La Squadra Mobile di Reggio Calabria, a conclusione di una complessa ed attività d'indagine, ha catturato il latitante Salvatore Giorgi, di 38 anni. Il soggetto, era sfuggito all'arresto nel corso dell'operazione 'Imelda', eseguita dalla Polizia, il 10 marzo 2011. L'uomo, deve rispondere anche, di traffico di sostanze stupefacenti. I dettagli sulla cattura, sono stati illustrati in una conferenza stampa, convocata nel pomeriggio di giovedì 18 ottobre 2012 in Questura. Con il procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, c'erano pure: il 'padrone di casa', questore Guido Nicolò Longo; il capo della Squadra Mobile Gennaro Semeraro; il suo vice, Francesco Rattà; il commissario capo Francesco Stampacchia ed il dirigente del Commissariato di Siderno, Carmine Soriente. Il magistrato, ha dichiarato in conferenza stampa:" La cattura di Salvatore Giorgi, conferma che i latitanti che trafficano droga non hanno l'obbligo di rimanere nel territorio controllato dalla cosca, ma si muovono continuamente in giro per l'Europa ". In precedenza, sul filone degli stupefacenti, i militari della Sezione operativa pronto impiego della Compagnia della Guardia di Finanza di Locri, avevano tratto in arresto tre mesi fa il 26 luglio 2012, un altro Giorgi (Giuseppe), 30 anni, anch'esso originario di San Luca, poiché ricercato a seguito di un mandato di cattura internazionale spiccato dall'Autorità giudiziaria tedesca. Giorgi, infatti, era ricercato in esecuzione di un mandato di arresto europeo del 22 maggio del 2007. Un terzo Giorgi, Domenico, 28 anni. era stato arrestato nella notte a Rivalta (Torino), dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria. L'uomo, era accusato dell'omicidio di Salvatore Favasuli, di 26 anni, ucciso il giorno dell'Epifania del 2005 a Casignana (Reggio Calabria). Omicidio, che provocò la riapertura della faida di San Luca
RAVENNA, VA IN ONDA LA DINASTY DEI GIORGI DI SAN LUCA. IL NARCOTRAFFICANTE E LATITANTE SALVATORE GIORGI, FEDERATO COL CARTELLO DEI NIRTA-STRANGIO E COLLEGATO CON I CLAN DELLA PIANA DI GIOIA TAURO (BELLOCCO-ASCONE-PISANO) E DELLA JONICA CROTONESE, FINISCE NELLA RETE DELLA POLIZIA
Il latitante, ritenuto dagli investigatori vicino alle cosche di 'ndrangheta di San Luca, era ricercato dal 2011 ed e' accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Giorgi, ha tentato di far perdere le sue tracce, scappando prima a bordo di una Peugeot 107 e poi a piedi. Ma non è servito per sfuggire agli occhi esperti e navigati dei "segugi": infatti, pochi minuti dopo, il trafficante di droga è stato individuato in un lido balneare del lungomare di Cervia e immediatamente catturato. Dopo le contestazioni di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Ravenna. A disposizione del p.m. di turno che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Ravenna, Roberto Mescolino. Il Giorgi, è considerato dagli inquirenti, un elemento di spicco della 'ndrangheta calabrese, in quanto membro operativo della cosca Nirta 'Versu', a sua volta federata con la famiglia Strangio 'Janchi'. Due clan, contrapposti al potente cartello dei Pelle-Vottari-Romeo. Sono questi, i due cartelli di 'ndrangheta, che hanno dato vita all'ormai tristemente famosa faida di San Luca, che ha fatto registrare un' escalation di violenza culminata con la "strage di Natale" del 25 dicembre 2006, in cui è stata uccisa anche una donna, Maria Strangio, moglie del capobastone Giovanni Luca Nirta (condannato all'ergastolo nell'ambito dell'operazione. prcesso 'Fehida') e con quella di Duisburg del 15 agosto 2007. S'indaga per capire, se l'ex latitante specializzato nel traffico internazionale di stupefacenti, attività che svolgeva assieme ad altri soggetti legati alla criminalità organizzata come Michele Ascone, Vincenzo Perri e Gioacchino Bonarrigo, abbia ottenuto appoggi logistici dai clan di 'ndrangheta crotonesi, egemoni sul territorio. Compresi i Grandi Aracri ed i Dragone di Cutro; gli Arena ed i
