Platì
(RC). Barbaro Domenico, 77enne del luogo, responsabile di associazione di tipo
mafioso, detenzione aggravata di armi e ricettazione, è stato sottoposto dai
Carabinieri agli arresti domiciliari.
Nella
giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Platì hanno tratto in
arresto, a seguito del parziale rigetto del ricorso per Cassazione contro la
sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano, Barbaro Domenico, 77enne del
luogo, ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso, detenzione
aggravata di armi e ricettazione. La condanna nei confronti del predetto,
considerato esponente di spicco nel panorama criminale locale, nasce dal fatto
che nella propria disponibilità, all’epoca dei fatti, furono rinvenuti,
all’interno di alcuni box riconducibili all’imputato alle porte di Milano, ben
14 esemplari tra armi da guerra e parti d’arma, di fabbricazione russa e slava.
Ieri
sera, concluse le formalità di rito, il Barbaro
è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la
propria abitazione.
Marina
di Gioiosa Jonica. Arrestato dai
Carabinieri il 37enne Luigi Bevilacqua. Condannato per truffa, deve scontare 6
mesi di reclusione.
Ieri
mattina, i Carabinieri della Stazione di Marina di Gioiosa Jonica hanno
arrestato Bevilacqua Luigi, 37enne, un disoccupato
del luogo, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso il 29.9 u.s.
dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Mantova –
Ufficio esecuzioni penali.
Il
Bevilacqua deve scontare 6 mesi di reclusione, poiché riconosciuto colpevole
del reato di truffa, in concorso, commessa nel mese di ottobre 2008 in
Guidizzolo (MN). L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato ristretto
presso la Casa Circondariale di Locri.
Più
di un membro della stessa famiglia Bevilacqua di Marina di Gioiosa Jonica è
stato colpito da provvedimenti emessi nei loro confronti, poiché ritenuti
responsabili di truffe. Alcuni di questi rimasero coinvolti anche nell’operazione
“Fraudo”, eseguita nel mese di
maggio 2013 dalla Compagnia di Roccella Jonica con l’arresto di 12 persone,
ritenute appartenenti a un’associazione per delinquere finalizzata alle truffe
ed alla falsificazione di documenti, con base operativa in Marina di Gioiosa
Jonica, ma operante sull’intero territorio nazionale. L’indagine aveva permesso
di scoprire gli autori di oltre 100 truffe commesse tra il 2010 ed il 2012, per
un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.
Ciminà:
notificato dai Carabinieri un
provvedimento di chiusura per 15 giorni a un circolo/bar considerato abituale
ritrovo di pregiudicati.
Sempre
nella mattina di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Locri hanno notificato
al titolare di un circolo/bar di Ciminà un provvedimento di sospensione per 15
giorni dell’attività commerciale ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico
delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS),
poiché a seguito di ripetuti controlli presso l’esercizio in parola, è stato
accertato che il locale risulta essere luogo di abituale ritrovo di persone
controindicate o comunque pericolose.
È
stato proprio a seguito di uno di questi controlli che i militari della
Stazione di Sant’Ilario dello Jonio, unitamente al personale del Ministero
Economia e Finanza - Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno denunciato in
stato di libertà, lo scorso maggio, il titolare del circolo/bar
per i reati di truffa aggravata ed esercizio di gioco d’azzardo. Egli aveva
infatti realizzato una sala slot, in
un locale adiacente alla propria attività, all’interno della quale sono stati
sorpresi due soggetti intenti a giocare ai videopoker. In particolare, a
seguito del controllo, i Carabinieri hanno accertato che quella stanza era
stata adibita abusivamente a sala da gioco e senza alcun titolo autorizzativo.
Nella circostanza, il materiale elettronico rinvenuto, privo di regolare
installazione e conformità fu posto sotto sequestro.
L’attività
di monitoraggio effettuata ha infatti consentito di individuare ed identificare
diversi soggetti pregiudicati o comunque ritenuti d’interesse operativo in
considerazione del loro circuito relazionale e familiare. Taluni di questi sono
da considerarsi elementi di vertice delle locali cosche, nonché soggetti
sottoposti a misure di prevenzione personale in considerazione della loro
elevata pericolosità sociale.
Tali
circostanze, ancor più in ragione del contesto territoriale di riferimento,
assumono una particolare gravità se considerate in una più ampia prospettiva:
in particolare un “abituale ritrovo di
persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per
l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la
sicurezza dei cittadini”, va ad alimentare quel circuito d’illegalità che trova terreno fertile e sviluppo in
questi territori; oltre ad essere logica propagazione di un approccio
ambientale tipicamente e storicamente avverso all’ordinamento giuridico e ai
suoi rappresentanti.
È
opportuno ricordare che tale provvedimento ha prevalente natura di misura cautelare, con finalità di
prevenzione rispetto ai pericoli che possono minacciare l’ordine e la sicurezza
pubblica; ne consegue che esso prescinde dall’accertamento della colpa del
titolare del pubblico esercizio, essendo prevalente la finalità dissuasiva della frequentazione malavitosa indotta dal
periodo di chiusura obbligatoria dell’esercizio stesso.
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