
'NDRANGHETA: OPERAZIONE DIA A ROMA E CALABRIA, ARRESTI. MANI COSCA «GALLICO» SU LOCALI CENTRO CAPITALE.
ROMA, 30 Gennaio 2013. Dalle prime ore della mattinata, gli investigatori della D.I.A. di Roma - con cui ha collaborato, nella fase esecutiva, il Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria - stanno dando esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma nei confronti di alcuni esponenti della 'ndrangheta da tempo radicati nella Capitale, ritenuti responsabili di «trasferimento fraudolento di valori», aggravato dal metodo mafioso. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, prevede anche il sequestro di beni mobili ed immobili di cospicuo valore, tra cui alcuni noti esercizi commerciali della capitale. Sono inoltre in atto perquisizioni domiciliari a Roma e nella Provincia di Reggio Calabria a carico di altri soggetti che rispondono degli stessi reati in stato di libertà. Il Centro Operativo della D.I.A. di Roma ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di alcuni esponenti legati alla 'ndrina dei Gallico, originari della provincia di Reggio Calabria. Coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, l'operazione ha permesso di bloccare in particolare una serie di investimenti di denaro dalla provenienza ritenuta illecita. Il G.I.P. del Tribunale di Roma ha accolto la richiesta di contestazione del reato - ex art. 12 quinquies L. 356/1992, aggravato dal metodo mafioso di cui all'art. 7 D.L. 152/1991 - che punisce l'intestazione fittizia di beni, per un valore di circa 20 milioni di euro, che sono stati sottoposti a sequestro preventivo ex art. 12 sexies della stessa Legge. Gli arrestati, grazie ad alcuni prestanome e società fittizie, erano riusciti a concludere - investendo ingenti capitali per conto della cosca calabrese di riferimento - una serie di importanti operazioni immobiliari e societarie soprattutto nel settore della ristorazione, impadronendosi di bar e ristoranti ubicati in zone di pregio della Capitale. Gli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia si sono soffermati sulla natura sospetta di una molteplicità di investimenti finanziari, come l'acquisizione del controllo di esercizi commerciali che hanno sollevato non pochi dubbi per l'estrema rapidità della compravendita, le modalità delle trattative, la provenienza delle risorse economiche. Una realtà criminale sofisticata, quella della 'ndrangheta, in grado di individuare, nel tessuto economico della Capitale, un canale funzionale a ripulire i propri profitti illeciti. I risultati dell'attività saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che sarà tenuta alle 11 odierne presso il Centro Operativo della D.I.A. di Roma, in Piazza Cola di Rienzo 27.
'NDRANGHETA: DIA; COLPO A PATRIMONIO COSCHE A ROMA,SEQUESTRIROMA, 30 GEN - È stata la natura sospetta di alcuni investimenti finanziari (trattative commerciali di compravendita di locali commerciali molto rapide, modalit… delle trattative, provenienza delle risorse economiche) ad insospettire gli investigatori della Direzione investigativa antimafia che nell'operazione di questa mattina ha colpito gli investimenti della 'ndrangheta a Roma. Il Centro Operativo della Dia della Capitale - con la collaborazione, nella fase esecutiva, della Dia di Reggio Calabria - ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di alcuni esponenti legati alla 'ndrina dei Gallico, originari della provincia di Reggio Calabria. L'operazione ha permesso di bloccare in particolare una serie di investimenti di denaro dalla provenienza ritenuta illecita e beni per un valore di circa 20 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo. Gli arrestati, grazie ad alcuni prestanome e societ… fittizie, erano riusciti a concludere - investendo ingenti capitali per conto della cosca calabrese di riferimento - una serie di importanti operazioni immobiliari e societarie soprattutto nel settore della ristorazione, impadronendosi di bar e ristoranti ubicati in zone di pregio della Capitale. I risultati dell'operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che sar… tenuta alle ore 11.00 odierne presso il Centro Operativo della Dia di Roma, in Piazza Cola di Rienzo 27.
'NDRAGHETA, MANI COSCA «GALLICO» SU LOCALI CENTRO CAPITALE.
