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Cinquefrondi, la Sorical sbanca il Comune. Quattro mesi per pagare quasi 500.000 euro

Cinquefrondi (Reggio Calabria) – € 1.468.786,39. No, non siate tratti in inganno, non è la favola d'una fortunata vincita al lotto come si potrebbe facilmente pensare (e come forse avremmo meglio sperato di raccontare). Certo è che sicuramente si tratta d'una bella cifra e della dura realtà. La stessa rilevante somma di sette cifre, decimali esclusi, che Sorical attende dal Comune di Cinquefrondi quali spettanze per la fornitura idrica da ottobre 2006 a settembre 2008 e che grava come un macigno in equilibrio instabile sulle - non si sa bene fino a che punto - "ignare" teste dei cinquefrondesi che presto o tardi se non in questa misura – in ragione dei 4 procedimenti giudiziari pendenti, uno presso il Tribunale Civile di Catanzaro e gli altri tre presso il Tribunale di Palmi - certamente in altra altrettanto impegnativa dovrà essere sborsata dai forzieri comunali per saldare l'annoso debito. Una storia che parte dal lontano 2003 allorquando la Regione decise di affidare in gestione il servizio di erogazione del servizio idrico e di manutenzione delle reti degli acquedotti regionali alla società mista pubblico-privata Sorical per fornire gli stessi servizi agli enti comunali con un presunto vantaggio economico-funzionale. Ma che questo vantaggio si sia concretizzato per i cittadini ancora è tutto da provare. Qui come altrove. Le cronache di questi giorni narrano però di un continuo stillicidio di rotture e disfunzioni alla rete idrica comunale che lasciano spesso e volentieri i cittadini alle prese con disagi inenarrabili e con una puntuale voglia di maledire Sorical e la sua dissennata gestione ad ogni tiro di sciacquone. E se la mancata erogazione nulla avrebbe a che vedere con la manina occulta della Società per le Risorse Idriche Calabresi piuttosto con una ineffabile quanto indesiderata manutenzione straordinaria – tutta a carico delle casse comunali – pur vero è che proprio giorno 19 maggio, di buon mattino, la giunta comunale si sia riunita per deliberare (delibera di giunta n. 53) in tutta fretta per tamponare le fameliche richieste di danaro proprio della Sorical, figlie di una precedente serie di incontri,  riunioni e missive di fuoco intercorse tra Catanzaro e Cinquefrondi tra i vertici della S.p.a, gli amministratori ed i dirigenti comunali, che in una sorta di mercanteggio al ribasso hanno provato a cercare – non trovandola - la quadra dei numeri. Intanto la Sorical, bando alle ciance, non s'era persa d'animo: ad inizio aprile, ha messo in mora il Comune che ha a sua volta aveva contestato la procedura ed a fine aprile ha diffidato l'ente a pagare (entro il 20/05/2014) precisando che "decorso infruttuosamente il termine indicato" la società avrebbe proceduto alla riduzione della portata idrica in favore della città a far data dal 21/05/2014, sentendosi autorizzata a determinare – per eccesso di zelo - con precisione svizzera anche l'ora: le 8 del mattino. Per correre ai ripari l'amministrazione comunale era fiondata a Catanzaro per tentare l'extrema ratio e percependo la forte pressione ha finisce, inevitabilmente, per capitolare ai voleri contabili (che si presumono corretti, ndr) della Sorical «al fine di tutelare l'interesse primario dei cittadini ad usufruire di un bene essenziale quale quello dell'acqua» viene scritto in delibera ma anche «al fine di evitare l'attuazione di quanto prospettato nella predetta intimazione». Risultato? Alla fine della fiera, un piano di pagamenti nuovo di zecca per le spettanze dal 2° trimestre 2013 al 2° trimestre 2014 che sfiorerà (approssimativamente) i 500.000,00 euro, spalmato in un arco temporale da maggio a settembre 2014, in tranche la cui più bassa attualmente supererà i 51.000,00 e la più alta i 113.000,00. Un programma impegnativo che certamente metterà sotto sforzo i conti del comune e che  benché formulato «senza che tale attività possa costituire acquiescenza alle pretese illegittime della Sorical, né riconoscimento alcuno dei diritti relativo a tutti i giudizi in corso» chiarisce, senza dubbio alcuno, che un altro scomodo fardello è pronto a prender posto nel provato bilancio comunale anche per «evitare l'instaurarsi di  potenziali giudizi, che potrebbero aggravare di maggiori spese il bilancio dell'Ente». Come che di guai non se ne avessero già abbastanza.

 

Giuseppe Campisi          




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