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Oppido Mamertina, un maresciallo dei carabinieri ha filmato l'inchino della Madonna al boss

REGGIO CALABRIA: MARESCIALLO HA FILMATO INCHINO PROCESSIONE DAVANTI CASA BOSS = COLONNELLO FALFERI, IN CORSO IDENTIFICAZIONE DI PORTATORI STATUA E DI CHI HA DATO ORDINE Oppido Mamertina (Reggio Calabria), 6 luglio 2014 - «Il maresciallo dei Carabinieri di Oppido Mamertina si è scostato rispetto alla processione per compiere gli atti di polizia giudiziaria, ovvero per poter con una telecamera il gesto dell'inchino davanti all'abitazione del boss, e procedere all'identificazione sia dei portatori della statua sia di chi ha dato l'ordine di compiere questo gesto». 

Lo dice all'Adnkronos il comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, colonnello Lorenzo Falferi, commentando quanto accaduto a Oppido Mamertina, nel reggino, durante la processione della Madonna delle Grazie. Il corteo si era fermato davanti alla casa del boss della 'ndrangheta Peppe Mazzagatti, 82 anni, ai domiciliari per motivi di salute. La vicenda è riportata oggi dal «Quotidiano della Calabria». «Il tutto -spiega il colonnello Falferi- viene compendiato in una informativa che è già alla nostra attenzione, insieme alla procura circordariale di Palmi e alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria». «Il comandante di stazione ha fatto il suo dovere -rimarca- e ha compito un atto di servizio. È in corso l'identificazione di tutte le persone coinvolte. Il nostro compito è informare l'autorità giudiziara», poi scatteranno le altre misure.

'NDRANGHETA:PROCESSIONE FERMA A CASA BOSS,CC PRENDE DISTANZE È accaduto in un paese reggino durante festa parrocchiale   - OPPIDO MAMERTINA (REGGIO CALABRIA)- La processione della Madonna delle Grazie della frazione Tresilico di Oppido Mamertina si è fermata davanti all'abitazione del presunto boss della 'ndrangheta Peppe Mazzagatti, di 82 anni, ai domiciliari per motivi di salute. Nel momento in cui la processione - secondo quanto riporta stamane il Quotidiano della Calabria - ha fatto la sosta il comandante della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina si è allontanato in segno di dissenso da quanto stava accadendo. Altri due carabinieri, invece, hanno documentato quanto stava accadendo e gli esiti dei loro appunti sicuramente confluiranno in una relazione di servizio che sarà inviata alle autorità di ordine pubblico. La processione, giunta nei pressi dell'abitazione di Peppe Mazzagatti, condannato all'ergastolo per omicidio e associazione per delinquere, si è fermata per circa trenta secondi. La statua della Madonna delle Grazie, portata da numerose persone, era preceduta da alcuni sacerdoti e da un gruppo di amministratori locali.


REGGIO CALABRIA: PROCESSIONE DAVANTI CASA DEL BOSS, CARABINIERI SE NE VANNO  - Una protesta plateale è stata fatta dal maresciallo dei Carabinieri di Oppido Mamertina, nel reggino, durante una processione religiosa. Ha abbandonato, insieme agli altri militari, la manifestazione perché il corteo si era fermato davanti alla casa del boss. Trenta secondi di sosta per simboleggiare l'inchino al potente boss Giuseppe Mazzagatti. La vicenda è riportata oggi dal «Quotidiano della Calabria». Poche settimane fa Papa Francesco, a Cassano, aveva tuonato contro la criminalità organizzata e lanciato una chiara scomunica agli 'ndranghetisti. Oggi la vicenda della processione a Oppido Mamertina diventa un caso.



 'NDRANGHETA: MONS. BREGANTINI, DETENUTI RIFIUTANO MESSA  - ROMA, 6 LUG - I detenuti del carcere di Larino, in provincia di Campobasso, si sono ribellati e dicono di non voler più prendere parte alla Messa. Sarebbero soprattutto i detenuti legati alla 'ndrangheta, contrariati dalla scomunica del Papa. Lo riferisce a Radio Vaticana l'arcivescovo di Campobasso, monsignor Giancarlo Bregantini.
 «È una cosa sorprendente che conferma quanto il Papa parlando, incida nelle coscienze», commenta l'arcivescovo di Campobasso Bregantini, secondo cui la Sezione di alta sicurezza del carcere di Larino, quasi 200 persone, si è messa in ribellione:«'Se siamo scomunicati - avrebbero detto i detenuti, secondo quanto riferisce il sacerdote - a Messa non vale la pena andarcì». «Ne hanno parlato con il cappellano; quest'ultimo questa mattina - riferisce ancora Bregantini - ha invitato il vescovo al carcere per parlare e spiegare il senso dell'intervento del Papa. Questo dimostra come non sia vero che dire certe cose, sia clericalismo; in realtà le parole del Papa, come quelle della Chiesa e di Gesù Cristo, hanno sempre una valenza etica che diventa poi sempre culturale ed economica, quindi con grandi riflessi politici».