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA. Il procuratore aggiunto Nicola Gratteri è un vero globe-trotter. Rimbalza come palla di gomma, da un capo all'altro della Penisola. E va pure all'estero. Uno stakanoff della toga. Non sgarra, nemmeno di un giorno, rispetto ai suoi doveri istituzionali. E trova pure il modo, nelle pieghe, di scrivere libri sul tema di scottante attualità, che non possono mancare dagli scaffali di ogni giornalista o da quelli degli studenti e della associazioni culturali; se non da quelli degli studiosi del fenomeno. Una vera, autentica risorsa culturale; ma anche professionale. Va da sé, che il successo, provochi invidia e gelosia. In qualunque campo, zona e settore. Stamani, era alla Guardia di Finanza per l'operazione "Revolution". La stampa accreditata, è stata convocata di pomeriggio in Questura, Sala 'Nicola Calipàri', per la cattura di un 'pesce grosso'. Un altro Giorgi, Salvatore 38 anni, il secondo nello spazio di tre mesi e sempre per fatti di droga, è caduto nella rete della Polizia di Stato. Uno dei due, Giorgi Giuseppe, 30 anni, originario di San Luca (RC), poiché ricercato a seguito di un mandato di cattura internazionale spiccato dall'Autorità Giudiziaria della Germania, era stato arrestato a Siderno nei pressi del centro commerciale 'Le Gru', dai militari della Sezione Operativa Pronto Impiego della Compagnia della Guardia di Finanza di Locri Giorgi, infatti, risultava ricercato dalle autorità tedesche in esecuzione di un mandato di arresto europeo datato 22.05.2007. Il giovane di San Luca (RC), infatti, era stato colpito dal provvedimento cautelare per violazione della legge sugli stupefacenti, in particolare per traffico di cocaina. Giuseppe Giorgi. Nato a San Luca il 6 marzo 1961, deve scontare 17 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi, estorsioni ed omicidio.
I militari della Sezione operativa pronto impiego della Compagnia della Guardia di Finanza di Locri, di recente, elevata a Gruppo e diretta dal maggiore Ferdinando Mazzacuva, in effetti, avevano tratto in arresto tre mesi fa il 26 luglio 2012, a Siderno, nei pressi del centro commerciale 'Le Gru', un altro Giorgi (Giuseppe), 30 anni, noto col nomignolo 'U Capra, genero del mammasantissima Sebastiano Romeo, inteso 'U Staccu anch'esso originario di San Luca, nell'elenco dei 30 latitanti di massima pericolosità, facenti parte del "Programma Speciale di Ricerca" selezionati dal Gruppo Integrato Interforze. poiché ricercato, a seguito di un mandato di cattura internazionale, spiccato dall'Autorità giudiziaria tedesca. Giorgi, infatti, era ricercato in esecuzione di un mandato di arresto europeo del 22 maggio del 2007. Secondo il pentito Francesco Fonti, anche lui fu coinvolto nello smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi, come il contrabbando di niobio, metallo usato nei reattori nucleari, in cambio di 250 milioni del vecchio conio. Ha partecipato al carico di rifiuti pericolosi su navi che poi venivano affondate con dinamite lungo le coste italiane. Un terzo Giorgi, Domenico, 28 anni, del ceppo "Boviciani",imparentato con i Cordì di Locri, alla macchia da cinque anni,( omonimo di un quarto Domenico Giorgi ),era stato arrestato nella notte del 19 novembre 2010, a Rivalta (Torino), dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, diretto in illo tempore, dal colonnello Pasquale Angelosanto. L'uomo, che si era dato alla latitanza per sottrarsi a possibili vendette nell'ambito della faida, era accusato dell'omicidio di Salvatore Favasuli, di 26 anni, ucciso il giorno dell'Epifania del 2005 a Casignana (Reggio Calabria). L'omicidio di Salvatore Favasuli sarebbe da inserire in un contesto mafioso, ma anche passionale.
