Compagnia di Messina Centro
Messina; due uomini arrestati dai Carabinieri.
Mercoledì pomeriggio “al cardiopalma” quello appena trascorso; due auto si rincorrono sul centralissimo Viale Regina Margherita, quando ad un tratto, giunte in prossimità del mercatino rionale di Sant’Orsola, l’autovettura che precede, un SUV BMW blu scuro con a bordo due donne ed un bambino, viene attinta da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati dal passeggero di una fiat Punto che la tallona.
Scene
insolite per un tranquillo mercoledì pomeriggio pre-natalizio che per fortuna
si conclude senza feriti.
Ma
veniamo ai fatti: Durante Giuseppe, 56enne, commerciante, con precedenti di
polizia, nutre da tempo profondi dissapori nei confronti di alcuni suoi vicini
di casa, acuiti forse da questioni condominiali che hanno come epilogo il gesto
estremo, quello di 2 giorni fa, che il commerciante mette in atto avvalendosi
della collaborazione di un suo dipendente, De Simone Massimo, 44enne, anch’egli
volto “noto” agli inquirenti; quando i due vedono sopraggiungere di fronte il
negozio del Durante, il SUV della famiglia “avversa” nella querelle
condominiale, il commerciante, accecato dall’ira, chiesta manforte al De Simone
che prende il posto del guidatore sulla Punto, si pone all’inseguimento,
indirizzando alla volta della BMW alcuni colpi di pistola che in ben 4
occasioni andranno a segno sulla carrozzeria, senza colpire i passeggeri.
La
donna alla guida, disperatamente, riesce a divincolarsi nel traffico e
raggiunge la Caserma
dei Carabinieri di Messina Giostra; dopo pochissimo tempo i Carabinieri
riescono a rintracciare, sulla base di una sommaria ricostruzione fatta dalle
due donne, i due uomini che, dopo una nottata di meticolosi riscontri ed
incessante raccolta di prove, vengono accompagnati in carcere dai Carabinieri
della Compagnia Messina centro con la grave accusa di tentato omicidio in
concorso.
Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto
Barcellona Pozzo
di Gotto (ME); 30enne arrestato dai Carabinieri con 2.000,00 euro appena intascati
quale provento di una estorsione.
Importante
operazione, condotta nell’ambito delle attività volte al contrasto del fenomeno
estorsivo nella città del Longano,
quella portata a termine nel tardo pomeriggio di ieri dalla Compagnia di
Barcellona Pozzo di Gotto che, con i militari del Nucleo Operativo e
Radiomobile, ha tratto in arresto per estorsione
un giovane 30enne del luogo.
L’efficace
attività investigativa è il risultato di una complessa attività di monitoraggio
del territorio condotta dai Carabinieri nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto,
teatro nel recente passato di importanti operazioni di polizia giudiziaria,
grazie alle quali sono stati inflitti grossi “colpi” alla criminalità
organizzata locale.
In
proposito, l’attività che ha poi consentito di stroncare l’ennesima estorsione
sul territorio barcellonese ha ulteriormente confermato l’efficacia del
dispositivo dell’Arma per contrastare il fenomeno pur in assenza di denuncia da
parte della vittima. Gli investigatori, infatti, attraverso una intensa e continua
attività informativa ed investigativa, sono riusciti a cogliere l’estorsore in
flagranza, dopo che aveva appena intascato la “mazzetta”.
A
determinare il positivo esito della complessa seppure repentina attività di
polizia giudiziaria, è stata l’efficace e sinergica attività info investigativa
posta in essere dai militari dell’Arma territoriale di Barcellona Pozzo di
Gotto, coordinati dal Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale
Antimafia di Messina, dott. Giuseppe VERZERA, e con l’intervento del dott.
Francesco MASSARA, Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della
Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.
È
così che nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 18:30, è finito in manette CRISAFULLI
Alessandro, nato a Barcellona Pozzo di
Gotto (ME), cl. 1982, incensurato, il quale, all’esito di prolungati servizi di
osservazione e di pedinamento, protrattisi nell’arco di oltre 48 ore, è stato
bloccato dai Carabinieri poco dopo avere intascato una mazzetta da 2.000,00 euro,
che aveva poco prima ricevuto a titolo estorsivo dal titolare di un esercizio commerciale
di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), al quale, dopo avere riscosso l’ingente
somma, aveva anche augurato “Buon Natale” uscendo dall’esercizio commerciale.
Una
volta bloccato all’esterno dell’esercizio commerciale, nel corso della
immediata perquisizione personale, i Carabinieri hanno rinvenuto all’interno
della tasca del giubbotto, la somma contante di 2.000,00 euro, composta da
banconote da 500,00 euro, 100,00 euro e 50, 00 euro.
Come detto, CRISAFULLI Alessandro è stato bloccato dai Carabinieri
ancora in possesso delle banconote, poco distante dall’esercizio pubblico
ubicato nel cuore del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
Dopo le formalità di rito, come disposto dall’A.G., CRISAFULLI
Alessandro è stato associato presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi.