REGGIO CALABRIA: GRAZIE PER ESEMPIO, BINDI TELEFONA A MARESCIALLO CARABINIERI = DOVE C'È FEDE AUTENTICA NON PUÒ ESSERCI SUDDITANZA O CONNIVENZA CON MAFIA Roma, 6 lug. -  - La presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha telefonato al maresciallo dei carabinieri Andrea Marino per ringraziarlo per «la lealtà alle istituzioni e il senso dello Stato» dimostrati in occasione della processione della Madonna delle Grazie a Oppido Mamertina. «Quanto è avvenuto nel corso della processione sconcerta e addolora -afferma Bindi- e la Commissione antimafia intende approfondire i fatti incontrando anche il maresciallo Marino». «Solo pochi giorni fa -ricorda- Papa Francesco aveva tracciato con parole chiare e inequivocabili una linea di netta demarcazione tra Vangelo e 'Ndrangheta. Dove c'è fede autentica non può esserci alcuna sudditanza o connivenza con il potere mafioso, per sua natura violento e corruttore». «Dispiace -prosegue la presidente della bicamerale di palazzo San Macuto- che il messaggio del Papa faccia fatica diventare senso comune in tutta la comunità dei credenti e nella società calabrese, anche se ci sono segnali non meno significativi di una presa di coscienza del cambiamento necessario».
OMAGGIO INTOLLERABILE CONCESSO AD UN PERICOLOSO PREGIUDICATO   - «Dovremo riflettere -prosegue Bindi- sul lungo cammino di conversione e di cultura della legalità che occorre ancora fare, testimoniato anche dal comportamento ingiustificabile degli amministratori di Oppido Mamertina che non hanno reagito con la necessaria fermezza all'omaggio intollerabile concesso ad un pericoloso pregiudicato»

REGGIO CALABRIA: BIANCHI (NCD), DA CARABINIERI COMPORTAMENTO ESEMPLARE = SERVE SVOLTA CULTURALE PER RIBELLARSI E SCONFIGGERE LA 'NDRANGHETA Roma, 6 lug. - «Non può rimanere senza conseguenze quanto accaduto a Oppido Mamertina in Calabria. Un fatto deplorevole che stride ancora di più alla luce del richiamo di Papa Francesco appena due settimane fa contro i mafiosi». È quanto dichiara il vicecapogruppo Ncd alla Camera, Dorina Bianchi, in riferimento alla notizia dell'omaggio durante la processione della Madonna delle Grazie di Oppido Mamertina alla casa di un boss della 'ndrangheta. «I carabinieri allontanandosi hanno tenuto un comportamento esemplare -sottolinea Bianchi- ma sono fatti che ancora di più sottolineano la necessità di un vero salto culturale e comportamentale per debellare una volta per tutte la 'ndrangheta». «Fino a quando infatti queste notizie rimarranno una eccezione -rimarca l'esponente di Ncd- e solleveranno da un lato indignazione e dall'altro quasi stupore per l'atteggiamento dei carabinieri, non potremo dire di averla avuta vinta sui mafiosi. La magistratura, le forze dell'ordine -conclude Bianchi- fanno il loro dovere. Spetta anche a quella parte silente e 'ossequiosà della comunità ribellarsi e contribuire a sconfiggere la 'ndrangheta»

'NDRANGHETA: PROCESSIONE; BINDI, OMAGGIO INTOLLERABILE Presidente Antimafia chiama maresciallo per ringraziarlo  - ROMA, 6 LUG - La presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha telefonato al maresciallo dei carabinieri Andrea Marino per ringraziarlo per la lealtà alle istituzioni e il senso dello Stato dimostrati in occasione della processione della Madonna delle Grazie a Oppido Mamertina. «Quanto è avvenuto nel corso della processione sconcerta e addolora - dichiara Bindi - e la Commissione antimafia intende approfondire i fatti incontrando anche il maresciallo Marino». 

