Operazione “Rifiuti spa 2” - Nella
mattinata odierna, il R.O.S., unitamente al Comando provinciale Carabinieri di
Reggio Calabria, al Gruppo Operativo Cacciatori di Calabria, l’ 8° Nucleo
Elicotteri di Vibo Valentia e con il contributo dei Comandi Territorialmente
competenti, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei
confronti di 24 persone, a vario titolo, indagate dei delitti di associazione
mafiosa, turbata libertà degli incanti, nonché i delitti - aggravati dalla
finalità di agevolare associazioni mafiose - di intestazione fittizia di
beni, sottrazione di beni o cose
sottoposte a sequestro, truffa aggravata.
Contestualmente
è stata data esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo di beni per un
valore di circa 18 milioni di Euro.
I
provvedimenti scaturiscono da un’articolata attività investigativa, coordinata
da questa Procura Distrettuale Antimafia sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti e nei servizi pubblici relativi alla gestione
di discariche, con particolare riferimento agli interessi illeciti della cosca
“ALAMPI” di Reggio Calabria.
La fase
esecutiva dell’Operazioni “Rifiuti SPA 2” si è conclusa da poco con l’arresto
in Francia di ALAMPI Matteo cl. ’69 e della moglie SICLARI Maria Giovanna cl.
’71, localizzati dal R.O.S. nella cittadina di Villefranche sur mer, vicino Nizza, grazie alla collaborazione del
collaterale organo di polizia.
L’indagine
si pone quale continuazione dell’attività denominata “RIFIUTI SPA” che, nel 2006, aveva accertato l’esistenza di un
accordo trasversale tra le cosche LIBRI- CONDELLO, finalizzato alla
ripartizione dei rilevanti vantaggi economici ricavabili dalla gestione
fraudolenta delle discariche presenti nel territorio regionale. In tale
contesto, l’imprenditore MATTEO ALAMPI, ritenuto esponente di spicco
dell’omonimo sodalizio e titolare della
società “EDILPRIMAVERA”, era
riuscito ad avviare in Calabria diversi impianti per lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani, facendo fronte ai requisiti tecnici espressamente richiesti dai
relativi bandi di gara, attraverso l’unione societaria con l’imprenditore
veneto SANDRO ROSSATO CL.’51 (tra gli arrestati), con esperienze e
qualifiche nel settore specifico. In particolare il binomio ALAMPI - ROSSATO aveva costituito numerose società,
tra cui la “ROSSATO SUD”, per
opere di bonifica, protezione ambientale, smaltimento e recupero dei rifiuti,
aggiudicandosi, attraverso il sistematico ricorso ai tradizionali metodi di
intimidazione mafiosa, diversi appalti per la gestione di alcune discariche in
provincia di Reggio Calabria.
L’indagine
si era conclusa con l’emissione di 14 misure cautelari a carico di altrettante
persone, tra i quali lo stesso MATTEO
ALAMPI, successivamente condannato dalla corte di appello del capoluogo
reggino, alla pena di 10 anni di reclusione per associazione mafiosa e altri
reati. L’iter processuale aveva visto altresì la confisca della società “EDILPRIMAVERA” e l’iniziale sequestro della Società “ROSSATO SUD SRL”.
******
L’odierna
attività, oltre ad accertare l’intraneità della cosca ALAMPI alla ‘ndrangheta reggina ed il ruolo
preminente rivestito nell’ambito della locale di “TRUNCA”, ha
offerto uno spaccato emblematico dei molteplici interessi illeciti promossi e
gestiti dall’organizzazione, assolutamente pervasiva ed efficace sul piano
dell’infiltrazione illecita del tessuto economico ed imprenditoriale della
provincia reggina.
In
tale quadro sono stati raccolti significativi elementi sull’evoluzione della
cosca ALAMPI: dai trascorsi legati alla partecipazione del capo bastone GIOVANNI ALAMPI cl.’46
al summit di Montalto del 1969, ai più attuali conferimenti di
cariche di ‘ndrangheta al decano
della famiglia. In particolare è stata riscontrata:
- una
definita e collaudata organizzazione strutturale e funzionale, in ragione dell’esistenza
di mezzi, supporti logistici e strumenti a disposizione della cosca, con la
definizione di ruoli e specifiche mansioni;
- una strategia criminale a livello
imprenditoriale, con un potere di penetrazione e collusione nella pubblica
amministrazione, per aggiudicarsi gli appalti di maggior interesse, tra cui i
lavori di ricopertura della discarica di località MARRELLA del Comune di Gioia Tauro (RC) e la bonifica del sito
della discarica di Calanna (RC);
- una
forza di intimidazione ed un controllo del territorio mediante l’esplicazione
di un proprio potere coercitivo ed estorsivo, forte dei legami diretti con le
più significative cosche del “Mandamento di Centro”, tra cui quelle
riconducibili ai CONDELLO ed ai
ROSMINI.