Avrebbe avuto una relazione con la fidanzata, poi diventata sua moglie, e per questo Giorgi lo avrebbe fatto uccidere. Delitto, che di fatto, provocò la riapertura della faida di San Luca; se non una succursale di Africo. Un altro Giorgi, (Antonio) fratello di Domenico, sarebbe stato ucciso per vendetta dai parenti del Favasuli, il 31 ottobre del 2005, davanti al cimitero di Africo. Torniamo a Giorgi Salvatore. Individuato in un lido balneare sul lungomare di Cervia, alla vista della Polizia, che gli dava la caccia, ha tentato di svignarsela, a bordo di una Peugeot 107. Il latitante, intuendo di non avere scampo, ha escogitato uno stratagemma vecchio come il mondo: confondersi tra la folla. Tuttavia è stato riconosciuto dagli agenti, che gli hanno infilato le manette. Giorgi è il cognato di Sebastiano Strangio, già coinvolto nell'operazione "Fehida I". Quest'ultimo a sua volta è cognato di Giovanni Nirta, uno dei protagonisti assoluti della faida sanluchese. Un elemento di primissimo piano, per come recita anche il comunicato stampa, distribuito in conferenza…". Per non parlare del 'quinto' Giorgi, Fortunato, narcotrafficante, arrestato dopo quasi dieci anni di latitanza il 23 maggio 2009, proprio a San Luca, nei pressi dell'abitazione di una sorella. Fortunato Giorgi, latitante inserito nell'elenco dei 100 ricercati più pericolosi d'Italia. L'uomo, quarantaquattrenne, latitante dal 2000, è stato catturato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, guidata dal primo dirigente Renato Cortese. Occupiamoci ora del Giorgi Salvatore. A conclusione di una complessa ed articolata attività d'indagine, nella mattinata odierna, personale della Squadra Mobile e del Commissariato di Siderno - con la fattiva collaborazione del personale dell'omologo Ufficio investigativo ravennate ed il prezioso apporto del personale specializzato del Servizio di Polizia Scientifica di Roma - hanno tratto in arresto nel comprensorio di Cervia (RA), in territorio emiliano, il pericoloso latitante. GIORGI Salvatore, nato a Locri (RC) il 28.08.1974, colpito da O.C.C.C. nr. 3379/2009 R.G.N.R., nr. 3398/2009 R.G.I.P. e nr. 0090/2009 ROOC, emessa nei suoi confronti in data 10.03.2011, dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria poiché ritenuto responsabile "del delitto p.e p. dall'art. 74 co I, II, III e IV D.P.R. 309/90 e 61 n. 6 c.p. per aver fatto parte integrante di una articolata e vasta organizzazione allo scopo di commettere più delitti tra quelli previsti e puniti dall'art 73 del medesimo decreto; associazione dedita alla vendita, offerta, cessione, distribuzione, commercio, acquisto trasporto, detenzione di sostanze stupefacenti in quantità ingenti del tipo cocaina, essendo permanente un accordo a carattere generale diretto alla realizzazione di un determinato programma criminoso".
Il GIORGI è elemento di primissimo piano nel panorama criminale della 'Ndrangheta calabrese, poichè inserito a pieno titolo nella potente cosca dei NIRTA, intesi "Versu", operante nel territorio di San Luca (RC) con diramazioni internazionali ed attualmente federata alla consorteria criminale dei STRANGIO "Jancu". La cosca NIRTA "Versu" è attualmente federata con la cosca STRANGIO alias "Ianchi" e contrapposta alle cosche rivali PELLE "Vancheddu" – VOTTARI "Frunzu", nell'annosa "Faida di San Luca" che ha mietuto decine di morti ammazzati in questa provincia dal 1991 registrando una vera e propria escalation di eventi omicidiari culminati nella "Strage di Natale" del 25 dicembre 2006 e con la strage di Duisburg (D) consumata in territorio tedesco in data 15 agosto 2007.All'interno della consorteria di appartenenza il ricercato GIORGI era specialmente dedito al traffico internazionale di stupefacenti ed, in particolare, era in contatto con ASCONE Michele, PERRI Vincenzo e BONARRIGO Gioacchino, unitamente ai quali, nel contesto dell'operazione "Imelda" aveva ceduto e detenuto, ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.Per lumeggiare la caratura criminale del GIORGI è sufficiente citare i suoi legami parentali con il cognato STRANGIO Sebastiano cl. 75, pregiudicato emerso nell'ambito della nota operazione Fehida I condotta da questa Squadra Mobile, il quale, a sua volta, è cognato del detenuto NIRTA Giovanni Luca cl. 69, altro protagonista assoluto della predetta "faida di San Luca", marito di STRANGIO Maria, assassinata da elementi della contrapposta fazione PELLE-VOTTARI nella tristemente famosa "Strage di natale" del 25 dicembre 2006, episodio omicidiario nel quale furono attinti da colpi d'arma da fuoco, oltre alla donna altri tre appartenenti alla cosca NIRTA-STRANGIO. Nella tarda mattinata di stamane, nel corso di alcuni servizi di osservazione avviati a carico di alcuni familiari del ricercato è stata individuata una zona residenziale in cui poteva trascorrere la latitanza il pericoloso latitante calabrese, composta da alcune villette, che è stata debitamente cinturata, in attesa del blitz che sarebbe scattato di lì a poco. Nonostante il cinturamento della zona e l'ampio servizio di p.g. predisposto per la sua cattura, pochi attimi prima dell'irruzione nell'appartamento ove trascorreva la latitanza, il GIORGI tentava un'improvvisa fuga, a bordo di un'autovettura Peugeot 107, scappando in direzione "mare" e, dopo qualche isolato, lasciava la macchina incustodita e fuggiva a piedi essendo sicuro di aver fatto perdere le proprie tracce.
