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Bova Marina (rc) ma il trionfo di Vincenzo Crupi, figlio d'arte, su un ex sindaco, Pino Autellitano, non era affatto scontato, anzi è stato un ribaltone

Giovane ( 38 anni, coniugato, un figlio, avvocato) ma esperienza da veterano; rampollo dello scrittore, saggista, giornalista, meridionalista ex sindaco ecc. Pasquino Crupi, cresciuto in politica, anche all'ombra degli Autellitano e degli Zavettieri, ha ottenuto  1031 voti, pari al  42, 90%, contro 940 voti di Pinuccio Autellitano, pari al 39,12 % e contro i 432 voti di Carmelina Faenza, pari al 17,98 %. Succede a Giovanni Squillaci, dopo la parentesi commissariale. Entreranno in Consiglio Comunale anche: Antonio Stilo (176), Palmiro Palamara (147), Sergio Malara (90), Lillo Rodà (79), Domenico Rodà (73)Maria Luisa Ollio (71), Massimo D'Aguì (66) e Giuseppe Pansera (62). I votanti sono stati 2521 a fronte dei 3618 iscritti35 le schede bianche; 83 le nulle; un numero sufficiente per un…ribaltone
BOVA MARINA, CLAMOROSO RIBALTONE SOTTO CAPO SAN GIOVANNI,  TRIONFA LA 'LINEA VERDE', DELL'AVVOCATO VINCENZO CRUPI E LA LISTA "BOVA MARINA IN MOVIMENTO", BATTUTA LA CONSERVAZIONE TRADIZIONALISTA
Dopo un paio di anni di democrazia sospesa, 'negata' o 'rubata'. La piccola capitale della cultura del Basso Jonio e non solo grecanica, avrebbe fatto a meno del 'pennacchio' dello scioglimento per mafia. Un precedente poco edificante ed urbano, ma oramai piangere sul latte versato sono lacrime amare. Sui banchi dell'opposizione, i rappresentanti della lista battuta ( "Municipio bene comune") Pino Autellitano, Anna Scordo (142) e Giuseppe Favasuli (111). Un posto, lo ha conquistato pure la terza lista di Carmelina Faenza ("Cambiare si può"). Tre le donne presenti in Consiglio:Maria Luisa Ollio per la maggioranza; Anna Scordo e Carmelina Faenza per la minoranza
Domenico Salvatore

BOVA MARINA (Reggio Calabria) Si cambia disco, codice e registro. La conservazione resta a piedi. Avanti ai progressisti ed alla 'linea verde', ma non chiamateli rivoluzionari. L'avvocato Vincenzo Crupi, ha sbaragliato il campo, dopo acceso duello con il veterano della politica non solo locale, memoria minuitur, nisi eam exerceas, e del civico consesso 'boviciano'. Giuseppe Autellitano, "Pino" per gli amici; "Pinuccio" per gl'intimi era davvero un osso duro; non era Kim Soo Ki a San Siro contro Sandro Mazzinghi; e si presentava come il favorito assoluto della competizione. I book makers, non avevano il benchè minimo dubbio. Sebbene allibratori clandestini non ce ne siano. Vincenzo Crupi, non possiede l'invulnerabilità di Achille. La mamma non lo aveva immerso nelle acque dello Stige, tenendolo sospeso per il tallone. Ma un comune mortale. Perciò ha messo i piedi per terra ed ha pedalato per tutta la durata della campagna elettorale ed ha lottato valorosamente come il principe troiano alle porte Scee. Pino Autellitano nemmeno si sentiva Ettore, abbandonato dagli dèi, dopo che il padre Giove, aveva pesato i due destini sulla bilancia d'oro; o tradito dal fratello Deifobo (Minerva travestita) …"O dèi crudeli,( Ares, Apollo, Latona, Artemide, Afrodite e Scamandro con i Troiani; Era, Atena, Hermes, Poseidone ed Efesto con i Greci) ora comprendo: la mia ora è arrivata. Andrò incontro alla morte con coraggio, perché il mio onore risplenda in eterno!". Bisognava essere alla Villa  Comunale od in Piazza Stazione, cuore pulsante della cittadina per sentire gli oratori come combattessero. Vincenzo Crupi indossava le armi del figlio di Teti e Peleo, forgiate da Vulcano, nel ventre del Mongibello. Lance, frecce e spade, sono rimbalzate contro lo scudo divino. Non è mancato Marco Catone il censore in questa kermesse amministrativa di primavera 2014. Ne ha indossato i panni Carmelo Marino, il celeberrimo presidente della Bovese. Gli hooligans a bordo pista sibilavano… "Sintisti, chi 'gargia d'oru' che 'ndavi Melu Marinu, fora malocchiu; 'nci cantau quattru a modu soi!". Nelle more, si è parlato abbastanza dello scioglimento per mafia del Consiglio Comunale. 'Necessario' secondo alcuni per scoprire le batterie della 'ndrangheta, se non della massonerìa. E più di uno ha sbottato…" La mafia a Bova Marina c'era e c'è ancora. Nessuno qui ha dimenticato le faide per il potere ed il controllo del territorio, i morti ammazzati, i feriti, le vedove, gli orfani, morte, sangue, distruzione e rovina. Non si battono i clan di 'ndrangheta con due operazioni o tre, pur apprezzabili; gli arresti, i processi, la galera, le confische, il 41 bis per i capibastone. Inutile, secondo altri. Ha fatto quel che ha potuto, Carmelina Faenza; consapevole di non avere una squadra invincibile. Non si sentiva un vaso di coccio fra due di ferro; e nemmeno don Abbondio. La sua squadra, poteva diventare l'out-sider della competizione, con maggior esperienza e qualche iron tower lì in mezzo