La cultura di plastica. Taschen omaggia kartell con una monografia
presentata a Reggio Calabria, dopo l'anteprima mondiale, nell'elegante
spazio Iannì Interior Design con un evento che ha avuto come
protagonista Giorgio Tartaro. "Kartell ha avuto il merito di
promuovere la cultura del design e della creatività e di nobilitare un
materiale, poco associabile ad un codice estetico, che ha stuzzicato
le migliori menti del design italiano". Con questo omaggio al brand
italiano che ha dettato mode e stili di vita nel mondo, Giorgio
Tartaro, giornalista esperto del settore, ha esordito all'evento di
presentazione del libro Kartell - The culture of plastics edito da
Taschen che si è tenuto nell'elegante Iannì Interior Design di Reggio
Calabria. Domenica 3 febbraio l'elegante design store è stato
allestito come spazio espositivo dedicato alle espressioni creative
della storia del brand. Una mostra impreziosita da una serie di
dipinti dedicati dalla pittrice Tina Sgrò a Kartell. Una storia,
ripercorsa nelle pagine del volume monografico, che riflette
l'evoluzione del Made in Italy, attraverso il progresso industriale,
il progresso tecnologico, l'evoluzione del gusto e degli orientamenti
al consumo. Una storia di plastica che Tito Malara, da 25 anni
responsabile commerciale dell'azienda per la Calabria, ha scelto di
condividere, con non poca emozione, con gli ospiti dell'evento. "Alla
fine degli anni 80 – ha ricordato - ho avuto l'onore di conoscere i
fondatori del brand, Giulio Castelli e Anna Castelli Ferrieri. Era un
momento in cui l'azienda si esprimeva con i classici colori del
bianco, rosso, nero e pochi altri. Si progettava con elevati fattori
di rischio. Basti pensare ai costi di ogni singolo stampo e
all'impossibilità di una verifica preliminare dei risultati. Con la
rivoluzione informatica che seguì, già dai primi anni 90, i
sofisticati software hanno consentito di abbattere i rischi e ciò
fornì ulteriore impulso alla sperimentazione. La rivoluzione più
evidente si ebbe con Claudio Luti, prima socio della Gianni Versace,
cui si deve il merito di aver operato come se si volesse fare alta
moda a basso costo. La kartell venne radicalmente innovata, il mondo
dei colori e le nuove sperimentazioni sulla materia trovarono la loro
massima espressione nelle firme delle Archistar più famose del mondo.
Philipe Starck, Piero Lissoni, Enzo Mari, Michele De lucchi, Marco
Zanuso, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Patricia
Urquiola, Richard Sapper, Rodolfo Dordoni, i F.lli Bouroullece hanno
indissolubilmente legato il proprio nome al brand e sono divenuti
icone del nostro tempo". Giorgio Tartaro è poi entrato nel vivo della
presentazione dell'opera Taschen, ha ricordato i grandi successi
dell'azienda, che ha ottenuto, nel 2000 il premio Guggenheim per il
migliore Museo d'Impresa ed ha sottolineato l'importanza della
sperimentazione e della ricerca attuata dal Centro Kartell a Binasco,
laboratorio di idee importantissimo. Giorgio Tartaro, dopo oltre 1500
puntate in tv e tanti format sul web dedicati al design e
all'architettura ha raccontato il suo esordio da giornalista a Modo,
una rivista che adesso non c'è più, e l'esperienza a Domus, rivista
nata nel '28. "La differenza tra la carta stampata e la televisione è
che una presuppone un approccio critico mentre l'altra, la tv, è forse
più divulgativa ma non è detto che non sia critica". La presenza di
Tartaro all'evento Kartell ha avuto un significato che è andato ben
oltre la presentazione della prestigiosa opera monografica. Il
giornalista, infatti, ha incontrato alcuni architetti reggini per uno
scambio di idee sulla progettazione architettonica. Ed in merito agli
esiti di questo dialogo ha spiegato: "Ho visto presentazioni molto
interessanti, anche linguaggi diversi, non solo tra loro, tra gli