Tuttavia, pochi attimi dopo, il ricercato veniva individuato nei pressi del lido "Bagno Anna" sito sul lungomare di Cervia, ove nonostante avesse trovato un rifugio improvvisato, veniva riconosciuto e tratto in arresto dagli investigatori intervenuti. L'arrestato, dopo le formalità di rito, è stato posto a disposizione dell'Autorità giudiziaria e sarà associato presso la casa circondariale di Ravenna (RA).". In conferenza stampa, il questore, Guido Nicolò Longo ha fatto i complimenti al procuratore aggiunto, che professionalmente, ha visto crescere "quei bravi poliziotti. "Galletti di primo canto" con tanto di ali, cresta, speroni ed artigli già sviluppati, allevati dalla chioccia navigata. Hanno parlato quasi tutti gl'inquirenti, spiegando che alla cattura si sia giunti, seguendo le orme e le mosse di un parente stretto, dopo attente e complesse indagini, in cui, non sia stato lasciato nulla al caso. Il "santulucotu", era disarmato e vistosi scoperto e senza vie d'uscita, non ha opposto resistenza. Si è lasciato ammanettare "docilmente". Dopo le contestazioni di rito, alla presenza del legale di fiducia, il Giorgi è stato spedito in galera. A disposizione del magistrato di turno, che provvederà il più presto possibile, all'interrogatorio di garanzia. La vicenda di Salvatore Giorgi s'intreccia inevitabilmente con quella di san Luca suo paese d'origine; ed i protagonisti della faida, invischiati nella faida di san Luca, che vede contrapposti i Nirta-Strangio-Giorgi da una parte ed i Pelle-Vòttari-Romeo dall'altra, ufficialmente scoppiata nel giorno di Carnevale 1991, culminata nell'operazione 'Fehida'. I Giorgi, come gli altri ceppi, hanno diversa appartenenza e nomignolo: 'Ciceri, 'Boviciani' ecc. Probabilmente, c'era dietro della vecchia ruggine, che come il fuoco, covava sotto la paglia.
Il top è stato l'omicidio di una donna, Maria Strangio, dell'omonimo clan di 'ndrangheta, intesi 'Jancu', moglie di Giovanni Luca Nirta, presunto capobastone dell'omonima cosca mafiosa, intesa 'Versu'. Scampati all'agguato miracolosamente altri due feriti; di cui uno, era un bambino in tenera età. Le carte processuali hanno sentenziato che la risposta sia stata la "Strage di Duisburg", in cui sono stati massacrati a colpi di pistola, sei giovani:Tommaso Venturi, 18 anni, originario di Corigliano Calabro (prov. di Cosenza) Francesco Giorgi, 16 anni, originario di San Luca (prov. di Reggio Calabria) Francesco Pergola, 22 anni, originario di Siderno (prov. di Reggio Calabria)Marco Pergola, 20 anni, originario di Siderno (prov. di Reggio Calabria)Marco Marmo, 25 anni, originario di San Luca (prov. di Reggio Calabria)Sebastiano Strangio, 39 anni, originario di San Luca (prov. di Reggio Calabria) (Chef e proprietario del ristorante, affiliato alla 'ndrina Pelle-Vottari, non alla Strangio). I Nirta, chiosa Gratteri, coinvolti nell'operazione DDA, 'Aspromonte', sono un ceppo molto antico. Il capostipite, era Giuseppe Nirta; ed apparteneva, ad una famiglia, nota alle forze dell'ordine già nel 1870. In quell'anno, come si legge in una nota del Ministero dell'Interno, venne istituito un fondo straordinario di cento lire, per favorire la cattura di nove latitanti tra cui Francesco e Giuseppe Nirta di S.Luca. Sebbene, anche i Giorgi, lo siano. San Luca, ha continuato a sfornare emigranti. Una settantina in Germania, tutti nati negli anni '90. Per manovalanza o prestanome, se non altro. Per mettere i beni "tedeschi" al sicuro dalla magistratura italiana. Spesso, le richieste di sequestro delle nostre procure per bloccare pizzerie, appartamenti e negozi acquistati con i soldi della droga, restano lettera morta: in Germania, non esiste una legislazione che permette di colpire gli investimenti di mafia.
