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Melito Porto Salvo ed il boom delle vacanze, nemmeno un buco per metterci la macchina

Melito di Porto Salvo, (Reggio Calabria), Rùmbolo, dove sbarcarono Cesare Ottaviano Augusto e Giuseppe Garibaldi come Portofino
LA ‘COSTA DEL BERGAMOTTO’ INVASA DA MIGLIAIA DI BAGNANTI, PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA
Domenico Salvatore

Le idee dei grandi camminano sulle gambe dei piccoli, se non della gente. I bagnanti, camminano sulla vie di comunicazione. Anche in questo campo, vero tallone di Achille, sono stati compiuti enormi passi in avanti. Non vi è dubbio che l’Autostrada del Sole, il porto, la stazione Centrale e l’aeroporto di Reggio Calabria, siano “la porta delle vacanze” per decine di migliaia di vacanzieri, gitanti, bagnanti, forestieri; insomma per gli operai dell’industria del sole. Le promesse da marinaio (“L’autostrada del Sole Salerno-Reggio Calabria, sarà completata… entro il 2000), potrebbero prendere corpo ed anima e diventare finalmente realtà; sia pure con quindici anni di ritardo. Insomma oramai mancherebbero davvero pochi tratti per il completamento. Anzi per l’ammodernamento. Non certo per la terza corsia, come qualche allocco o gonzo creda. Ma la Calabria non a caso è stata ribattezzata la “Florida d’Europa”. Con i suoi settecento chilometri di costa. Tre aeroporti (Reggio Calabria, Crotone e Lamezia Terme) funzionanti ed uno (Sibari (in via di realizzazione ed una serie interminabile di:porti, porticcioli, darsene, hotels, alberghi, ristoranti, villaggi turistici, camping con roulotte o senza. Il che, tradotto in cifre vuol dire ottima ricezione ed ospitalità sacra. La Calabria, ha dovuto pagare il pesante tributo di una informazione trash. 

Sull’attendibilità di certa informazione partigiana, parziale, incompleta, “che non riesce a raccontare la verità” su questa colonne e su altre, abbiamo già espresso la nostra opinione;sebbene ci sembri opportuno, ribadirla anche in questa sede. Senza dimenticare, i missli terra-aria del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone, poi trasferito a Roma; e quelli del successore Federico Cafiero De Raho, che a Lazzaro gliele ‘suonò’ di santa ragione. Terribile e pesante, anche lo J’accuse del procuratore aggiunto della DDA reggina, Nicola Gratteri, che da uomo libero, non le manda a dire. Questa è anche la nostra opinione. Fermo restando, che vi siano testate giornalistiche che fanno il loro dove e giornalisti liberi ed imparziali che lavorano con coscienza e responsabilità. Ma (sebbene, anche noi, si possa commettere degli errori e delle valutazioni frettolose, sbilanciate e sbilenche) non è nel nostro costume di fare di tutte le erbe un fascio. Quante panzane, sono state scritte in questi anni? Vere bufale; autentiche leggende metropolitane. Trame oscure e nebulose, propalate dalla ‘fabbrica del fango’. Non solo e tanto, per offendere la dignità, il decoro, la personalità e l’Intelligenza della Calabria e dei Calabresi, sport nazionale oramai consolidato, ma non chiamatelo “razzismo”, quanto per spostare i flussi turistici che valgono miliardi di euri. Non si arretra, di fronte a niente ed a nessuno. Si sono mossi addirittura giornali esteri, televisioni internazionali per dirottare i flussi turistici. Imbeccati da chi e perchè? Ma niente e nessuno, fermare potrà, il processo di sviluppo del turismo di massa. Prendete Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, che i Greci chiamarono ‘To Melitos’ ed i Romani ‘Melitus’ , che vuol dire: luogo del miele. Una cittadina incantevole, balcone sullo Jonio, che ha ipnotizzato il celeberrimo regista Luigi Comencini e gli attori Diego Abatantuono e Gian Maria Volontè, quando son venuti da questa parti, per girare le scene del “Ragazzo di Calabria”. Od il “Mago Zurlì” alias Cino Tortorella, che per tanti anni presentò lo “Zecchino d’oro”, in visita alla rocca di Pentidattilo, tanto per citare. Ma da queste parti sono passati cantanti come Gigi D’Alessio, gli 883, Louiselle, Nicola Di Bari, I Camaleonti, I Nomadi, Mario Tessuto, Little Tony, Claudio Villa, Riccardo Fogli, Mario Merola, Rosanna Fratello, Mino Reitano di quelli che ci vengono in mente; attori, attrici, registi, produttori, di cui abbiamo dato notizia, scripta manent, verba volant. 

