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Cronaca da Messina e provincia del 21 dicembre 2012

Compagnia di Messina Centro
Messina; due uomini arrestati dai Carabinieri.

Mercoledì pomeriggio “al cardiopalma” quello appena trascorso; due auto si rincorrono sul centralissimo Viale Regina Margherita, quando ad un tratto, giunte in prossimità del mercatino rionale di Sant’Orsola, l’autovettura che precede, un SUV BMW blu scuro con a bordo due donne ed un bambino, viene attinta da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati dal passeggero di una fiat Punto che la tallona.
Scene insolite per un tranquillo mercoledì pomeriggio pre-natalizio che per fortuna si conclude senza feriti.
Ma veniamo ai fatti: Durante Giuseppe, 56enne, commerciante, con precedenti di polizia, nutre da tempo profondi dissapori nei confronti di alcuni suoi vicini di casa, acuiti forse da questioni condominiali che hanno come epilogo il gesto estremo, quello di 2 giorni fa, che il commerciante mette in atto avvalendosi della collaborazione di un suo dipendente, De Simone Massimo, 44enne, anch’egli volto “noto” agli inquirenti; quando i due vedono sopraggiungere di fronte il negozio del Durante, il SUV della famiglia “avversa” nella querelle condominiale, il commerciante, accecato dall’ira, chiesta manforte al De Simone che prende il posto del guidatore sulla Punto, si pone all’inseguimento, indirizzando alla volta della BMW alcuni colpi di pistola che in ben 4 occasioni andranno a segno sulla carrozzeria, senza colpire i passeggeri.
La donna alla guida, disperatamente, riesce a divincolarsi nel traffico e raggiunge la Caserma dei Carabinieri di Messina Giostra; dopo pochissimo tempo i Carabinieri riescono a rintracciare, sulla base di una sommaria ricostruzione fatta dalle due donne, i due uomini che, dopo una nottata di meticolosi riscontri ed incessante raccolta di prove, vengono accompagnati in carcere dai Carabinieri della Compagnia Messina centro con la grave accusa di tentato omicidio in concorso.


Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto
Barcellona Pozzo di Gotto (ME); 30enne arrestato dai Carabinieri con 2.000,00 euro appena intascati quale provento di una estorsione.
Importante operazione, condotta nell’ambito delle attività volte al contrasto del fenomeno estorsivo nella città del Longano, quella portata a termine nel tardo pomeriggio di ieri dalla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto che, con i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, ha tratto in arresto per estorsione un giovane 30enne del luogo.
L’efficace attività investigativa è il risultato di una complessa attività di monitoraggio del territorio condotta dai Carabinieri nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, teatro nel recente passato di importanti operazioni di polizia giudiziaria, grazie alle quali sono stati inflitti grossi “colpi” alla criminalità organizzata locale.
In proposito, l’attività che ha poi consentito di stroncare l’ennesima estorsione sul territorio barcellonese ha ulteriormente confermato l’efficacia del dispositivo dell’Arma per contrastare il fenomeno pur in assenza di denuncia da parte della vittima. Gli investigatori, infatti, attraverso una intensa e continua attività informativa ed investigativa, sono riusciti a cogliere l’estorsore in flagranza, dopo che aveva appena intascato la “mazzetta”.
A determinare il positivo esito della complessa seppure repentina attività di polizia giudiziaria, è stata l’efficace e sinergica attività info investigativa posta in essere dai militari dell’Arma territoriale di Barcellona Pozzo di Gotto, coordinati dal Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, dott. Giuseppe VERZERA, e con l’intervento del dott. Francesco MASSARA, Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.
È così che nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 18:30, è finito in manette CRISAFULLI Alessandro, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), cl. 1982, incensurato, il quale, all’esito di prolungati servizi di osservazione e di pedinamento, protrattisi nell’arco di oltre 48 ore, è stato bloccato dai Carabinieri poco dopo avere intascato una mazzetta da 2.000,00 euro, che aveva poco prima ricevuto a titolo estorsivo dal titolare di un esercizio commerciale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), al quale, dopo avere riscosso l’ingente somma, aveva anche augurato “Buon Natale” uscendo dall’esercizio commerciale.
Una volta bloccato all’esterno dell’esercizio commerciale, nel corso della immediata perquisizione personale, i Carabinieri hanno rinvenuto all’interno della tasca del giubbotto, la somma contante di 2.000,00 euro, composta da banconote da 500,00 euro, 100,00 euro e 50, 00 euro.
Come detto, CRISAFULLI Alessandro è stato bloccato dai Carabinieri ancora in possesso delle banconote, poco distante dall’esercizio pubblico ubicato nel cuore del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
Dopo le formalità di rito, come disposto dall’A.G., CRISAFULLI Alessandro è stato associato presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi.
Sono in corso ulteriori indagini da parte dei Carabinieri per comprendere se l’evento estorsivo sia stato localizzato ad un unico obiettivo o se l’evento malavitoso abbia interessato anche altri esercizi pubblici di Barcellona Pozzo di Gotto.
I Carabinieri, pertanto, invitano ancora una volta gli operatori economici a denunciare tali reati uscendo dalla morsa del racket.