Per inquadrare bene questa storia di mafia, bisogna ricollegarsi un attimino all'operazione Imelda, ( 31 arrestati 1. Antonio Ascone, nato a Rosarno , cl. 54; 2. Michele Ascone, nato a Gioia Tauro , cl. 79; 3. Vincenzo Ascone, nato a Gioia Tauro , cl. 80; 4. Rocco Ascone, nato a Rosarno , cl. 53; 5. Laurentiu Doru Lorenzo Avram, nato a Galati (Romania) cl. 78; 6 . Umberto Bellocco , nato a Cinquefrondi, cl. 83; 7. Gioacchino Bonarrigo , nato a Cinquefrondi, cl. 84; 8 . Nicola Bonarrigo , nato a Rosarno , cl. 64; 9 . Pasquale Calderone, nato a Locri, cl. 77; 10 . Sergio Carretta, nato a Milano , cl. 60; 11. Antonio Costadura, nato a Genk (Belgio ) cl. 74; 12. Do menico Codespo ti, nato a San Luca, cl. 50; 13. Giuseppe Fabrizio , nato a Tauriano va, cl. 74; 14. Salvatore Giorgi, nato a Locri, cl. 74; 15. Beniamino Marras, nato a Cagliari, cl. 72; 16 . Carmine Murdaca, nato a Sant'Ilario dello Jo nio , cl. 57; 17. Aldo Nasso, nato a Polistena, cl. 8 5; 18 . Vincenzo Perri, nato a San Luca, cl. 80; 19 . Bruno Pisano , nato a Cinquefrondi, cl. 83; 20 . Bruno Pizzata, nato a Melito Porto Salvo , cl. 59; 21. Giuseppe Pizzata, nato a Locri, cl. 80; 22. Giancarlo Polifroni, nato a Locri, cl. 74; 23. Filippo Rechichi, nato a Locri, cl. 8 3; 24. Sebastiano Rechichi, nato a San Luca, cl. 60; 25. Antonio Romeo , nato a San Luca, cl. 57; 26 . Antonio Romeo , nato a San Luca, cl. 70; 27. State Stelian, nato a Unirea (Romania) cl. 50; 28 . Francesco Stilo , nato ad Africo , cl. 61; 29 . Francesco Strangio , nato a Melito Porto Salvo , cl. 66; 30 . Antonio Vottari, nato a Locri, cl. 85; 31. Giuseppe Romeo , nato a Giussano , cl. 61 (arresti domiciliari) di cui era parte integrante il latitante arrestato ora ma, sfuggito al blitz in precedenza). Il dato significativo emerso dall'indagine è l'alleanza strategica tra le cosche della Locride (Nirta-Strangio-Pizzata) e quelle della Piana di Gioia Tauro (Ascone-Bellocco-Pisano) sfruttando le amicizie tra i vecchi capicosca. Alleanze che ora si aggregano ed ora si disgregano, a causa delle ben numerose azioni delle forze di polizia, coordinate dalla magistratura, dei decessi e dei pentimenti. Tant'è vero, che gli stessi organi inquirenti, faticano un attimino a raccapezzarsi e ad aggiornare la geografia dei clan di 'ndrangheta; disarticolati, sgominati e smantellati, ma pur sempre in grado di rinnovarsi come l'Idra di Lerna. Le 'ndrine calabresi, per statuto sono orizzontali ed autonome; sebbene le ultime operazioni, abbiano confermato, quanto già era emerso in passato. La formazione di tre mandamenti (Jonico, Tirrenico e Centrale) governati da un organo supremo di autogoverno denominato "Provincia" di Reggio. Le telecamere mobili e fisse della Polizia, sono puntate in questo momento, su un boss emergente, Bruno Pizzata, cresciuto rapidamente in peso e statura. Vecchia conoscenza di tante operazioni. Bruno Pizzata, 51 anni, ritenuto un trafficate di droga affiliato alla potente cosca Pelle di San Luca è stato arrestato dalla Guardia di finanza, 4 febbraio 2011, ad Oberhausen, non a caso a pochi chilometri da Duisburg, città in cui da tempo sono insediati i Nirta-Strangio-Giorgi. Nel corso