Qui (in contrada “Rùmbolo”) aveva sede il quartier generale del console Cesare Ottaviano, poi diventato Augusto, imperatore dei Romani, figlio adottivo di Caio Giulio Cesare, durante la Guerra Siciliana, ‘De Bello Siculo’, combattuta e vinta, contro Pompeo Sesto, figlio di Gneo Pompeo Magno. E qui, sbarcò, Giuseppe Garibaldi, durante la “Spedizione dei Mille” e nel 1862, al grido “O Roma o morte”. Ma almeno altre due volte passò da Melito. La cittadina, che fu anche dell’onorevole Tiberio Evoli, grata le intitolò almeno quattro o cinque cose: Corso Giuseppe Garibaldi; Casina dei Mille o Palazzo Garibaldi; Lungomare dei Mille; Ospedale Garibaldi, poi diventato Tiberio Evoli ecc.Melito Porto Salvo dove San Gaetano Catanoso, ha curato le anime per diversi anni. La natura benevola, ha dotato Melito Porto Salvo di una spiaggia meravigliosa; per tanti anni, snobbata dai vacanzieri di massa. Nonostante l’assenza di fabbriche inquinanti e la presenza anzi del depuratore. Il presidente della Comunità Montana del VJM del tempo, Roberto Latella, era riuscito pure a farsi finanziare un termovalorizzatore, boicottato come la bretella di scorrimento veloce, Melito-Bagaladi, già pianificata, progettata, programmata, finanziata, ed appaltata. Agli altri le bandierine e le vele azzurre, meritate, per carità ed a Melito Porto Salvo, migliaia di turisti, vacanzieri e forestieri, provenienti da ogni angolo della Calabria e dell’Italia. Ma non mancano i nostalgici ‘europei’. All’avvocato Mario Tripodi, sindaco del tempo va dato atto di aver partorito quel famoso ‘Piano Spiagge’, che consentiva la pianificazione degli stabilimenti balneari. Senza nulla togliere al sindacalista Massimo Nucera, che si sta battendo come un leone per la valorizzazione dei lidi della Zona Grecanica. Abbiamo fatto il giro con la macchina fotografica, delle spiagge del Melitese, ma anche di Melito stessa. Ma con tutta la buona volontà, non siamo riusciti a parcheggiare da qualche parte. Nemmeno un buco per infilare la nostra autovettura. E nemmeno un buco per tuffarsi dentro l’acqua. Era domenica d’agosto d’accordo. Tutti ar mare,/ tutti ar mare/ a mostra' le chiappe chiare,/co' li pesci,/ in mezzo all'onne,/ noi s'annamo a diverti'/..”. ed anche…”  Abbronzatissima/ sotto i raggi del sole/, come è bello sognare/, abbracciato con te. /A Abbronzatissima/ a due passi dal mare,/ come è dolce sentirti/ respirare con me./ Sulle labbra tue dolcissime/ un profumo di salsedine/ sentirò per tutto il tempo/ di questa estate d'amor./ Quando il viso tuo nerissimo/ tornerà di nuovo pallido,/ questi giorni in riva al mar/ non potrò dimenticar./…”; se non …” Una rotonda sul mare/Il nostro disco che suona/Vedo gli amici ballare/Ma tu non sei qui con me./Amore mio/Dimmi se sei/Triste così come me,/dimmi se chi ci separò/è sempre lì accanto a te/se tu sei felice con lui/o rimpiangi qualcosa di me,/io ti penso sempre sai,ti penso./…”. E finanche…” sapore di mare,/ che hai sulla pelle,/ che hai sulle labbra,/ quando esci dall'acqua/ e ti vieni a sdraiare/ vicino a me/ vicino a me./ …”.Melito, bella e impossibile. 

