Limbadi (Vibo Valentia): confiscati 5 milioni al clan Mancuso, i dettagli dell'operazione
''La Direzione Investigativa
Antimafia di Catanzaro ha confiscato beni mobili ed immobili per un
valore complessivo di oltre 5 milioni di euro riconducibili a MANCUSO
Antonio, 73enne di Limbadi,
ritenuto ai vertici della nota cosca Mancuso di Limbadi, ed a CAMPISI
Domenico, trucidato all’età di 44 anni la mattina del 17 giugno 2011
nelle campagne di Nicotera''.
E' quanto si legge in una nota diffusa dalla Dia di Catanzaro.
''I provvedimenti di confisca
appena notificati - prosegue la nota - disposti dalla Corte di
Appello di
Catanzaro, rappresentano una conferma della solidità delle
investigazioni patrimoniali a suo tempo esperite e poi confluite in
articolate informative, in quanto afferiscono la quasi totalità dei
cespiti già sottoposti a provvedimenti ablativi.
Quest’ultima attività
operativa, costituisce ulteriore espressione del costante impegno
profuso nel contrasto all’illecita accumulazione di ricchezze da parte
delle organizzazioni mafiose, obiettivo strategico ribadito con vigore
dal nuovo Direttore della D.I.A., Dr. Arturo DE FELICE, al vertice della
struttura dal 1° novembre scorso.
Sul conto del Mancuso, nel
provvedimento di confisca appena eseguito, si legge “ … Questa Corte,
nell’ambito del procedimento di opposizione, fermi restando i dati
contabili forniti da quel provvedimento nonché quelli indicati dalla
DIA, deve ora verificare se l’elaborato tecnico presentato dalla difesa
opponente contenga elementi idonei a confutare le conclusioni della
perizia e dell’organo proponente e sufficienti a vincere l’indicata
presunzione…. Omissis… Va aggiunto ad ogni modo, che non è stata in
alcun modo dimostrata la compatibilità per flussi tra fonti di reddito
ed impieghi:nulla è stato detto su tempi e modalità di pagamento; delle
risorse finanziarie utilizzate per i pagamenti non v’è prova; non è stato
possibile ricostruire i pagamenti effettuati né la provvista utilizzata.
A fronte, dunque, di una sufficienza indiziaria originaria e di una
inefficienza dimostrativa successiva, deve pervenirsi alla conferma
della pronunzia ablatoria dei beni, posto che in tale contesto non può
che darsi applicazione al principio per cui l’impossibilità colpevole da
parte del proposto di allegazione sui punti pertinenti alle indagini
assume a suo volta, valore indiziario a carico del medesimo,
eventualmente confermativo del complessivo quadro già emerso…omissis…”.
Con lo stesso provvedimento,
tuttavia, la Corte d’Appello ha disposto la restituzione unicamente di
due unità immobiliari (delle oltre settanta già cautelate) in quanto
pervenute nel patrimonio del proposto per usucapione giudizialmente
accertata.
Sul conto del patrimonio
invece oggi riconducibile agli eredi del Campisi, altra Sezione della
Corte d’Appello, in accoglimento della richiesta formulata dal P.G. così
afferma: “l’istanza si fonda sull’esito degli accertamenti delegati
….alla DIA … confluiti nell’informativa … che enumera il complesso dei
beni nella disponibilità del Campisi e del suo nucleo
familiare….L’analisi dei redditi familiari complessivi, riportati
dall’anno 1993 all’anno 2010….mostra una chiara sperequazione tra
percepito e speso…. è di intuitiva evidenza che il complessivo valore
dei beni …indicati …è sproporzionato rispetto alle condizioni di reddito
del Campisi e del coniuge…atteso che la registrata dinamica reddituale
evidenzia una costante condizione di debito familiare nel periodo
esaminato…..Discende da detta situazione economica anche
l’insussistenza di giustificazione anche per gli acquisiti perfezionati
nel corso dell’anno 2011…..P.Q.M. dispone nei confronti degli eredi di
Campisi Domenico la confisca….”.
Da ultimo si richiama che il
Campisi aveva avuto un preciso ruolo all’interno della medesima
organizzazione mafiosa cui è stata accertata la partecipazione del
Mancuso. Al riguardo, il Tribunale di Vibo Valentia, così formulava: “…è
stato considerato un elemento vicino alla nota consorteria dei MANCUSO
di Limbadi (VV). E’stato coinvolto nelle note operazioni di polizia
denominate TIMPANO (2001), NASCA (2001) … e DECOLLO (anno 2004). …
… Nel corpo delle ordinanze
di custodia cautelare si descrive un contesto criminale che vede il
Campisi quale soggetto che agiva per conto della cosca “Mancuso” di
Limbadi, nell’ambito del traffico internazionale di sostanze
stupefacenti…”.

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