In
tale ambito sno state documentate le fittizie assunzioni, in seno alla “ROSSATO
SUD”, di Francesco Domenico CONDELLO,
figlio di Pasquale CONDELLO DETTO “IL SUPREMO”, e di Diego
ROSMINI, figlio di Demetrio cl. ’53.
*****
L’attività
investigativa dopo le richiamate condanne ha seguito il processo di
riorganizzazione del sodalizio sviluppato attraverso la riacquisizione delle
imprese sottoposte a vincoli reali e comunque sottratte alla disponibilità
gestionale della cosca. In tale ambito, la riaffermazione degli interessi
economico- imprenditoriali del sodalizio ha coinciso con il dissequestro della “ROSSATO SUD S.R.L.”, che
diveniva, pertanto, lo strumento degli ALAMPI
per continuare ad infiltrare il remunerativo settore degli appalti ecologici.
E’
emerso, in particolare, come MATTEO ALAMPI, dal carcere, impartisse precise
direttive ai più stretti familiari, anche attraverso i legali di fiducia, sulla
gestione degli affari e sulle modalità di riorganizzazione del circuito
imprenditoriale. Segnatamente, le indagini hanno documentato ogni fase del
programma delittuoso, perfezionatosi attraverso:
- L’inserimento
di prestanome e la nomina di nuovi referenti tecnici nella Società “ROSSATO
SUD SRL”,
e nelle altre imprese controllate attraverso il “CONSORZIO STABILE AIRONE SUD”: ed in particolare con la nomina
dell’ingegnere LAURO MAMONE cl.’57 e di DOMENICO ALATI cl.’73, rispettivamente in qualità di amministratore
e direttore tecnico della citata società;
- Il risanamento economico dei bilanci dell’impresa, con una mirata
attività di saldo dei debiti e concomitante recupero dei crediti, anche con il
sistematico ricorso ai tradizionali metodi di intimidazione mafiosa nei
confronti di fornitori e clienti;
- L’individuazione
di una nuova squadra di collaboratori, tra impiegati, operai ed autisti,
assunti o riconfermati secondo le direttive del capocosca GIOVANNI ALAMPI:
tra costoro dipendenti della “EDILPRIMAVERA”;
- Il progressivo svuotamento dei beni materiali ed immateriali
della società “EDILPRIMAVERA”,
con la complicità dell’amministratore giudiziario SPINELLA ROSARIO GIOVANNI,
utilizzata esclusivamente per il nolo a freddo dei mezzi d’opera a vantaggio
della “ROSSATO SUD” e del “CONSORZIO STABILE AIRONE SUD”.
Le indagini hanno
evidenziato come gli amministratori delle citate società siano ricorsi
costantemente all’emissione di sovrafatturazioni relative alle nuove commesse
aggiudicate, per la realizzazione di ingenti provviste in nero destinate alla cosca ALAMPI. Le indagini
hanno anche evidenziato interventi illeciti relativi all’aggiudicazione dei
lavori per la bonifica e la successiva riapertura della discarica sita nel
Comune di Calanna (RC), ottenuta con la compiacenza dell’ex sindaco, Luigi
Catalano, che – dagli elementi acquisiti – emergeva aver fatto redigere
dall’ufficio tecnico comunale un bando di gara, con parametri concordati con i
vertici dell’impresa mafiosa.
L’interesse
della cosca ALAMPI per gli appalti
ecologici ha riguardato anche il complesso delle attività gravitanti intorno al
termovalorizzatore di Gioia tauro (RC), all’epoca gestito dalla “VEOLIA
SERVIZI AMBIENTALI TECNITALIA SPA”[1].
All’interno di tale struttura, ed in particolare della TERMO ENERGIA CALABRIA SPA”[2], l’organizzazione
aveva inserito un proprio referente, rivelatosi decisivo per l’aggiudicazione
dei lavori di ricopertura della discarica “MARRELLA”DI Gioia Tauro (RC), in
favore delle imprese controllate dalla cosca.
