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Calcio Seconda Categoria Calabria, Girone H, La Bovese (4-1) batte la comprimaria Carmelitana Arrchi e sale sul tetto del mondo

Carmelitana Archi, granitica per un'ora, poi la 'distrazione fatale', che ha deciso il match e spianato la strada al poker d'assi Orlando, Criseo, Modafferi, Zirilli. Ottima la prova di "El Buitre" Modafferi, che ha seminato il panico nelle retrovie carmelitane, mettendo anche il sigillo su una rete da manuale.Ha avuto ragione ancora una volta mister Angelo Paone con il suo modulo vincente 4-4-2 (4-3-3), ma soprattutto ha azzeccato le mosse giuste nella ripresa

POLISPORTIVA MACCHINA DA GOAL MA ANCHE BELLA E SCIUPONA PRES PER MANO DAL TRASCINATORE DI FOLLE, CAPITAN GIANANDREA CRISEO

Gli ospiti di mister Gianni Notaro, hanno tenuto testa alla corazzata boviciana per un'ora di gioco. Poi si sono avvitati e sono andati in picchiata dal Machu Picchu in meno di cinque minuti. Prima però era andata in trance la squadra di casa. Dieci minuti di atarassia e di abulia di cui però gli ospiti non hanno saputo approfittare per stordire la Bovese e tornare sulle rive dello Scaccioti con tre punti in cassaforte

