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Melito Porto Salvo (rc), Commemorato Enrico Montalbetti, arcivescovo di Reggio Calabria, nel 70° del bombardamento

ARCIDIOCESI DI REGGIO CALABRIA - BOVA
PARROCCHIA S. GIUSEPPE in ANNA'-La parrocchia di Annà di Melito P.S. in occasione del 70° anniversario del tragico evento di guerra del 31.01.1943, in cui persero la vita, per un bombardamento della RAF, 10 persone, tra cui l’allora Arcivescovo di Reggio Calabria S.E. Mons. Enrico Montalbetti, ha organizzato per giorno 27 gennaio 2013 un convegno commemorativo. Memoria minuitur nisi eam exerceas. Inizio ore 16,00, con La funzione religiosa c/o la Chiesa Parrocchiale S. Giuseppe di Anna’. a seguire, c/o il salone parrocchiale di Anna’, il convengo dal titolo: ”Gli eventi del 31 gennaio 1943. Evocazioni storiche, testimonianze e speranza nel cammino verso la Canonizzazione di Mons. Montalbetti”.

QUELLA GUERRA DEI SANTI MONTALBETTI E FERRO…LA BEATIFICAZIONE E LA CANONIZZAZIONE COSTANO UN SACCO ED UNA SPORTA DI SOLDI, MA, IL GIUDICE DELEGATO MONSIGNOR ANTONINO DENISI, NON SI SENTE UN VASO DI COCCIO IN MEZZO A DUE DI FERRO


La santificazione dell’arcivescovo Enrico Montalbetti (Venezia, 21 settembre 1888 – Melito Porto Salvo, 31 gennaio 1943) ucciso dalle bombe alleate (della RAF) è ferma al palo.  La sera del 31 gennaio alle ore 20,00 mentre veniva bombardata Messina, il vescovo si era appena affacciato con gli altri per vedere la scena. In quel punto, un aereo si portò sulla casa e sganciò otto bombe  deflagranti, che nello spazio di qualche secondo, provocò la morte dell’arcivescovo Enrico Montalbetti e di altre nove persone; tra cui, il Marchese Annunziato Ramirez e la sua consorte Caterina Fieschi Lavagna; il figlio del marchese Annunziato, Francesco Ramirez, allievo Ufficiale alla Nunziatella di Napoli, che nonostante ferito, si rifiutò di essere operato per primo; per dare agli altri la possibilità di salvarsi, prodigandosi a dare soccorso e pronunciando parole nobili in punto di morte. Gli fu conferita la Medaglia d’argento al Valore Militare. Un’altra vittima fu Don Rocco Trapani in servizio alla Curia Arcivescovile, il parroco di Anna’ don Giovanni Billari; i maggiori: Carlo Bertuscelli, Vincenzo Mirto e la moglie Beatrice; Filippo Notarbartolo. 

Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO (RC)-Nel settantesimo anniversario della tragedia di Annà, melius abundare quam deficere. Un bombardamento aereo della RAF( La Royal Air Force, spesso abbreviata in RAF, è l'attuale aeronautica militare del Regno Unito e parte integrante delle forze armate del Regno Unito), in piena Seconda Guerra Mondiale. Accidere ex una scintilla incendia passim (Lucrezio dice che…”A volte da una sola scintilla scoppia un incendio) - Una carneficina, in cui persero la vita ben otto persone un Convegno commemorativo, per ricordare il 70° anniversario del tragico evento di guerra del 31 gennaio 1943, nel quale durante una cerimonia presso il villino dei marchesi Ramirez, a causa di un bombardamento aereo, persero la vita l’arcivescovo di Reggio Calabria Mons. Enrico Montalbetti e tante altre persone. Scripta manent, verba volant. La maestra in pensione Pina Iamonte, nel suo intervento, ha descritto minuziosamente quella meravigliosa giornata preludio ai festeggiamenti per l’anniversario della Chiesa di San Giuseppe in Annà, istituita il 31 gennaio del 1932 giornata, trasformata in tragedia. Una scena rievocativa. Non siede sulle scale la vecchierella  come la donzelletta leopardesca…” in sul calar del sole,/col suo fascio dell'erba; e reca in mano/un mazzolin di rose e viole,/onde, siccome suole, ornare ella si appresta/dimani, al dí di festa, il petto e il crine./Siede con le vicine/su la scala a filar la vecchierella,/incontro là dove si perde il giorno;/e novellando vien del suo buon tempo,/quando ai dí della festa ella si ornava,/ed ancor sana e snella/solea danzar la sera intra di quei/ch'ebbe compagni dell'età piú bella./…”. Siede sul palco, intorno ad un tavolo, dove hanno preso posto anche il sindaco, una scrittrice, il giornalista Francesco Iriti, direttore di ‘Nta Calabria’, che ha presentato la manifestazione; Ivano Verduci, annino ‘purosangue’, collabora con i giornali, che ha introdotto i lavori con una mini-relazione e soprattutto monsignor Tonino Denisi, canonico ed arcidiacono, sacerdote e giornalista,vicepresidente dell’Ordine Regionale dei Giornalisti della Calabria, componente del TER, ordinato sacerdote il 21 settembre 1953 nella Cattedrale di Reggio Calabria, da Monsignor Giovanni Ferro.

