio criminale facente capo alla cosca PESCE, avvenuto l’8 ottobre 2006.
Partendo da
questo grave episodio delittuoso, le indagini consentivano agli investigatori
di individuare le dinamiche criminali, comprenderne le logiche, gli equilibri, le
relazioni e gli accordi, nonché l’esecuzione di progetti criminosi della cosca
PESCE che, con l’altra cosca rosarnese
dei BELLOCCO, nei cui confronti sono già stati eseguiti diversi provvedimenti
cautelari a partire dal luglio 2009 e da ultimo nello scorso novembre la nota
operazione BLUE CALL, costituiscono due poli intorno ai quali gravitavano altre
famiglie ad esse legate, oltre che da legami di parentela, anche da
cointeressenze affaristiche. Ognuna delle due cosche costituisce baricentro di
interessi di tipo economico, ed in alcuni campi le rispettive sfere di
influenza si intrecciano, intervenendo per ricomporre gli attriti eventualmente
creatisi tra le famiglie satelliti. E’ il caso delle vicende che riguardano le
famiglie ASCONE e SABATINO, rispettivamente legate ai BELLOCCO ed ai PESCE.
Nell’ambito
della stessa operazione erano stati contestati, a suo tempo, una serie di
delitti in materia di armi, estorsioni ed intestazione fittizia di beni
riconducibili alla cosca PESCE.
Reggio
Calabria 02.02.2013.
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