Domenico Salvatore


Bova Marina-Torna il calcio e tornano le emozioni; le domeniche allo stadio. Per vedere i beniamini del pubblico locale, figli, nipoti amici, parenti e conoscenti. Per ascoltare i risultati delle altre partite in tempo reale, brani di musica; chiacchiere da stadio; la battuta facile e talora trasgressiva, ma ci può stare. Una giornata di sport sano e bello da incorniciare nell'album di famiglia. Non importa chi abbia vinto e chi abbia perso. Si sono divertiti tutti. Un abbraccio fraterno, sincero, disincantato. I ragazzi della Via Paal in tribuna, mescolati con i trappers di Davy Crockett. Hooligans e skin-heads. Appassionatamente insieme. Ha dominato il fair play. La cortesia sembrava schizzar fuori dal Dolce Stil Novo. Il cuor gentile, in campo e sugli spalti…Jacopo da Lentini, Guido Guinizzelli, Guittone d'Arezzo, Guido Cavalacanti, Dino Frescobaldi, San Tommaso d'Aquino, San Bonaventura, Dante Alighieri, Cino da Pistoia Ci spiace ripetere sempre le stesse cose. Sebbene 'repetita iuvant'. Le partite sono fatte di episodi. Singoli o concatenati. Spesso succede che, chi rompe paghi ed i cocci sono suoi. Per quello che si è visto sul campo, era una partita da tripla. Una serie incredibile di occasioni da rete, come fiocchi di neve a Cortina D'Ampezzo e Madonna di Campiglio, che ha messo a dura prova le coronarie. Si rischiava di vedersi saltare il tappo della valvola mitralica. Ma non sono state concretizzate. Prima, la Bovese aveva subìto il supplizio di Sisifo… Per aver osato sfidare gli dèi, Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l'eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci. Poi, toccò alla Carmelitana Archi, subire il supplizio di Tantalo… Tantalo figlio di Giove venne punito per i suoi misfatti…avvertiva il bisogno di mangiare e bere, ma nonostante fosse circondato da cibo e acqua non poté nutrirsi o dissetarsi. Era legato ad un albero da frutto carico di ogni qualità di frutti, ed immerso fino al collo in un lago d'acqua dolce; tuttavia appena Tantalo provava a bere il lago si asciugava, e non appena provava a prendere un frutto i rami si allontanavano, o un alito di vento improvviso li faceva volare via lontano dalle sue mani. Bisognava brindare con Vecchia Romagna per creare la vecchia, magica atmosfera di un tempo, senza Gino Cervi? Salagadula megicabula bibbidi-bobbidi-bu/ Fa la magia tutto quel che vuoi tu/ Bibbidi-bobbidi-bu/. E dove sono, le montagne di erba che infestavano lo stadio? Tutto lavato con Perlana e Mastrolindo, Olì Olà e lo sporco se na va. Da decenni, seguivamo le evoluzioni calcistiche della Bovese (e del Bova), dalla fornace al campo sotto i binari sino ai "Veterani dello sport", ma poi l'incantesimo si spezzò. Ora la Bovese, risorge dalle sue stesse ceneri come l'araba fenice? Stesso discorso per l'Archi e la Nuova Archi. L'ottimo Antonino Morabito di Reggio Calabria, fa appena in tempo ad appoggiare il fischietto alle labbra, che già partono i giochi di fuoco di San Silvestro a… Londra, Berlino, Parigi, Taipei e Copacabana. Il paladino Angelo Paone, suona l'Olifante e l'Orlando Furioso sguainala la Durlindana; ma l'uomoragno Capone, muove i tentacoli meglio di una vedova nera e strozza l'urlo in gola all'estrema mancina locale ed ai fans ben numerosi sulla tribunetta dell'Old Trafford. Spettacolo nello spettacolo il coro degli angeli di Archi. Ma c'erano mischiati in mezzo a loro, tra tenori là al centro; parenti di Luciano Pavarotti, Josè Carreras e Placido Domingo, che urlavano a squarciagola…"Vinceremo, vinceremo, vinceremo alèeeeee alèeeeee…Archi, Archi, Carmelitanaaaaa." Lo spirito d'avventura è quello di Indiana Jones e Jim Awkins; se non di Sandokhan, la tigre della Malesia, scaturita dal sesquipedale cervello di Emilio Salgari. Il coraggio è quello di Zanna Bianca. Modafferi ed Orlando, vaga rassomiglianza con Black Macigno e Capitan Miki, scorrazzano per il campo come i "galletti di primo canto"; ma hanno già alucce, cresta, artigli e speroni ben sviluppati. Il fantasista Giandrea Criseo, capitano di lungo corso, ha il carisma di Mosè; ben affiancato da Aronne, mezzo destro assai utile nella zona nevralgica del campo. E lo scatenato Zavettieri, scrive e disegna le trame del gioco con la penna di Toro Seduto. Capone, nei primi minuti, vola sulle liane di Tarzan meglio di Johnny Weissmüller; meglio degli equilibristi del Circo Togni. Deve arrendersi solamente alla volèe velenosa di John Mc Enroe. Poi (per quasi un'ora) cala la saracinesca e… se ne va a pesca sui monti Carpazi. Ma Barreca, Giuffrè, De Stefano, Barillà e Tripodi, si son difesi con i denti e con le unghie. Il coro della Carmelitana, ha cantato per novanta minuti. C'è anche lo zampino di padre Roberto Lodetti, che sta cercando di recuperare la pecorella smarrita, dopo aver lasciato le altre novantanove al sicuro fra i monti. In un quartiere ad alta densità mafiosa…Pater dimitte illis quia nesciunt quid faciunt…Non hanno avuto vita facile Malara, figlio d'arte , Cara, Marino, Palamara e Cuppari, schierati sulla Linea Maginot. Di sicuro, non sono tesserati dell'associazione "Perdigiorno & Scansafatiche", galvanizzata dai vari bamboccioni, fannulloni e mammoni; parenti, dei furbetti del quartierino. E quando c'è da lavorare si rimboccano le maniche non fanno come l'irrequieto e vivace, superstizioso e malizioso, discolo ed irrequieto Tom Sawyer, incurante delle sculacciate di zia Polly. Sollecita Roberto Murolo…"Oi' ne', fa priesto viene!