Nei giorni scorsi- Poco prima delle otto del mattino. Indaga la Polizia di Stato di Condofuri, diretta dal dottor Leonardo
MELITO PORTO SALVO (RC) DUE BALORDI,HANNO RAPINATO E PERCOSSO UNA VECCHIETTA, TENERA ED INDIFESA,ULTRAOTTANTENNE, RICOVERATA IN PROGNOSI RISERVATA ALL’OSPEDALE ‘TIBERIO EVOLI’
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO (RC)- Purtroppo, non era una scenetta a lieto fine, del Nuovo Teatro ‘Aquila’, liberamente tratta, dalle opere geniali di Roberto Mandica.Gente senza cuore, sotto Natale. Introdottasi furtivamente,fin dentro casa con uno stratagemma. Per pochi denari. I banditi, non hanno esitato ad aggredire P.I. una vecchiettadebole ed inerme, di oltre ottant’anni, che in quel momento si trovava sola in casa. Di solito funziona una solidarietà scambievole con i vicini. Anche per evitare l’ospizio. Ma i mariuoli, guarda caso, conoscevano anche gli orari e le abitudini dell’anziana donna. Dapprima,
i due delinquenti, hanno minacciato la nonnina. Poi, l’hanno malmenata e
ridotta in fin di vita. Per farsi dire, dove tenesse i suoipiccoli risparmi. Come facevano a sapere che la vecchietta tenesse i soldi della pensione in casa? Assistita e trasportata al Pronto Soccorso del locale nosocomio, la nonna versa in gravi condizioni di salute. Sarà un vero miracolo se riuscirà a sopravvivere alle botte, all’arrabbiatura ed al terrore. Le indagini per identificare i due malviventi, sono condotte dalla Polizia di Stato di Condofuri, diretta dal vicequestore Filippo Leonardo. Indagini che sono orientate pure ad identificare il basista. I due forestieri, non potevano aggirarsi “tranquillamente”, per Prunella Inferiore, senza correre il rischio di essere riconosciuti e denunziati.
Benché
la cucina non fosse rischiarata che da una piccola lucerna a olio,
posta sull’angolo d’un tavolo, accanto al seggiolone, pure la povera
nonna aveva visto subito in che stato miserando si trovava il nipote, e
in parte aveva indovinato, in parte gli aveva fatto confessare le suescapestrerie.
Essa amava con tutta l’anima quel ragazzo. Quando seppe ogni cosa, si mise a piangere.
-
Ah! no, - disse poi, dopo un lungo silenzio; - tu non hai cuore per la
tua povera nonna. Non hai cuore a profittare in codesto modo
dell’assenza di tuo padre e di tua madre per darmi dei dolori. Tutto il
giorno m’hai lasciata sola! Non hai avuto un po’ di compassione. Bada,
Ferruccio! Tu ti metti per una cattiva strada che ti condurrà a una
triste fine. Ne ho visti degli altri cominciar come te e andar a finir
male. Si comincia a scappar di casa, a attaccar lite cogli altri
ragazzi, a perdere i soldi; poi, a poco a poco, dalle sassate si passa
alle coltellate, dal gioco agli altri vizi, e dai vizi... al furto.
Ferruccio
stava a ascoltare, ritto a tre passi di distanza, appoggiato a una
dispensa, col mento sul petto, con le sopracciglia aggrottate, ancora
tutto caldo dell’ira della rissa. Aveva una ciocca di bei capelli
castagni a traverso alla fronte e gli occhi azzurri immobili.
-
Dal gioco al furto, - ripeté la nonna, continuando a piangere. -
Pensaci, Ferruccio. Pensa a quel malanno qui del paese, a quel Vito Mozzoni, che ora è in città a fare il vagabondo; che a ventiquattr’anni
è stato due volte in prigione, e ha fatto morir di crepacuore quella
povera donna di sua madre, che io conoscevo, e suo padre è fuggito in
Svizzera per disperazione. Pensa a quel tristo soggetto, che tuo padre
si vergogna di rendergli il saluto, sempre in giro con dei scellerati
peggio di lui, fino al giorno che cascherà in galera. Ebbene, io l’ho
conosciuto ragazzo, ha cominciato come te. Pensa che ridurrai tuo padre e
tua madre a far la stessa fine dei suoi….”. La Festa della donna. La Festa della mamma. La Festa della nonna. Ma per poco, non le facevano la…festa. Domenico Salvatore
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