Reggio
Calabria, 21 luglio 2014 - Depurazione in forte crisi: l’80% dei monitoraggi è fuorilegge
Calabria bocciata: nessuna provincia risparmiata
Nella nuova procedura di infrazione dell’Ue 129
agglomerati urbani: regione tra le peggiori in Italia
Legambiente: “La mancanza di programmazione fa sì che in Calabria tutto
sia sempre gestito in forma “straordinaria”, salvo poi continuare a pagare
multe salate per la violazione delle Direttive Ue. Si dimostri finalmente che
esiste una buona politica in grado di risolvere i problemi dei cittadini”
Lo denunciamo da anni.
Lo ripetiamo anche stavolta: la depurazione in Calabria è un’emergenza. In 19
casi, rispetto ai 24 punti monitorati lungo la costa calabrese – in pratica l’80% sul totale - le analisi hanno
evidenziato una carica batterica almeno due volte più alta di quella consentita
dalla legge, con un giudizio di “fortemente inquinato”. E non è solo
Legambiente a denunciare questa situazione, visto che nella nuova procedura di
infrazione europea sul trattamento dei reflui urbani piazza la Calabria tra le
regioni peggiori in Italia, con ben 129 agglomerati urbani in cui vengono
segnalate “anomalie” sulla depurazione. Per questo chiediamo alla Regione
Calabria e a tutti gli enti locali di fare chiarezza innanzitutto rispetto agli
oltre 700 milioni di euro stanziati dal 2000 per colmare le gravi lacune del
sistema depurativo calabrese che solo non hanno prodotto soluzioni reali al
problema ma che rischiano di tornare a Bruxelles. È una battaglia che si vince
solo se anche le amministrazioni comunali, sia dei comuni costieri che
dell’entroterra, mettano al centro dell’agenda politica l’emergenza depurativa.
È questa la fotografia
scattata dalla celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed
all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane,
realizzata anche grazie al contributo del COOU,
Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che in questi giorni ha fatto tappa
in Calabria. L’istantanea regionale sulle acque costiere dell’equipe tecnica
della Goletta Verde è stata presentata questa mattina, in conferenza stampa a
bordo dell’imbarcazione ambientalista – ormeggiata al porto di Reggio Calabria
- da Serena Carpentieri, portavoce
di Goletta Verde e da Andrea
Dominijanni, vicepresidente Legambiente Calabria. Legambiente ha anche
presentato il reportage fotografico “Mare
monstrum calabro”. Ventisette scatti – realizzati da Marco Valle – che mostrano
scenari inquietanti sullo stato in cui versa la costa calabrese. Dall’ecomostro
a Falerna Marina all’Ingresso del porto interrato e abbandonato e all’area
industriale dismessa di Saline Joniche.
L’obiettivo del
monitoraggio di Goletta Verde è
quello di individuare i punti critici di una regione, analizzando il carico
batterico che arriva in mare. Anche nel caso della Calabria, dunque,
l’attenzione è stata focalizzata soprattutto alle foci e in tratti di mare “sospetti”
segnalati dai cittadini, attraverso il servizio SOS Goletta (www.legambiente.it/sosgoletta). Legambiente, è bene ribadirlo effettua un’istantanea che non vuole
sostituirsi ai monitoraggi ufficiali e non assegna patenti di balneabilità.
È evidente, però, che i tanti punti critici evidenziati dai nostri monitoraggi
in Calabria – denunciati ormai da diversi anni - meritano finalmente un
approfondimento da parte degli enti competenti. Non è solo Goletta Verde a
chiederlo. Proprio alla vigilia della stagione balneare, infatti, che l’Unione
Europea ha nuovamente avviato una procedura di infrazione ai danni dell’Italia
per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque
reflue urbane (procedura n. 2014/2059 del 31 marzo 2014) - dopo già due
condanne a carico del nostro Paese - che coinvolge ben 129 agglomerati urbani
calabresi, praticamente tra le regioni italiane – insieme a Campania e Sicilia
- con il maggior numero di “anomalie” riscontrate dalla Ue. Questi agglomerati
risultano non conformi, a vario titolo agli 3 e 4, in quanto sulla base delle
informazioni presentate dalle autorità Italiane, risulta che una parte del
carico generato non confluisce al sistema fognario né risulta gestita tramite
IAS oppure risulta che il carico raccolto in rete fognaria non confluisce in
impianto di trattamento, non è stato dimostrato che tutto il carico generato
riceve un adeguato trattamento secondario o addirittura non risultano impianti costruiti. Una situazione, quella
della depurazione in Calabria, già ampiamente descritta dai dati pubblicati in
occasione dell’ultimo censimento Istat (dati del 2008) sullo stato del servizio
a livello nazionale. Secondo l’indagine, la Calabria è la penultima regione
italiana con appena il 49,9% di popolazione servita da un servizio di depurazione
efficiente (ovvero con trattamento almeno secondario), inferiore alla già
modesta media nazionale del 76% e sotto la media delle regioni del mezzogiorno,
che si attesta intorno al 66%.
