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L'omicidio di Villa San Giovanni dentro il giallo, il ferroviere Giuseppe Giuffrè non si è sentito male dentro la sua macchina, è stato ucciso a colpi di pistola

VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA), 7 AGO 2014 - Un pensionato delle Fs che, lasciato il lavoro, aveva deciso di vivere nella sua auto, è stato ucciso a Villa San Giovanni con due colpi di pistola di piccolo calibro. Il cadavere di Giuseppe Giuffrè, di 64 anni, è stato trovato ieri pomeriggio nella vettura dove viveva, ma i soccorritori, in un primo momento, avevano pensato ad un malore. E' stata l'autopsia, fatta oggi, ad individuare i piccoli fori di entrata. Oscuro il movente. Indagano i carabinieri.

IL MISTERO DEL PENSIONATO PEPPE GIUFFRÉ, RITROVATO MORTO SUL LUNGOMARE. NON ERA UN MALORE.L’AUTOPSIA DISPOSTA DAL P.M. HA RIVELATO CHE SI TRATTI DI UN VERO E PROPRIO OMICIDIO ALMENO DUE LE PALLOTTOLE DI PISTOLA ESPLOSE ALLA TESTA CON INAUDITA VIOLENZA DA DISTANZA RAVVICINATA 
Domenico Salvatore

VILLA SAN GIOVANNI-Voglio andare a vivere (o morire) dentro la macchina. I passanti hanno sbirciato dentro quella macchina, regolarmente parcheggiata e perciò abbastanza visibile, ma non hanno visto niente di straordinario. Se non un uomo rannicchiato o meglio accasciato sul volante di guida. Qualcheduno ha pensato che l’uomo stesse schiacciando un pisolino sulla sua autovettura e non ci hanno fatto caso. Molti hanno pensato ad un malore e sono andati oltre. Ma qualcheduno ha telefonato al 112, 113, 114, 115 e 118. Arriva l’ambulanza; sopraggiungono i Carabinieri della locale stazione del Norm agli ordini del tenente Alessandro Caprio e della Compagnia, tutti agli ordini del capitano Augusto Sorvillo, comandante della Compagnia di Villa San Giovanni; poi anche il tenente colonnello Gianluca Valerio comandante del reparto operativo dei carabinieri di Reggio Calabria, coordinato dal colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale.Sovrintende alle indagini il p.m. coordinato dal procuratore capo della repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho. Sul luogo del delitto anche il medico legale Aldo barbaro, per l’ispezione cadaverica esterna e l’eventuale autopsia e la ditta del caro estinto per la rimozione del cadavere ed il trasporto all’Istituto di medicina Legale o l’obitorio di un ospedale. Ed è proprio qui, che è saltato fuori l’inghippo. Il medico legale rilevava due fori al capo della vittima designata, Giuseppe Giuffrè, 64 anni, pensionato, del posto. Immediatamente scattavano le indagini per risalire all’autore del delitto ed agli eventuali mandanti. 

Non si hanno notizie della retata che di solito effettuiano in sinergia Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Posti di blocco volanti ma anche controllo dei pregiudicati della zona, perquisizioni domiciliari e loro alibi orario; a parte il guanto di paraffina, per capire se abbiano sparato. Nessuno ha visto niente. Non ci sono testimoni. Nessuno ha udito gli spari. Siamo in una zona ad alta densità mafiosa, dove regna sovrana l’omertà, che cuce le bocche a doppia mandata per paura di vendette, rappresaglie e reazioni inconsulte. Si parte in salita. Dai rilievi; dai reperti; dal dossier, che non c’è. Il pensionato era incensurato. Mai avuti problemi con la Giustizia. 

Non aveva frequentazioni equivoche o pericolose; niente amicizie a rischio. Si procede anche con gl’interrogatori di familiari, amici parenti e conoscenti. Alla ricerca di un possibile appiglio a cui aggrapparsi. In casi del genere i primi ad essere sentiti sono i familiari. Le prime voci, tutte da valutare e verificare, parlano di rapporti sereni. Quanto “sereni”, visto che il pensionato delle ferrovie, viveva in macchina? I Carabinieri, vogliono vederci chiaro in questa faccenda, che presenta diverse zone d’ombra e potrebbero riservare clamorose sorprese (ma non troppo).Risalire al movente del delitto non è facile, omertà a parte; la vittima, non aveva frequentazioni con ambienti malavitosi. Viene difficile pensare ad un suicidio. Visto che sono stati sparati diversi colpi. Si pensa piuttosto ad un appuntamento con una persona di sua fiducia, che comunque conoscesse bene. Al punto di ospitarlo nel suo abitacolo. 

Chi, quando e perché, ha ucciso il pensionato delle Ferrovie, Giuseppe Giuffrè? Le ipotesi investigative non possono essere ufficiali. C’è il segreto istruttorio. Ognuno se le può immaginare come voglia. Vendetta privata, droga, giri loschi, vous cherchez la femme,  ha visto o detto qualcosa che non dovesse? Potrebbe essere uno di quei casi in cui la mafia locale, non può metterci il naso. Ma la Piovra di soito sa tutto. Anche in casi del genere. Non si hanno notizie circa un caso di divorzio o separazione legale. Niente di niente. Buio pesto. Ma allora? Mistero fitto. Almeno per ora, ma nelle prossime ore potrebbero esserci delle novità. Sono quelle ore febbrili che preludono al chiarimento del mistero. 

Domenico Salvatore

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