TABUARASA 2014, LO “STATO DELL’ARTE”
SECONDO I MAGISTRATI GRATTERI E COSENTINO
“Sono successe parecchie cose
nell'ultimo periodo. Abbiamo un nuovo procuratore che è una persona perbene e
conosce il mestiere, i vertici della polizia giudiziaria sono tutte persone di
primissimo piano e dunque stiamo lavorando bene, stiamo migliorando la
procura”.
Proprio dallo scenario politico vengono
le prime note dolenti, non ultima ricorda Gratteri, "la proposta lanciata
qualche mese fa dal ministro Alfano di aprire cinque sedi all'estero e di
reclutare ottocento uomini per combattere la criminalità organizzata in
Calabria. Mi chiedo come sia possibile ipotizzare una cosa simile con la grave
carenza degli organici in atto ormai da diversi anni. La 'ndrangheta è una cosa
seria – ha ammonito il procuratore - e per combatterla servono investigatori in
grado di scrivere informative, notizie di reato, non servono numeri o parate.
In tal senso sarebbe opportuno che la stampa, sia pur tra le mille difficoltà
legate alla crisi del settore, svolgesse in maniera più seria e rigorosa la
propria funzione".
Per il pubblico di Tabularasa sono
stati poi ripercorsi i momenti convulsi che hanno preceduto la nascita del
governo Renzi di cui proprio Gratteri sembrava destinato a far parte come
ministro della Giustizia. "In quella circostanza – ha raccontato il
procuratore - dopo aver parlato con Graziano Delrio, che già conoscevo da tanto
tempo, ho posto come condizione per il mio sì, quella di avere totale carta
bianca per smontare e rimontare il ministero. Avevo però deciso di accettare il
rischio, in un governo che prima delle Europee si pensava potesse durare molto
poco, per coltivare il sogno di vedere finalmente in Italia un sistema
giudiziario funzionante. Anche al telefono con il presidente del Consiglio Renzi
avevo confermato la mia volontà, alle condizioni che avevo già espresso a
Delrio".
Nell'elenco dei ministri, tuttavia,
il nome di Gratteri non figurerà. “Non ho mai avuto dubbi sulle reali
intenzioni di Renzi - precisa il
procuratore - che ci teneva tanto alla mia presenza. Conosceva il mio profilo
che del resto è legato alla grande autorevolezza, anche a livello
internazionale, di cui oggi gode una procura come quella di Reggio Calabria che
nel corso dell'ultima indagine è riuscita a coordinare ben nove sistemi
giudiziari diversi fra di loro. Non mi risulta dunque che ci siano state delle
strategie strane nei miei confronti da parte di Renzi e nei prossimi giorni
capirete anche il perché”.
“Sono convinto – ha evidenziato
Gratteri - che riusciremo a cambiare le regole del gioco intervenendo sul blocco
della prescrizione per le condanne di primo grado, sull'approvazione del falso
in bilancio, sulle misure contro il voto di scambio. Tutti punti fermi che ho
esposto a gran voce in seno alla Commissione antimafia”.
Da un nuovo modello di giustizia a un
rinnovato sistema educativo il passo per Gratteri è breve. "Ho chiesto
all'assessore Caligiuri - ha detto il procuratore - di investire le risorse per
la cultura in un progetto strutturato, di scuola a tempo pieno, che coinvolga
quegli insegnanti che ancora oggi sono costretti a partire per svolgere qualche
ora di supplenza. Bisogna ricominciare a insegnare la storia, la geografia,
l'arte, la pittura gettare le basi per una società calabrese pensante. In parte
questa idea è stata già realizzata in circa trenta scuole situate in zone ad
alta densità mafiosa. In autunno – ha concluso Gratteri - quando ci saranno le
elezioni bisognerà chiedere questo ai nostri politici, di impegnarsi per un
programma di rinascita culturale".
La prima serata di Tabularasa 2014 si
è chiusa con lo spazio tematico "Alone" che ha ospitato il monologo
"Eva non è ancora nata", di Salvatore Cosentino, magistrato della
Procura di Locri, affiancato sul palco da Alessandra e Chiara dè Liguoro e Valentina Calarco. Una riflessione profonda e
densa di significati sulla condizione della donna nella società contemporanea
che trae ispirazione da una canzone di Giorgio Gaber del '78 considerata ancora
oggi di grande attualità.
Lo spettacolo racconta la realtà di
tutti i giorni all'interno delle aule dei tribunali dove spesso, ricorda
Cosentino “si svolgono le farse della vita”. Una sorta di legame fra diritto e
palcoscenico che attraverso il linguaggio teatrale affronta la complessità
della materia giuridica che riguarda la dignità femminile.
Reggio Calabria, 3 luglio 2014

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