/nun me fa spanteca'!/Ca pure 'a rezza vene/ca a mmare sto a mena'! /Stienneme sti braccelle, /aiutame a tira'.../ca stu marenariello/te vo' semp'abbraccia'!.../". I soupporters 'arcoti' intonano cori da stadio"Dai Gianni presto facci un goal…dai Gianni presto facci un goal…dai Gianni facci presto facci un goal…E Gianni Tegano, li accontenta alla mezz'ora. La difesa boviciana, granitica come la portaerei Forrestal sino a quel momento era stata perfetta, 'chiudendo' tutti i pertugi agli spifferi arcoti. Palla sul dischetto dice l'arbitro agli annichiliti difensori locali. Sulla sfera si proietta Gianni Tegano che fa secco l'incolpevole Malara. La partita torna in perfetta parità. Negli scampoli di primo tempo le squadre tornano a fronteggiarsi a viso aperto e senza tatticismi di sorta. C'è un gran vorticare di gambe su e giù per il gigantesco "Veterani dello sport", sul tappetino verde al naturale. Ma le difese fanno buona guardia meglio di Cerbero; il cane con tre teste, che il Sommo Poeta, pose davanti alla 'Città dolente'.Negli spogliatoi mister Gianni Notaro, un marpione dei campi di gioco, striglia i suoi come se fossero: "Marengo" il cavallo di Napoleone; Dinamite il cavallo di Tex Willer e…" Furia il cavallo del West/ che lava i denti col seltz/per poi sorridere bene in fondo e' sul set/viva la Furia del west/cintura di karate'/per sgominare la banda/piu' in gamba che c'e'…". Fa capolino il sole. La così detta "Estate di San Martino", regala sprazzi di bel tempo, dopo l'allerta dei giorni scorsi e temperature prossime ai venti gradi. Giove Pluvio e suo compare Eolo il mitologico re dei venti, sono in sciopero; a sostegno della…"fabbrica del Guandong, dove i colossi della Yue Yuen, impegnati con  i giganti delle scarpe sportive: Nike, Crocs, Adidas, Reebok, Asics, New Balance, Puma Timberland …" stanno trattando il pagamento degli stipendi e degli oneri fiscali. I giovani sugli spalti gremiti di tifosi, sono con le magliette a mezzamanica e qualche camicia a manica lunga; ma s'intravede pure qualche giacca e giubbino. I Boviciani non hanno subito nessuna metempsicosi. Sono quelli di prima; ma appaiono timidi ed impacciati come una collegiale al primo bacio. Tegano, Panuccio, Delfino Condello, Festa e poi i nuovi entrati, si scatenano sulla Pampas, regno del Carosello del Caffè Paulista …"Il Caballero Misterioso è un abilissimo pistolero che si muove "nella pampa sconfinata, dove le pistole dettano legge". E' in cerca della bellissima Carmencita, che però gli preferisce un altro uomo, con il "baffo che conquista"; sull'Andalusia e sulle praterie di …Lucio Battisti…"Fiumi azzurri e colline e praterie/Dove corrono dolcissime le mie malinconie/L'universo trova spazio dentro me/Ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è…"/. La Bovese alle corde incassa montanti e ganci sinistri alla mascella come Archie Moore sul ring da Giulio Rinaldi, Floyd Patterson e Cassius Clay, ma non cade. Il colpo del K.O. non arriva. Anzi, un classico del gioco del calcio, nel momento di maggior pressione agonistica ed atletica degli ospiti, arriva il goal beffa del 2-1, siglato da capitan Fracassa; un trascinatore di folle; Giandrea Criseo. Una sciabolata in diagonale, che trafigge l'incolpevole Capone. L'azione parte da lontano. Dall'ennesimo affondo degli avanti carmelitani, che sbagliano in maniera incredibile il goal del 2-1. Goal mancato, goal subìto. È la legge non scritta del calcio. Minuti terribili, in cui gli ospiti subiscono la stessa sorte di Ki Soo Kim, davanti a Sandro Mazzinghi a San Siro. Il team-dream di Andrea Cuppari, passato il momentaccio nero, riesce a rivitalizzarsi e rinvigorirsi. Il mago della panchina Angelo Paone, opera due scelte tattiche, di cui una obbligatoria per l'uscita del bomber Orlando "massaggiato" alle caviglie ed al ginocchio dal suo 'angelo custode'; e due sostituzioni azzeccate, apparentemente suicide. In realtà vincenti. E come tutti sanno, chi vince ha sempre ragione. Sposta il baricentro di venti metri più avanti, esponendosi al micidiale contropiede dei ragazzi di Domenico Tripodi. La Carmelitana Archi, che si sentiva la vittoria  in tasca ( e nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo, per l'incredibile amnesia collettiva della difesa, ma il controcampo andava a caccia di farfalle sotto l'arco di tito, uno