DOCUMENTO
POLITICO ALLEGATO ALLE DIMISSIONI
“La gestione
finanziaria dell’Ente presenta criticità sostanziali (…) particolarmente
problematica risulta la gestione corrente di bilancio, fortemente squilibrata a
causa di un livello di spesa corrente inconciliabile con le entrate correnti
dell'Ente e aggravata dalla formazione di ingenti debiti fuori bilancio cui
l'Ente medesimo non riesce a far fronte per carenza di liquidità. Tali
squilibri, in assenza di interventi strutturali, non appaiono di facile superamento,
tenuto conto anche della grave situazione di cassa, ormai insufficiente per
onorare i debiti contratti. (…) In conclusione, gli accertamenti ispettivi
hanno evidenziato gravi irregolarità contabili, violazione dei vincoli di
finanza pubblica nonché squilibri strutturali del bilancio incompatibili con i
principi di sana gestione finanziaria”. Queste le conclusioni della
relazione ispettiva disposta dalla Ragioneria Generale dello Stato, nota come
“relazione Cervellini”, che descrivono con drammatica concretezza la grave
situazione finanziaria ed amministrativa in cui è stato relegato l’Ente a causa
della dissennata gestione del periodo 2007-2011 oggetto di verifica.
La stessa “relazione Cervellini”, per l’indipendenza e la
professionalità dell’autore, non può non segnare, per il nostro Comune, uno
spartiacque tra una prassi politico-gestionale improntata a superficialità,
irresponsabilità e spregiudicatezza amministrativa, da una parte, e la
necessità di gestire la cosa pubblica con rigore e rispetto delle regole,
dall’altra.
La verifica contabile ha il pregio di distinguere e ben
individuare comportamenti, atti e politiche, attribuendone specifiche
responsabilità: dalla lettura di essa risulta che non tutte le Amministrazioni
hanno gestito la cosa pubblica allo stesso modo, così come non risulta che gli
amministratori sono tutti uguali!
Tali certezze non possono più essere sottaciute né sminuite,
come finora fatto dalla minoranza consiliare che sull’argomento ha dimostrato
scarso senso di responsabilità anteponendo interessi di parte al superiore
interesse per la collettività, sostenuta in questo tentativo di mistificazione
da alcuni organi di stampa che insistono nel ritenere che la gravità della
situazione finanziaria sia dovuta alle amministrazioni che si sono succedute
negli ultimi quindici anni nonostante l’ispezione ministeriale abbia
inequivocabilmente chiarito che lo sconquasso dei conti comunali sia stato
determinato negli ultimi cinque anni (2007 – 2011).
Il tentativo di nascondere la grande responsabilità di aver
condotto la città nel baratro amministrativo è miseramente fallito.
Altri organi, diversi da questa maggioranza consiliare, nei
giorni a seguire, attribuiranno le responsabilità a tutti i livelli, ove
presenti.
Al momento in cui ci siamo candidati eravamo tutti
consapevoli della situazione finanziaria dell’Ente e della difficoltà di
amministrare un Comune come Locri, ma non sapevamo e non potevamo sapere (o
addirittura immaginare) che i bilanci degli ultimi anni non erano veritieri ma
costruiti in modo da dissimulare una situazione di finto benessere che
consentisse di “fare le feste” ed affrontare spese superflue e voluttuarie.
La mancata ponderazione degli effetti di queste politiche
dissolute non può lasciare indenne l’organo politico che le ha volute e
perpetrate, anche al di là ed a discapito dei distinguo registrati in seno al
Consiglio comunale precedente.
Questa certificata insostenibilità dei conti, aggravata
anche dalla riduzione del trasferimento statale che in questo periodo di nostra
gestione è stato ridotto di oltre € 1.400.000,00, comporta l’oggettiva
impossibilità di far fronte, con le entrate accertate, alle uscite previste; ci
si trova, quindi, di fronte all’impossibilità di assicurare persino i servizi
essenziali ai cittadini.
In Consiglio comunale abbiamo più volte esaminato l’ingente
massa debitoria, ancora non completamente accertata, che supera comunque e di
gran lunga i dodici milioni di euro destinata ad accrescersi sempre di più a
causa delle procedure esecutive pendenti e degli interessi che su di essa
maturano.