Raggiungibile per ferrovie, porto, porticciolo ed aeroporto di Reggio Calabria, se non con il pullman. Con la comodità, in caso di necessità, di un Pronto Soccorso ospedaliero, attrezzato con strumenti tecnologici. Una spiaggia ecologica, pulita; un mare cristallino che fanno il paio con ricezione ed ospitalità, che da queste parti è sacra. Ma la favola che la ‘ndrangheta uccida il turista, non esiste proprio. Un’altra cattiveria a basso costo. Anzi gratis. Qui c’è il paradiso delle vacanze. Nel braccio di mare, che va da San Giovanni D’Avalos in Bova Marina, sino a Leucopetra, in Motta San Giovanni è compresa la “Costa del Gelsomino’ e la più rinomata “Riviera della Zagara”. Mediterraneo da bere. E le navi dei veleni? Tutta cattiva pubblicità. E l’ultima bugia colossale? I pescecani nello Jonio. Tutte bufale a cui non ci crede più nessuno oramai, ma buttate lì per creare panico, paura, ansia, stress. Per allontanare i turisti. Le balene, le orche, i delfini. Ma quando maiiiiiii!?!?!?Al massimo pescespada, tonni, calamari e gamberi, polipi e seppie, cernie, dentice, orata, cefalo, costardelle, acciughe, ricciola, sarda, sgombro, spigola e via di seguito. Il Melitese è ricco di Storia, nonostante i falsi ed i tarocchi, ammanniti con incredibile faccia tosta e danni ingenti all’immagine della Calabria e dei Calabresi; perfino talora, dai suoi stessi figli corrotti. Ma i Bronzi di Riace ci sono e da Reggio Calabria, non si muoveranno, nemmeno con i carri armati. Anche qui, hanno detto e scritto, che la Calabria sia succube della ‘ndrangheta. Il comodo alibi di sempre. Fermo restando che la ’Piovra’ esista; e vada combattuta. Ma questo, è un altro paio di maniche. A parte, i gioielli del Museo di Reggio Calabria, ci sono quelli del Museo di Locri. L’Aspromonte non è la montagna della ‘ndrangheta, né dell’Anonima Sequestri Calabrese, ma della Madonna di Polsi. Una montagna sacra dunque; altro che balle! In inverno con gli sporti invernali e “l’industria della neve”. D’estate con gli excursus e le gite a contatto con la natura, con il verde, con l’ossigeno. Mitomani, sguinzagliati dai nemici, soliti noti;  sempre con la pala del fango in mano. C’è il turismo religioso con reliquie che affondano nei millenni. Le sagre paesane, le serate di maccheroni al ragù; sugo di pomodoro con le melanzane in piazza e tanta buona musica ancestrale fanno presa. Ma le spiagge di Melito si affollano ogni estate di migliaia di turisti. Ben più numerosi delle formiche “du ruvulu ‘i Finimundu”, che aveva sette formicai. Tuttavia …Cassandra, Tiresia e Laocoonte ritengono che, il grosso del turismo sia dietro l’angolo. La crisi economica, non può durare in eterno. Presto o tardi un economista da Premio Nobel, tirerà fuori il coniglio dal cilindro, meglio di Mandrake; troverà la ‘pietra filosofale’; noleggerà la bacchetta magica di sambuco di Harry Potter. Ma dove si trova un mare così? Ed una spiaggia ideale per abbronzarsi e per la ‘tintarella di luna’, come cantava la leggendaria Mina? Solo ad Acapulco, Copacabana, Lignano Sabbiodoro, in versilia, Costa Verde, Cpstiera Amalfitana, Rimini, Riccione, Cattolica e nei paradisi artificiali della Polinesia; se non alla Seychelles, alle Maldive, alle Canarie. Qui, non c’è bisogna dei voli charters, last minutes. Nonostante le ‘voci’ di disturbo. Tipo il parcheggio a pagamento sul Lungomare. Semmai la chiusura dopo le ore ventuno della corsia lato mare, per le esigenze dei turisti; e perché no, dei locali.

Domenico Salvatore









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