Cinquefrondi (Reggio Calabria) – I segretari di circolo del PD di Cinquefrondi, Michele Galimi, e San Giorgio Morgeto, Gino De Maria, non hanno dubbi a bollare l'attuale progetto del nuovo tratto della Pedemontana Cinquefrondi-San Giorgio Morgeto bandito ufficialmente dalla Provincia "STRADA PEDEMONTANA DI CONGIUNGIMENTO DEI COMUNI MONTANI DI CINQUEFRONDI - SAN GIORGIO MORGETO-CITTANOVA E DI ALLACCIO TRA LA EX SS. 111 E LA S.G.C. DI ATTRAVERSAMENTO DELLA DORSALE TRA LA FASCIA JONICA E LA PIANA DI ROSARNO (TRATTO CINQUEFRONDI – SAN GIORGIO MORGETO)" come inutile. Un appalto, questo, da 14 milioni di euro che dovrebbe realizzare il collegamento tra i due comuni dell'area aspromontana in corrispondenza della più ampia direttrice di Delianuova.
La riflessione nasce a margine di un incontro con la stampa durante il quale, in particolar modo l'esponente cinquefrondese ha lanciato strali circa la mancanza di funzionalità del tratto in questione, privato di ogni criterio logistico di fluidità del traffico e dei benefici per automobilisti e cittadini che la costruenda arteria dovrebbe apportare. «Come è possibile – si domanda Galimi – che il progetto non preveda l'innesto con la SGC Jonio Tirreno una volta che si giunge a Cinquefrondi in maniera tale da rendere fruibile l'arteria consentendo di raggiungere Rosarno sia per l'innesto autostradale che per quello ferroviario?». In pratica, si starebbe profilando secondo gli esponenti piddini, l'ennesima incompiuta o per meglio dire compiuta ma inutile che - dopo più di 20 anni tra rimandi ed attese per arrivare allo sblocco definitivo dell'opera - potrebbe comportare la realizzazione di un percorso che alla fine si rivelerebbe monco proprio per via dell'incapacità di cogliere il senso dell'utilità finale atta a migliorare le infrastrutture esistenti ed a rendere più agevole la percorrenza stradale degli abitanti dei paesi pedemontani. «Il tempo ed il conseguente vantaggio – spiega ancora Galimi – che gli automobilisti potrebbero guadagnare rispetto ai vecchi tracciati verrebbe sistematicamente annullato una volta arrivati a Cinquefrondi.
Qui il traffico veicolare, leggero e pesante, si dovrebbe riversare sulle strade urbane di per se già ora incapaci di sostenere il traffico cittadino. Una vera follia!». Ecco che allora si puntano i piedi cercando di correre ai ripari: «Non capisco perché chi poteva intervenire, tecnicamente e politicamente - chiosa il coordinatore pianigiano del partito guidato da Renzi - ma anche chi strombazza quotidianamente vittorie per il ripristino di qualche buca oggi tace in un silenzio complice per le sorti di un'opera che interessa veramente intere comunità a cominciare da quella cinquefrondese». Il circolo cittadino, infatti, ha confermato Galimi chiederà urgentemente un incontro col sindaco e poi la convocazione di un apposito consiglio comunale per discutere sulla questione e per cercare di premere sulla Provincia affinché «possa rivedere questa incompiuta, che finirebbe per rendere vano ed inutile l'avvio del bando appena pubblicato».
La riflessione nasce a margine di un incontro con la stampa durante il quale, in particolar modo l'esponente cinquefrondese ha lanciato strali circa la mancanza di funzionalità del tratto in questione, privato di ogni criterio logistico di fluidità del traffico e dei benefici per automobilisti e cittadini che la costruenda arteria dovrebbe apportare. «Come è possibile – si domanda Galimi – che il progetto non preveda l'innesto con la SGC Jonio Tirreno una volta che si giunge a Cinquefrondi in maniera tale da rendere fruibile l'arteria consentendo di raggiungere Rosarno sia per l'innesto autostradale che per quello ferroviario?». In pratica, si starebbe profilando secondo gli esponenti piddini, l'ennesima incompiuta o per meglio dire compiuta ma inutile che - dopo più di 20 anni tra rimandi ed attese per arrivare allo sblocco definitivo dell'opera - potrebbe comportare la realizzazione di un percorso che alla fine si rivelerebbe monco proprio per via dell'incapacità di cogliere il senso dell'utilità finale atta a migliorare le infrastrutture esistenti ed a rendere più agevole la percorrenza stradale degli abitanti dei paesi pedemontani. «Il tempo ed il conseguente vantaggio – spiega ancora Galimi – che gli automobilisti potrebbero guadagnare rispetto ai vecchi tracciati verrebbe sistematicamente annullato una volta arrivati a Cinquefrondi.
Qui il traffico veicolare, leggero e pesante, si dovrebbe riversare sulle strade urbane di per se già ora incapaci di sostenere il traffico cittadino. Una vera follia!». Ecco che allora si puntano i piedi cercando di correre ai ripari: «Non capisco perché chi poteva intervenire, tecnicamente e politicamente - chiosa il coordinatore pianigiano del partito guidato da Renzi - ma anche chi strombazza quotidianamente vittorie per il ripristino di qualche buca oggi tace in un silenzio complice per le sorti di un'opera che interessa veramente intere comunità a cominciare da quella cinquefrondese». Il circolo cittadino, infatti, ha confermato Galimi chiederà urgentemente un incontro col sindaco e poi la convocazione di un apposito consiglio comunale per discutere sulla questione e per cercare di premere sulla Provincia affinché «possa rivedere questa incompiuta, che finirebbe per rendere vano ed inutile l'avvio del bando appena pubblicato».
Giuseppe Campisi

0 Commenti