sbandamento colossale), ma sgranocchiava come un castoro dell'Ontario, goal facili facili, non riesce a  sbarrare l'avanzata biancazzurra e va in barca per la terza marcatura che porta la firma del granatiere Modafferi che resiste alla carica di un paio di difensori e gonfia la rete avversaria. La squadra della Carmelitana Archi, comprimaria della classifica generale,  non è certamente una formazione di dilettanti allo sbaraglio. E nemmeno ha avuto un crollo fisico come qualche 'Giorgio Tosatti e Maurizio Mosca', potrebbero sibilare al Processo del lunedì di Aldo Biscardi. L'equipe reggina ha attaccato a testa bassa coma un toro nella plaza de toros all'arena di Valencia. Il subentrante Zirilli agita la muleta al settantesimo e per la Carmelitana Archi si fa buio pesto: buona sera e buona notte. Può andare al Festival di Sanremo a cantare "Addio sogni di gloria, addio castelli in aria!". Almeno per ora. Il campionato è lungo; e tutto può ancora accadere. La Bovese ha bussato alle porte di "Donna Vittoria"…Petite et dabitur vobis, quaerite ed invenietis, pulsate et aperietur vobis… e sale sul tetto dell'Everest, in solitaria malinconia. Iniziamo la lunga serie di interviste proprio dalla tribuna. Nessuno si sottrae, dirigenti, tifosi (anziani, donne, giovanotti e persino bambini) semplici spettatori. Ognuno dice la sua…Domenico Tripodi, mister Gianni Notaro, Andrea Cuppari, mister Angelo Paone i giocatori. Non si nascono dietro un dito, Descrivono il match  con parole semplici ma spontanee. Una disponibilità e sincerità, ma anche ospitalità che non riconosciamo più da tanto tempo oramai. La si trova in terza e seconda categoria. Proprio così. Un mondo magico ed intramontabile, che non ha niente a che vedere con i sofisticati tornei di prima categoria, Promozione ed Eccellenza, che disertiamo da tempo. Ma le peggiori delusioni le abbiamo ricevute in serie D. Intendiamoci, la testata ed il sottoscritto erano e sono in regola con gli accrediti alla Lega Nazionale Dilettanti, la tessera professionale e quella pure dell'USSI. Purtroppo abbiamo incontrato sulla nostra strada svariate figure che si vestono di autorità senza averne i titoli; praticamente usurpando poteri che non hanno, per operare soprusi, angherie, prepotenze e prevaricazioni. Di fatto hanno impedito a noi ed anche ai colleghi di poter svolgere compiutamente il nostro lavoro. Millanterie ridicole. Eravamo in contatto con i massimi dirigenti della Lega e degli arbitri con i quali abbiamo rapporti professionali e personali, che affondano nei decenni. Una militanza di cinquant'anni di giornalismo che festeggeremo, se Dio vorrà nel 2015. Noi però abbiamo sempre avuto il massimo rispetto per il lavoro degli altri. Certo non facciamo di tutte le erbe un fascio. Abbiamo incontrati signori arbitri, alcuni dei quali sono arrivati in serie A, B e C. Anche segnalinee, guardalinee, collaboratori, assistenti od altro "voce", che conoscono il regolamento e sanno gestire la cura delle pubbliche relazioni. In modo particolare quella con la stampa. Ma vi sono "ronzini e brocchi" a cui non affideremmo, nemmeno una partita dell'oratorio o peggio, fra scapoli ed ammogliati. La penuria di "giacchette nere" può produrre abominevoli decisioni. Bisogna pur dire che negli ultimi anni (come abbiamo più volte detto e scritto) l'AIA, abbia tirato fuori fior di arbitri. Tipo Luigi Catanoso della sezione di Reggio Calabria e Carmelo Loddo, approdato alla massima serie di Calcio a 5. Alla fine del match i quasi quaranta fra giocatori e dirigenti, si sono abbracciati. Come se avessero vinto tutti. Un quadro deamicissiano che non vedevamo da tempo e che ci ha fatto bene all'anima. Pensate che i Warriors arcoti gridassero…. "Chi non salta, chi non salta boviciano è …"Chi non salta, chi non salta boviciano è. Orbene i tifosi della Bovese, gli facevano l'applauso e gli stringevano la mano. Sotto i nostri occhi a due metri dalla nostra postazione. Una scena quasi irreale se non surreale, ma l'abbiamo registrata e ve la trasmettiamo così come l'abbiamo vista e sentita. C'è stato spazio per i 'mustangs', che nitrivano e scalpitavano nel korral. Classe 1994-5-6-7. Sono il patrimonio delle società, che non possono più spendere e spandere o scialacquare come ai vecchi tempi della società opulenta; bagordi, crapula, sciala e fa' festa. Il commento generale dei dirigenti, dei tifosi, degli sportivi, era che entrambe le squadre abbiano avuto la palla buona per vincere o pareggiare. Nessun livore, astio, odio, rancore. Nemmeno una parola contro l'arbitro che ha diretto in maniera impeccabile e conquistato spontanee strette di mano; che è quanto dire. La pace, l'amicizia, la solidarietà, la lealtà, sono valori morali ed ideali, in cui credono gli organi federali e le società, ma anche le tifoserie e le comunità L'altra faccia della nuova povertà o salto di mentalità? Questo si vedrà. Domenico Salvatore

