Ryanair
inflessibile con bagaglio a mano. Ma è giusto così?
Che Ryanair fosse tra le
compagnie più inflessibili in merito alle condizioni di viaggio in particolare con
il bagaglio a mano, era fatto notorio, almeno per chi avesse viaggiato almeno
una volta a bordo dei suoi aerei.
Ma comunque fanno spesso
notizia alcuni casi eclatanti accaduti negli aeroporti europei che hanno visto
protagonista in negativo la compagnia low cost irlandese.
L’ultimo in Spagna,
in particolare nell’aeroporto di Valencia, il 31 ottobre scorso, quando
una passeggera spagnola, che era salita a bordo di un Boeing 737-800, è stata
costretta a scendere addirittura da due uomini della Guardia Civil perché il
suo bagaglio a mano non rientrava tra quelli consentiti a bordo per rispettare
le rigide norme di sicurezza imposte dalla società aerea.
La rigidità
dell’azienda è stata tale nella circostanza che sarebbe diventata un vero
e proprio caso. Per quanto ha dichiarato la malcapitata passeggera, un libro e
un tubo portadocumenti che non era riuscita ad essere inseriti
all’interno del bagaglio a mano sarebbero la pietra dello scandalo e per
i quali era stata invitata a scendere dall’aereo.
La Ryanair ha subito
smentito quanto apparso sui media iberici sostenendo che la passeggera avrebbe
varcato i controlli di sicurezza d’imbarco senza mostrare i documenti per
l’identificazione. Secondo la video-testimonianza che sta impazzando sul
web la malcapitata cliente avrebbe implorato gli agenti della Guardia Civil, di
pagare il supplemento per l’eccedenza del bagaglio a mano, pur di non
scendere dall’aereo, ma sfortunatamente la transazione effettuata con la
carta di credito non sarebbe andata a buon fine. Alcuni passeggeri si sarebbero
offerti di rimediare al grave inconveniente inserendo gli oggetti
all’interno del proprio bagaglio a mano, ma pare che anche questi
tentativi non abbiano sortito alcun effetto.
Un portavoce di Ryanair
ha fatto riferimento a presunte violazioni della sicurezza aeroportuale di
Valencia-Manises e di molestie all’equipaggio. Il video postato mostra
solo le implorazioni della passeggera, nonché i “Que verguenza!”
(che vergogna!), di molti passeggeri, solidali con la donna,
ma potrebbe essere
incompleto e mostrare solo parzialmente quanto accaduto.
Per Giovanni D'Agata,
fondatore dello “Sportello
dei Diritti”, se la sicurezza dei voli è un diritto – dovere
che risponde a precise ragioni di ordine pubblico di preminente valore e che
l’ultimo fatto accaduto in Spagna rappresenta un caso limite tutto da
verificare - anche se di circostanze analoghe se ne raccontano in tutta Europa
e sono state oggetto anche di notizie di cronaca - è necessario in ogni caso
che le autorità per la sicurezza del volo a partire dall’EASA (European
Aviation Safety Agency – Agenzia Europea per la Sicurezza aerea) che
quelle dei singoli Paesi UE, accertino costantemente la salvaguardia delle
condizioni minime che garantiscano il rispetto della dignità umana, troppo
spesso mortificate da clausole vessatorie del contratto di viaggio che non
possono essere giustificate solo dal basso costo del biglietto aereo.
Anche perché al di là del
singolo episodio secondo cui sarebbero state invocate ragioni di sicurezza per
il trasporto di un libro e un tubo portadocumenti al di fuori del bagaglio a
mano che appare circostanza assurda e grottesca, è un fatto reale che le
compagnie low cost dimostrino troppo spesso un eccesso di zelo nei confronti
dei propri clienti.
Fra l’altro, se
fosse veritiera la richiesta di pagamento obbligatorio con carta di credito per
determinati servizi in volo tra cui quella dell’eccedenza del bagaglio, è
da ritenersi un vero e proprio abuso che dev’essere urgentemente
eliminato dalle citate autorità in quanto lede il diritto al pagamento in euro
contante che è peraltro la moneta avente corso legale non solo negli stati
dell’UE che l’hanno adottata, ma anche in quello dove ha sede
legale la compagnia irlandese.

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