dell'operazione, sono anche stati sequestrati beni cinque milioni di euro; su ordine della Dda di Catanzaro. A Duisburg in Germania, Pizzata, gestiva una pizzeria. Il broker, viveva tra il Sudamerica e l'Europa, e qui si spostava continuamente tra Belgio, Germania e Olanda. A Bogotà, in Colombia, il narcotrafficante alloggiava nel quartiere delle ambasciate, dove incontrava gli emissari dei "cocalero" locali Trattava solo cocaina pura al 99%, che poteva essere tagliata con altre sostanze fino a quattro volte la quantità originaria. Assumeva personalmente abili e resistenti autisti, a cinquecentomila euri l'anno per il trasporto della droga dai porti atlantici sino a Milano.
Promotori del traffico internazionale di droga sarebbero stati, secondo quanto è emerso dalle indagini, Antonio e Michele Ascone, di 57 e 32 anni, padre e figlio; Bruno Pisano (28) e Umberto Bellocco (28) e Michele Ascone, che per organizzare l'arrivo in Italia di consistenti partite di cocaina avrebbero utilizzato i loro collegamenti con Belgio, Germania e Olanda e con la zona del Milanese. In quest'ultima area avrebbero svolto un ruolo di rilievo altre due persone coinvolte nell'operazione, Sergio Carretta, di 51 anni, e Rocco Ascone (58), cugino di Antonio, già arrestato nell'operazione Crimine. Sono parte integrante del cartello di 'ndrangheta Pesce-Bellocco-Ascone-Pisano-Rao-Cacciola-Ferraro-Figliuzzi-Bonarrigo
Domenico Salvatore






2 Commenti
Il Superlatitante Giuseppe Giorgi - nato il 06.03.1961 a San Luca(RC)- del Clan di San Luca della 'ndrangheta di Reggio Calabria,uccel di bosco dal 1995 con pena detentiva a 17
RispondiEliminaanni,è apparso più volte a Milano accostato al cognato di Bettino Craxi,Paolo Pillitteri,ex sindaco del capoluogo lombardo nel 1986.
Non è certamente un accostamento marginale avere il partito del PSI, dal quale scaturì il bubbone di Tangentopoli del 1992,in appoggio esterno alla 'ndrangheta sull'asse Milano - San Luca.Questo per garantire investimenti,provento del riciclaggio,in appalti o autorizzazioni per aprire ristoranti,locali notturni,
bar ed altro.
Da quanto e come il PSI di Bettino Craxi si è fatto avvicinare dalla
'ndrangheta?.E ,soprattutto,perchè?.Una spinta, che diviene raccomandazione da un'altra voce di primissimo piano del PSI:De Michelis.(Presumo Gianni).
Un arresto eccellente, che aprirebbe indagini sul versante politico -
mafioso,ossia su quel concorso esterno in associazione mafiosa di cui il Terzo livello non ne è immune, e che proverebbe la partecipazione diretta di politici di primissimo piano della mondanità meneghina e nazionale. Anche a sinistra.
Una cosca, quella di cui fa parte il superlatitante Giuseppe Giorgi,che ha avuto
in terra lombarda come intermediario il boss Antonio Papalia.
Un approfondimento sarebbe,quantomeno,opportuno da parte della DDA
milanese,quando codesto Superlatitante verrà concesso alla Giustizia inserito nella lista dei 7 Superlatitanti di maggiore pericolosità d'Italia stilata dal Ministero dell'Interno.
io non capisco ma come potete scrivere simili cose senza mai averne le prove provate? siete proprio particolari!!!
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