“E’ evidente il ruolo di
cartina di tornasole dei corsi d’acqua che evidenziano problemi che sono non
solo sulla costa ma anche a monte, a causa di depuratori non funzionanti e
scarichi illegali, che in ogni caso “consegnano” il loro apporto inquinante ai
nostri mari – dichiara Serena
Carpentieri, portavoce di Goletta Verde - Per questo chiediamo agli enti
preposti di monitorare costantemente le foci dei corsi d’acqua accanto ai
quali, inoltre, spesso si trovano strutture ricettive, come campeggi e
stabilimenti balneari. Non possiamo affidarci unicamente al mare e alla sua
capacità depurativa per risolvere i problemi. Risolvere i problemi della
depurazione in questa regione deve essere la priorità nell’agenda politica.
Anche perché i soldi ci sono o meglio c’erano. Gran parte delle risorse
economiche stanziate nel 2000 per adeguare lo scarso sistema depurativo della
Calabria, oltre 700 milioni di euro, non hanno prodotto i risultati sperati. Lo
chiediamo da anni e vogliamo ribadirlo: è ora non solo di mettersi al lavoro seriamente
sul fronte della depurazione, senza più proroghe. È una questione che va nell’interesse
dei cittadini calabresi e dei turisti, ma anche degli stessi enti locali, per
mettere in luce i problemi e individuare le giuste soluzioni per superarli”.
“Siamo di fronte ad una
situazione che denunciamo da tempo, con i blitz di Goletta Verde, l’azione di
sensibilizzazione e le proposte per rimettere il sistema a regime – aggiunge Andrea Dominijanni, vicepresidente di Legambiente
Calabria. Ma l’ora della denuncia è superata incolpevolmente da troppo tempo:
occorre attivare una sinergia che veda protagonisti gli amministratori locali e
gli operatori turistici, sapendo che non può dare risultati duraturi se la
depurazione non viene assunta come obiettivo prioritario anche dalle province e
dalla Regione. La mancanza di programmazione fa sì che in Calabria tutto sia
sempre gestito in forma “straordinaria”, nel frattempo si continuano a pagare
multe salate per la violazione delle Direttive Ue, ad attentare alla salute dei
calabresi, a devastare ambiente e territorio e a compromettere il turismo.
Chiediamo dunque un riscontro alla Regione Calabria che si assuma le
responsabilità per gli impegni presi confronti dei calabresi e si metta mano
alla depurazione. Non vorremo che la prossima stagione si affronti allo stesso
modo del passato e che poi ci si limiti alla polemica sterile e ad individuare
il nemico di turno che danneggia l’immagine della Calabria, solo per colpa di
chi non mette in campo azioni e politiche per la tutela del territorio e del
mare. La Calabria deve dimostrare che esiste una buona politica in grado di
risolvere i problemi dei cittadini”.
I prelievi e le analisi
di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente dal
12 al 15 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi
intestinali, Escherichia coli) e
vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite
previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs
116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli
che superano di più del doppio tali valori.
Questa la situazione nel dettaglio per le
province calabresi.
