MAXI SEQUESTRO DI BENI PER UN VALORE DI
OLTRE 230 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI DI DUE
IMPRENDITORI REGGINI LEGATI ALLA 'NDRANGHETA.
Il Servizio
L'intervista al Procuratore Aggiunto Michele Prestipino Giarritta
L'intervista al Direttore della DIA Alfonso D'Alfonso
Il video integrale della Conferenza stampa
I Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di
Polizia Tributaria di Reggio Calabria, unitamente al personale della Direzione
Investigativa Antimafia ed ai militari dell’Arma dei Carabinieri di Reggio
Calabria, al termine di articolate indagini di polizia giudiziaria - coordinate
dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria,
Direzione Distrettuale Antimafia - in esecuzione di provvedimenti ablativi emessi dalla Sezione
Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria - hanno sequestrato un
ingente patrimonio mobiliare, immobiliare e societario in pregiudizio degli
imprenditori reggini RAPPOCCIO Pasquale e SICLARI Pietro,
accusati di legami con la 'ndrangheta.
Le indagini, condotte in perfetta sinergia
dalle 3 articolazioni investigative e coordinate dal Procuratore Aggiunto,
Dott. Michele PRESTIPINO
GIARRITTA e dai Sostituti Procuratore dott. Giuseppe LOMBARDO
e Dott. Stefano MUSOLINO, hanno consentito di accertare che la costante ed
inarrestabile ascesa nel panorama imprenditoriale reggino, da parte dei due
imprenditori, era stata agevolata dai forti legami intrattenuti dagli stessi con
le famiglie mafiose dei CONDELLO, dei TEGANO e dei LIBRI.
Le investigazioni di cui all’operazione
odierna, di natura prettamente economico-patrimoniale, hanno permesso di
individuare il davvero ingente patrimonio, intestato, ovvero riconducibile, a RAPPOCCIO Pasquale e SICLARI Pietro ed ai loro familiari, del valore
di oltre 230 milioni di euro.
Le indagini economico-patrimoniali hanno permesso di accertare, tra l’altro, un'indiscutibile sproporzione tra l’ingente patrimonio individuato ed i redditi dichiarati dai destinatari dei provvedimenti e dei familiari, tale da non giustificarne la legittima provenienza.
Le investigazioni delle 3 Forze di Polizia hanno documentato un articolato
e solido quadro indiziario, da cui sono emersi i collegamenti ed i contatti del
RAPPOCCIO con esponenti di spicco della ‘ndrangheta e di altri ambienti
criminali.
Dopo le operazioni Astrea e Athena, che hanno disvelato come attraverso imprenditori e professionisti "a disposizione" la ndrangheta esercitasse la propria influenza sulle principali aziende c.d municipalizzate e, ancora, dopo le operazioni Assenzio e Sistema, che hanno acceso i riflettori sui volti imprenditoriali della ndrangheta, con l'operazione odierna le Forze di Polizia e la DDA reggina continuano nell'azione strategica di contrasto alla c.d. "Zona Grigia" composta da quella serie di persone che occupando una posizione socialmente riconosciuta (imprenditori, professionisti, politici ed amministratori) hanno scelto di scendere a patti con la ‘ndrangheta consentendo, in tal modo, l'affermazione e la realizzazione di interessi criminali in danno dell'interesse pubblico generale e del bene comune.
Con i provvedimenti adottati è stato disposto ed eseguito il sequestro del patrimonio riconducibile agli stessi, al momento stimato in oltre 230 milioni di euro, tra cui figurano, in particolare:
Il Servizio
L'intervista al Procuratore Aggiunto Michele Prestipino Giarritta
L'intervista al Direttore della DIA Alfonso D'Alfonso
Il video integrale della Conferenza stampa
Le indagini economico-patrimoniali hanno permesso di accertare, tra l’altro, un'indiscutibile sproporzione tra l’ingente patrimonio individuato ed i redditi dichiarati dai destinatari dei provvedimenti e dei familiari, tale da non giustificarne la legittima provenienza.
