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Melito Porto Salvo, i sindaci dell'Area Grecanica intorno al capezzale dell'ospedale

Melito Porto Salvo La “Conferenza di servizio” dei sindaci dell’Area Grecanica 30 giugno 2015, presieduta dall’ingegnere Giuseppe Meduri
I SINDACI DELL’AREA GRECANICA AL CAPEZZALE DELL’OSPEDALE DI MELITO
Domenico Salvatore

Non si può dire che i sindaci dell’Area Grecanica, siano insensibili al grido di dolore della collettività. E non si può dire che i sindaci, non muovano un dito per tentare la quadratura del cerchio. Si può, anzi si deve dire, che i sindaci, il volto dipinto con i segni della battaglia, sono scesi sul sentiero di guerra, dopo aver dissotterrato l’ascia. Non è stato facile. Non è facile. Ragioni istituzionali, personali, sociali, ‘precedenti impegni’ ed impedimenti di varia natura, spesso e volentieri, diventano ostacoli insormontabili. Morale della favola, cercarli per averli tutti in una volta, nella stessa sede è come cercare l’ago in un pagliaio. 

La Regione Calabria con un suo decreto, ha stabilito che l’Area Grecanica arrivi sino ad Africo compreso. Quindi i Comuni di Motta San Giovanni, Montebello Jonico, Melito Porto Salvo, Roghudi, Roccaforte del Greco, Bagaladi, San Lorenzo, Condofuri, Bova, Bova Marina, Palizzi, Brancaleone, Staiti, Ferruzzano, Bruzzano e Africo appunto. Sedici comuni, per una popolazione che supera abbondantemente, cinquantamila abitanti. Più che sufficienti per esprimere senatori, deputati, consiglieri regionali e provinciali. Invece niente. Ma questo è un altro paio di maniche. Comunque l’unità viene ricercata per far fronte ad un problema primario come quello della salute, che gl’Italiani nei sondaggi, mettono sempre al primo posto. Almeno in teoria; nelle intenzioni. Meno del cinquanta per cento dei sindaci erano presenti…Ugo Suraci, Giuseppe Meduri, Santo Monorchio, Agostino Zavettieri, Salvatore Mafrici, Domenico Penna, Bernardo Russo. Ed inoltre il direttore sanitario Lucio Nucera, il consigliere comunale, anche dipendente ospedaliero, Ninetto Meduri, ed il vicesindaco di Bova Marina, Antonio Stilo. Da più parti è stato ribadito in aula, quanto sia stato importante l’ospedale generale “Tiberio Evoli”. Forse, il più antico della Calabria, con oltre cento anni di storia. Unico nosocomio in tutta la Costa Jonica, sino a Locri. La struttura ospedaliera sta implodendo dal di dentro. Non stiamo qui a ricordare, lo abbiamo fatto tante volte, quanti primari e viceprimari od assistenti, sebbene oggi si chiamino con altra denominazione, siano andati in pensione. Senza essere sostituiti. Medici, ma anche paramedici. Il vitto arriva da fuori. Come pure le ditte di pulizie. Gli strumentari, i macchinari, sono superati e da aggiornare, come certi locali, che di sanitario hanno ben poco. Ma i famigerati dieci milioni di euri, che fine hanno fatto? Quale buco nero del triangolo delle Bermude li ha inghiottiti? In questi anni di sofferenza, amici lettori sovrani, vi abbiamo dato contezza delle passerelle e vetrine dei premier e ministri della Repubblica, governatori, menager, direttori generali, direttori sanitari, generali, ministri della salute, assessori regionali alla sanità, tutti residenti a “Promessopoli”. Nemmeno una, delle loro promesse elettorali e non, ma non chiamatele bugìe, poteva prendere corpo ed anima. Erano fondate sulla sabbia. Aria fritta per i gonzi, allocchi e creduloni, fauna che abbonda da queste parti. Senza tenere conto delle ‘passeggiate ecologiche’ di senatori, deputati, segretari nazionali dei partiti, regionali e provinciali, presidenti di provincia. Da qui sono passati anche Antonio Di Pietro, Massimo D’Alema, Pierferdinando Casini, Rocco Buttiglione, Mario Tassone, Giuseppe Scopelliti, Agazio Loiero, Mario Oliverio, di quelli che ci vengono in mente, Un ministro (Livia Turco) lo voleva chiudere; un altro (Beatrice Lorenzin) lo voleva rilanciare…Senza dimenticare le lotte terribile, fratricide ed autolesionistiche fra i baroni della medicina, pater dimitte illis quia nesciunt quid faciunt, di cui si occuparono le cronache (verba volant, scripta manent)che facevano perdere miliardi a pioggia per possibili rinnovamenti dei padiglioni e degli strumentari, ma anche del personale medico e paramedico. L’ultima goccia che fece traboccare il vaso fu la mancata istituzione del servizio di rianimazione e traumatologìa. Proposto anche da Scopelliti ma sdegnosamente rifiutato. Era l’ultima ciambella di salvataggio, prima del cavallo di troia del Tavolo Massicci e tutti gli altri escamotages. Il rottamaio ed i rottamatori, hanno funzionato per dodici mesi all’anno. Nel mucchio. Ad alzo zero. Demolire è più facile che costruire. Specialmente da quando in Italia, l’oligarchia ( od aristocrazia, se non borghesia) ha preso il sopravvento sulla democrazia. Contano i comitati d’affari, le lobbies, i gruppi di potere e di pressione, i potentati economico-finanziari. E non diciamo altro. Te la do io la sezione; che, era anche scuola di partito e formava la classe politica dirigente. C’è qualcosa di nuovo sotto il sole? Il nuovo sindaco ingegnere Giuseppe Meduri, si propone all’attenzione generale della città di Tiberio Evoli, Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio e del vasto hinterland. Vedremo, se la casa comunale sia fondata sulla roccia (Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia) o sulla sabbia (Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande) . I sindaci, sono forti e potenti, se riescano a stare insieme ed a fare squadra, con proposte e progetti c r e d i b i l  i, mettendo al bando invidia, gelosia ed interessi del niente o del nulla. Altrimenti, ci spiace ribadirlo, sono un’associazione di cartapesta o di pastafrolla, se non di carta velina. Questa è la nostra opinione, sic et simpliciter. Domenico Salvatore







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