Quanti hanno capito che siamo alla vigilia di una
nuova guerra religiosa ed etnica
mentre il Vaticano fa mera teologia davanti ad una
tragedia internazionale?
di Pierfranco Bruni
Come
è possibile a non pensare che si è dentro una vera guerra di religione ed
etnica?
L’Iraq
è stato sempre un territorio di fiamme etniche nonostante la convivenza di
diversi modelli etnici. Ma dopo la questione relativa alla Striscia di Gaza,
dove il terrorismo ebraico si è esteso notevolmente, dopo la questione inerente
lo scontro economico ed etnico in Libia, dopo le esplosioni delle primavere
infuocate sulla linea nord dell’Africa e dopo il conflitto, mai assopito e che
mai avrà sosta, tra Occidente ed Oriente intorno al problema dell’estremismo
islamico non si può disconoscere che intorno ad un problema politico si è
innescato duramente un tragedia etnica e religiosa.
La
cacciata o la fuga dei cristiani dall’Iraq significa molto, perché, insieme ai
cristiani, si vive una dissolvenza di presenza di mondo arabo moderato.
Non
basta minacciare bombardamenti come fa Obama. Non risolverebbe a monte la
questione. E non soddisfa neppure la risposta del Vaticano.
Bagnasco,
che sembra scendere dalle nuvole, parla di accoglienza degli esodati cristiani
ed è come se l’accoglienza sarebbe un porre rimedio alla tragedia. Da parte del
Vaticano manca una politica religiosa internazionale intorno al rapporto
cristiani, musulmani, mondo arabo e islamico.
C’è
una realtà territoriale che va affrontata non all’interno soltanto delle Chiese
europee, mente in quella geografia si decapitano i punti di riferimento
cristiani. Che senso ha aprire una discussione, nell’Europa occidentalizzata,
dell’accoglienza cristiana?
Occorre
una politica forte sulla visione tra mondo cristiano, e non soltanto cattolico
– cristiano, e le altre presenze religiose ed etniche. Il Vaticano è l’espressione
di uno Stato. Lo Stato Pontificio e deve ragionare in termini diplomatici, ma i
cristiani non sono soltanto i cattolici di Sacro Romana Chiesa.
Ci
troviamo di fronte a due paradossi.
Da
una parte Obama che minaccia di bombardare e dall’altra il Vaticano che parla
di accoglienza. Nessuna delle due strade risolverebbe la questione. Neppure il
solo dialogare. Non bisogna, certamente, smettere di dialogare ma necessita una
azione di difesa ma anche di “attacco”.
L’Occidente
deve finirla con una apertura ad una islamizzazione a tutto tondo, permettendo
l’accoglienza delle Moschee in capitali che sono il centro della cristianità.
Il confronto è utile quando però il confronto diventa una politica in tutte le
Nazioni a cominciare dal Medio Oriente.
Se
siamo dentro un Occidente Romano Apostolico bisogna saper difendere quel mondo
cristiano, nelle sue varie scuole di pensiero, che ha valenze sia storiche che
antropologiche.
Il
Medio Oriente ha la sua identità da tutelare.
L’Occidente,
nel proprio assetto geo-politico, non riesce a difendersi e a tutelare le
cristianità sia dal punto di vista religioso che etnico. Questo Occidente va
anche interpretato nella debolezza del Vaticano e nella superbia inutile degli
Stati Uniti d’America.
Come
è possibile che il mondo cattolico non ragioni sul fatto che siamo alle
premesse di una guerra religiosa? Ma ha capito cosa sta accadendo dalla
Striscia di Gaza all’Iraq e da qui alla Libia?
Siamo
in un tempo devastato e devastante e la spinta degli immigrati, in Italia,
serve a sviare una tragedia molto più ampia.
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