Polistena (Reggio Calabria) – Non s’è fatta attendere la replica del sindaco Tripodi che, a strettissimo giro, ha risposto all’interrogazione dei consiglieri di PnC esplicitando le proprie controdeduzioni, ribadendo “trasparenza, imparzialità e limpidezza di atti e fatti” circa l'operato della propria azione amministrativa.
Il sindaco - ammonendo fortemente la minoranza consiliare - ha ascritto all’ex-amministrazione dell'oggi capogruppo di PnC, Laruffa, il sostanziale “fallimento del proprio percorso politico”. Tripodi ha inteso respingere le accuse sul caso Raineri ed al contempo contrattaccare fortemente sul piano della legalità e della opportunità politico-amministrativa in capo ai precedenti amministratori, citando testualmente: “piani di recupero illegali, opere e servizi per case e villini di amici e parenti, graduatorie del servizio civile per parenti degli assessori ed amici degli amici. E poi la compravendita di consiglieri comunali prima all'opposizione tanto da ritrovarsi alla fine del quinquennio con una maggioranza bulgara. Per non parlare delle consulenze plurimilionarie, dei concorsi-farsa, degli incarichi "ad nutum", delle spese folli ed ingiustificate”. Una stoccata è riservata pure alla “strana compravendita milionaria di un antico e prestigioso palazzo nobiliare…” compiuta dal fratello dell’ex sindaco mentre nulla gli oppositori dicono – ha tuonato Tripodi - sulle “gare pubbliche, nelle selezioni, negli incarichi, compiuti dal 2010 ad oggi” come ad esempio “la gestione del parco della Liberazione, vinta proprio dalla cognata dell'ex sindaco” oppure le assunzioni compiute a scorrimento di graduatoria sulla base di concorsi fatti da passate amministrazioni, o sui progetti di servizio civile.
E sul caso Raineri, Tripodi è stato ancora più perentorio, perché ha spiegato trattarsi “di incarico di lavoro fiduciario a contratto a tempo determinato al di fuori della dotazione organica, con durata limitata al mandato del Sindaco ai sensi dell'articolo 110 del Tuel e dell'articolo 13 del regolamento comunale” senza che alcuna incompatibilità sia in essere in quanto la dottoressa Raineri, oltre a possedere tutti i titoli “non ha – ha ripetuto il sindaco - funzioni di avvocato esclusivo del comune, ma di dirigente di una ripartizione con compiti più articolati definiti oltretutto dopo concertazione con i sindacati”. In chiusura, Tripodi, ha destinato anche una frecciata sul caso della sentenza penale (la 496/2014, ndr) avverso la cooperativa Cinquepoli Servizi “condannata - ha riferito - per dichiarazione mendace resa in sede di gara pubblica nel 2010” e caso sul quale ancora “si dirama - ha affermato - la campagna diffamatoria ancora in corso contro l'Amministrazione Comunale”.
Giuseppe Campisi

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