Un torurbillon di eventi, episodi, storie, avvenimenti, fatti e misfatti,
hanno portato il centro agricolo-pastorale della sterminata Piana, che un tempo
portava il suo nome, alla ribalta della cronaca.Galeotto fu l’inchino davanti
all’abitazione del presunto “padrino”. Il
presunto boss, Giuseppe Mazzagatti, condannato all’ergastolo per omicidio
ed associazione mafiosa, è ritenuto uno dei principali
protagonisti della faida tra le cosche della 'ndrangheta di Oppido
Mamertina verificatasi negli anni '90. Nel 1993 gli uccisero in un
agguato mafioso il figlio Pasquale, di 33 anni. Nel 2003, dopo una lunga
detenzione in carcere, ha ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di
salute e per la sua età. Il delegato Cocer Carabinieri Brigadiere Sebastiano
CALABRO’, appresa la notizia, ringrazia
il Comandante della Stazione di Oppido Mamertina Maresciallo Andrea MARINO ed i
suoi Carabinieri per aver interpretato con onesta e lealtà il senso delle
Istituzioni, per quanto accaduto nel corso della processione della Madonna
delle Grazie.
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| Andrea Marino |
Domenico Salvatore
LA NOTIZIA
Scrive il giornalista Luigi Palamara…”Oppido Mamertina, un maresciallo dei
carabinieri ha filmato l'inchino della Madonna al boss REGGIO CALABRIA: MARESCIALLO HA FILMATO INCHINO
PROCESSIONE DAVANTI CASA BOSS = COLONNELLO FALFERI, IN CORSO IDENTIFICAZIONE DI
PORTATORI STATUA E DI CHI HA DATO ORDINE
Oppido
Mamertina (Reggio Calabria), 6 luglio 2014 - «Il maresciallo dei Carabinieri di
Oppido Mamertina si è scostato rispetto alla processione per compiere gli atti
di polzia giudiziaria, ovvero per poter con una telecamera il gesto
dell'inchino davanti all'abitazione del boss, e procedere all'identificazione
sia dei portatori della statua sia di chi ha dato l'ordine di compiere questo
gesto». Lo dice all'Adnkronos il comandante provinciale dei Carabinieri di
Reggio Calabria, colonnello Lorenzo Falferi, commentando quanto accaduto a
Oppido Mamertina, nel reggino, durante la processione della Madonna delle
Grazie. Il corteo si era fermato davanti alla casa del boss della 'ndrangheta
Peppe Mazzagatti, 82 anni, ai domiciliari per motivi di salute. La vicenda è
riportata oggi dal «Quotidiano della Calabria». «Il tutto -spiega il colonnello
Falferi- viene compendiato in una informativa che è già alla nostra attenzione,
insieme alla procura circordariale di Palmi e alla Direzione distrettuale
antimafia di Reggio Calabria». «Il comandante di stazione ha fatto il suo
dovere -rimarca- e ha compito un atto di servizio. È in corso l'identificazione
di tutte le persone coinvolte. Il nostro compito è informare l'autorità
giudiziara», poi scatteranno le altre misure.
'NDRANGHETA:PROCESSIONE
FERMA A CASA BOSS,CC PRENDE DISTANZE
È accaduto in un paese reggino durante festa parrocchiale - OPPIDO
MAMERTINA (REGGIO CALABRIA)- La processione della Madonna delle Grazie della
frazione Tresilico di Oppido Mamertina si è fermata davanti all'abitazione del
presunto boss della 'ndrangheta Peppe Mazzagatti, di 82 anni, ai domiciliari
per motivi di salute. Nel momento in cui la processione - secondo quanto
riporta stamane il Quotidiano della Calabria - ha fatto la sosta il comandante
della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina si è allontanato in segno di
dissenso da quanto stava accadendo. Altri due carabinieri, invece, hanno
documentato quanto stava accadendo e gli esiti dei loro appunti sicuramente
confluiranno in una relazione di servizio che sarà inviata alle autorità di
ordine pubblico. La processione, giunta nei pressi dell'abitazione di Peppe
Mazzagatti, condannato all'ergastolo per omicidio e associazione per
delinquere, si è fermata per circa trenta secondi. La statua della Madonna
delle Grazie, portata da numerose persone, era preceduta da alcuni sacerdoti e
da un gruppo di amministratori locali.
