Roma, 23 Ottobre 2012 - La conferma da parte
del Governo, di voler dar seguito a quanto previsto dall’articolo 8 comma 8 del
disegno di legge recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)”, in merito alle penalità
contrattuali per la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina mi
lascia sconcertato.
Sulla costruzione del
Ponte sullo Stretto si sono dette tante cose non vere, basti pensare ad
esempio ai costi relativi alla mancata costruzione dell’Opera. Secondo le stime della Società Stretto di
Messina infatti, le penali al Contraente Generale, ammontano orientativamente a
circa 530 milioni di Euro, ai
quali si aggiungono 300 milioni
già spesi. A questi si sommano i costi per smobilizzare i cantieri, quelli per mancati
utili, interessi, penali, indennizzi, stimati in almeno 250 milioni di Euro. In sintesi, il no al Ponte
sullo Stretto, costerà in realtà 1mld e 100 mln in totale, con il rischio tra
l'altro, che sottovalutando le stime, si ripeta lo stesso errore commesso nel
caso della "vicenda esodati".
Un altro
aspetto importante da considerare, è quello relativo alla credibilità
internazionale del nostro Paese che, se confermata la decisione di bloccare la
costruzione del Ponte, rischierebbe di essere fortemente minata. Sono diversi
infatti i gli investitori stranieri che hanno manifestato particolare
apprezzamento per questo progetto dichiarandosi interessati ad acquisire il
know how tecnologico utilizzato e a partecipare anche finanziariamente alla
costruzione dell’Opera.
Provate ad
immaginare il danno in termini di indebolimento delle capacità di attrarre investimenti
a cui andrebbe incontro il nostro Paese, se il Governo decidesse di tirarsi
indietro mancando così agli impegni presi con il mercato internazionale.
Pertanto, o si
procede sulla strada già intrapresa e più volte sostenuta dal precedente
Governo, o ci si astiene da questa decisione politica che un Governo tecnico
non dovrebbe assumersi l’onere di prendere, affidando così ogni decisione al
nuovo Governo.

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