LAVORO: CGIL, RECORD DISOCCUPAZIONE GIOVANI RISULTATO RIGORE. BONELLI, RISULTATO AGENDA MONTI.ROMA, 8 Gennaio 2013 - Il record della disoccupazione giovanile certificato dall'Istat a novembre (37,1%) è il «risultato delle politiche di solo rigore». Lo sottolinea il responsabile giovani della Cgil Ilaria Lani. «Siamo di fronte ad un nuovo e inaccettabile record di disoccupazione dei giovani - sottolinea - un dato che mette in evidenza il fallimento delle politiche di solo rigore che hanno alimentato la recessione e le disuguaglianze e colpito prevalentemente le nuove generazioni, che ormai vedono un sostanziale blocco nell'accesso al lavoro. Solo nell'ultimo anno, spiega, la disoccupazione giovanile è aumentata di oltre 5 punti (tre volte tanto il dato generale) e purtroppo, oltre la retorica, non abbiamo visto alcuna politica mirata di contrasto». Secondo la sindacalista «la condizione giovanile non può essere solo un buon argomento da campagna elettorale e chi oggi si candida a governare il Paese deve dire con chiarezza quali misure adottare. Se vogliamo combattere il fenomeno sempre più allarmante dei 'Neet' (coloro che non studiano e non lavorano, ndr) è necessario che ogni giovane che finisce gli studi sia preso in carico dai servizi all'impiego e gli venga proposto un percorso di orientamento e inserimento al lavoro attraverso l'apprendistato, tirocini di qualità, non lavoro gratuito come accade oggi, corsi formativi realmente qualificanti. Non è infatti più accettabile che i giovani siano lasciati al loro destino, un destino - conclude Lani - che soffoca le competenze, ratifica le condizioni sociali e familiari di partenza oppure costringe migliaia di giovani alla fuga».
LAVORO: DISOCCUPAZIONE; BONELLI, RISULTATO AGENDA MONTI.
«I dati dell'Istat sulla disoccupazione giovanile al 37% sono il drammatico risultato dell'Agenda Monti». Lo dichiara il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «Le politiche industriali e sul lavoro del governo Monti si sono dimostrate completamente fallimentari e stanno progressivamente rubando il futuro a diverse generazioni di italiani». «Il governo Monti per favorire le lobby del petrolio ha affossato il settore delle rinnovabili. Il risultato sull'occupazione? Oltre 140 mila posti di lavoro sono a rischio - spiega il leader ecologista -. È necessario che l'Italia avvii politiche industriali che promuovano l'innovazione di prodotto e di processo puntando su una conversione ecologica dei modelli produttivi. Bisogna aggredire con maggior forza le aree dei privilegi a cominciare dalle banche e dalle fondazioni bancarie per rilanciare iniziative a sostegno delle politiche per il lavoro». «I dati dell'Istat certificano ancora una volta che il governo Monti si è dedicato solo ed esclusivamente alle lobby ed ai poteri abbandonando a se stessi giovani, pensionati e famiglie che da soli hanno dovuto pagare il conto della crisi - conclude Bonelli -. Per questo è necessaria una rivoluzione civile che faccia fare qualche sacrificio anche alle banche, ai petrolieri, alla super casta degli armamenti e a tutti gli amici di Monti. Ed è quella che vogliamo fare con Antonio Ingroia», conclude.
ISTAT, IN 5 ANNI 740.000 UOMINI IN MENO AL LAVORO. LE DONNE SONO AUMENTATE DI OLTRE 220.000 UNITÀ.
Tra novembre 2007 e lo stesso mese del 2012 gli uomini al lavoro sono diminuiti di 746.000 unità passando da 14.126.000 occupati a 13.380.000. È quanto si legge nelle tabelle pubblicate oggi dall'Istat secondo le quali le donne al lavoro sono aumentate di oltre 220.000 unità. Il tasso di occupazione maschile èora al 66,3% dal 70,8% del 2007.
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