POLITICA VERA AL 76°
CAFÈ PHILO SU SPAZIO E TEMPO
ARCHITETTI, INGEGNERI E
SOCIOLOGI: ECCO COM’È CAMBIATA LA CASA!
ROSSANO (Cs), Sabato 19 Luglio 2014 – Dalla flessibilità attuale nell’uso degli
ambienti domestici al ridotto tempo per fruire degli stessi. Dall’avvento della
bioarchitettura alla casa vissuta come rifugio. Dalle micro-case in Cina al
ritorno ai materiali naturali (legno e pietra), non energivori e rinnovabili
nelle costruzioni (con acciaio vetro). Dalla unificazione, nell’arredamento
contemporaneo, di cucina e soggiorno alla dimensione-ufficio catapultata ormai
in qualsiasi luogo con le nuove tecnologie. – Mai tanti temi così diversi tra
loro eppure così intrecciati l’uno all’altro da un leit motiv (il titolo: “Com’è cambiata la concezione spazio/tempo
nell’uomo d’oggi?”) che, anche questa volta, è riuscito a far convergere
interventi ed ospiti. Il riuscitissimo
76esimo caffè filosofico itinerante, ospitato presso il nuovo Museum Cafè AMARELLI è stato forse uno dei più politici in senso lato.
Interessante. Trasversale. Appassionante. Da ripetere – è stato, questo, il
commento unanime ed entusiasta degli ospiti.
Dalle case costruite 100 anni fa – ha detto Madlène ALOISE (Villapiana), architetto
specializzato in sostenibilità ambientale – quasi tutto era ed è recuperabile.
Da quelle costruite negli ultimi 10 anni quasi nulla! Con la bioarchitettura
cambia soprattutto il consumo di energia e, più in generale, il diverso
approccio con la natura. Quello che oggi è entrato in crisi – ha aggiunto Fortunato AMARELLI – è lo spazio
domestico. La casa è diventata un rifugio per sfuggire alla vita frenetica.
Oggi spesso serve soltanto e paradossalmente una stanza da letto! E dove il
lavoro ritma tutto come nella Cina capitalista delle megalopoli (a differenza
della campagna comunista!) – ha spiegato Roberto
MAIORANO (Cariati), ricercatore scientifico rientrato in Calabria per
aprire un’azienda di liquori identitari – gli spazi domestici sono
limitatissimi. Si tratta sempre di processi – è intervenuto il geologo Tonino CARACCIOLO – risultanti da un
modello economico. Abbiamo sottratto ettari ed ettari di terreno per consentire
una cementificazione improduttiva, mentre i nostri patrimoni erano e restano ad
esempio boschi e vigne. Abbiamo distrutto ecosistemi e deturpato gli ambienti.
La crisi oggi – ha concluso – ha quanto meno l’effetto salutare di bloccare
l’edilizia. Gli effetti nefasti sono analoghi anche nell’approccio al cibo:
mangiamo infatti ormai solo cose precotte e tutto in tutte le stagioni – ha
chiosato. Ecco perché – ha detto l’ingegnere agrario Virginia DONATI (Trebisacce) – sia in architettura che
nell’alimentazione cerchiamo adesso di trovare meno sofisticazioni possibili,
avendo maggiore attenzione all’ambiente. Lo spazio – ha detto – è relativo al
tempo. Oggi, quando c’è, il tempo si riempie con la tecnologia! Il problema
resta dunque di approccio. In questi mutamenti va letta – ha spiegato
l’architetto Fabrizia BERLIGIERI
(Cosenza) – anche l’ambiguità nell’uso contemporaneo degli spazi. Non c’è più
divisione tra sfera privata e pubblica. E non è più un problema avere la cucina
in disordine ed accogliere gli ospiti. Tanto è vero che – ha proseguito
l’architetto e designer Daniela CARUSO
(Rossano) – è sempre più diffusa la tendenza ad unificare cucina e living nella
richiesta di arredamenti di interni. Un esempio: i fuochi non sono più verso il
muro ma spesso su un’isola per rivolgersi agli ospiti. Tutto ruota, intorno, alla cucina ed al food. Si spiega quindi perché
– ha chiosato Giovanni CUCCI, della CUCCI INTERIORS (Rossano) partner
ufficiale del 76 Cafè Philo insieme alla SENATORE
VINI – nel dialogo divenuto ormai quasi psicologico con il cliente partiamo
dalla definizione degli spazi in cucina. Tutto il resto è conseguenza. Il nuovo
lusso – ha aggiunto – è riuscire ad offrire la soluzione di arredamento
migliore, aderendo alle opzioni esistenziali, sociologiche e filosofiche
espresse nel brief. – Interessanti tutti i contributi al Caffè, moderati da Lenin MONTESANTO. Da quello del
consigliere regionale Gianluca GALLO,
per il quale potremo sopravvivere, soprattutto alle nostre latitudini, soltanto
se aumenterà la sensibilità a questi temi a quello dello sperimentatore
identitario Angelo ELIA (Laboratori
di Pasta – Villapiana) per il quale la cucina va vissuta come cura dalle
malattie; dalla scrittrice Assunta
SCORPINITI (Cariati) che ha indicato un interessante parallelismo tra gli
spazi domestici scanditi ancora quarant’anni fa da riti e ritmi della natura
nella tradizione marinara e sottolineando come l’eccessiva cementificazione
stia facendo perdere l’umanità a quelli dell’assessore al turismo del Comune di
Corigliano Maria Francesca CEO (si è
tornati oggi alla casa piccola!); di Luigi
SALVATORE General Manager della Global Technologies Service (che ha
introdotto il concetto del green building); degli architetti Antonio FELICETTI (l’attenzione alla
sala da bagno è diventata la nuova tendenza) di Rita LAURENZANO (Rossano) per la quale il filo rosso del Cafè Philo
è stata l’esigenza di progettare.
Perché per allargare una strada – ha chiosato – non serve soltanto abbattere
una casa!; e, infine, di Rossella CIACCI (Trebisacce) per la quale il politico non dovrebbe
mai distaccarsi dal suo ruolo preciso, perché è il progettista dei nostri
bisogni. -(Fonte: MONTESANTO SAS – Comunicazione & Lobbying).
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