Reggio Calabria 30 luglio 2014 - Sono un cittadino come tanti, che non indossa magliette, ma osserva attentamente e si arrabbia.
Osservo e mi indigno per il degrado in cui sono costretto a vivere, per i rifiuti che mi circondano, per l’impercorribilità delle strade, per l’inefficienza completa del sistema città.
Osservo ragazzi volenterosi che, autonomamente, armati di vanghe e rastrelli, stamattina 29 luglio, stanno ripulendo le aiuole di Via San Giuseppe nella zona sud di Reggio Calabria dalle sterpaglie e dai rifiuti.
Osservo altri ragazzi che hanno partecipato (e vinto) da candidati sindaci alle primarie del centrosinistra, ribadisco non ho idee politiche di destra, che alla stessa ora però stanno dormendo perché abitualmente fanno le ore piccole nella movida dei Lidi sul Lungomare, assieme a tanti altri ragazzi, a ballare e bere.
Osservo e mi domando: a chi sta veramente a cuore questa nostra disastrata città? Ai primi o ai secondi?
E nella mia mente si rafforza così la convinzione che i giochi per l’elezione del prossimo Sindaco di Reggio Calabria non sono per niente conclusi, non possono essere conclusi: non mi aspetto un candidato “pesante” del centrodestra ma mi auguro che la Reggio che è veramente viva si decida a scuotersi e si metta in gioco.
Tanto tempo fa l’immagine che rappresentava Reggio Calabria era quella della città dei morti ammazzati (“come il Far West” era il titolo che appariva sui quotidiani nazionali riferendosi alla guerra che ci attanagliava), della città del malgoverno e del malaffare, della città il cui Ufficio Anagrafe era ancora gestito con la famosa “manovella”. Poi quell’immagine fu sostituita dalla “Primavera” ma quegli uomini non ci sono più né nessuno può pensare di esserne l’erede, dopo dal “Modello Reggio” con le conseguenze che tutti conosciamo, in ultimo dal “commissariamento” che l’ha definitivamente sprofondata. Tanto da lasciar intendere al resto degli Italiani che i Reggini se non sono mafiosi sono degli inetti, che si lasciano depredare delle cose di valore che posseggono senza profferir parola.
Reggini ma vi siete accorti che ci hanno rubato la nostra città?
Ci hanno rubato un nostro diritto fondamentale: di essere orgogliosi della nostra terra, di poter dare il nostro contributo, la nostra intelligenza, la nostra volontà per rendere Reggio Calabria sempre più vivibile, sempre più presentabile.
Ma vi siete accorti che abbiamo riesumato il disagio con cui rispondevamo alla domanda: “Di dove sei?”
Antonio SURACE
(Ass. Reggio Domani)
Osservo e mi indigno per il degrado in cui sono costretto a vivere, per i rifiuti che mi circondano, per l’impercorribilità delle strade, per l’inefficienza completa del sistema città.
Osservo ragazzi volenterosi che, autonomamente, armati di vanghe e rastrelli, stamattina 29 luglio, stanno ripulendo le aiuole di Via San Giuseppe nella zona sud di Reggio Calabria dalle sterpaglie e dai rifiuti.
Osservo altri ragazzi che hanno partecipato (e vinto) da candidati sindaci alle primarie del centrosinistra, ribadisco non ho idee politiche di destra, che alla stessa ora però stanno dormendo perché abitualmente fanno le ore piccole nella movida dei Lidi sul Lungomare, assieme a tanti altri ragazzi, a ballare e bere.
Osservo e mi domando: a chi sta veramente a cuore questa nostra disastrata città? Ai primi o ai secondi?
E nella mia mente si rafforza così la convinzione che i giochi per l’elezione del prossimo Sindaco di Reggio Calabria non sono per niente conclusi, non possono essere conclusi: non mi aspetto un candidato “pesante” del centrodestra ma mi auguro che la Reggio che è veramente viva si decida a scuotersi e si metta in gioco.
Tanto tempo fa l’immagine che rappresentava Reggio Calabria era quella della città dei morti ammazzati (“come il Far West” era il titolo che appariva sui quotidiani nazionali riferendosi alla guerra che ci attanagliava), della città del malgoverno e del malaffare, della città il cui Ufficio Anagrafe era ancora gestito con la famosa “manovella”. Poi quell’immagine fu sostituita dalla “Primavera” ma quegli uomini non ci sono più né nessuno può pensare di esserne l’erede, dopo dal “Modello Reggio” con le conseguenze che tutti conosciamo, in ultimo dal “commissariamento” che l’ha definitivamente sprofondata. Tanto da lasciar intendere al resto degli Italiani che i Reggini se non sono mafiosi sono degli inetti, che si lasciano depredare delle cose di valore che posseggono senza profferir parola.
Reggini ma vi siete accorti che ci hanno rubato la nostra città?
Ci hanno rubato un nostro diritto fondamentale: di essere orgogliosi della nostra terra, di poter dare il nostro contributo, la nostra intelligenza, la nostra volontà per rendere Reggio Calabria sempre più vivibile, sempre più presentabile.
Ma vi siete accorti che abbiamo riesumato il disagio con cui rispondevamo alla domanda: “Di dove sei?”
Antonio SURACE
(Ass. Reggio Domani)

Social Plugin