Ogni cosa è "avvenimento".
Si può pensare e vivere così? Ripartiamo da Péguy
Interviene
Alain Finkielkraut, filosofo, Parigi
Dialogo con
Pigi Colognesi, giornalista
Flora Crescini, insegnante
Lunedì 17 novembre ore 21,00 Sala di via S. Antonio,Via S. Antonio 5 (MM Duomo/Missori)
Lunedì 17 novembre - ore 21,00
Sala di via S. Antonio
Via S. Antonio, 5 (MM Duomo/Missori)
Ogni cosa è "avvenimento". Si può pensare e vivere così?
Ripartiamo da Péguy
Interviene
Alain Finkielkraut, filosofo, Accademico di Francia
coordina Pigi Colognesi, giornalista
Ingresso gratuito – info sito www.centroculturaledimilano.it – 02 86455162
Arriva a Milano, dopo la nomina ad Accademico di Francia, il filosofo Alain Finkielkraut, chiamato dal Centro Culturale di Milano per il ciclo di incontri "Riguadagnare i fondamenti" che ha visto l'intervento della regista von Trotta e vedrà anche in gennaio la presenza di Jean Luc Marion.
Il filosofo di Parigi, ospitato diverse volte al CMC in questi anni, conduttore di una seguitissima trasmissione radiofonica su France Culture, farà un dialogo sul nostro tempo, l'esperienza umana e sociale dell'uomo contemporaneo, l'Europa e i nuovi diritti, l'educazione.
Tutto partirà da Charles Péguy -lo scrittore polemista francese, riportato all'attenzione pubblica proprio da Finkielkraut e di cui ricorre il centenario della morte, insieme al conflitto mondiale in cui trovò la morte il 5 settembre 1914 – traendo spunti dai suoi ultimi libri "Un cuore intelligente", "Nel nome dell'altro".
Oggi, ha dichiarato il filosofo, "il riconoscimento dell'avvenimento è la cosa più difficile ma mi sembra il compito per eccellenza. Dice Péguy «Essere in anticipo, essere in ritardo, che inesattezza! È la puntualità la sola esattezza», vorrei io stesso essere capace di espormi al presente, in ciò che ha di singolare. Péguy ci dà il coraggio di resistere all'ideologia, provando a seguire il suo esempio. Abbiamo la responsabilità di provare a pensare a questo presente".
Finkielkraut, rifacendosi alla Arendt, traccia la strada e sottolinea due possibilità principali: la gratitudine o il risentimento, e la modernità, lo sappiamo, è spesso la vittoria del risentimento contro il dato. Prima della Arendt, Péguy è anche lui un filosofo della gratitudine.
Il paradosso è che in un tempo di crisi preferiamo essere in una posizione di credito, piuttosto che di debito - perché se siamo grati c'è una perdita, un debito - e non siamo più in una situazione di credito. Si può dunque vivere e pensare così nel nostro mondo per avere energie autentiche per un nuovo inizio?
Biografia di Alain Finkielkraut
Alain Finkielkraut nasce a Parigi il 30 giugno 1949 da una famiglia di ebrei polacchi scampati alla Shoah. Studia presso l'École Normale Superiéure a Parigi letteratura moderna e si laurea in filosofia. Dal 1976 al 1978 è visiting professor presso il dipartimento di letteratura francese della University of California, Berkeley. Dal novembre del 1989 fino al raggiungimento della pensione nel 2014 è docente di Cultura generale e Storia delle idee al dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell'École Polytechnique. Nel 1985 è ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica "Répliques": qui esponenti del mondo culturale e politico vengono invitati a confrontarsi su temi filosofici, sociali e politici in un dialogo il cui fine è nelle intenzioni di Finkielkraut la causa comune della verità
È da anni personaggio chiave e controverso del panorama culturale francese, sia per le forti posizioni politiche (la lunga appartenenza alla sinistra, il sostegno a Israele o la difesa dell'identità francese ), ma anche per la pubblicazione di opere culturali. È del 1992 la riabilitazione di Charles Péguy nell'opera "L'incontemporaneo", nella quale il filosofo restituisce e sottolinea l'attualità del pensiero dello scrittore francese.
Nel 1994 viene nominato cavaliere della Legione d'Onore e dal 10 aprile 2014 è membro dell'Académie Française.
Fra le sue opere in italiano si possono ricordare: Un cuore intelligente; Nel nome dell'altro: riflessioni sull'antisemitismo che viene; L'umanità perduta: saggio sul XX secolo; L'incontemporaneo. Péguy, lettore del mondo moderno; Il nuovo disordine amoroso.

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