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Sanità, a Roma si discute la sorte del Giovanni XXIII. Longo (SiM): «Futuro del territorio mai così oscuro»

Gioia Tauro (Reggio Calabria) – Il presidio ospedaliero della città del porto potrebbe imboccare ben presto la via del tramonto. E questo a fronte del progressivo depotenziamento e dello stillicidio di tagli già subiti che, con molta probabilità, spingeranno alla definitiva chiusura del "Giovanni XXIII". Tutto questo - mentre ancora sì è in attesa del costruendo ospedale della Piana che dovrebbe sorgere a Palmi – è chiaro che comporterà inevitabilmente ulteriori disagi alle popolazioni sanitarie di riferimento e rimarcherà il segno di una ulteriore privazione per cittadini e pazienti falcidiati dalla scure del piano di rientro. A questo proposito dura è stata la presa di posizione di "Sinistra in Movimento" che per bocca del suo portavoce, il consigliere provinciale Longo, ha ribadito tutta la riluttanza verso una scelta inopportuna quanto infausta: «Siamo sconcertati e allibiti – tuona Longo - dalla velocità con cui Governo e Regione stanno smantellando il sistema sanitario calabrese. Dopo il depotenziamento sistematico e feroce messo in atto, un lungo passo alla volta, da Scopelliti nelle sue vesti paradossali di commissario ad acta per la sanità, l'ospedale di Gioia Tauro rientra ora perfettamente nella descrizione degli "ospedaletti e minicliniche" che intorno alla metà di giugno verranno chiuse dal Patto della salute». A far tremare è anche l'accordo - in discussione proprio in questi giorni presso il Ministero di Via Ribotta - che se confermato potrebbe comportare non solo il taglio degli ospedali e delle cliniche con meno di 60 posti letto (proprio il case-histori del nosocomio gioiese) ma anche l'estinzione al rimborso delle prescrizioni che saranno qualificate come "inappropriate" nonché il ripristino, a tappeto, del ticket a tutti i cittadini calabresi. Come non bastasse è facile intuire quali saranno le supplementari difficoltà in arrivo anche per il presidio di Polistena - quello territorialmente più vicino per capirsi - anche in vista della stagione estiva, sempre più provato dagli stress-test dell'esubero di ricoverati costretto però ad resistere quale vicario ed unico baluardo della sanità pianigiana. «Di fronte a questo sfascio istituzionalizzato non è più possibile rimanere silenti. Gli amministratori più sensibili, le forze politiche più vicine alla popolazione e le altre forze sane della società pianigiana – chiosa il coordinatore Longo - hanno il dovere e quella che potrebbe essere l'ultima occasione di scendere in piazza e riprendersi le redini del proprio destino. Il futuro di questo territorio non è mai stato così oscuro».

 

Giuseppe Campisi


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