Roma, 30 GEN - Una consistente infiltrazione della 'ndrina dei Gallico nella realtà economica-finanziaria della capitale tramite il reinvestimento di cospicue somme di denaro di provenienza ritenuta illecita. Questo quanto emerso dall'operazione della Dia di Roma, in collaborazione con quella di Reggio Calabria che ha portato all'arresto in carcere di tre persone, all'iscrizione nel registro degli indagati di altre sei e al sequestro di beni per circa venti milioni di euro. Tra i beni cui sono stati apposti i sigilli locali al centro della capitale. In particolare: la società «Colonna Antonina 2004 srl» intestata a soggetti ex titolari del noto bar «Chigi» sito nell'omonima via e sottoposto a sequestro preventivo dalla Dia nel luglio 2011; il bar «Antiche Mura» in via Leone IV, a due passi dal Vaticano; il ristorante «Platinum» in via dei Banchi Nuovi, nei pressi di Castel Sant'Angelo. «L'operazione dimostra evidenti infiltrazioni della 'ndrangheta nella capitale. Una presenza concreta in relazione alla quale non possiamo far finta di niente e abbassare la guardia». Così il direttore nazionale della Dia Arturo De Felice nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte anche il capocentro di Roma della Dia il colonnello Gregorio De Marco e il dirigente della stessa Direzione Antimafia capitolina Giuseppe Puzzo. L'operazione, secondo quanto riferito, è l'esito di indagini avviate dopo il sequestro del bar «Chigi». Quindi è emerso un trasferimento fraudolento di beni e valori aggravato dal metodo mafioso. Una contestazione, questa ipotizzata nei confronti dei tre finiti in manette, soggetti legati alla 'ndrina dei Gallico, originari della provincia di Reggio Calabria. Si tratta di Francesco Frisina, di 57 anni nato a Palmi ma residente a Roma con precedenti per associazione mafiosa, estorsione, armi e rapina e che in passato è stato anche sottoposto a sorveglianza speciale; Carmine Saccà, di 46 anni nato a Taurianova, residente a Roma, con precedenti anche per estorsione. Il terzo destinatario della misura cautelare firmata dal gip Simonetta D'Alessandro su richieste dai pm Maria Cristina Palaia e Luca Palamara, risulta ancora da rintracciare e ha precedenti per furto, porto abusivo di arma da fuoco, favoreggiamento di un latitante. I sei indagati, sono «prestanome» che hanno concorso al raggiungimento dell'attività del gruppo che, con l'ausilio anche di familiari e con l'aiuto di un'agenzia immobiliare romana (il cui titolare è indagato in stato di libertà, ma la cui società è stata sottoposta a sequestro) ha comprato noti locali commerciali della capitale, nonché immobili e terreni tra Roma e la provincia di Reggio Calabria. I terreni erano destinati alla coltivazione delle olive. Ad essere sequestrati anche conti correnti e autovetture. L'attività investigativa ha permesso di appurare che gli indagati avevano creato un «sistema» per reinvestire a Roma i proventi illeciti delle attività delittuose della loro cosca di appartenenza. Parte dei ricavi illeciti si ritiene siano stati reinvestiti nell'acquisto di tre immobili in via Boccea del valore ciascuno di circa 500mila euro che erano stati indagati fittiziamente a familiari per eludere eventuali misure patrimoniali nei loro confronti.
'NDRANGHETA: ZINGARETTI, LOTTA A MAFIA È BATTAGLIA LIBERTÀ.
ROMA, 30 GEN - «Gli arresti e i sequestri di questa mattina hanno inferto un altro duro colpo alle organizzazioni criminali che operano nella Capitale. Voglio ringraziare le Forze dell'Ordine e la Magistratura per il lavoro svolto e l'impegno che in questi ultimi mesi ha portato a brillanti operazioni ai danni di diverse organizzazioni mafiose». Lo afferma, in una nota, il candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Contrastare e respingere l'infiltrazione di tutte le mafie nel tessuto economico e sociale della nostra città e della nostra Regione - aggiunge - è un impegno che deve vederci tutti uniti, cittadini e Istituzioni, perchè la lotta alla mafia è una battaglia per la libertà. Per questo una delle azioni centrali del nostro progetto per il Lazio sarà l'approvazione in tempi brevi - concude - di un testo unico per la sicurezza e contro le mafie che renda più efficaci gli strumenti di contrasto a ogni fenomeno criminale».
'NDRANGHETA: CIARDI, DA DIA BRILLANTE RISPOSTA A COSCHE.
ROMA, 30 GEN - «È davvero straordinaria la capacità della Direzione Nazionale Antimafia di intervenire contro i continui tentativi di infiltrazione delle organizzazioni criminali a Roma». Lo afferma, in una nota, il delegato del sindaco Alemanno alla Sicurazza Giorgio Ciardi. «Anche con l'operazione odierna, e gli ingentissimi sequestri preventivi di beni, l'individuazione dei prestanome e la denuncia di società fittizie collegate alla ndrangheta, si evidenzia - aggiunge - come ai tentativi sistematici di penetrare il tessuto socio-economico della Capitale da parte degli uomini della cosche, gli organi inquirenti reagiscono colpo su colpo, scoperchiando tassello dopo tassello questa Idra dalle mille teste che tenta di aggredire il nostro territorio e che viene puntualmente contrastata con efficienza e professionalità». «Anche a nome di tutti i romani, di cui pensiamo di condividere il pensiero - conclude -, va il ringraziamento dell'Amministrazione Roma Capitale a questa opera permanente delle forze dell'ordine di tutela del territorio e della legalità nella Capitale».
