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Passeggiata antiracket a Lamezia Terme contro 'pizzo' e criminalità, prefettura di Catanzaro in prima linea

Passeggiata antiracket per le vie del commercio di Lamezia Terme, giovedì scorso, per portare sostegno e aiuto a negozianti, imprenditori e artigiani costretti alla logica del 'pizzo' dalla criminalità organizzata, spesso vittime di intimidazioni, violenze e danneggiamenti.

Il Prefetto Antonio Rappucci

In testa al corteo promosso dalla Federazione antiracket italiana il prefetto di catanzaro Antonio Reppucci, insieme ai vertici provinciali delle Forze di polizia e ai rappresentanti locali dell'Associazione lametina antiracket (Ala), tra le mani il depliant informativo su come reagire al racket per sconfiggerlo, distribuito ai titolari dei negozi e degli esercizi delle strade percorse dalla manifestazione. Parlando con loro il prefetto ha ricordato che lo Stato c'è e reagisce in modo incisivo, come dimostrano i recenti arresti di quaranta affiliati alle cosche, accusati di omicidio, e come dimostra, soprattutto, il diffondersi del 'pentitismo' - oltre 10 casi negli ultimi mesi - anche in questa zona, dove era assolutamente assente fino a qualche tempo fa.

Tutto questo, insieme alle confische, frutto della stretta ollaborazione tra magistratura e Forze dell'ordine, sta riducendo notevolmente il potere dei clan, aprendo finalmente prospettive nuove di liberazione dalla criminalità e dal pizzo, rispetto al silenzio e alla rassegnazione del passato.

La reazione è stata, secondo la prefettura, di interesse e attenzione nella maggiorparte dei casi, anche se rimane nel territorio una sacca di scarsa consapevolezza e passività sulla quale lavorare ancora.

PASSEGGIATA ANTIRACKET NEL CENTRO DI LAMEZIA TERME PROMOSSA DAL F.A.I. CON IN TESTA IL PREFETTO REPPUCCI ED I VERTICI DELLE FORZE DI POLIZIA


Giovedì, 22 novembre scorso, il Prefetto di Catanzaro, assieme ai vertici provinciali delle Forze di Polizia e ad esponenti locali dell’ALA – Associazione lametina antiracket – ha attraversato le principali strade di valenza commerciale della città di Lamezia Terme, intrattenendosi con i titolari dei vari esercizi commerciali, distribuendo a ciascuno di essi un depliant informativo recante molti utili consigli su come, imprenditori, artigiani e commercianti, possono liberarsi dalla schiavitù del “pizzo”, imposto costantemente negli anni da clan malavitosi locali, con violenze ed intimidazioni, spesso materializzatesi in danno ai negozi con bombe incendiarie.

E’ stato fatto presente che, dopo l’arresto di quaranta malavitosi, appartenenti ai più sanguinari clan del lamentino, macchiatisi negli ultimi dieci anni di quaranta efferati omicidi, occorre liberarsi di questa presenza malefica e demoniaca che limita le attività economiche e lede ed offende la democrazia.

E’ stato, altresì, evidenziato che l’esteso fenomeno del “pentitismo” – oltre dieci pentiti negli ultimi mesi – assolutamente sconosciuto prima, sta a dimostrare che la presenza incisiva ed energica dello Stato ha ridotto l’operatività dei clan malavitosi, i cui esponenti di vertice sono ormai, tutti, ristretti.

Si è avuto modo di percepire attenzione ed interesse in gran parte dei negozi visitati, anche se non sono mancati imprenditori frastornati ed imbarazzati, non pienamente consapevoli del momento particolare che la città sta vivendo e che, forse, come non mai, è vicina ad una sorta di liberazione, uscendo da una situazione di generale intorpidimento e silenzio, con più deciso affiancamento a Magistratura e Forze dell’Ordine, che hanno assestato colpi devastanti con arresti e confische, facendo affievolire consistentemente la presenza asfissiante in città delle cosche storiche.

Catanzaro, 26 novembre 2012


  PREFETTO ANTONIO RAPPUCCI

Il Prefetto Antonio Reppucci, nato a Palma Campania (NA) il 17 marzo 1952, in possesso di Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università Federico II di Napoli, è entrato nella carriera prefettizia dell'Amministrazione Civile dell'Interno il 1° marzo 1979 ed assegnato alla Prefettura di Torino.
Dal 22 settembre 2001 ha svolto le proprie funzioni presso il Servizio Cittadinanza del Ministero dell'Interno e dal 17 gennaio 2003 è stato destinato alla Prefettura di Latina, ove ha ricoperto l'incarico di Capo di Gabinetto e di Vicario.

Dal 16 gennaio 2008 è stato inviato in missione a Napoli per le esigenze dell'Ufficio del Commissario Delegato per il superamento dell'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania. In tale contesto, ha assolto all'incarico di Capo di Gabinetto del Commissario Delegato, Prefetto Gianni De Gennaro.

Il 15 giugno 2008 è stato nominato Prefetto e posto fuori ruolo a disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ricoprire l' incarico di Capo Missione per gli Affari Legali, il Contenzioso e per i Rapporti con Enti Locali nell'ambito della Struttura del Sottosegretario Bertolaso, incaricato di fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania.

Con delibera del Consiglio dei Ministri nr. 76 del 17 dicembre 2009, è stato destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Cosenza, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tra gli incarichi svolti, si annoverano: Presidente della Commissione Elettorale Circondariale di Latina; Componente del CO.RE.CO. (per molti anni e fino alla soppressione avvenuta nel 2001); Presidente della Commissione Provinciale di Latina, denominata "minimum tax"; Componente di oltre 100 Commissioni di Esami di pubblici concorsi in provincia di Torino e di Latina; Presidente della Commissione Straordinaria del Comune di San Paolo Belsito (NA) per gli anni 2002-2005, sciolto per infiltrazioni camorristiche; Presidente della Commissione di accesso presso il Comune di Gioia Tauro (RC) nel 2007; Commissario Prefettizio e Straordinario nei Comuni di Usseglio, Ponza, Sperlonga, Terracina, Fondi, Gaeta, Minturno, Sabaudia, Ventotene e Cava dei Tirreni.

Dal 30 dicembre 2010 è Prefetto di Catanzaro.

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