Polistena (Reggio Calabria) – Anche l’amministrazione comunale si compatta per respingere le accuse piovute dalla minoranza per difendere oltre al proprio anche l’operato del comandante Marcone a cui si offre “sostegno e solidarietà” con una lunga nota stampa in merito alle accuse rivolte da PnC frutto, viene scritto, “di un petulante ed ingiustificato accanimento che nulla ha a che fare con la disputa politica” ma anche di malafede. Quindi, la durissima reprimenda: “Consiglieri di "Polistena nel Cuore" abbiate il coraggio – si legge - di denunciare vicende gravissime rimaste impunite accadute proprio quando voi eravate alla guida del comune, come il furto di benzina denunciato anche dal Revisore dei Conti, o i veri motivi della defezione del capogruppo del tempo a seguito dei concorsi-farsa, o come la tacita trattativa per la compravendita dell'antico palazzo Avati con il diretto coinvolgimento dell'allora fratello portavoce del Sindaco in costanza di incarico pubblico!!!”.
Una sorta di showdown con l’invito da parte dell’attuale governance politica a ripercorrere a ritroso gli anni della sindacatura Laruffa del 2005-2010 ricchi di spunti, viene sottolineato, per ricorrere all’anticorruzione. E questo perché ad avviso di Tripodi e della sua maggioranza “l'opposizione a Polistena non è più capace di discutere di politica, di confrontarsi sui problemi e sulle cose da fare” in quanto occupata a tergiversare cavillosamente con l’intento di “destabilizzare il personale”. E l’arringa si condensa in una domanda caustica quanto sibillina, seppur facilmente prevedibile: “Consigliere Laruffa, come mai quando era Sindaco non ha mai sanzionato e risolto la presunta ed ora da Lei contestata incompatibilità della dipendente Larocca, dal 1998 inquadrata di ruolo nella Ripartizione Vigilanza?”. Dipendente che, dopo il “caso” scoppiato in relazione alla querelle Marcone, a quanto pare, sarebbe già stata trasferita di settore per sgombrare il campo da ogni ulteriore pretestuosità e che comunque – assicurano dalla maggioranza – “ha solo partecipato come tutti gli altri dipendenti a svolgere i suoi compiti nell'interesse della comunità di Polistena nel rispetto della legge” e secondo le indicazioni del codice deontologico restituendo la lezione di giurisprudenza amministrativa informando la minoranza dell’abbaglio circa confusione tra un DPR ed una legge allorquando “richiamano, sbagliando, norme sul conflitto d'interessi nella pubblica amministrazione che hanno valenza verso soggetti privati così come espressamente chiarito dall'articolo 6, dunque verso persone esterne al comune destinatarie finali dell'azione amministrativa”. La nota si conclude con le rassicurazioni della maggioranza sul monitoraggio del corretto operato degli uffici comunali: “Vogliamo rassicurare i consiglieri di opposizione che, se ci fossero state gravi irregolarità e abusi, nella Ripartizione Vigilanza o in altri uffici comunali, i primi a denunciarlo saremmo stati noi. Non avremmo di certo aspettato i finti moralizzatori che dicono e scrivono una cosa e ne fanno un'altra…”.
Giuseppe Campisi


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