REGGIO CALABRIA: PROCESSIONE DAVANTI
CASA DEL BOSS, CARABINIERI SE NE VANNO - Una protesta plateale è
stata fatta dal maresciallo dei Carabinieri di Oppido Mamertina, nel reggino,
durante una processione religiosa. Ha abbandonato, insieme agli altri militari,
la manifestazione perché il corteo si era fermato davanti alla casa del boss.
Trenta secondi di sosta per simboleggiare l'inchino al potente boss Giuseppe
Mazzagatti. La vicenda è riportata oggi dal «Quotidiano della Calabria». Poche
settimane fa Papa Francesco, a Cassano, aveva tuonato contro la criminalità
organizzata e lanciato una chiara scomunica agli 'ndranghetisti. Oggi la
vicenda della processione a Oppido Mamertina diventa un caso.
'NDRANGHETA: MONS. BREGANTINI, DETENUTI RIFIUTANO
MESSA - ROMA, 6 LUG - I
detenuti del carcere di Larino, in provincia di Campobasso, si sono ribellati e
dicono di non voler più prendere parte alla Messa. Sarebbero soprattutto i
detenuti legati alla 'ndrangheta, contrariati dalla scomunica del Papa. Lo
riferisce a Radio Vaticana l'arcivescovo di Campobasso, monsignor Giancarlo
Bregantini. «È una cosa sorprendente che conferma quanto il Papa parlando,
incida nelle coscienze», commenta l'arcivescovo di Campobasso Bregantini,
secondo cui la Sezione di alta sicurezza del carcere di Larino, quasi 200
persone, si è messa in ribellione:«'Se siamo scomunicati - avrebbero detto i
detenuti, secondo quanto riferisce il sacerdote - a Messa non vale la pena
andarcì». «Ne hanno parlato con il cappellano; quest'ultimo questa mattina -
riferisce ancora Bregantini - ha invitato il vescovo al carcere per parlare e
spiegare il senso dell'intervento del Papa. Questo dimostra come non sia vero
che dire certe cose, sia clericalismo; in realtà le parole del Papa, come
quelle della Chiesa e di Gesù Cristo, hanno sempre una valenza etica che
diventa poi sempre culturale ed economica, quindi con grandi riflessi
politici».
REGGIO CALABRIA: GRAZIE PER ESEMPIO, BINDI TELEFONA A MARESCIALLO
CARABINIERI = DOVE C'È FEDE AUTENTICA NON PUÒ ESSERCI SUDDITANZA O CONNIVENZA
CON MAFIA Roma, 6 lug. - - La presidente della commissione
parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha telefonato al maresciallo dei
carabinieri Andrea Marino per ringraziarlo per «la lealtà alle istituzioni e il
senso dello Stato» dimostrati in occasione della processione della Madonna
delle Grazie a Oppido Mamertina. «Quanto è avvenuto nel corso della processione
sconcerta e addolora -afferma Bindi- e la Commissione antimafia intende
approfondire i fatti incontrando anche il maresciallo Marino». «Solo pochi
giorni fa -ricorda- Papa Francesco aveva tracciato con parole chiare e
inequivocabili una linea di netta demarcazione tra Vangelo e 'Ndrangheta. Dove