Sono
in corso ulteriori indagini da parte dei Carabinieri per comprendere se
l’evento estorsivo sia stato localizzato ad un unico obiettivo o se l’evento
malavitoso abbia interessato anche altri esercizi pubblici di Barcellona Pozzo
di Gotto.
I
Carabinieri, pertanto, invitano ancora una volta gli operatori economici a
denunciare tali reati uscendo dalla morsa del racket.
Compagnia di Mistretta
Pettineo (ME); tre maestre ed una collaboratrice sospese dal
servizio per maltrattamenti nei confronti degli alunni del locale asilo.
Ieri, in tarda serata, a
conclusione di una lunga e mirata attività investigativa, i militari della
Compagnia di Mistretta, ed in particolare quelli della Stazione Carabinieri di Pettineo, hanno notificato 4 provvedimenti
cautelari emessi del G.I.P. del tribunale di Mistretta nei confronti di 3
maestre d’asilo ed una collaboratrice scolastica, ritenute responsabili a vario
titolo di reiterati maltrattamenti nei confronti degli alunni della scuola
materna di Pettineo; le 4 donne, tutte della zona e di età compresa tra i 59 ed
i 62 anni, sono state colpite dalla misura cautelare della “sospensione per la durata di mesi due dall’esercizio dell’ufficio di
insegnante/collaboratrice”, motivo per il quale venivano immediatamente rimosse
dall’incarico.
L’attività d’indagine
svolta dai militari dell’Arma era iniziata nel maggio 2012, allorquando una
serie di testimonianze raccolte all’interno delle mura scolastiche in ordine a
taluni episodi sospetti, condussero i militari, di concerto con locale Procura
della Repubblica, ad installare diverse telecamere nascoste all’interno delle
aule dell’asilo di Pettineo, al fine di monitorare nel dettaglio eventuali
abusi commessi dal personale scolastico nei confronti degli alunni, tutti
compresi tra i 3 ed i 5 anni di età.
L’ attività investigativa
condotti per diversi mesi, anche a cavallo tra il termine dello scorso anno
scolastico e l’inizio di quello in corso, portavano ad accertare, senza alcun
margine di dubbio, come tutti i docenti all’epoca in servizio presso
l’istituto, coadiuvati dall’unica collaboratrice scolastica presente, ponessero
in atto metodi educativi chiaramente vessatori e talvolta addirittura violenti
nei confronti delle vittime in età infantile; le videoriprese permettevano di
accertare come le maestre usassero continui maltrattamenti nei confronti dei
minori loro affidati per motivi d’istruzione, incutendo negli stessi un
costante senso di timore per la loro incolumità.
Nello specifico sono stati
documentati dai militari innumerevoli abusi nei confronti dei bambini, quali
strattoni, schiaffi o calci dati dalle insegnanti al fine di mantenere l’ordine
all’interno delle classi; gli stessi minori venivano inoltre quotidianamente
lasciati soli all’interno delle aule didattiche, dove, talvolta, giocando tra
loro in assenza di alcun controllo, si procuravano lesioni anche evidenti,
mentre il personale scolastico invece si intratteneva nei corridoi
dell’istituto con atteggiamenti chiaramente disinteressati a quanto accadeva
nelle aule.
Contestualmente a tale
attività tecnica svolta all’interno della scuola, i militari raccoglievano
altresì diverse testimonianze da parte di taluni genitori i cui figli
risultavano subire quotidianamente i deprecabili metodi educativi esercitati
all’interno dell’istituto, i quali riportavano come i bambini da tempo avessero
manifestato insofferenza verso la scuola e timore e frequentare le lezioni,
verosimilmente in ragione delle violenze fisiche e psicologiche cui erano
sottoposti.
A seguito di delicata
attività d’indagine, durata diversi mesi, il G.I.P. presso il Tribunale di
Mistretta, concordando pienamente con le risultanze investigative raccolte dai
Carabinieri di Pettineo su direzione della locale Procura della Repubblica,
emetteva i provvedimenti cautelari di tipo interdittivo nei confronti della 4
donne per il reato di maltrattamenti, con l’aggravante di aver commesso il
fatto abusando della propria autorità in qualità di insegnanti/collaboratrici
scolastiche; del provvedimento giudiziario veniva altresì informata la
direzione scolastica dell’istituto comprensivo di Tusa, da cui il personale
implicato nella vicenda dipende, affinché lo stesso organo scolastico provveda
all’adozione dei provvedimenti di competenza in via amministrativa.
A seguito della notifica
dell’ordinanza applicativa della misura cautelare le 4 donne venivano
immediatamente sospese dall’esercizio della professione per una durata di 2
mesi, nelle more dei provvedimenti che l’organo scolastico deciderà di
intraprendere.


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