La sua famiglia aveva sporto denuncia; carabinieri e polizia erano
sulle tracce del giovane. Giovedì mattina 3 gennaio 2013, era stata
l'ultima volta, in cui Massimo D'Agostino era stato visto a Gioia
Tauro. Da quel momento, nessuna traccia di lui, ed il suo cellulare
risulta spento. La sorella ed il fratello avevano reso noti, i propri
numeri telefonici, chiedendo di essere contattati da chiunque potesse
aiutarli ad avere notizie del loro fratello Massimo. D'Agostino, dopo
il ritrovamento, ha detto ai poliziotti di essersi allontanato da
casa, volontariamente. Si aggirava in stato confusionale per le
campagne di Gioia Tauro alle 2 di notte.
GIOIA TAURO (RC), RITROVATO DALLA POLIZIA DI STATO, VIVO E VEGETO, IL
GIOVANE MASSIMO D'AGOSTINO, 38 ANNI, SCOMPARSO DA TRE GIORNI
Una pattuglia del commissariato di Gioia Tauro, diretto dal
vicequestore aggiunto, Stefano Dodaro, l'ha individuato nella tarda
nottata di ieri a Gioia Tauro. Il D'Agostino, ha alle spalle un
matrimonio fallito. Le pratiche per il divorzio stanno seguendo il
loro iter giudiziario. Nel frattempo, ha conosciuto una ragazza del
quartiere di Reggio-Archi con cui convive. Si era temuto, un nuovo
caso di lupara bianca, dopo quello di Maurizio Pioli, il giovane
gioitano elettrauto, innamoratosi su facebook di Simona Napoli, una
donna sposata e divorziata, madre di un bambino di 4 anni; secondo
l'accusa, il Pioli, sarebbe stato sequestrato dai parenti di lei,
ucciso ed il corpo occultato.
Domenico Salvatore
GIOIA TAURO (RC)-Ogni tanto una bella notizia, non guasta. La
'ndrangheta stavolta non c'azzecca per niente. Nessun caso di lupara
bianca. Massimo D'Agostino, il giovane di 38 anni, che era scomparso
da casa senza lasciar traccia e col cellulare spento, è tornato dalla
convivente, dai suoi parenti, amici e conoscenti. Ritrovato dagli
agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Gioia Tauro,
diretto da Stefano Dodaro. Niente trasferta senza ritorno ad Archi di
Reggio Calabria. Niente di niente. Tutto è bene quel che finisce bene.
Ma rimane il mistero dei tre giorni di black-out assoluto. Il giovane,
dopo aver riabbracciato i suoi parenti ed una brave apparizione al
Pronto Soccorso dell'ospedale "Papa Giovanni XXIII", è rientrato ad
Archi dalla convivente. Tra le possibili cause dell'improvviso
allontanamento, lo stato di disoccupazione che gli procurava ansia e
stress. Una forma di depressione, tipica di chi è senza lavoro. A
parte la sua situazione privata. Un matrimonio fallito alle spalle.
Il divorzio e tutto il resto. Dopo una breve visita in ospedale e gli
adempimenti di legge presso il locale Commissario della Polizia di
Stato, il D'Agostino, ha ripreso il suo tran-tran, come se niente
fosse successo. La notizia, della scomparsa del giovane, legato e
collegato a due realtà come Gioia Tauro ed Archi, ad alta densità
mafiosa, aveva fatto temere un nuovo caso di lupara bianca. Sebbene,
comunque il giovane non avesse frequentazioni pericolose od amicizie
equivoche. In ogni caso, ben lontano dai giri malavitosi. Non si è
ancora spenta l'eco della vicenda di Fabrizio Pioli, un elettrauto di
28 anni di Gioia Tauro, iniziata, in maniera clandestina, quando ha
conosciuto Simona Napoli su Facebook,sposata e con un figlio di
quattro anni. Fra i due, nasce una relazione, nonostante Simona sia
sposata. La love story, va avanti. Si danno appuntamento per il 23
febbraio 2012, ma da quel giorno Fabrizio scompare e si parla di un
nuovo caso di lupara bianca, nella Piana di Gioia Tauro. La cronaca ha
rivelato tutti i particolari della storia in questione, ripresa da
tutta la stampa nazionale, radio, televisione, giornali on line,
rotocalchi…La relazione extraconiugale con l'elettrauto, intrattenuta
dalla donna, già sposata, che avrebbe scatenato, sempre secondo
l'accusa, la reazione violenta della famiglia di lei… La
collaborazione alle indagini promosse dai carabinieri…
Il fermo di indiziato di delitto a carico di Rosina Napoli, di 50
anni, indagata nell'ambito delle indagini sull'omicidio… La spedizione
punitiva che ha portato all'uccisione di Fabrizio Pioli…L'arresto
della donna, moglie del latitante Antonio Napoli, rintracciata nella
propria abitazione a Melicucco…La contestazione dei reati di omicidio,
detenzione e porto di armi da sparo nonchè soppressione di cadavere,
commessi in concorso con il marito Antonio Napoli, con il figlio
Domenico e con il nipote Francesco… Il trasferimento di Simona e suo
figlio, in una località segreta ed il programma di protezione, dopo
quelle sue dichiarazioni, che hanno inchiodato prima il padre e il
fratello e poi il cugino e la madre…Il ritrovamento della Mini Cooper
incendiata in aperta campagna località "Capo Ferro", al confine fra
Rosarno e Melicucco, segnalato dal proprietario del fondo rustico. Due
storie simili, ma con un finale ben diverso. Nella terra di Calabria,
dove il Feudalesimo, non è mai tramontato. E dove la donna, schiava,
suddita, detenuta e prigioniera, nel terzo secolo dell'Era Cristiana,
gode di una considerazione, prossima allo zero. Domenico Salvatore




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