Vescovo vicario per la pastorale delle Comunicazioni sociali, l'Ecumenismo ed il Dialogo Interreligioso. “Lo scrittore di Dio”,  ha pubblicato tutta una serie di opere di sapore storico e culturale, oltreché ecclesiale; collabora con i quotidiani, ma ha narrato pure, in qualità di giudice delegato dei procedimenti, le cause di un santo (Padre Gaetano Catanoso, nominato Beato da Giovanni Paolo II° e santo da Benedetto XVI°) e di un (quasi) santo, Enrico Montalbetti. Canonizzazione, entrata in rotta di collisione con la santificazione ( di là da venire) di Monsignor Giovanni Ferro. Tra l‘incudine ed il martello. Ma non è una guerra di santi, né di religione ovviamente. Al massimo, di opportunità cattolico-religiosa, se non ecclesiale. Don Denisi, è stato anche segretario particolare del vescovo Aurelio Sorrentino. Poi, si sono aggiunti anche, Maria Luisa Ramirez; la’bambina’ dei bombardamenti salva per miracolo, se non per casualità, come don Pontari, casualmente protetto da una colonna; ed il geometra Giovanni Billari, tecnico del Comune di Montebello Jonico in pensione, che porta nome e cognome del prete di Annà, morto durante il bombardamento, nipote del parroco. Oltre a monsignor Enrico Montalbetti, vescovo di Reggio e Bova, morirono anche:il Marchese Annunziato Ramirez e la sua consorte Caterina Fieschi Lavagna; il figlio del marchese Annunziato, Francesco Ramirez, allievo Ufficiale alla Nunziatella di Napoli, che nonostante ferito, si rifiutò di essere operato per primo; per dare agli altri la possibilità di salvarsi, prodigandosi a dare soccorso e pronunciando parole nobili in punto di morte.

Gli fu conferita la Medaglia d’argento al Valore Militare. Un’altra vittima fu Don Rocco Trapani in servizio alla Curia Arcivescovile, il parroco di Anna’ don Giovanni Billari; i maggiori: Carlo Bertuscelli, Vincenzo Mirto e la moglie Beatrice; Filippo Notarbartolo. Una strage, in nome del potere…memento homo, quia pulvis es et in polverem reverteris. La chiesa di San Giuseppe in Annà di Melito, si è riempita di fedeli, ma anche di personaggi di varia estrazione sociale. Molto toccante l’omelia di don Tonino Denisi, reverendissimo della Curia Arcivescovile di Reggio Calabria, in cui si è parlato dell’amore tenero e generoso di Enrico Montalbetti, per i suoi fratelli; una carità perfetta ed ardente, che  lo resero un modello perfetto, cristiano e religioso; fino all’ultimo respiro; del coraggio invincibile per la prosperità della Chiesa e la salute delle anime. Enrico Montalbetti, nasce a Venezia il 21 settembre 1888. Viene ordinato sacerdote il 10 giugno 1911. Il 5 maggio 1935 viene nominato arcivescovo coadiutore di Trento e arcivescovo titolare di Derco. Dopo tre anni, relata refero, fonte Wikipedia il 9 giugno 1938 diviene arcivescovo di Reggio Calabria, per poi assumere la guida anche della diocesi di Bova nel 1941.Montalbetti si distingue per l'essere un vescovo vicino alla città ed ai suoi problemi, attento ai bisogni della comunità ecclesiale, né pavido di muovere critiche all'autorità fascista quando necessario, né restio, durante la seconda guerra mondiale, ad accorrere dove vi sia bisogno della sua presenza. Muore a Melito Porto Salvo il 31 gennaio 1943, a neanche 54 anni, ucciso durante un bombardamento alleato mentre si trovava in una casa privata con alcuni seminaristi del seminario di Bova.

