Roma, 7 luglio 2014 - «Provo sgomento e vergogna per l'ennesimo episodio di cortei religiosi che rendono omaggio ai boss del paese. La processione, dopo quell'inchino, andava sospesa. Ecco perché Domenico Giannetta deve dimettersi». Lo dice Pina Picierno, responsabile nazionale legalitá del Pd, commentando quanto é accaduto a Oppido Mamertina. Per l'esponente dem, «toccava al sindaco dare il buon esempio alla sua comunitá rifiutandosi di inchinarsi sotto casa di un boss e lasciando il corteo. Invece lui ha proseguito come se nulla fosse e questo é inaccetabile. Ancora una volta la politica ha perso una buona occasione per dimostrare da che parte sta. Specie in Calabria dove il confine tra illegalitá, legalitá e stato spesso si fa fatica a tracciarlo». «Il primo cittadino di Oppido Mamertina ha fallito la suamissione e e per questo deve rimettere il suo mandato. Un plauso va invece alle forze dell'ordine - continua Picierno - che col loro comportamento, abbandonando il corteo,hanno chiarito da che parte sta lo stato. Con le persone per bene. Sempre e senza alcun dubbio».

ALTRE REAZIONI
'NDRANGHETA:GRASSO,BENE MARESCIALLO CC., GESTO INAMMISSIBILE Presidente Senato telefona a Andrea Marino per ringraziarlo - ROMA, 7 LUG - «Ho telefonato al maresciallo Marino per ringraziarlo. Grazie ancora, a nome di tutti cittadini onesti». È quanto scrive su Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso, rivolgendosi al maresciallo dei Carabinieri che ha ordinato i suoi uomini di andarsene di fronte all' 'inchinò della statua della processione di Oppido Mamertino davanti alla casa di un boss della n'drangheta. «Sono certo che questo gesto inammissibile, questo tristissimo »omaggio«, non rappresenti il popolo calabrese», aggiunge Grasso.
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ALTRE REAZIONI
'NDRANGHETA:GRASSO,BENE MARESCIALLO CC., GESTO INAMMISSIBILE Presidente Senato telefona a Andrea Marino per ringraziarlo - ROMA, 7 LUG - «Ho telefonato al maresciallo Marino per ringraziarlo. Grazie ancora, a nome di tutti cittadini onesti». È quanto scrive su Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso, rivolgendosi al maresciallo dei Carabinieri che ha ordinato i suoi uomini di andarsene di fronte all' 'inchinò della statua della processione di Oppido Mamertino davanti alla casa di un boss della n'drangheta. «Sono certo che questo gesto inammissibile, questo tristissimo »omaggio«, non rappresenti il popolo calabrese», aggiunge Grasso.
REGGIO CALABRIA: ODG CALABRIA, 'CACCIA AL GIORNALISTÀ, CHIESA INTERVENGA = Catanzaro, 7 lug. - «Don Benedetto Rustico, parroco della Madonna delle Grazie ad Oppido Mamertina, non può più amministrare Messa e rivolgere omelie ai fedeli nella cittadina calabrese, e la Chiesa non può non assumere provvedimenti inequivocabili e decisivi». È quanto afferma in una nota il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, in riferimento alla vicenda del prete che ha invitato i propri fedeli, nell'omelia, «a prendere a schiaffi il giornalista che si trova in fondo alla chiesa». «Un prete che lancia messaggi del genere -aggiunge Soluri- non ha nulla da insegnare a nessuno, sia credente o sia laico». La «caccia all'uomo» innescata da don Rustico non ha per fortuna avuto seguito «perché molto spesso -aggiunge il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria- i parrocchiani sono più civili dei loro pastori. Additare al pubblico disprezzo ed indicare come bersaglio il collega Lucio Musolino, reo soltanto di essersi recato ad Oppido Mamertina, inviato da »Il Fatto«, per approfondire e raccontare la torbida vicenda della Vara che durante la processione fa inchino davanti alla casa del boss, resta un episodio gravissimo ed incivile, ancor più intollerabile -aggiunge Soluri- per il fatto che ad innescarlo sia stato un religioso che, in ogni circostanza, dovrebbe spendere solo parole di buon senso, di tolleranza, di civiltà e di pace. Don Rustico ha fatto esattamente il contrario diffondendo, ci auguriamo senza rendersi appieno conto di ciò che andava predicando, il seme dell'odio, della intolleranza e della violenza. Non entriamo -prosegue Soluri- nel merito della vicenda della Vara che si inchina al boss; le valutazioni sul ruolo di don Rustico nel raccapricciante episodio spettano alle gerarchie ecclesiastiche e, considerando l'apertura di un'inchiesta della Dda sull'accaduto, alla magistratura. Come Ordine dei Giornalisti della Calabria sottolineiamo però il dato intollerabile della caccia all'uomo lanciata dal religioso nei confronti del collega Musolino. E su questo non possono esserci, da parte di nessuno e tantomeno da parte della Chiesa, interpretazioni di comodo».
'NDRANGHETA:VESCOVO, ATTEGGIAMENTI INACCETTABILI ANCHE CLERO - OPPIDO MAMERTINA (REGGIO CALABRIA), 7 LUG - Anche in settori della vita ecclesiale «vige ancora un inaccettabile atteggiamento non solo di mancanza di rispetto delle regole canoniche che disciplinano le processioni in Diocesi, ma anche della libertà d'azione e di comportamento profetico che dovrebbe essere stile abituale dell'agire cristiano». Lo afferma il vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Francesco Milito, .
REGGIO CALABRIA: OBIETTIVO INQUIRENTI STABILIRE CHI HA DATO ORDINE INCHINO = IN VIA DI COMPLETAMENTO IDENTIFICAZIONE DI TUTTI I PORTATORI DELLA STATUA Roma, 7 lug. os) - Inquirenti al lavoro su quella che è stata definita la 'processione della vergognà a Oppido Mamertina. Secondo quanto riferiscono fonti qualificate all'Adnkronos, sarebbero in via di completamento proprio in queste ore le attività di identificazione di tutti i portatori della statua della Madonna, circa 20, ed è in corso di accertamento l'identità di coloro che hanno dato l'ordine di effettuare l'inchino davanti alla casa del boss Giuseppe Mazzagatti. Non è escluso, riferiscono le stesse fonti, che tra questi ci siano persone che possano avere legami con i Mazzagatti. Gli atti sono in possesso dell'autorità giudiziaria e della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che darà le direttive del caso.
'NDRANGHETA: VESCOVO OPPIDO, GESTO BLASFEMA DEVOZIONE (ANSA) - OPPIDO MAMERTINA (REGGIO CALABRIA), 7 LUG - Un «temerario gesto di blasfema devozione che va all'opposto di quella dovuta alla Madre di Dio». Lo dice il vescovo di Oppido-Palmi Francesco Milito. «Chi è riuscito a compierlo, e a ritentarlo - prosegue - è lontano da ogni spirito di fede pura, retta ed autentica. Se neanche le parole del Papa, con una condanna da tutti comprensibile nella sua incisiva chiarezza, sono riuscite a far da freno, è segno che l'indurimento di alcune coscienze è sotto il livello di guardia».
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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