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Arcipelago di Los Roques in Venezuela: scompare aereo, a bordo Vittorio Missoni.




Fermo immagine Sky e la foto di Vittorio Missoni.
A Los Roques, un caso simile il 4 gennaio 2008. Il figlio di Ottavio Missoni era con altri 3 italiani.


Non si hanno piu' notizie da ieri mattina di un piccolo aereo da turismo scomparso dall'arcipelago di Los Roques in Venezuela: a bordo tra i quattro italiani Vittorio Missoni, il figlio maggiore dello stilista Ottavio Missoni, e la moglie Maurizia Castiglioni. Insieme a loro una coppia di amici, Elda Scalvenzi e Guido Foresti.

Vittorio Missoni è responsabile commerciale dell'azienda ed è considerato l'ambasciatore della griffe nel mondo. I due piloti del velivolo sono German Merchane e Juan Fernandez.

"L'unica cosa che sappiamo - dice Pietro Foresti, figlio di Elda Scalvenzi e Guido Foresti - è che hanno interrotto le ricerche". Guido Foresti ed Elda Scalvenzi sono di Pralboino, un paese della Bassa bresciana. Hanno due figli, Pietro di 21 e Cesare di 17 anni, studenti universitari. "Non rilasciamo interviste, lasciateci un attimo di pausa", ha detto un parente che è entrato nel portone con il volto teso. Guido Foresti è titolare della ditta "Foresti laterizi srl", a Pralboino. "Una dinastia prima di produttori, poi di commercianti di laterizi, molto disponibili in paese a livello di beneficenza e sponsorizzazioni": così il sindaco di Pralboino, Domenico Migliorati, descrive i coniugi Foresti e Scalvenzi. "Hanno regalato un pulmino per il trasporto degli anziani - aggiunge il sindaco - e sponsorizzato il gruppo sportivo di calcio. Sono senza parole. Lei è casalinga, una persona squisita; lui titolare di un'azienda di materiali edili con diversi depositi in provincia di Brescia e Cremona, un appassionato di motori che aveva partecipato alla Mille Miglia".

Oltre ai quattro italiani a bordo, il gruppo dei connazionali in Venezuela era composto anche da altre due persone che si sono imbarcate a Los Roques su un altro volo e che si trovano a Caracas. L'aereo era decollato dallo scalo di Los Roques e doveva atterrare all'aeroporto internazionale Simon Bolivar di Maiquetia, circa 20 chilometri da Caracas. A sparire in un punto non lontano dall'arcipelago è stato un piccolo bimotore britannico Norman BN2 di colore bianco con le sigle YV2615 BN-2, hanno reso noto le autorità, che con l'arrivo della notte hanno dovuto sospendere le ricerche, le quali - hanno precisato fonti diplomatiche - riprenderanno oggi di prima mattina.

LE RICERCHE -  Nella zona sono state impegnate diverse imbarcazioni e due-tre aerei venezuelani. La Farnesina ha attivato i canali di informazione nel paese e il consolato italiano, in raccordo con l'Unità di crisi, è in stretto contatto con Caracas.  "L'ultimo contatto dell'aereo si è verificato a 10 miglia nautiche da Los Roques", ha precisato il ministro degli interni e giustizia venezuelano, Nestor Reverol, precisando che "il gruppo aveva trascorso Natale e l'ultimo dell'anno nell'arcipelago".

ATTESA A SUMIRAGO: 'MISSONI GRANDE FAMIGLIA' - Sconcerto e dolore a Sumirago, piccolo comune del Varesotto dove i Missoni da anni hanno sia l'abitazione sia la sede della loro azienda. La notizia è arrivata con le prima telefonate dei giornalisti in Municipio. "Non ne sapevamo nulla - hanno risposto all'ufficio anagrafe - conosciamo la famiglia Missoni, é una grande famiglia, anche se non tutti vivono ancora qui". A Sumirago Ottavio Missoni, il fondatore della griffe, si trasferì decenni fa con la moglie Rosita, che è originaria della vicina Gallarate. "Trasferirsi qui sicuramente ha cambiato la storia della mia famiglia - disse Ottavio in una intervista rilasciata ad un quotidiano per i suoi 90 anni, nel 2011 - avere vicino casa e bottega ti dà una grande serenità".


IL CASO DEL 2008, SEMPRE UN 4 GENNAIO
- Nel 2008 - con una sinistra coincidenza, anche in questo caso un 4 gennaio - le acque di Los Roques furono al centro di un'altra misteriosa vicenda: un velivolo di turismo della compagnia Transaven con a bordo otto italiani scomparve mentre era in volo da Caracas in avvicinamento all'arcipelago. Dell'aereo si sono perse le tracce. Anche quella volta lo scenario fu l'arcipelago venezuelano e il giorno è d'altra parte lo stesso: il 4 gennaio. A diversi anni dalla sua scomparsa, la sorte del piccolo aereo (un bimotore Let 410 della compagnia Transaven) - e dei suoi 14 passeggeri - di cui otto italiani - resta ancora un caso irrisolto. Qualche giorno fa, il settimanale Oggi ha riportato le trascrizioni del via libera al decollo da parte della torre di controllo, sottolineando che le persone a bordo erano 18 e non 14. Questo avvalorerebbe - viene precisato - l'ipotesi che i 4 passeggeri 'in piu'' sarebbero stati narcotrafficanti che avrebbero dirottato il velivolo da utilizzare successivamente per il trasporto di cocaina. Fino ad oggi l'unico cadavere ad essere stato ritrovato è quello del copilota, il 37enne Osmel Alfredo Avila Otamendi. Dell'aereo e degli altri passeggeri - tra cui anche 3 venezuelani e uno svizzero - non è stata rinvenuta alcuna traccia.(Ansa)

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