'NDRANGHETA: PROCESSIONE; BRUNO BOSSIO, NE DISCUTA ANTIMAFIA   - OPPIDO MAMERTINA (REGGIO CALABRIA)  - «È grave che in un comune sede vescovile il rito della processione venga condotto a fare l'inchino al riconosciuto e potente boss mafioso». Lo afferma in una nota la deputata del Pd e componente della commissione parlamentare antimafia, Enza Bruno Bossio. «Ancora più grave - aggiunge - se le divise che rappresentano lo Stato vengono lasciate da sole a protestare. Oltretutto, sono fondati i sospetti che il grave fatto sia da mettere in relazione all'esito delle elezioni amministrative comunali svoltesi qualche settimana addietro. Mi adopererò perchè di ciò si occupi la Commissione parlamentare antimafia. Quanto è accaduto ad Oppido dimostra che la scomunica lanciata a Cassano da papa Francesco agli uomini della ndrangheta stenta a diventare patrimonio condiviso da tutta la Chiesa calabrese». «Era accaduto a Pasqua, quando la processione dell'Affruntata - Prosegue Bruno Bossio - era stata sospesa al termine di un serrato confronto tra organi dello Stato e Chiesa al fine di impedire che uomini delle ndrine si infiltrassero tra i portatori delle statue. Il monito lanciato tempo fa dal dott. Nicola Gratteri si è dimostrato fondato. La ndrangheta si nutre di fatti simbolici e la religione ed i suoi riti sono usati come fonte di legittimazione popolare. Le parole di Papa Francesco non possono restare, dunque, come acqua che scivola sulle pietre. È una necessità democratica che la Chiesa calabrese dispieghi la sua forza e la sua autorevolezza per fare chiarezza al proprio interno affinchè sia attivamente, senza zone d'ombra, impegnata in prima linea nella battaglia prima di tutto culturale che siamo chiamati a condurre contro la ndrangheta in questa regione e in tutto il Paese»

REGGIO CALABRIA: MONS. MOROSINI SU 'INCHINÒ A BOSS, DIVIETO FESTA = Reggio Calabria, 6 luglio 2014- L'arcivescovo di Reggio Calabria, Giuseppe Fiorini Morosini, ricorda un decreto emanato nel febbraio scorso che vieta soste non autorizzate durante le processioni religiose. Il presule interviene nelle stesse ore in cui è diventato un caso l'inchino davanti alla casa di un boss a Oppido Mamertina. «Il percorso della processione - riporta il decreto - sia caratterizzato dalla preghiera e dalla riflessione spirituale; sia preventivamente concordato con il Parroco e successivamente sottoposto al nihil obstat della Curia Arcivescovile; durante lo svolgimento dell'itinerario è proibita qualsiasi forma di raccolta di denaro; le soste siano fatte per opportune e doverose pause, e in tale circostanza la statua o l'effige del Patrono o della Patrona non sia rivolta verso case o edifici. Tali soste devono essere stabilite previamente con il Parroco». In caso di non osservanza o adempimento a quanto prescritto, «l'anno successivo non sarà concessa l'autorizzazione per la celebrazione della Festa». Tali norme, spiega una nota della diocesi, sono finalizzate «a garantire il corretto svolgimento delle Processioni, che devono essere solo ed esclusivamente un'occasione di preghiera, di evangelizzazione e di testimonianza della carità, evitando così il pericolo di ogni tipo di degenerazione lontana dall'ottica di fede».

 'NDRANGHETA: PROCESSIONE; PRESIDENTE CALABRIA, SFIDA ALLO STATO  - CATANZARO, 6 kugkio 2014- «Quanto accaduto a Oppido Mamertina è una chiara sfida allo Stato ma soprattutto alle parole del Papa contro la 'ndrangheta pronunciate nel suo recente viaggio in Calabria». Lo dichiara - si legge in una nota dell'ufficio stampa della Giunta - la Presidente facente funzione della Regione Antonella Stasi. «Il gesto del Maresciallo dei Carabinieri Andrea Marino - aggiunge - non solo rappresenta il continuo controllo dello Stato sul territorio e la costante lotta alla criminalità organizzata ma rispecchia soprattutto la volontà della maggioranza dei calabresi di volersi ribellare al male assoluto che ha procurato tanti guai alla nostra terra. Condanniamo con fermezza chi ha compiuto il gesto e fatto ancor più grave, chi ha inteso assecondarlo. Lo Stato, ma in questo caso anche la Chiesa, tengano alta l'attenzione perchè i tanti calabresi onesti non meritano di subire ancora l'onta di queste azioni»

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