Dronero: il nome di Fabrizio Pellegrino intercettato già ai tempi dell’omicidio di Alberto Musy?
E' stato arrestato Fabrizio Pellegrino, professore alle scuole medie di Costigliole di Saluzzo ed ex presidente dell'associazione culturale Marcovaldo di Caraglio, con le accuse di prostituzione minorile, violenza sessuale e pornografia minorile. Secondo la procura di Torino, l'uomo ha intrattenuto "molteplici rapporti" nei quali venivano consumati "atti sessuali a pagamento" con alcuni minorenni "avvicinati anche in qualità di presidente dell'associazione culturale Marcovaldo". L'uomo è al momento rinchiuso nel carcere delle Vallette in attesa dell'interrogatorio di garanzia.
Lo sostiene “cronacaqui.it” che cita da una fonte vicina agli inquirenti che non avrebbe specificato se ad essere intercettato fu il professore saluzzese o altri che parlavano di lui nell'ambito di un commercio di materiale pedopornografico
Sarebbero state le indagini sul brutale omicidio del consigliere comunale Udc di Torino Alberto Musy – deceduto dopo 19 mesi di coma per le ferite riportate in un agguato sotto la propria abitazione durante il quale un uomo con casco integrale gli aveva sparato diversi colpi di pistola il 21 marzo 2012 – a far emergere per la prima volta il nome del professor Fabrizio Pellegrino, il professore delle Scuole Medie dell’Istituto “Don Giorgio Belliardo” di Costigliole Saluzzo accusato di atti di natura sessuale con bambini e ragazzini di età compresa fra i 10 ed i 14 che sembra si fossero rivolti a lui per alcune ripetizioni, nella sua abitazione della campagna di Dronero (Cuneo).
Lo sostiene “cronacaqui.it” che cita da una fonte (ovviamente anonima) vicina agli inquirenti che non avrebbe specificato se ad essere intercettato fu il professore saluzzese o altri che parlavano di lui nell'ambito di un commercio di materiale pedopornografico.
All'epoca – scrive l’organo di informazione di Torino - furono eseguite migliaia di intercettazioni dalle quali spuntarono diverse notizie di reato (non legate al caso Musy) che sarebbero poi state trasmesse alle procure competenti. Il caso di Pellegrino, come logico, a quella di Cuneo che in seguito avrebbe unificato nello stesso fascicolo sia la denuncia contro il professore (già presente negli uffici giudiziari) che la segnalazione giunta da Torino e, forse, un'ulteriore informativa trasmessa dalla Polizia Postale di Catania impegnata in una maxi inchiesta sulla pedopornografia. Reato, quest'ultimo, di competenza esclusiva delle procure distrettuali, da qui il trasferimento dell'inchiesta sull'insegnante di lettere nel capoluogo piemontese.
Nel tourbillon di indiscrezioni di queste ore – c’è anche quella che vuole l’ex presidente dell’Associazione Marcovaldo intenzionato a rilasciare una deposizione spontanea al Pubblico Ministero che segue la delicatissima inchiesta: per raccontare quella che è la sua versione dei fatti, per dimostrare all’accusa che non ha assolutamente intenzione di fuggire e che dopo la perquisizione nella sua casa di 8 giorni fa non ha - neppure volendolo – la possibilità di inquinare le prove, ma soprattuto per evitare di finire cautelarmente in carcere o agli arresti domiciliari, la sorte che invece toccò al suo collega di italiano e storia al liceo socio-pedagogico Soleri di Saluzzo che ha patteggiato nei giorni scorsi 2 anni per aver fatto sesso con due sue allieve. Cosa, questa, che spaventerebbe non poco il professore.
Sempre secondo “cronacaqui.it” nel corso dell'ultimo anno scolastico il docente - per il quale, come per tutti e sino a prova contraria, vale quel principio della Costituzione della Repubblica Italiana che è la presunzione d'innocenza - sarebbe stato più volte accusato di inadeguatezza all'insegnamento da un rappresentante dei genitori, un agricoltore della zona padre di un alunno di Pellegrino.