Compagnia di Mistretta
Pettineo (ME); tre maestre ed una collaboratrice sospese dal servizio per maltrattamenti nei confronti degli alunni del locale asilo.
Ieri, in tarda serata, a conclusione di una lunga e mirata attività investigativa, i militari della Compagnia di Mistretta, ed in particolare quelli della Stazione Carabinieri di Pettineo, hanno notificato 4 provvedimenti cautelari emessi del G.I.P. del tribunale di Mistretta nei confronti di 3 maestre d’asilo ed una collaboratrice scolastica, ritenute responsabili a vario titolo di reiterati maltrattamenti nei confronti degli alunni della scuola materna di Pettineo; le 4 donne, tutte della zona e di età compresa tra i 59 ed i 62 anni, sono state colpite dalla misura cautelare della “sospensione per la durata di mesi due dall’esercizio dell’ufficio di insegnante/collaboratrice”, motivo per il quale venivano immediatamente rimosse dall’incarico.
L’attività d’indagine svolta dai militari dell’Arma era iniziata nel maggio 2012, allorquando una serie di testimonianze raccolte all’interno delle mura scolastiche in ordine a taluni episodi sospetti, condussero i militari, di concerto con locale Procura della Repubblica, ad installare diverse telecamere nascoste all’interno delle aule dell’asilo di Pettineo, al fine di monitorare nel dettaglio eventuali abusi commessi dal personale scolastico nei confronti degli alunni, tutti compresi tra i 3 ed i 5 anni di età.
L’ attività investigativa condotti per diversi mesi, anche a cavallo tra il termine dello scorso anno scolastico e l’inizio di quello in corso, portavano ad accertare, senza alcun margine di dubbio, come tutti i docenti all’epoca in servizio presso l’istituto, coadiuvati dall’unica collaboratrice scolastica presente, ponessero in atto metodi educativi chiaramente vessatori e talvolta addirittura violenti nei confronti delle vittime in età infantile; le videoriprese permettevano di accertare come le maestre usassero continui maltrattamenti nei confronti dei minori loro affidati per motivi d’istruzione, incutendo negli stessi un costante senso di timore per la loro incolumità.
Nello specifico sono stati documentati dai militari innumerevoli abusi nei confronti dei bambini, quali strattoni, schiaffi o calci dati dalle insegnanti al fine di mantenere l’ordine all’interno delle classi; gli stessi minori venivano inoltre quotidianamente lasciati soli all’interno delle aule didattiche, dove, talvolta, giocando tra loro in assenza di alcun controllo, si procuravano lesioni anche evidenti, mentre il personale scolastico invece si intratteneva nei corridoi dell’istituto con atteggiamenti chiaramente disinteressati a quanto accadeva nelle aule.
Contestualmente a tale attività tecnica svolta all’interno della scuola, i militari raccoglievano altresì diverse testimonianze da parte di taluni genitori i cui figli risultavano subire quotidianamente i deprecabili metodi educativi esercitati all’interno dell’istituto, i quali riportavano come i bambini da tempo avessero manifestato insofferenza verso la scuola e timore e frequentare le lezioni, verosimilmente in ragione delle violenze fisiche e psicologiche cui erano sottoposti.
A seguito di delicata attività d’indagine, durata diversi mesi, il G.I.P. presso il Tribunale di Mistretta, concordando pienamente con le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri di Pettineo su direzione della locale Procura della Repubblica, emetteva i provvedimenti cautelari di tipo interdittivo nei confronti della 4 donne per il reato di maltrattamenti, con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando della propria autorità in qualità di insegnanti/collaboratrici scolastiche; del provvedimento giudiziario veniva altresì informata la direzione scolastica dell’istituto comprensivo di Tusa, da cui il personale implicato nella vicenda dipende, affinché lo stesso organo scolastico provveda all’adozione dei provvedimenti di competenza in via amministrativa.
A seguito della notifica dell’ordinanza applicativa della misura cautelare le 4 donne venivano immediatamente sospese dall’esercizio della professione per una durata di 2 mesi, nelle more dei provvedimenti che l’organo scolastico deciderà di intraprendere.  


 

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