c'è fede autentica non può esserci alcuna sudditanza o connivenza con il potere
mafioso, per sua natura violento e corruttore». «Dispiace -prosegue la
presidente della bicamerale di palazzo San Macuto- che il messaggio del Papa
faccia fatica diventare senso comune in tutta la comunità dei credenti e nella
società calabrese, anche se ci sono segnali non meno significativi di una presa
di coscienza del cambiamento necessario».OMAGGIO INTOLLERABILE CONCESSO AD UN
PERICOLOSO PREGIUDICATO - «Dovremo riflettere -prosegue Bindi- sul lungo
cammino di conversione e di cultura della legalità che occorre ancora fare,
testimoniato anche dal comportamento ingiustificabile degli amministratori di
Oppido Mamertina che non hanno reagito con la necessaria fermezza all'omaggio
intollerabile concesso ad un pericoloso pregiudicato»
REGGIO CALABRIA:
BIANCHI (NCD), DA CARABINIERI COMPORTAMENTO ESEMPLARE = SERVE SVOLTA CULTURALE
PER RIBELLARSI E SCONFIGGERE LA 'NDRANGHETA Roma, 6 lug. - «Non può
rimanere senza conseguenze quanto accaduto a Oppido Mamertina in Calabria. Un
fatto deplorevole che stride ancora di più alla luce del richiamo di Papa
Francesco appena due settimane fa contro i mafiosi». È quanto dichiara il
vicecapogruppo Ncd alla Camera, Dorina Bianchi, in riferimento alla notizia
dell'omaggio durante la processione della Madonna delle Grazie di Oppido
Mamertina alla casa di un boss della 'ndrangheta. «I carabinieri allontanandosi
hanno tenuto un comportamento esemplare -sottolinea Bianchi- ma sono fatti che
ancora di più sottolineano la necessità di un vero salto culturale e
comportamentale per debellare una volta per tutte la 'ndrangheta». «Fino a
quando infatti queste notizie rimarranno una eccezione -rimarca l'esponente di
Ncd- e solleveranno da un lato indignazione e dall'altro quasi stupore per
l'atteggiamento dei carabinieri, non potremo dire di averla avuta vinta sui
mafiosi. La magistratura, le forze dell'ordine -conclude Bianchi- fanno il loro
dovere. Spetta anche a quella parte silente e 'ossequiosà della comunità
ribellarsi e contribuire a sconfiggere la 'ndrangheta»
'NDRANGHETA:
PROCESSIONE; BINDI, OMAGGIO INTOLLERABILE Presidente Antimafia chiama
maresciallo per ringraziarlo - ROMA, 6 LUG - La presidente della
Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha telefonato al maresciallo
dei carabinieri Andrea Marino per ringraziarlo per la lealtà alle istituzioni e
il senso dello Stato dimostrati in occasione della processione della Madonna
delle Grazie a Oppido Mamertina. «Quanto è avvenuto nel corso della processione
sconcerta e addolora - dichiara Bindi - e la Commissione antimafia intende
approfondire i fatti incontrando anche il maresciallo Marino».