E' stato arrestato Fabrizio Pellegrino, professore alle scuole medie di Costigliole di Saluzzo ed ex presidente dell'associazione culturale Marcovaldo di Caraglio, con le accuse di prostituzione minorile, violenza sessuale e pornografia minorile. Secondo la procura di Torino, l'uomo ha intrattenuto "molteplici rapporti" nei quali venivano consumati "atti sessuali a pagamento" con alcuni minorenni "avvicinati anche in qualità di presidente dell'associazione culturale Marcovaldo". L'uomo è al momento rinchiuso nel carcere delle Vallette in attesa dell'interrogatorio di garanzia.
Lo sostiene “cronacaqui.it” che cita da una fonte vicina agli inquirenti che non avrebbe specificato se ad essere intercettato fu il professore saluzzese o altri che parlavano di lui nell'ambito di un commercio di materiale pedopornografico
Sarebbero state le indagini sul brutale omicidio del consigliere comunale Udc di Torino Alberto Musy – deceduto dopo 19 mesi di coma per le ferite riportate in un agguato sotto la propria abitazione durante il quale un uomo con casco integrale gli aveva sparato diversi colpi di pistola il 21 marzo 2012 – a far emergere per la prima volta il nome del professor Fabrizio Pellegrino, il professore delle Scuole Medie dell’Istituto “Don Giorgio Belliardo” di Costigliole Saluzzo accusato di atti di natura sessuale con bambini e ragazzini di età compresa fra i 10 ed i 14 che sembra si fossero rivolti a lui per alcune ripetizioni, nella sua abitazione della campagna di Dronero (Cuneo).
Lo sostiene “cronacaqui.it” che cita da una fonte (ovviamente anonima) vicina agli inquirenti che non avrebbe specificato se ad essere intercettato fu il professore saluzzese o altri che parlavano di lui nell'ambito di un commercio di materiale pedopornografico.
All'epoca – scrive l’organo di informazione di Torino - furono eseguite migliaia di intercettazioni dalle quali spuntarono diverse notizie di reato (non legate al caso Musy) che sarebbero poi state trasmesse alle procure competenti. Il caso di Pellegrino, come logico, a quella di Cuneo che in seguito avrebbe unificato nello stesso fascicolo sia la denuncia contro il professore (già presente negli uffici giudiziari) che la segnalazione giunta da Torino e, forse, un'ulteriore informativa trasmessa dalla Polizia Postale di Catania impegnata in una maxi inchiesta sulla pedopornografia. Reato, quest'ultimo, di competenza esclusiva delle procure distrettuali, da qui il trasferimento dell'inchiesta sull'insegnante di lettere nel capoluogo piemontese.
Nel tourbillon di indiscrezioni di queste ore – c’è anche quella che vuole l’ex presidente dell’Associazione Marcovaldo intenzionato a rilasciare una deposizione spontanea al Pubblico Ministero che segue la delicatissima inchiesta: per raccontare quella che è la sua versione dei fatti, per dimostrare all’accusa che non ha assolutamente intenzione di fuggire e che dopo la perquisizione nella sua casa di 8 giorni fa non ha - neppure volendolo – la possibilità di inquinare le prove, ma soprattuto per evitare di finire cautelarmente in carcere o agli arresti domiciliari, la sorte che invece toccò al suo collega di italiano e storia al liceo socio-pedagogico Soleri di Saluzzo che ha patteggiato nei giorni scorsi 2 anni per aver fatto sesso con due sue allieve. Cosa, questa, che spaventerebbe non poco il professore.
Sempre secondo “cronacaqui.it” nel corso dell'ultimo anno scolastico il docente - per il quale, come per tutti e sino a prova contraria, vale quel principio della Costituzione della Repubblica Italiana che è la presunzione d'innocenza - sarebbe stato più volte accusato di inadeguatezza all'insegnamento da un rappresentante dei genitori, un agricoltore della zona padre di un alunno di Pellegrino.
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