Nella gestione della
citata commessa, peraltro, emergevano accordi con associati di altri locali, in
particolare con la cosca ALVARO detti “TESTAZZI-CUDALONGA” di COSOLETO e
GALLICO di PALMI, in relazione alla
fornitura dei materiali di copertura ed al relativo trasporto per il
conferimento in discarica.
Le indagini hanno anche
evidenziato l’esistenza di accordi tra gli ALAMPI ed i titolari della SOCIETÀ
FILTRANS, riconducibile alla cosca “FICARA”,
per appropriarsi di rilevanti somme di denaro ai danni della stessa VEOLIA,
attraverso un collaudato sistema di false fatturazioni per prestazioni in
subappalto.
Nel
quadro della complessiva attività il GIP del Tribunale di Reggio Calabria ha
disposto il sequestro preventivo di 5 aziende:
- “ROSSATO
SUD S.R.L.” e “CONSORZIO STABILE AIRONE SUD”, sedenti a
Reggio Calabria e direttamente riconducibili alla cosca ALAMPI;
- “IMPRESA
INDIVIDUALE DI GALIMI GIUSEPPE”, con sede a Palmi (RC), gestita
dall’omonimo nucleo familiare organico alla cosca GALLICO di Palmi (RC);
- “CO.GE.MER
S.R.L.” e “P&O S.R.L.”, rispettivamente sedenti in
San Ferdinando (RC) E COSOLETO (RC), e riconducibili alla cosca ALVARO
di Cosoleto (RC).
REGGIO
CALABRIA, 22 LUGLIO 2014
[1] “Veolia Servizi
Ambientali Tecnitalia SPA”, con sede legale in La Spezia, via del Molo
nr. 3. ”.
[2] “T.E.C. - Termo Energia Calabria”: società controllata dalla “Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia SPA”, interessata alla gestione degli impianti facenti
parte del Sistema Integrato di smaltimento di rifiuti di Calabria Sud: il Termovalorizzatore di Gioia Tauro (RC),
e gli impianti di selezione e compostaggio di Gioia Tauro (RC), Rossano
(CS), Crotone, Siderno (RC) e Sambatello (RC).
Di seguito l’elenco dei destinatari di Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nell’ambito dell’odierna operazione Rifiuti Spa 2, condotta dal R.O.S., unitamente al Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia:
Alampi Carmela, classe 71
Alampi Giovanni, classe 46
Alampi Matteo, classe 69
Alampi Valentino, classe 78
Alati Domenico, classe 73
Catalano Carmelo, classe 68
Dieni Giulia Mariarossana, classe 62
Mamone Lauro, classe 57
Palumbo Matteo, classse 70
Putortì Giuseppe, classe 67
Quattrone Antonio, classe 74
Rossato Sandro, classe 51
Siclari Maria Giovanna, classe 71
Siclari Paolo, classe 44
Spinella Rosario Giovanni, classe 59
Agli arresti domiciliari:
Barreca Carmela, classe 69
Battaglia Antonino, classe 76
Catalano Luigi, classe 67
Cutrupi Laura, classe 82
Gozzi Gaspare Giuseppe, classe 55
Itri Andrea, classe 74
Laboccetta Salvatore, classe 51 -
Di seguito l’elenco dei destinatari di Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nell’ambito dell’odierna operazione Rifiuti Spa 2, condotta dal R.O.S., unitamente al Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia:
Alampi Carmela, classe 71
Alampi Giovanni, classe 46
Alampi Matteo, classe 69
Alampi Valentino, classe 78
Alati Domenico, classe 73
Catalano Carmelo, classe 68
Dieni Giulia Mariarossana, classe 62
Mamone Lauro, classe 57
Palumbo Matteo, classse 70
Putortì Giuseppe, classe 67
Quattrone Antonio, classe 74
Rossato Sandro, classe 51
Siclari Maria Giovanna, classe 71
Siclari Paolo, classe 44
Spinella Rosario Giovanni, classe 59
Agli arresti domiciliari:
Barreca Carmela, classe 69
Battaglia Antonino, classe 76
Catalano Luigi, classe 67
Cutrupi Laura, classe 82
Gozzi Gaspare Giuseppe, classe 55
Itri Andrea, classe 74
Laboccetta Salvatore, classe 51 -


















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