'NDRANGHETA:
PROCESSIONE; BRUNO BOSSIO, NE DISCUTA ANTIMAFIA - OPPIDO MAMERTINA
(REGGIO CALABRIA) - «È grave che in un comune sede vescovile il rito
della processione venga condotto a fare l'inchino al riconosciuto e potente
boss mafioso». Lo afferma in una nota la deputata del Pd e componente della
commissione parlamentare antimafia, Enza Bruno Bossio. «Ancora più grave -
aggiunge - se le divise che rappresentano lo Stato vengono lasciate da sole a
protestare. Oltretutto, sono fondati i sospetti che il grave fatto sia da
mettere in relazione all'esito delle elezioni amministrative comunali svoltesi
qualche settimana addietro. Mi adopererò perchè di ciò si occupi la Commissione
parlamentare antimafia. Quanto è accaduto ad Oppido dimostra che la scomunica
lanciata a Cassano da papa Francesco agli uomini della ndrangheta stenta a
diventare patrimonio condiviso da tutta la Chiesa calabrese». «Era accaduto a
Pasqua, quando la processione dell'Affruntata - Prosegue Bruno Bossio - era
stata sospesa al termine di un serrato confronto tra organi dello Stato e
Chiesa al fine di impedire che uomini delle ndrine si infiltrassero tra i
portatori delle statue. Il monito lanciato tempo fa dal dott. Nicola Gratteri
si è dimostrato fondato. La ndrangheta si nutre di fatti simbolici e la
religione ed i suoi riti sono usati come fonte di legittimazione popolare. Le
parole di Papa Francesco non possono restare, dunque, come acqua che scivola
sulle pietre. È una necessità democratica che la Chiesa calabrese dispieghi la
sua forza e la sua autorevolezza per fare chiarezza al proprio interno affinchè
sia attivamente, senza zone d'ombra, impegnata in prima linea nella battaglia
prima di tutto culturale che siamo chiamati a condurre contro la ndrangheta in
questa regione e in tutto il Paese”
IL COMMENTO
Partiamo dal
flash dell’Ansa…”La processione della Madonna delle Grazie della frazione
Tresilico di Oppido Mamertina si è fermata davanti all'abitazione del presunto
boss della 'ndrangheta Peppe Mazzagatti, di 82 anni, ai domiciliari per motivi
di salute.Nel momento in cui la processione - secondo quanto riporta il Quotidiano della Calabria - ha fatto la sosta il comandante della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina si è allontanato in segno di dissenso da quanto stava accadendo. Altri due carabinieri, invece, hanno documentato quanto stava accadendo e gli esiti dei loro appunti sicuramente confluiranno in una relazione di servizio che sarà inviata alle autorità di ordine pubblico. "Deplorevoli e ributtanti rituali cerimoniosi". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha definito l'omaggio della processione a Oppido Mamertina alla casa del boss. Il ministro si è inoltre complimentato con i Carabinieri che hanno preso le distanze da quelli che Alfano giudica "atti incommentabili". Non è nostro costume fare di tutte le erbe un fascio. Chi ci segue lo sa bene. Non daremo la croce addosso agli Oppidesi, altrimenti noti come Mamertini, costretti ancora una volta a portare la croce come il Cireneo. Nelle nostre scorribande su e giù per l'Aspromonte, negli anni scorsi, abbiamo più volte visitato quella cittadina ed abbiamo scritto diversi servizi, articoli e notizie, nel bene e nel male, per diverse testate giornalistiche. Ora per vicende legate alle elezioni comunali; ora per fatti legati alla difesa della sede vescovile; ma anche per episodi collegati all’ospedale e perché no, alla cronaca nera. Scripta manent, verba volant. Transitando per i vari centri, ci siamo intrattenuti talora a dialogare con i colleghi Domenico Caratozzolo e Vincenzo Vaticano, ch’erano di casa; Mario Sergio, Michele Albanese, Enzo Zito, Angelo Bruzzese, Giuseppe Parrello, Pino Toscano, Gioacchino Saccà, Gianfranco Sofia, Umberto Di Stilo ecc. Ad Oppido Mamertina, abbiamo conosciuto tante persone, soprattutto in ambito politico, ma anche culturale e sportivo. L’opinione che ci siamo fatti è quella di una cittadina laboriosa, onesta, intelligente, amante della cultura, del quieto vivere della serenità, della tranquillità, dell’amicizia, della libertà, della democrazia, della legalità e di tanti altri valori morali ed ideali. E siamo ancora oggi convinti e persuasi, che la stragrande maggioranza della popolazione sia sana, onesta e pulita. Ma, c’è una minoranza, intere famiglie di delinquenti incalliti, collegata alla criminalità organizzata della ‘ndrangheta che coltiva disegni scellerati e delittuosi; avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà, derivanti dall’appartenenza alla ‘ndrangheta mediante minacce e metodi coercitivi idonei ad incutere timore e coartare la volontà della persona. Come hanno più volte ribadito le varie ordinanze della DDA. Compresa l’ultima in ordine di tempo “Erinni”. Le indagini, avviate mediante servizi preventivi/dinamici di osservazione