SICLARI
Pietro – attualmente
recluso presso la casa circondariale di Reggio Calabria – è un imprenditore nei
settori edilizio, immobiliare ed alberghiero destinatario di varie ordinanze di
custodia cautelare in carcere e, sin dall’anno 1994, oggetto di investigazioni
per reati di mafia.
Le attività investigative, condotte
nell’arco di quasi un ventennio, hanno consentito di evidenziare il ruolo
svolto dal siclari nell'ambito
della gestione delle Opere Pubbliche sul territorio reggino in sinergia di
interessi, e dunque con l'appoggio, di
diverse importanti famiglie di 'ndrangheta operanti sulla città.
Rapporti e cointeressenze, emersi sin
dal “Processo Olimpia”, si sono
ancora delineati nella gestione di alcuni affari commerciali che hanno visto il
coinvolgimento dei pregiudicati FRASCATI
Demetrio e CARRIAGO Vincenzo,
affiliati alla cosca LIBRI.
Più in particolare, diversi elementi
acquisiti nel corso delle attività investigative hanno dimostrato quale
connessione vi sia tra l'affermato ruolo imprenditoriale del SICLARI Pietro
ed i legami stretti con la 'ndrangheta e in particolar modo con le sue
articolazioni note come cosca
CONDELLO-TEGANO di Archi di Reggio Calabria e cosca LIBRI di Cannavò di Reggio Calabria.
Infatti, proprio
nell’ambito delle investigazioni tecniche del locale Centro D.I.A. (operazione “Entourage” del novembre
2010), il SICLARI Pietro era emerso
quale soggetto economico in grado di interloquire trasversalmente con diverse
delle più potenti famiglie di 'ndrangheta operanti sul territorio reggino.
Anche
nell’ambito delle indagini tecniche eseguite dall’Arma dei Carabinieri
(operazione “Reggio Nord”
dell’ottobre 2011), era emerso un quadro di notevole valenza indiziaria in capo
al SICLARI quale imprenditore di
riferimento delle famiglie di 'ndrangheta operanti nella zona Nord di Reggio
Calabria, e riconducibile, in particolare, all’allora latitante CONDELLO Domenico (cugino di Condello Pasquale detto "Il Supremo”) ed al cognato TEGANO Bruno Antonino,
nell’ambito del reinvestimento di capitali illeciti attraverso la gestione indiretta
di una nota attività commerciale.
Le
investigazioni avevano anche evidenziato il palese coinvolgimento del SICLARI Pietro in un’operazione
immobiliare che, tramite la fittizia intestazione in favore di compiacenti
prestanome, aveva consentito al boss CONDELLO
Domenico di accaparrarsi la gestione del rinomato locale “IL LIMONETO”, esercizio commerciale del
comprensorio reggino.
RAPPOCCIO
Pasquale -
attualmente recluso presso la casa circondariale di Palmi - anche lui è un altrettanto noto imprenditore
reggino operante prevalentemente nel settore della fornitura di materiali ed
attrezzature sanitarie, ma con forti interessi anche nei settori immobiliare,
alberghiero, ricreativo e sportivo.
Già presidente e proprietario della squadra di pallavolo femminile reggina “MEDINEX”,
militante nella massima serie (A1), nonché facente parte della compagine
sociale della “Piero Viola”, società sportiva che vanta decenni di presenza
nel massimo campionato di basket italiano, il rappoccio è emerso più volte nell'ambito di inchieste condotte dalla locale
Direzione Distrettuale Antimafia quale soggetto in rapporti d'interesse con
diverse potenti cosche di ndrangheta operanti sul territorio reggino.
Più in
particolare, di recente, il collaboratore di giustizia MOIO Roberto, indicando
i favoreggiatori della lunga latitanza dei fratelli Tegano Pasquale e Tegano
Giovanni e delineando la rete degli appoggi logistici di cui
entrambi avevano potuto fruire, aveva evidenziato quale ruolo vi avesse
assunto, tra gli altri, il Rappoccio.
