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REGGIO CALABRIA. Dedicato a 'Macheda - Marino' il Comando di Polizia municipale

REGGIO CALABRIA. Da stamani, il Comando della Polizia municipale di viale Aldo Moro porta il nome ‘Macheda - Marino’. La struttura comunale è stata così finalmente dedicata ai due vigili urbani, eliminati nell’adempimento del dovere da mano mafiosa in due distinti agguati. Giuseppe Macheda venne eliminato la sera del 28 febbraio 1985 mentre Giuseppe Marino fu ucciso il 16 aprile del 1993. Con la cerimonia di oggi, si conclude un lungo iter che consegna ad imperitura memoria il sacrificio dei due martiri per la legalità. Per lungo e troppo tempo dimenticati, Macheda e Marino hanno oggi ricevuto il giusto riconoscimento.

La caparbia azione dei familiari, dei colleghi, dell’Associazione Libera che hanno richiesto l’intitolazione anche attraverso una petizione popolare, è stata raccolta e fatta propria nel luglio scorso dal commissario straordinario, prefetto Gaetano Chiusolo, il quale immediatamente ha reso esecutiva la delibera, sollecitata con una istanza sottoscritta dal comandante Domenico Crupi e dal vice Luigi Nigero. Per meglio comprendere l’impegno profuso negli anni dai sostenitori di questa giusta causa, eloquente la conclusione del discorso tenuto da un commosso tenente Domenico Porcino: ‘a Pino Macheda e Peppe Marino rivolgo il mio scusate il ritardo’.

La solenne cerimonia ha registrato la presenza delle più alte autorità civili, militari e religiose: dal prefetto Claudio Sammartino al presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, il primo presidente della Corte d’Appello Giovanni Battista Macrì, l’avvocato generale presso la Procura generale Francesco Scuderi, il questore Guido Nicolò Longo, i colonnelli Lorenzo Falferi, Giorgio Maria Borrelli Alessandro Barbera, rispettivamente comandanti provinciali dei carabinieri, Corpo forestale dello Stato, Guardia di finanza, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il comandante del XII Reparto mobile della Polstato Enzo Militello, il comandante della Scuola allievi carabinieri colonnello Salvatore Gagliano, il capitano di fregata Demetrio Antonio Raffa per la Direzione marittima della Calabria, la triade commissariale a Palazzo San Giorgio. La targa ricordo, benedetta dall’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, è stata scoperta da Maria e Lavinia, figlie di Giuseppe Marino e da Giuseppe, figlio di Giuseppe Macheda.

Nel corso della cerimonia ha preso la parola, Mimma Zema, assisstente capo Polizia municipale, moglie di Giuseppe Macheda, Sono intervenuti inoltre Giovanna, Antonino Carlo e Alessandra, rispettivamente moglie e figli del colonnello dei carabinieri Cosimo Fazio, già comandante della Polizia municipale reggina, morto lo scorso anno durante le operazioni umanitarie di sbarco immigrati.

GIUSEPPE MACHEDA. Siamo negli anni Ottanta e il vigile urbano Giuseppe Macheda fa parte della squadra di polizia municipale impegnata, sotto il coordinamento del pretore Angelo Giorgianni, nel contrasto all'abusivismo e alla speculazione edilizia. Un'attività delicata e scandita da numerose intimidazioni culminate nell'agguato del 28 febbraio 1985. Macheda, che ha 30 anni e sta per diventare padre, viene colpito alle spalle mentre sta rientrando dal lavoro nella casa dove l'attende la giovane moglie Domenica. Sono passati quasi trent'anni e la memoria ancora tarda a divenire patrimonio comune.

GIUSEPPE MARINO. E' il 16 aprile 1993 e il vigile urbano Giuseppe Marino è di pattuglia con il collega Orazio Palamara sul corso Garibaldi. Marino, che ha 43 anni ed è padre di due bambine, Maria e Lavinia, sta controllando che il recente e discusso divieto di transito sulla principale arteria venga rispettato. L'agguato scatta alle 20.00 nei pressi della centralissima villa Comunale: Marino viene colpito a morte da sei colpi di pistola calibro 9x21 mentre Palamara resta gravemente ferito. Per gli inquirenti si tratta di una vendetta per una multa elevata dal vigile, ma il gravissimo fatto di sangue è tuttora impunito.






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