Alla sua morte, homo homini lupus,la diocesi resta vacante per ben cinque mesi, finché nel mese di maggio dello stesso anno, nell'emergenza più totale, viene eletto vescovo mons. Antonio Lanza. Il sepolcro di Montalbetti, si trova nella navata sinistra del Duomo di Reggio Calabria. È attualmente in corso la fase diocesana della sua causa di beatificazione. Don Tonino, ha voluto posare nella villa dei Ramirez; sul punto dove scoppiarono le bombe, che provocarono l’ecatombe del ’43; immagini, che vi proponiamo qui sotto. Poi, il convegno, nel salone parrocchiale. Ha presentato il direttore di NTA Calabria, il dottor Francesco Iriti. Ha introdotto i lavori il cronista Ivano Verduci, che per sommi capi, ha narrato quei fatti storici; per aver letto e per aver sentito dire. Il sindaco, che doveva lasciare il convegno per precedenti impegni, ha ricordato come Annà in illo tempore fosse al centro di tutto. Ha comunicato pure di essere favorevole alla richiesta per l’istituzione di un museo, se non dell’Archivio di Stato melitese.  Inoltre, che una via cittadina, sarà intitolata a Monsignor Montalbetti. Poi, la parola è passata a don Tonino Denisi, un maestro della comunicazione, autore di diversi saggi e poemetti di valore storico e culturale; personaggio di primo piano della Curia Arcivescovile. Vicepresidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti Calabria, giudice delegato per la causa di canonizzazione di Monsignor Montalbetti…Un iter lungo e defatigante, per niente semplice nè facile. Un globe trotter. “Sono stato a Trento, Milano, Brescia, Cantù, Roma. Per fare i santi ci vogliono soldi”. Monsignor Montalbetti va bene ma c’è anche monsignor Govanni Ferro”.

Hanno parlato Maria Luisa Ramirez, dell’omonima nobile famiglia, che ha rivissuto quei tragici momenti; ed il geometra in pensione Giovanni Billari, nipote dell’omonimo sacerdote, di cui porta nome e cognome; le cui spoglie mortali, riposano nel cimitero di Fossato Jonico; e Maria Calabrò che ha scritto un saggio. Al di là della commemorazione, pur doverosa, rimane la valenza storica della cittadina di Melito Porto Salvo. Contesa dagli antropologi, dagli storici e dai geografia. Melito  è sorta sui ruderi dell’antica San Giorgio, come sostiene il preside in pensione Domenico Minuto, altro personaggio benemerito della cultura? Deriva dal Latino, Melitus, come sostiene Giuseppe Pensabene oppure dal greco, To Melitos? Era dotata di un porto in zona Rumbolo-Sant’Elia ai tempi della Guerra Siciliana (De Bello Siculo), combattuta e vinta da Cesare Ottaviano, poi diventato ‘Augusto’ contro Pompeo Sesto, figlio di Gneo? Sempre a Rumbolo, sbarcarono Giuseppe Garibaldi e Nino Bixio, nel 1860 e nel 1862. Ma questa è un’altra storia. La Chiesa reggina, si trova in mezzo a due candidati a diventare santi. La domanda è lecita:chi riuscirà a spuntarla per prima: Montalbetti o Ferro? Un totosanto, che affascina, data la caratura ecclesiale, morale, spirituale, sociale ecc. dei …”concorrenti”. Don Tonino Denisi, tra Scilla e  Cariddi, ha una bella gatta da pelare. Tuttavia non si sente un vaso di coccio tra due di ferro. Nemo potest duobus dominis servire. Alla fine, di certo, troverà il filo di Arianna per uscire fuori dal labirinto. Domenico Salvatore




















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