architetti, ma anche a seconda del committente e del luogo di
intervento. C'è molta qualità. La divulgazione raggiunge tutti. Non
solo gli architetti ma anche i committenti che sono sempre più
esigenti. Questo fattore conferisce nuovo impulso alla sintonia nella
progettazione". Ed in merito alla cultura della plastica ed alla sua
affermazione nell'interior design ha riportato: "Mi ha quasi stupito
Philippe Stark qualche anno fa quando in un'intervista mi disse che la
plastica è, in qualche modo, ecologica ed etica. È difficile
sostenerlo, mi rendo conto. Anche perché deriva da un elemento
naturale che è il petrolio. Ma Stark intendeva sostanzialmente che la
plastica ha una tale possibilità di diffusione e una tale potenziale
divulgativo che se concepita nell'ambito di un progetto corretto ed
etico, può essere sostenibile. Per esempio pensate a un legno, che è
un elemento naturale, che viene trattato e verniciato. È ancora un
elemento naturale?". Ed ancora, sulla connotazione creativa della
plastica e sulla sua insita capacità di sviluppare la fantasia, ha
dichiarato: "Dopo venti edizioni del Salone del Mobile di Milano, che
è il luogo di eccellenza del design e della creatività, continuo a
stupirmi. Mi chiedo come sia possibile presentare sempre cose nuove. E
come sia possibile che delle forme che a primo impatto difficilmente
incontrano il gusto del pubblico, se divulgate in un certo modo,
possano entrare nel panorama contemporaneo di tutti noi". Il glamour,
la creatività, la storia e la plastica. C'erano tutti gli ingredienti
all'evento che Iannì Interior design ha voluto dedicare all'eccellenza
dell'interior design. Silvia Marone e Vittorio Iannì, titolari dello
store e ideatori dell'iniziativa hanno condiviso lo spirito che ha
animato questa scelta: "Desideriamo creare una rete d'intenti che
faccia emergere il Meridione come polo propositivo" ha esordito
Silvia, "Ci auguriamo che la velocità del cambiamento ci trovi
preparati nell'individuare realtà positive da proporre e idee da far
circolare – ha sottolineato Vittorio Iannì. Un approccio culturale in
cui riveste un ruolo indispensabile anche la formazione. In tal senso
l'intervento del professore della facoltà di Architettura
dell'Università Mediterranea, Corrado Trombetta, che ha focalizzato
l'attenzione sul necessario rapporto tra la formazione e l'impresa e
sulle difficoltà di dialogo tra Università e mercato. "Siano le idee
il punto di partenza per innovazione nel settore" ha auspicato. In tal
senso il ruolo dei giovani diventa fondamentale. Dello stesso avviso
Consuelo Nava, docente della facoltà di Architettura, che sollecitata
da Giorgio Tartaro ad intervenire sul tema del design politico, ha
esortato la progettazione nel design alla sensibilità sui temi
dell'ambiente ed ha omaggiato Tartaro di un campione di plastica
prodotta con gli sfridi della produzione dell'olio. Iannì interior
Design, luogo di creatività e bellezza, "spazio da percepire come
libertà individuale di espressione sempre ripercorribile con nuove
idee, emozioni, pulsioni del gusto e dell'essere" si propone come
fulcro di sperimentazioni e contaminazione tra idee e saperi. E' qui
che nasce la proposta di quel dialogo costruttivo tra esperienze che
conduce alla costruzione ed affermazione di un pensiero innovato ed
innovatore nel concetto della progettazione e nel modo di sentire la
professione come esperienza che ha una valenza estetica e di crescita
culturale. E che, nella condivisione, possa rafforzare i propri
migliori fermenti. Per l'ottima riuscita dell'evento kartell Iannì
Interior Design ringrazia per la collaborazione Soshushi, Al Bar,
H224, Antonio Venanzi, Roberta Meduri e Valeria Bellantoni.
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