'NDRANGHETA: AFFARI COSCHE ANCHE IN LOCALI VICINO SAN PIETRO SEQUESTRATI ANCHE RISTORANTE A CASTEL SANT'ANGELO E SOCIETÀ.
ROMA, 30 GEN - C'è anche il bar Antiche Mura, nei pressi dei musei vaticani, tra i locali dove la 'ndrangheta aveva investito per i propri affari a Roma, vicino a San Pietro. È quanto emerso dall'operazione della Dia, che ha portato a vari sequestri e due arresti. Tra i locali sequestrati c'è anche il ristorante Platinum in via dei Banchi Nuovi, nei pressi di Castel Sant'Angelo, e la società Colonna Antonina srl, di proprietà dei due arrestati, Francesco Frisina e Carmine Saccà, titolare del Bar Chigi, sequestrato nel 2011.
'NDRANGHETA, BONESSIO (RC): «FENOMENO PER TROPPO TEMPO SOTTOVALUTATO»
Roma, 30 GEN - «Gli arresti di questa mattina a Roma dimostrano una cosa molto preoccupante, ossia che gli interessi delle grandi organizzazioni criminali da tempo hanno messo le mani sulla Capitale». Lo dichiara in una nota Nando Bonessio, capolista di Rivoluzione Civile per la Regione Lazio. «In questi anni noi Verdi abbiamo più volte denunciato la presenza criminale sul territorio di Roma, a partire dalle mire della camorra nel basso Lazio, alle mani delle mafie sulle attività economiche della città. I tanti fatti di sangue degli ultimi due anni e mezzo dimostrano che è in corso una guerra tra bande criminali per il controllo della città, un controllo che garantisce milioni di euro alle associazioni mafiose. Obiettivo primario deve essere, ed è per noi di Rivoluzione Civile, il ripristino della legalità, e il controllo del territorio che garantisca sicurezza ai cittadini», aggiunge. «È necessario spezzare il meccanismo criminale che tramite l'utilizzo di ingenti capitali illeciti si assicura appalti tramite il sistema delle tangenti. Serve una rivoluzione ecologica nelle istituzioni prima di tutto, per ridare fiducia ai cittadini, e fornire alle forze dell'ordine tutto il supporto necessario. In questi anni i fenomeni criminali nella città di Roma sono stati evidentemente sottovalutati, e non possiamo permetterci di perdere altro tempo», conclude.
'NDRANGHETA, AZUNI (SEL): DOVE FINITA MIA RICHIESTA COMMISSIONE INDAGINE?
Roma, 30 GEN - «Questa mattina la Dia ha portato a termine un'importantissima operazione che ha sgominato un traffico di operazione illecite condotte soprattutto nei gangli del tessuto produttivo della città. Un problema gravissimo, ma di certo non nuovo per Roma». Lo dice in una nota Maria Gemma Azuni, presidente del Gruppo Misto (Sinistra, Ecologia Libertà) in Campidoglio. «In questi anni ho personalmente prodotto: una richiesta nel 2011 per l'avvio di una commissione di indagine, in senso all'Assemblea Capitolina, per le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico della città. La richiesta, pur presentata regolarmente con le firme necessarie, è rimasta senza esito - aggiunge - Un ordine del giorno apposito per la destinazione a Roma Capitale dei beni confiscati alla mafia; una mozione del 2011, per attivare un cambiamento sinergico negli uffici »sensibili e a rischio« di Roma Capitale (osservatori permanenti di studio, potenziamento del personale, informatizzazione delle procedure); un ordine del giorno, approvato a novembre in sede di assestamento 2012, per predisporre misure concrete di lotta alla criminalità e avviare il Patto per Roma sicura». «Queste le misure concrete che ho cercato di attivare in seno all'Assemblea Capitolina per affrontare di petto il problema enorme delle infiltrazioni criminali nel tessuto cittadino - sottolinea - A dimostrazione del fatto che i consiglieri possono e debbono farsi parte attiva dei problemi fondamentali che attanagliano la città, primo su tutti la lotta per la legalità e la sicurezza. Mi chiedo piuttosto, delle iniziative intraprese, quali siano stati l'esito e il destino».
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