controllo e pedinamento sul territorio che venivano successivamente supportate da attività tecniche, hanno consentito di svelare i traffici illeciti, delitti e reati contro il patrimonio e la persona degl’ indagati per associazione mafiosa. Tanti i capibastone ed i gregari delle ‘ndrine del locale mafioso, regolarmente perseguite, arrestate, processate, condannate ed incarcerate. Lo Stato c’è; e fa la sua parte; ma il cittadino deve darsi una mossa. Come hanno più volte chiarito i procuratori, Prefetti, Questori e forze di polizia. Per liberarsi da queste catene, serve la collaborazione attiva e palese con le istituzioni. Altrimenti i primi a pagare saranno la democrazia e la libertà, che come hanno ribadito i giudici e non solo, sono a rischio concreto. Illuminante, è stato il tema – le relazioni fra Chiesa cattolica e mafie – dell’incontro organizzato a Roma lo scorso 17 settembre (“Sotto le due Cupole. Chiesa, religione mafia”) dalla nostra agenzia insieme ad alcune realtà ecclesiali di base (nodo romano di Noi Siamo Chiesa, Comunità di base di San Paolo, Koinonia, Gruppo di controinformazione ecclesiale, Liberamentenoi, la Tenda e Cipax) che ha visto le partecipazione di circa 250 persone (l“Chiesa e mafia: due cupole.
La prima, quella di San Pietro, in Vaticano, centro e simbolo del potere e dell’organizzazione della Chiesa cattolica; la seconda, non a caso chiamata anch’essa “cupola”, vertice che governa Cosa Nostra. Gli stretti rapporti fra Chiesa cattolica e mafia, fonte www.adistaonline.it, non sono un’invenzione della stampa: da sempre le mafie hanno fatto uso di una simbologia e di una ritualità presa in prestito dalla religione cattolica, da sempre molti uomini di Chiesa, hanno mostrato compiacenza verso i mafiosi”, ha esordito la sociologa palermitana Alessandra Dino, studiosa delle relazioni fra Chiesa cattolica e Cosa Nostra e autrice, fra l’altro, della Mafia devota. Chiesa, religione, Cosa Nostra (Laterza, pp. 312, euro 9). “I mafiosi da sempre si dicono cattolici, e partecipano a diversi momenti della vita ecclesiale, sia per il bisogno interiore, comune a molti, di credere in qualcosa, come hanno raccontato diversi pentiti, sia perché alla mafia serve la Chiesa: per ragioni di appartenenza, identità e coesione interna e per ragioni di consenso sociale. Il boss che guida la processione di sant’Agata a Catania – ha spiegato Alessandra Dino – è un segnale molto forte agli occhi della gente: c’è la benedizione della Chiesa, quindi un riconoscimento pubblico”. Fin qui dalla parte dei mafiosi. E da parte della Chiesa? “Nel passato c’è stata accettazione e compiacenza, anche da parte dei vertici ecclesiastici, come il card. Ruffini (arcivescovo di Palermo dal 1946 fino al 1967, ndr), per cui la mafia era comunque meglio del comunismo”. In buonafede, per tentare di salvare la “pecora smarrita” o per scarsa conoscenza e sottovalutazione, oppure in malafede? Non è questo il punto, ha aggiunto Alessandra Dino: quello che conta sono “gli effetti storico-sociali di questa posizione, ovvero l’aumento del consenso da parte di Cosa Nostra, anche grazie al consenso manifestato da molti uomini di Chiesa. E la controprova– ha proseguito – è che, quando la Chiesa ha pronunciato parole o compiuto gesti forti di rottura, la mafia ha reagito: poco dopo il famoso discorso di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento nel maggio 1993 ci sono stati gli attentati a Roma alle basilica di San Giovanni in Laterano. Il rapporto chiesa-mafia, ha trovato spazio storico nel libro "Acqua santissima. La Chiesa e la ’ndrangheta: storie di potere, silenzi e assoluzioni" scritto dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri – uno dei magistrati di punta della lotta alla 'ndrangheta - e dallo storico Antonio Nicaso, Feltrinelli editore. Che rivela con rigore scientifico e puntualità storica, le vicende ben note come i condizionamenti delle feste religiose, lo stravolgimento di matrimoni e funerali, i giuramenti col santino di San Michele Arcangelo, la convinzione dei mafiosi di essere giustificati davanti a Dio, fino al punto di chiedere alla Madonna di Polsi, il più famoso santuario calabrese, l’intercessione per poter uscire dal carcere…. “La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga. Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello. Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l'organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, fontewww.libreriauniversitaria.it il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio. A partire dall'Ottocento e per decenni gli uomini della 'ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell'indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la 'ndrangheta diventa un "cancro esiziale". Il giornalista Michele Albanese, è uno di quelli con la schiena dritta.
