Il 21 giugno messa Piana Sibari, "non sono in comunione con Dio" - Roma 6 luglio 2014 - Un avviso senza precedenti: il 21 giugno Papa Francesco dice con chiarezza che i «mafiosi sono scomunicati».
Era il 21 giugno scorso e il Papa lanciò l'anatema dall'altare, durante la messa alla Piana di Sibari che concluse la visita pastorale a Cassano all'Jonio. La 'ndrangheta va combattuta - disse in quell'occasione Bergoglio - perchè adora i soldi e non il bene comune. «Quando all'adorazione del Signore si sostituisce l'adorazione del denaro - disse il Papa nell'omelia - si apre la strada al peccato, all'interesse personale e alla sopraffazione. Quando non si adora il Signore si diventa adoratori del male, come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo peccato. La 'ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no. La Chiesa che so tanto impegnata nell'educare le coscienze, deve sempre più spendersi perchè il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo chiedono i nostri giovani, bisognosi di speranza. Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare».
«Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati».
Qualche mese prima, il 21 marzo, a Roma, incontrando i parenti delle vittime delle mafie, Papa Francesco, accanto a don Luigi Ciotti, aveva detto rivolgendosi ai mafiosi: «Convertitevi, o andrete all'inferno», riprendendo in parte l'invito alla conversione che aveva costituito nel '93 il «grido» di Giovanni Paolo II pronunciato nella Valle dei Templi ad Agrigento.
'NDRANGHETA: MONS.GALANTINO, LA MADONNA NON SI INCHINA Resta fortissima l'importanza di quanto ha detto il Papa - CASSANO ALLO JONIO (COSENZA), 6 LUG - «Ai malavitosi si sono inchinati coloro che portavano la statua e non certo la Madonna». Lo ha detto all'ANSA il vescovo di Cassano allo Jonio e segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, circa l'episodio di Oppido Mamertina. «Proprio per quanto è successo - ha aggiunto - resta fortissima l'importanza di quanto ha detto Papa Francesco a Sibari».
'NDRANGHETA:DE GIROLAMO, NESSUNO SI INCHINI, SERVE CHIAREZZA - ROMA, 6 LUG - «Leggendo quanto accaduto oggi a Oppido Mamertina nel corso di una processione religiosa, ho creduto, per un attimo, di assistere a una scena di Gomorra. Si trattava invece di una scena reale di fronte alla quale lo Stato deve far sentire chiara la propria voce, affinchè episodi così gravi non si ripetano. Stato e Chiesa hanno il dovere e l'obbligo di non inchinarsi a nessuno. Tanto meno a presunti boss della 'Ndrangheta. Ed è proprio per questo che all'Arma dei Carabinieri va il mio sincero ringraziamento perchè oggi, come in tante altre occasioni, i suoi rappresentanti hanno onorato lo Stato nel migliore dei modi: senza paura». Lo dichiara in una nota il presidente dei deputati del Nuovo Centrodestra, Nunzia De Girolamo. «Tali gesti - conclude la capogruppo Ncd - non possono rimanere impuniti: è indispensabile fare chiarezza quanto prima sull'accaduto».
Era il 21 giugno scorso e il Papa lanciò l'anatema dall'altare, durante la messa alla Piana di Sibari che concluse la visita pastorale a Cassano all'Jonio. La 'ndrangheta va combattuta - disse in quell'occasione Bergoglio - perchè adora i soldi e non il bene comune. «Quando all'adorazione del Signore si sostituisce l'adorazione del denaro - disse il Papa nell'omelia - si apre la strada al peccato, all'interesse personale e alla sopraffazione. Quando non si adora il Signore si diventa adoratori del male, come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo peccato. La 'ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no. La Chiesa che so tanto impegnata nell'educare le coscienze, deve sempre più spendersi perchè il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo chiedono i nostri giovani, bisognosi di speranza. Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare».
«Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati».
Qualche mese prima, il 21 marzo, a Roma, incontrando i parenti delle vittime delle mafie, Papa Francesco, accanto a don Luigi Ciotti, aveva detto rivolgendosi ai mafiosi: «Convertitevi, o andrete all'inferno», riprendendo in parte l'invito alla conversione che aveva costituito nel '93 il «grido» di Giovanni Paolo II pronunciato nella Valle dei Templi ad Agrigento.
'NDRANGHETA: MONS.GALANTINO, LA MADONNA NON SI INCHINA Resta fortissima l'importanza di quanto ha detto il Papa - CASSANO ALLO JONIO (COSENZA), 6 LUG - «Ai malavitosi si sono inchinati coloro che portavano la statua e non certo la Madonna». Lo ha detto all'ANSA il vescovo di Cassano allo Jonio e segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, circa l'episodio di Oppido Mamertina. «Proprio per quanto è successo - ha aggiunto - resta fortissima l'importanza di quanto ha detto Papa Francesco a Sibari».
'NDRANGHETA:DE GIROLAMO, NESSUNO SI INCHINI, SERVE CHIAREZZA - ROMA, 6 LUG - «Leggendo quanto accaduto oggi a Oppido Mamertina nel corso di una processione religiosa, ho creduto, per un attimo, di assistere a una scena di Gomorra. Si trattava invece di una scena reale di fronte alla quale lo Stato deve far sentire chiara la propria voce, affinchè episodi così gravi non si ripetano. Stato e Chiesa hanno il dovere e l'obbligo di non inchinarsi a nessuno. Tanto meno a presunti boss della 'Ndrangheta. Ed è proprio per questo che all'Arma dei Carabinieri va il mio sincero ringraziamento perchè oggi, come in tante altre occasioni, i suoi rappresentanti hanno onorato lo Stato nel migliore dei modi: senza paura». Lo dichiara in una nota il presidente dei deputati del Nuovo Centrodestra, Nunzia De Girolamo. «Tali gesti - conclude la capogruppo Ncd - non possono rimanere impuniti: è indispensabile fare chiarezza quanto prima sull'accaduto».

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