 

 

 

 

 

 

Tabellino di Dosa

BOVESE CARMELITANA ARCHI 4-1 DEL 16 NOVEMBRE 2014

Bovese. Malara, Cara, Marino G. Scordo, Palamara, Cuppari , Zavettieri, Aronne, Modafferi, Criseo, Orlando

In panchina, Minniti, Stelitano, D'Aguì Daniele

Sostituzioni, D'Aguì Paolo, Vadalà, Neri, Zirilli

Allenatore, Angelo Paone,

Presidente,  Andrea Cuppari

Allenatore, Angelo Paone

Carmelitana Archi: Capone, Barreca, Giuffrè, De Stefano, Barillà, Tripodi Paolo, Tegano Giovanni, Panuccio, Delfino, Condello, Festa.

In panchina, Tripodi Antonio, Fontana, Neri

Sostituzioni, Tegano Mariano, Mollica, Lacava, Marcianò

Allenatore, Gianni Notaro

Presidente, Domenico Tripodi, Francesco Vazzana e Paolo Martino

Arbitro, Antonino Morabito di Reggio Calabria

Marcatori 12 p.t. Orlando, 29 p.t. Tegano Giovanni , R. (C.A.),21 s.t.Criseo 23 s.t.Modafferi, 25 s.t. Zirilli

Ammoniti, Cuppari e Neri per la Bovese; Candello e Lacava per la C.A.

Angoli 7-2, punizioni 18-13, rimesse laterali 16-14



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