Appresa la notizia, non ci ha pensato due volte a rimbalzarla sulle colonne del giornale per il quale scrive da anni” Erano passati appena undici giorni. Non uno di più. Undici giorni dopo la scomunica ai mafiosi espressa dal Papa durante la Messa nella spianata di Sibari a Cassano all’Ionio, una processione con una statua della Madonna si è fermata davanti alla casa di un boss della ’ndrangheta per omaggiarlo: trenta secondi di sosta per simboleggiare l’«inchino» a Giuseppe Mazzagatti, 82enne già condannato all’ergastolo, adesso ai domiciliari per ragioni di salute. È accaduto il 2 luglio a Oppido Mamertina (RC), come riferisce il Quotidiano della Calabria. Protagonista di questa storia è il maresciallo Andrea Marino, comandante della stazione di Oppido Mamertina con giurisdizione sulle frazioni Tresilico e Piminoro. Personaggi benemeriti dello Stato, che come si diceva è presente con le sue istituzioni; anche per incoraggiare i cittadini, talora scoraggiati da episodi, gesti ed atti di cronaca nera. Serve più consapevolezza, in ambito sociale, ma anche politico e religioso. La cittadina di Oppido ha diritto alla sua dignità, all’evoluzione, alla sua libertà, al progresso. Non può rimanere in eterno, succube di qualche clan di ‘ndrangheta. Purtroppo, sono tanti gli articoli contemplati dal Codice Penale, violati ed i reati ed i delitti perpetrati. A parte la famigerata faida, per il controllo del territorio. Oppido Mamertina non è Hadleyville nel Territorio del Nuovo Messico. Il maresciallo Andrea Marino, non è lo sceriffo Will Kane (Gary Cooper), di “Mezzogiorno di fuoco”che si sente moralmente obbligato ad affrontare un manipolo di fuorilegge che sta per giungere in città, ma viene tradito e abbandonato da tutti i cittadini.Dopo aver riportato la legge e l'ordine, sposa la quacchera Amy Fowler (Grace Kelly). Subito dopo il matrimonio dà le dimissioni e la cittadina attende per il giorno successivo l'arrivo del nuovo sceriffo. Kane viene però a sapere da un telegramma che con il treno di mezzogiorno arriverà Frank Miller, un uomo da lui arrestato e condannato all'ergastolo cinque anni prima, ora sorprendentemente graziato. Ad attendere Miller alla stazione ci sono altri tre banditi che lo aiuteranno a portare a termine la promessa vendetta. Lo sceriffo cerca di formare una squadra di agenti giurati per affrontare Miller, ma, con un pretesto o con un altro, tutti i cittadini preferiscono abbandonarlo al suo destino e molti gli chiedono di lasciare la cittadina per evitare la sparatoria, che darebbe a Hadleyville una cattiva reputazione. Qualcuno, come il titolare di un albergo-saloon, arriva a rimpiangere i tempi in cui Miller spadroneggiava spavaldamente in città prima che Kane lo arrestasse e ponesse fine all'anarchia ed alle prepotenze del bandito e della sua banda. La giovane moglie, che è di religione quacchera e professa avversione a ogni genere di violenza, vorrebbe che il neomarito lasciasse subito la città, ma Kane rifiuta, consapevole che Miller, assetato di vendetta, lo cercherà per ucciderlo e prima o poi lo troverà. Amy decide allora di partire da sola con il treno, pur essendo combattuta dal desiderio di restare con il suo uomo quando questi dovrà affrontare i fuorilegge. Sarà alla fine convinta a non abbandonarlo dalla ex amante di Kane Helen Ramirez (Katy Jurado), e sarà proprio lei l'unica ad aiutarlo sparando a uno dei banditi. Alla fine Kane riesce ad avere la meglio e solo allora i cittadini si riversano nelle strade rimaste deserte. Senza una parola, prima di allontanarsi in calesse con la moglie, Kane getta con disprezzo nella polvere la sua stella di sceriffo.”L’Arma dei Carabinieri si è rivelata ancora una volta, un’amica del cittadino, sentinella e presidio invalicabile del territorio, difesa e baluardo delle istituzioni.