Sette i prelievi
effettuati in provincia di Reggio
Calabria, soltanto due dei quali hanno dato esito positivo, mentre per gli
altri il giudizio è sempre di “fortemente inquinato”. Valori di inquinanti
oltre il doppio di quelli consentiti dalla legge quelli riscontrati nei due
prelievi effettuati nella città capoluogo (allo sbocco del canale Lido Comunale
e alla foce del torrente Menga, in località San Gregorio – Sabbie bianche); a
Melito di Porto Salvo (spiaggia di fronte piazza Porto Salvo –Lungomare Alati,
in località Lungomare dei Mille); a Motta San Giovanni (nei pressi dello sbocco
dello scarico del depuratore in località Lazzàro-Oliveto); a Villa San Giovanni
(lungomare Cenide); a Gioia Tauro (alla foce del fiume Petrace) e a San
Ferdinando (alla foce del fiume Mesima).
Cinque i punti
monitorati nella provincia di Cosenza, tutti con valori di inquinanti
oltre il doppio di quelli consentiti: a Diamante (località Torricella, alla
spiaggia via Poseidone, altezza civico 185); a Bonifati (alla foce del fiume
Parise); a Guardia Piemontese (sbocco Fiumara, fronte via Palermo, località
Marina); a Paola (foce del fiume San Francesco, in località Lungomare San
Francesco da Paola) e a Villapiana (sbocco canale spiaggia libera, altezza via
Graziano). In provincia di Vibo Valentia
sono stati sei i punti monitorati, anche qui con risultati “fortemente
inquinati”: a Pizzo Calabro (foce del fiume Angitola, località Calamaio); a
Vivo Valentia (foce del fosso Sant’Anna, in località Bivona); a Nicotera (foce
torrente Britto); a Joppolo (alla foce del torrente Mandricelle, presso spiaggia
di Coccorino, in località Porticello) e a Ricadi (foce fiumara Ruffa, in
località Torre Ruffa). Sempre a Ricadi i tecnici di Goletta Verde hanno
analizzato anche un altro punto (Cascatelle sulla spiaggia in località
Formicoli), prelevando proprio un campione alla sorgente per verificarne la
carica batterica risultata “fortemente inquinato”.
Tre i punti analizzati
nel crotonese, di cui due fortemente
inquinati: a Crotone (alla foce del fiume Esaro) e all’Isola di Capo Rizzuto
(sbocco canale spiaggia in località Le Castelle). Entro i limiti di legge,
invece, gli inquinanti riscontrati nelle acque prelevate a Cutro (foce del
fiume Tacina, in località Steccato di Cutro). Infine, quattro i prelievi in
provincia di Catanzaro. Sono
risultati fortemente inquinanti i campioni prelevati a Sellia Marina (foce
fiumara, altezza viale Carrao-incrocio viale Tirreno, in località Sena) e a
Catanzaro (foce fiume Fiumarella, località Lido). Entro i limiti, invece, i
risultati delle analisi a Gizzeria (località Marina, spiaggia nei pressi Laghi
la Vota) e a Cropani (foce del fiume Crocchio, località Marina).
Tra i fattori
inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento
degli olii esausti. Proprio per questo anche
quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che da 30 anni si occupa
della raccolta e del riciclo dell’olio lubrificante usato su tutto il
territorio nazionale, è main partner della storica campagna estiva di
Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta
uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Antonio Mastrostefano, direttore della Comunicazione del COOU.
L’olio usato si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei
macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi
agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto questo rifiuto
pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio
usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande
come sei piscine olimpiche”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato
crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di
respirare. Lo scorso anno in Calabria il COOU ha raccolto 2.525 tonnellate di
olio usato – 1.151 in provincia di Catanzaro, 804 a Cosenza, 274 a Reggio
Calabria, 185 a Crotone e 111 a Vibo Valentia - evitandone così lo sversamento
nell’ambiente.
