Assurdo epilogo Europei Spagna,Tataranni picchiato:«Festeggiavo»
ROMA, 20 kuglio 2014 - L'oro al collo e una notte al fresco. È l'incredibile e inspiegabile epilogo degli Europei di Hockey su pista che ha visto l'Italia vincere una insperata medaglia d'oro ma soprattutto ha avuto una coda giudiziaria imprevista, protagonista l'azzurro Massimo Tataranni, 36 anni, veterano e bandiera della squadra, rilasciato dopo aver trascorso la notte al commissariato di Alcobendas, vicino Madrid.
Il giovane hockeista dopo aver assistito insieme ai compagni di nazionale al pareggio tra Spagna e Portogallo che, di fatto consegnava la medaglia d'oro all'Italia, ha esultato in tribuna in maniera ritenuta eccessiva e due agenti di polizia (in borghese) lo hanno bloccato e malmenato dopo che Tataranni, che invece era con la divisa della nazionale, quindi riconoscibile, aveva cercato di divincolarsi. Stamattina il giovane, che ha passato la notte in stato di fermo, è stato rilasciato dopo essere comparso davanti al giudice.
«Quello che è successo è indecente e non è degno di un Paese civile», urla il presidente della Federazione, Sabatino Aracu, al telefono con l'Ansa, ricostruendo l'accaduto.
«Dopo aver battuto la Francia, la medaglia dell'Italia era condizionata dal risultato tra i padroni di casa e campioni del mondo della Spagna e il Portogallo: bastava che gli iberici non vincessero e sarebbe stato oro per noi. Così è successo (è finita 6-6, ndr) - ricostruisce Aracu - ed è esplosa la gioia di tutti noi, dei nostri ragazzi che erano in tribuna. Da quello che mi è stato detto, Tataranni ha esultato in un modo più vivace, salendo sulle transenne per festeggiare la vittoria. Ma due agenti in borghese, meglio sarebbe dire due poliziotti-tifosi che forse erano rimasti male per l'esito del match, lo hanno preso e bloccato. Il ragazzo ha cercato di divincolarsi, pensando che fossero due tifosi spagnoli, visto che non erano in uniforme. A quel punto Tataranni è stato gettato a terra, ammanettato e portato via. Abbiamo cercato prima di telefonare in Ambasciata e all'Unità di crisi della Farnesina ma era ormai l'una di notte. Così il ragazzo ha trascorso la notte in cella. La cosa incredibile è l'accusa: aggressione a pubblica autorità».
«Si tratta di una »vicenda paradossale, quasi pirandelliana della quale c'è però poco da ridere - prosegue Aracu - Il nostro atleta indossava la divisa della nazionale, non ha fatto nulla che potesse giustificare l'intervento della forza pubblica; si è limitato a festeggiare, al pari dei suoi compagni di squadra, il titolo di campione europeo appena conquistato«.
»Ho parlato con Tataranni - aggiunge Aracu - e lui mi ha riferito di essere salito su una balaustra. Mi ha detto: presidente forse c'era un pò di adrenalina, ma stavo semplicemente festeggiando, invece mi sono sentito preso alle spalle. Non ho capito che erano poliziotti, mi hanno dato una botta sul naso, preso alla gola e ammanettato. Sono stato tutta la notte in una cella senza chiudere occhio. L'unica cosa che mi teneva su il morale è che pensavo di essere campione d'Europa. Per il resto non ho fatto nulla di male«.
Per Tataranni è scattata la denuncia per aggressione a pubblica autorità. Ora ci sarà un'udienza preliminare. Può lasciare la Spagna me per due mesi dovrà rendere noto il domicilio (Matera è la sua città ma vive e gioca a Valdagno). L'avvocato ha comunque rassicurato atleta e federazione dicendo che »cercherà di far cadere ogni accusa già nell'udienza preliminare«.
ROMA, 20 kuglio 2014 - L'oro al collo e una notte al fresco. È l'incredibile e inspiegabile epilogo degli Europei di Hockey su pista che ha visto l'Italia vincere una insperata medaglia d'oro ma soprattutto ha avuto una coda giudiziaria imprevista, protagonista l'azzurro Massimo Tataranni, 36 anni, veterano e bandiera della squadra, rilasciato dopo aver trascorso la notte al commissariato di Alcobendas, vicino Madrid.
Il giovane hockeista dopo aver assistito insieme ai compagni di nazionale al pareggio tra Spagna e Portogallo che, di fatto consegnava la medaglia d'oro all'Italia, ha esultato in tribuna in maniera ritenuta eccessiva e due agenti di polizia (in borghese) lo hanno bloccato e malmenato dopo che Tataranni, che invece era con la divisa della nazionale, quindi riconoscibile, aveva cercato di divincolarsi. Stamattina il giovane, che ha passato la notte in stato di fermo, è stato rilasciato dopo essere comparso davanti al giudice.
«Quello che è successo è indecente e non è degno di un Paese civile», urla il presidente della Federazione, Sabatino Aracu, al telefono con l'Ansa, ricostruendo l'accaduto.
«Dopo aver battuto la Francia, la medaglia dell'Italia era condizionata dal risultato tra i padroni di casa e campioni del mondo della Spagna e il Portogallo: bastava che gli iberici non vincessero e sarebbe stato oro per noi. Così è successo (è finita 6-6, ndr) - ricostruisce Aracu - ed è esplosa la gioia di tutti noi, dei nostri ragazzi che erano in tribuna. Da quello che mi è stato detto, Tataranni ha esultato in un modo più vivace, salendo sulle transenne per festeggiare la vittoria. Ma due agenti in borghese, meglio sarebbe dire due poliziotti-tifosi che forse erano rimasti male per l'esito del match, lo hanno preso e bloccato. Il ragazzo ha cercato di divincolarsi, pensando che fossero due tifosi spagnoli, visto che non erano in uniforme. A quel punto Tataranni è stato gettato a terra, ammanettato e portato via. Abbiamo cercato prima di telefonare in Ambasciata e all'Unità di crisi della Farnesina ma era ormai l'una di notte. Così il ragazzo ha trascorso la notte in cella. La cosa incredibile è l'accusa: aggressione a pubblica autorità».
«Si tratta di una »vicenda paradossale, quasi pirandelliana della quale c'è però poco da ridere - prosegue Aracu - Il nostro atleta indossava la divisa della nazionale, non ha fatto nulla che potesse giustificare l'intervento della forza pubblica; si è limitato a festeggiare, al pari dei suoi compagni di squadra, il titolo di campione europeo appena conquistato«.
»Ho parlato con Tataranni - aggiunge Aracu - e lui mi ha riferito di essere salito su una balaustra. Mi ha detto: presidente forse c'era un pò di adrenalina, ma stavo semplicemente festeggiando, invece mi sono sentito preso alle spalle. Non ho capito che erano poliziotti, mi hanno dato una botta sul naso, preso alla gola e ammanettato. Sono stato tutta la notte in una cella senza chiudere occhio. L'unica cosa che mi teneva su il morale è che pensavo di essere campione d'Europa. Per il resto non ho fatto nulla di male«.
Per Tataranni è scattata la denuncia per aggressione a pubblica autorità. Ora ci sarà un'udienza preliminare. Può lasciare la Spagna me per due mesi dovrà rendere noto il domicilio (Matera è la sua città ma vive e gioca a Valdagno). L'avvocato ha comunque rassicurato atleta e federazione dicendo che »cercherà di far cadere ogni accusa già nell'udienza preliminare«.

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