Una forza militare di polizia (gendarmeria) in servizio permanente di pubblica sicurezza. Per via della sua doppia natura di forza militare e forza di polizia le sono devoluti compiti militari in cui concorre alla difesa del territorio italiano, fonte Wikipedia, garantisce la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, partecipa alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego stabilita dal capo di stato maggiore della Difesa, esercita le funzioni di polizia militare nonché, ai sensi dei codici penali militari, di polizia giudiziaria militare alle dipendenze della giustizia militare. Nell'ambito dei poteri di polizia esercita le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza alle dipendenze funzionali del ministro dell'Interno. Il maresciallo Andrea Marino è il vero eroe del giorno, merita non solo i complimenti che gli stanno spiovendo a pioggia, ma anche una medaglia. I Mamertini onesti, gli sono grati per il bel gesto che onora se stesso, il Corpo, la Patria e la Bandiera; e la pubblica opinione anche. Sicuramente un’iniezione di fiducia che rinnova la speranza di un domani migliore per gli Oppidesi od Oppedisani. Il vizietto della mafia di ‘appoggiarsi’ alla religione è antico quanto il mondo. Dio disse…” Facciamolo a nostra immagine, a nostra somiglianza, ma pose dei paletti. Al primo tradimento o delirio d’onnipotenza, lo cacciò dal Paradiso terrestre. I Cristiani adorano Dio, uno e trino. “Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine.Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen”. Non adorano i mafiosi. Anche se costoro talora si fanno chiamare “Padreterno” e perfino “Onnipotente” e pretendono che la processione passi davanti a casa loro. E possibilmente che Santa Maria delle Grazie faccia…l’inchino. Ma quando mai??????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!???????????????????!!!!!!!!!! Pater, dimitte illis, quia nesciunt, quid faciunt ( Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno). Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris (ricorda, uomo, che polvere sei e in polvere ritornerai). Ieri Sant’Onofrio, oggi Oppido Mamertina e domani…Onore e gloria anche al professore Antonio Nicàso, scrittore, giornalista e saggista ed al magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della DDA, che hanno avuto il coraggio di…risvegliare le coscienze e far prendere consapevolezza, con un lavoro letterario di sapore storico; che non era e né voleva essere una provocazione. Casomai, un invito a riflettere e meditare. C’era una marea di gente alla processione, ma poche persone con la schiena dritta e “veramente” libere. Tra queste il maresciallo Andrea Marino, comandante della locale stazione dei Carabinieri. E le altre, erano assoggettate, vincolate, impaurite, omertose, complici e conniventi o semplicemente indifferenti? Domenico Salvatore



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