A s s o e d i l i z i a
IL GIORNO ediz. 3 gennaio 2015
La riforma del Catasto è appesa agli algoritmi.
Circa 150.000 "funzioni statistiche", applicate su almeno 20.000 zone censuarie, esprimeranno la relazione tra redditi e valori da un lato e localizzazioni e caratteristiche degli immobili dall'altro. Sarà un Catasto sia reddituale, sia patrimoniale in quanto attribuirà ad ogni unità un valore commerciale e anche una rendita. Infine, il valore catastale sara' espresso, non più in vani, ma in metri quadrati. La riforma sara'messa a punto dalle Commissioni censuarie provinciali (e dalla Commissione censuaria centrale).
Obiettivo principale della riforma eliminare le storture verificatesi negli ultimi decenni: a causa delle quali accade talvolta che un appartamento nel centro della città goda di valutazioni catastali – con le conseguenti imposte – inferiori rispetto ad un appartamento nuovo situato in periferia. Lodevole obiettivo. Ma al momento è impossibile stabilire se si pagherà di più. Intuitivo ritenere che non si paghera' di meno. Per valutare, occorrerebbe sapere quali redditi e quali valori patrimoniali saranno accertati e se tali redditi e valori terranno conto della caduta dei valori di mercato intervenuta in questi ultimi anni.
Il Governo ha assicurato che ci sarà invarianza di gettito, cioè il totale delle tasse sulla casa non subirà, nel complesso, aumenti. Si vedrà.
Intanto bisogna dare atto alle associazioni dei proprietari immobiliari, Confedilizia in testa, di avere ottenuto importanti risultati rispetto alla prima stesura della legge delega: anche i proprietari possono partecipare ai lavori delle Commissioni censuarie; e l'invarianza del gettito verrà calcolato a livello comunale. Meglio che a livello nazionale, ma sempre difficile da controllare da parte del contribuente che deve tener conto di alcune variabili note solo al comune: incremento automatico delle rendite, nuova produzione edilizia e recupero dell'evasione fiscale.
E comunque va detto, ai fini di una valutazione complessiva, che il sistema dell' "invarianza", nella sua logica generale, e' basato sull'assuro principio " intanto pagate, poi verificheremo se e' equo"; nel senso che la verifica e' attuata a posteriori.
IL GIORNO ediz. 3 gennaio 2015
La riforma del Catasto è appesa agli algoritmi.
Circa 150.000 "funzioni statistiche", applicate su almeno 20.000 zone censuarie, esprimeranno la relazione tra redditi e valori da un lato e localizzazioni e caratteristiche degli immobili dall'altro. Sarà un Catasto sia reddituale, sia patrimoniale in quanto attribuirà ad ogni unità un valore commerciale e anche una rendita. Infine, il valore catastale sara' espresso, non più in vani, ma in metri quadrati. La riforma sara'messa a punto dalle Commissioni censuarie provinciali (e dalla Commissione censuaria centrale).
Obiettivo principale della riforma eliminare le storture verificatesi negli ultimi decenni: a causa delle quali accade talvolta che un appartamento nel centro della città goda di valutazioni catastali – con le conseguenti imposte – inferiori rispetto ad un appartamento nuovo situato in periferia. Lodevole obiettivo. Ma al momento è impossibile stabilire se si pagherà di più. Intuitivo ritenere che non si paghera' di meno. Per valutare, occorrerebbe sapere quali redditi e quali valori patrimoniali saranno accertati e se tali redditi e valori terranno conto della caduta dei valori di mercato intervenuta in questi ultimi anni.
Il Governo ha assicurato che ci sarà invarianza di gettito, cioè il totale delle tasse sulla casa non subirà, nel complesso, aumenti. Si vedrà.
Intanto bisogna dare atto alle associazioni dei proprietari immobiliari, Confedilizia in testa, di avere ottenuto importanti risultati rispetto alla prima stesura della legge delega: anche i proprietari possono partecipare ai lavori delle Commissioni censuarie; e l'invarianza del gettito verrà calcolato a livello comunale. Meglio che a livello nazionale, ma sempre difficile da controllare da parte del contribuente che deve tener conto di alcune variabili note solo al comune: incremento automatico delle rendite, nuova produzione edilizia e recupero dell'evasione fiscale.
E comunque va detto, ai fini di una valutazione complessiva, che il sistema dell' "invarianza", nella sua logica generale, e' basato sull'assuro principio " intanto pagate, poi verificheremo se e' equo"; nel senso che la verifica e' attuata a posteriori.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
il Corriere dell'Informazione
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