Tratto in arresto dall’Arma dei
Carabinieri nell’operazione “Reggio Nord”, per
intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalità mafiose, il Rappoccio è stato indagato in
diversi procedimenti penali per truffa, abuso di ufficio e turbata libertà di
incanti ed è stato rinviato a giudizio per i reati di associazione a
delinquere, falsità materiale ed ideologica, truffa e frode nelle pubbliche
forniture nell’ambito del Proc. Pen. nr. 3434/2008 per aver effettuato
forniture a beneficio di strutture pubbliche ospedaliere al di fuori di
qualsivoglia procedura legale di approvvigionamento, nonché mediante la
sistematica applicazione di sproporzionati ed ingiustificati ricarichi sui
prezzi finali dei beni acquistati.
Lo scorso 6 ottobre, RAPPOCCIO
Pasquale è stato altresì condannato ad un anno e 4 mesi di reclusione
nell'ambito del proc. 1577/09 RGNR – della Procura di Locri, per aver arrecato
un danno ingiusto all’ASL nr.9 di Locri per un ordinativo di acquisto del
9.8.2005 di beni sanitari senza l’indizione di una gara, in violazione della
normativa vigente in tema di fornitura pubbliche.
Con l’odierna operazione è
ulteriormente emerso come il SICLARI
Pietro ed il RAPPOCCIO Pasquale
abbiano sovente operato in tandem in
diverse iniziative imprenditoriali.
Entrambi posseggono infatti,
direttamente o indirettamente, rilevanti quote societarie in alcune delle più
rinomate strutture alberghiere della provincia reggina, tra cui si individuano
quelle denominate Grand Hotel De La Ville
e Hotel Plaza, ambedue ubicate a Villa San Giovanni (RC).
Risultavano gestire il noto
ristorante/discoteca “Il Limoneto” di
Catona (RC), giungendo a possedere (per il tramite la Welcome Investments Srl) anche il rinomato villaggio turistico “Villaggio JONIO BLU” di
Bianco (RC).
I due imprenditori dispongono inoltre dell’importante Gruppo Gestioni Sanitarie S.r.l.,
operante nel settore immobiliare.
Ulteriore rapporto di reciprocità
imprenditoriale è emerso anche nella famosa MEDINEX s.a.s. - principale azienda utilizzata dal RAPPOCCIO nel campo delle forniture
medicali e sanitarie, sovente sponsor di importanti società sportive reggine –
la quale risulta amministrata da SICLARI
Caterina Anna, figlia di SICLARI
Pietro.
Dopo le operazioni Astrea e Athena, che hanno disvelato come attraverso imprenditori e professionisti "a disposizione" la ndrangheta esercitasse la propria influenza sulle principali aziende c.d municipalizzate e, ancora, dopo le operazioni Assenzio e Sistema, che hanno acceso i riflettori sui volti imprenditoriali della ndrangheta, con l'operazione odierna le Forze di Polizia e la DDA reggina continuano nell'azione strategica di contrasto alla c.d. "Zona Grigia" composta da quella serie di persone che occupando una posizione socialmente riconosciuta (imprenditori, professionisti, politici ed amministratori) hanno scelto di scendere a patti con la ‘ndrangheta consentendo, in tal modo, l'affermazione e la realizzazione di interessi criminali in danno dell'interesse pubblico generale e del bene comune.
Con i provvedimenti adottati è stato disposto ed eseguito il sequestro del patrimonio riconducibile agli stessi, al momento stimato in oltre 230 milioni di euro, tra cui figurano, in particolare:
(a) per RAPPOCCIO PASQUALE
»
nr.
