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Infiltrazioni malavitose nel pisano: le misure di prevenzione e contrasto predisposte dalla prefettura

Il convegno intitolato 'Il contagio e l'antidoto", organizzato dal Centro studi contro le mafie all'auditorium Toniolo, in piazza del Duomo a Pisa è stato l'occasione per fare il punto della situazione sulle strategie che si stanno mettendo in campo per scoraggiare la presenza sul territorio di associazioni mafiose e della criminalità organizzata.
In proposito, è intervenuto il prefetto di Pisa Francesco Tagliente che ha evidenziato come stiano emergendo elementi che fanno ritenere fortemente probabile l’interesse da parte delle associazioni criminali ad inserirsi in modo 'sommerso e silente' nel tessuto socio-economico pisano. Per contrastare il fenomeno, il prefetto ha rappresentato come sia emersa l’esigenza di avviare una serie di iniziative antimafia, a tutela dell’economia legale.
La prima è stata quella di costituire presso la Procura della Repubblica un 'desk interforze antimafia' tra Magistratura, Forze di polizia territoriali e centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia, per monitorare l’eventuale ingresso nel tessuto economico locale della criminalità organizzata e adottare le opportune misure di prevenzione personali e patrimoniali.
Si è deciso, inoltre, di organizzare presso la Scuola Superiore Sant'Anna, per la mattinata del 14 novembre, una giornata tematica, formativa–informativa, dedicata al nuovo Codice antimafia, per approfondire la conoscenza da parte degli operatori del settore degli strumenti giuridici previsti dall’ordinamento.
Tagliente ha poi annunciato che il prossimo 14 novembre sarà sottoscritto in prefettura un 'Protocollo di legalità' per prevenire e contrastare le infiltrazioni malavitose nel settore del commercio e nelle attività imprenditoriali. Firmatari del documento saranno prefettura, comune di Pisa, camera di commercio, amministrazione provinciale e gli altri 38 comuni della provincia pisana. Particolarmente monitorati - ha spiegato il prefetto - saranno quei settori commerciali ritenuti sensibili, quali quelli del commercio, della ristorazione, della gestione degli stabilimenti balneari e delle strutture ricettive, nonché degli esercizi di 'compro oro', attraverso il continuo monitoraggio dei subentri e delle volture che si siano ripetute per la medesima licenza commerciale.

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