In questi diciassette mesi la nostra attività è stata
esclusivamente improntata all’eliminazione di tutte le spese superflue e
voluttuarie, al pagamento delle sole spese obbligatorie e dei debiti pregressi
costituiti anche dalle rate dei piani di rientro predisposti
dall’Amministrazione precedente, all’individuazione di ogni possibile soluzione
di risanamento finanziario ed alla instancabile e proficua ricerca di
finanziamenti aggiuntivi per i tanti progetti di sviluppo della Città (non va
dimenticato che i finanziamenti ottenuti da questa Amministrazione comunale
superano di gran lunga quelli intercettati nei cinque anni precedenti).
Rivendichiamo con forza la legittimità e la correttezza di
tutti gli atti amministrativi adottati dalla Giunta e dal Consiglio comunale,
al di là delle strumentali e false accuse mosse in modo irresponsabile e
spregiudicato dai consiglieri di minoranza.
La gravità della situazione economica ed amministrativa
avrebbe dovuto spingere i consiglieri di minoranza ed anche l’apparato
burocratico-amministrativo ad un’assunzione di responsabilità ed alla
condivisione di un percorso comune teso al risanamento. Non possiamo esimerci
dal rimarcare, tuttavia, che tali sentimenti non sono stati recepiti nonostante
i nostri continui richiami. Hanno prevalso solo ed esclusivamente gli attacchi
personali, le contumelie ed il tentativo maldestro di ridicolizzare il
Consiglio comunale, a discapito della soluzione dei tanti problemi della Città,
peraltro acuiti proprio da coloro i quali, di volta in volta, si ergevano a
censori.
Non possiamo, inoltre, sottacere l’inadeguatezza,
l’inefficienza e la mancanza di professionalità di quella parte di dipendenti
comunali che in luogo di adoperarsi per il buon andamento e la funzionalità
della macchina burocratica, hanno di fatto rallentato ed ostacolato la
soluzione dei problemi amministrativi. Allo stesso modo non possiamo non
ringraziare quei dipendenti che hanno dimostrato grande senso di responsabilità
ed abnegazione, ponendosi in questo modo all’esclusivo servizio della Città. Ci
sia consentito ringraziare in modo particolare il segretario generale, dott.
Arturo Tresoldi, per l’instancabile e professionale attività profusa,
immeritatamente oggetto di attacchi politici dei consiglieri di minoranza.
L’attività politica di questi ultimi mesi è stata quasi
esclusivamente rivolta a ricercare ogni possibile soluzione per approvare in
equilibrio il bilancio di previsione 2012 e scongiurare il dissesto finanziario
dell’Ente. Ciò nonostante, l’Ufficio finanziario, che in piena autonomia ha
lavorato alla predisposizione del documento di contabilità, ha rassegnato
l’impossibilità di far ”quadrare” i conti.
Tutte le criticità sopra rassegnate necessiterebbero per la
loro proficua soluzione di professionalità particolarmente qualificate che noi,
con gli attuali vincoli di bilancio, non possiamo assumere.
Riteniamo, pertanto, con grande senso di responsabilità ed
attaccamento verso la nostra Città di fare un passo indietro rassegnando le
dimissioni dalle cariche rispettivamente ricoperte, speranzosi che la gestione
commissariale prefettizia, con i poteri e le professionalità di cui sicuramente
disporrà, potrà efficacemente dare seguito all’opera di risanamento da noi
intrapresa.
In questo momento di difficoltà che tutti insieme stiamo
vivendo sentiamo di dover rivolgere un pensiero a tutti i cittadini che hanno
riposto in noi tante speranze e che hanno sopportato con spirito di sacrificio
i disservizi che, nonostante il grande impegno ed il duro lavoro svolto
disinteressatamente, non siamo riusciti ad evitare proprio a causa delle
difficoltà prima segnalate.
Riteniamo che questa decisione, sofferta e dolorosa, sia
l’unica strada percorribile per far uscire la Città dalle gravi difficoltà in
cui versa.
(Giuseppe Lombardo)
(Gesualdo Dattilo)
(Nicola Monteleone)
(Michele Ratuis)
(Giuseppe Gelonese)
(Alberto Brugnano)
(Federico Fazzari)
(Vito Iervasi)
(Emanuele Marando)
(Antonio Cavo)

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