18 unità immobiliari (11 appartamenti, nr. 4 garage, nr. 2 box auto e nr. 1
negozio);
»
Ditta Individuale
RAPPOCCIO Pasquale, operante nel settore dell’intermediazione del commercio di
prodotti, con relativo patrimonio aziendale;
»
MEDINEX DI RAFFA ROSALIA
MARIA S.A.S., operante nel settore commercio all'ingrosso di articoli medicali
ed ortopedici con relativo patrimonio aziendale;
»
MEDINEX S.R.L., operante
nel settore del commercio all'ingrosso di articoli medicali ed ortopedici con
relativo patrimonio aziendale;
»
A.R. MEDICA S.R.L., operante nel settore del commercio
all'ingrosso di articoli medicali ed ortopedici;
» 89% della NUOVO BASKET VIOLA REGGIO 98 S.R.L., operante nel
settore dell’associazionismo sportivo con relativa quota spettante del
patrimonio aziendale;
»
70% della ANTARES
EUROTRADING S.R.L., operante nel settore del commercio all'ingrosso di altri
prodotti con relativa quota spettante del patrimonio aziendale;
»
67%
della GRUPPO GESTIONE SANITARIE S.R.L., operante nel
settore della costruzione di edifici con relativa quota spettante del
patrimonio aziendale (tra cui 4 unità immobiliari);
»
50%
della “WELCOME INVESTMENTS ITALIA S.r.l., operante nel settore della costruzione di
edifici con relativa quota spettante del patrimonio aziendale (tra cui 6 unità
immobiliari e l’80% del capitale sociale della JONIO BLU S.r.l., società che gestisce il noto “Villaggio Jonio Blu” di Bianco);
»
40%
della I.C.R.A.S.
S.R.L., operante
nel settore della locazione immobiliare di beni propri con relativa quota
spettante del patrimonio aziendale (tra cui ben 39 unità immobiliari);
»
34% della ICARUS S.R.L.,
operante nel settore della compravendita di beni immobili con relativa quota
spettante del patrimonio aziendale;
»
28,9%
della PICCOLO
HOTEL S.R.L., operante nel settore degli alberghi e motel con ristorante con relativa
quota spettante del patrimonio aziendale (tra cui il noto Hotel Plaza);
»
26%
della G.E.S.A.M.
S.P.A., operante
nel settore alberghiero con relativa quota spettante del patrimonio aziendale
(tra cui il noto Grand Hotel De La Ville);
»
10%
della POLISPORTIVA
PIERO VIOLA S.P.A., operante nel settore dell’associazionismo sportivo con relativa quota
spettante del patrimonio aziendale;
(b) per SICLARI Pietro
»
nr.
88 unità immobiliari (39 appartamenti, nr. 26 autorimesse e nr. 23 terreni);
»
SICLARI
ANTONINO & FIGLI S.A.S., operante nel settore della costruzione di edifici con relativo
patrimonio aziendale (tra cui ben 116 unità immobiliari);
»
50%
della “WELCOME INVESTMENTS ITALIA S.r.l., operante nel settore della costruzione di
edifici con relativa quota spettante del patrimonio aziendale (tra cui 6 unità
immobiliari e l’80% del capitale sociale della JONIO BLU S.r.l., società che gestisce il noto “Villaggio Jonio Blu” di Bianco);
»
33%
della GRUPPO GESTIONE SANITARIE S.R.L., operante nel
settore della costruzione di edifici con relativa quota spettante del
patrimonio aziendale (tra cui 4 unità immobiliari);
»
24,77%
della G.E.S.A.M.
S.P.A., operante
nel settore alberghiero con relativa quota spettante del patrimonio aziendale
(tra cui il noto Grand Hotel De La Ville);
»
28,85%
della PICCOLO
HOTEL S.R.L., operante nel settore alberghiero con relativa quota spettante del
patrimonio aziendale (tra cui 2 complessi immobiliari);
»
15%
della OTTO SRL, operante nel settore costruzione di edifici con relativa quota
spettante del patrimonio aziendale (con un attivo di oltre 10 milioni di euro
per il 2011);
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