I
RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN CALABRIA*
*prelievi effettuati dal 12 al 15 luglio 2014
|
PROVINCIA
|
COMUNE
|
LOCALITÀ
|
PUNTO
|
GIUDIZIO
|
|
REGGIO CALABRIA
|
Melito
di Porto Salvo
|
Lungomare
dei Mille
|
Spiaggia
fronte P.zza Porto Salvo/ Lungomare Tommaso Alati
|
Entro
i limiti
|
|
REGGIO CALABRIA
|
Motta
San Giovanni
|
Lazzàro-Oliveto
|
Pressi
sbocco scarico depuratore
|
Entro i
limiti
|
|
REGGIO CALABRIA
|
Reggio
Calabria
|
San
Gregorio - Sabbie Bianche
|
Foce
del torrente Menga
|
Fortemente
inquinato
|
|
REGGIO CALABRIA
|
Reggio
Calabria
|
Reggio
Calabria
|
Sbocco
Canale Lido Comunale
|
Fortemente
inquinato
|
|
REGGIO CALABRIA
|
Villa
San Giovanni
|
Villa
san Giovannni
|
Lungomare
Cenide
|
Fortemente
inquinato
|
|
REGGIO CALABRIA
|
Gioia
Tauro
|
Lungomare
Gioia Tauro
|
Foce del
Fiume Petrace
|
Fortemente
inquinato
|
|
REGGIO CALABRIA
|
San
Ferdinando
|
San
Ferdinando
|
Foce
del fiume Mesima
|
Fortemente
inquinato
|
|
COSENZA
|
Diamante
|
Torricella
|
Sbocco
scarico spiaggia via Poseidone, altezza civico 185
|
Fortemente
inquinato
|
|
COSENZA
|
Bonifati
|
Parise
|
Foce
del fiume Parise
|
Fortemente
inquinato
|
|
COSENZA
|
Guardia
Piemontese
|
Guardia
Piemontese Marina
|
Sbocco
Fiumara fronte via Palermo
|
Fortemente
inquinato
|
|
COSENZA
|
Paola
|
Lungomare
San Francesco da Paola
|
Foce
del Fiume San Francesco
|
Fortemente
inquinato
|
|
COSENZA
|
Villapiana
|
Villapiana
lido
|
Sbocco
canale spiaggia libera altezza Via Graziano (giostre)
|
Fortemente
inquinato
|
|
CATANZARO
|
Gizzeria
|
Marina
di Gizzeria
|
Spiaggia
pressi Laghi la Vota
|
Entro
i limiti
|
|
CATANZARO
|
Sellia
Marina
|
Sena
|
Foce
Fiumara altezza Viale Carrao incrocio Viale Tirreno
|
Fortemente
inquinato
|
|
CATANZARO
|
Cropani
|
Cropani
Marina
|
Foce
del fiume Crocchio
|
Entro
i limiti
|
|
CATANZARO
|
Catanzaro
|
Catanzaro
Lido
|
Foce del
fiume Fiumarella
|
Fortemente
inquinato
|
|
CROTONE
|
Cutro
|
Steccato
di Cutro
|
Foce
del fiume Tacina
|
Entro
i limiti
|
|
CROTONE
|
Isola di
Capo Rizzuto
|
Le
Castelle
|
Sbocco
canale spiaggia le castella
|
Fortemente
inquinato
|
|
CROTONE
|
Crotone
|
Crotone
|
Foce
del Fiume Esaro
|
Fortemente
inquinato
|
|
VIBO VALENTIA
|
Pizzo
Calabro
|
Calamaio
|
Foce del
fiume Angitola
|
Fortemente
inquinato
|
|
VIBO VALENTIA
|
Vibo
Valentia
|
Bivona
|
Foce
del fosso S.Anna
|
Fortemente
inquinato
|
|
VIBO VALENTIA
|
Ricadi
|
Torre Ruffa
|
Foce
fiumara Ruffa
|
Fortemente
inquinato
|
|
VIBO VALENTIA
|
Nicotera
|
Nicotera
Marina
|
Foce
torrente Britto
|
Fortemente
inquinato
|
|
VIBO VALENTIA
|
Joppolo/fraz.
Coccorino
|
Porticello
|
Foce
Torrente Mandricelle presso Spiaggia di Coccorino
|
Fortemente
inquinato
|
Il Monitoraggio scientifico
I prelievi
e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di
Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio
mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in
barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi,
che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque
entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici
(enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura
dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità). Le analisi
chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di
strumentazione da campo.
Il numero
dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di
costa di ogni regione.
LEGENDA
Facendo
riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di
balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo
2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200
UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml
FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi
intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000
UFC/100 ml
Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del
monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.
Goletta
Verde è una campagna di Legambiente
Main
partner: COOU
Partner
tecnici: Novamont, Nau!
Media
partner: La Nuova Ecologia,
Rinnovabili.it
Ufficio
stampa Goletta Verde
Luigi Colombo - 347/4126421
stampa.golettaverde@legambiente.it
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