Inaffidabile è colui il quale rinnega il proprio passato
volendo riaffermare un presente senza prospettiva di futuro.
Quante strade lungo il percorso della vita di ognuno di noi.
Quanti bivi. Le scelte hanno condizionato il nostro percorso. Lo hanno reso
unico. Irripetibile.
LA
STRADA
Io
t’osservavo dalla finestra, questa sera, quando tornavi da casa del maestro, tu
hai urtato una donna.
Bada
meglio a come cammini per la strada. Anche lì ci sono dei doveri.
Se
misuri i tuoi passi e i tuoi gesti in una casa privata, perché non dovresti far
lo stesso nella strada, che è la casa di tutti?
Ricordati, Enrico. Tutte le volte che incontri
un vecchio cadente, un povero, un donna con un bimbo in braccio, uno storpio
con le stampelle, un uomo curvo sotto un carico, una famiglia vestita a lutto,
cedile il passo con rispetto: noi dobbiamo rispettare la vecchiaia, la miseria,
l’amor materno, l’infermità, la fatica, la morte.
Ogni
volta che vedi una persona a cui arriva addosso una carrozza, tiralo via, se è
un fanciullo, avvertilo, se è un uomo; domanda sempre che cos’ha al bambino che
piange, raccogli il bastone al vecchio che l’ha lasciato cadere.
Se due
fanciulli rissano, dividili, se son due uomini allontànati, non assistere allo
spettacolo della violenza brutale, che offende e indurisce il cuore. E quando
passa un uomo legato fra due guardie, non aggiungere la tua alla curiosità
crudele della folla: egli può essere un innocente.
Cessa
di parlar col tuo compagno e di sorridere quando incontri una lettiga
d’ospedale, che porta forse un moribondo, o un convoglio mortuario, ché ne
potrebbe uscir uno domani di casa tua.
Guarda con riverenza tutti quei ragazzi degli
istituti che passano a due a due: i cechi, i muti, i rachitici, gli orfani, i
fanciulli abbandonati: pensa che è la sventura e la carità umana che passa.
Fingi sempre di non vedere chi ha una deformità ripugnante o ridicola. Spegni
sempre ogni fiammifero acceso che tu trovi sui tuoi passi, che potrebbe costar
la vita a qualcuno.
Rispondi
sempre con gentilezza al passeggiero che ti domanda la via. Non guardar nessuno
ridendo, non correre senza bisogno, non gridare.
Rispetta
la strada.
L’educazione d’un popolo si giudica innanzi
tutto dal contegno ch’egli tien per la strada.
Dove
troverai la villania per le strade, troverai la villania nelle case.
E studiale, le strade, studia la città dove
vivi; se domani tu ne fossi sbalestrato lontano, saresti lieto d’averla
presente bene alla memoria, di poterla ripercorrere tutta col pensiero, – la
tua città, la tua piccola patria, – quella che è stata per tanti anni il tuo
mondo, – dove hai fatto i primi passi al fianco di tua madre, provato le prime
commozioni, aperto la mente alle prime idee, trovato i primi amici.
Essa è
stata una madre per te: t’ha istruito, dilettato, protetto. Studiala nelle sue
strade e nella sua gente, – ed amala, – e quando la senti ingiuriare,
difendila.
TUO PADRE (estratto dal libro Cuore di Edmondo de Amicis)
Avventurarsi, rischiare, calcolare. Sempre e
comunque SCEGLIERE. La strada è maestra di vita. Tutto accade. Testimonia il
nostro passato, traccia il nostro futuro e ci fa vivere il presente.
Rispettala.
Luigi Palamara

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