alla bolgia; non era composta di due carneadi e tre azzeccagarbugli o ciarlatani di piazza, come farfugliavano i bastian contrari, mestatori, faccendieri e traffichini. Anzi. Era composta da elementi di valore e di talento. Ma le due liste egemoni, hanno calzato gli stivali delle sette leghe e correvano a perdifiato; più del "Gatto" fiabesco; avevano chiuso tutti i pertugi e lasciato all'avversario solamente le briciole. Il sogno di cenerentola di diventare principessa, si è infranto  andando a sbattere sulla scogliera. C'era tanta sete di democrazia; fame di libertà. Un paio di addetti ai lavori, ma non chiamateli 'dottor dulcamara', avevano profetizzato, addirittura una decina di liste. Poi, scese a sei, quasi alla vigilia della scadenza utile per la presentazione. Infine a tre. I tre disideri di Aladino, espressi al Genio della Lampada, dal nuovo padrone del vapore, sono stati esauditi…tagliare fuori la terza lista; battere la seconda e vincere, per diventare sindaco. Crupi, ha resistito al canto delle sirene, delle polemica sterile, improduttiva, controproducente ed alla fine inutile. Fermo restando lo sganciamento dalla rampa semovente di un paio di missili terra-aria della serie Pershing e Cruise. Senza commettere madornali errori, tipici della politica di prima repubblica: promettere mari e monti; che offenderebbero l'intelligenza dei boviciani. I gonzi, allocchi e creduloni sono una specie in estinzione. Non abbocca più nessuno all'amo. Sebbene ogni tanto capiti qualche spurio nostalgico paesanotto o semplicione. Ma poi in tempi di vacche magre, spighe vuote, settimo buco della cintura, austerity e pauperismo, non avrebbe senso. Oggi per finanziare uno straccio di progetto bisogna andare in Europa. Purtroppo Bruxelles e Strasburgo, rimangono lontani anni luce. Alcuni lettori, non sapevano nemmeno che ci fossero le elezioni europee e non sono andati nemmeno a votare. Alle elezioni comunali oer evitare confusioni pericolose, non è stato consegnato alcun fac simile. Altri, non sanno niente dell'eurozona o della Ue. E confondono fischi per fiaschi e lucciole per lanterne. Figurato lo spread, il fiscal compact, rapporto Pil-deficit…Materia per i politici di lungo corso, economisti, finanzieri, commercialisti di grido, trafficoni di Borsa. Ma a Bova Marina, non si campa d'aria, come sostiene Otello Profazio. Servono i progetti finanziabili e credibili per crescere. La carne al fuoco non manca…Aism, un centro socio-sanitario dedicato alla riabilitazione delle persone affette da sclerosi multipla, finanziato a suo tempo per una cifra prossima ai tre milioni di euri, di cui si è pure interessata la Procura della Repubblica per l'immancabile vicenda giudiziaria; pascolo abusivo per animali senza controllo, avvisi di garanzia sono stati notificati dai carabinieri a funzionari e tecnici indagati ecc. Poi c'è il porto delle nebbie o darsena fantasma… Lesca, Farsura, si fa non si fa, si finanzia, non si finanzia, si demolisce; no, si costruisce. E non si vede all'orizzonte nessun pifferaio magico, capace di metterli tutti in fila indiana. Il turismo di massa sarebbe sicuramente più produttivo con un porticciolo in zona. Poi, ci sono le gallerie da raddoppiare, il lungomare diventato una fabbrica del duomo, lo stadio "Veterani dello sport" in totale abbandono ed incuria, la Bovese, gloriosa, cancellata con un colpo di spugna, tanti giovani allo sbando, sulla strada con le sue tentazioni, i pericoli. Un paio di sportivi, ma non chiamateli tifosi che ci seguono da decenni ci hanno apostrofato…ma Domenico, non scrivi un rigo per la fine del calcio giocato a Bova Marina e dintorni. Una tradizione di quasi un secolo di vita. La buon'anima del preside Autellitano, una volta, portò all'Università della terza età e del tempo libero Area Bovesia, sezione staccata a poi autonoma, per opera di un gruppo di persone coordinate dal professore Elio Cotronei, la pagina di un giornale ingiallito e tarmato, che riferiva di una partita Bovese-Melito, degli Anni Venti. Cultura e turismo s'incrociano. Ci sono nella zona di San Pasquale dei patrimoni archeologici di grande valore. A parte la villa romana "stranamente" abbandonata. Durante i lavori di ammodernamento della strada statale lungo la vallata del torrente San Pasquale vennero casualmente alla luce nel 1986 i resti di una sinagoga del IV secolo. Il sito è quello di un piccolo villaggio sulla costa ionica da identificarsi con ogni probabilità con l'antica Scyle. L'edificio, fonte Wikipedia, era formato da due ambienti quadrati, il primo con funzione di vestibolo. Nella sala si preserva il pavimento a mosaico che entro un bordo con motivo di foglie e frutti contiene sedici riquadri con disegni geometrici (la rosetta e ll cosiddetto "nodo di Salomone)" che lasciano spazio ai simboli della menorà (al centro), dell'ethrog e dal ramo di palma (a destra) e dello shofar (a sinistra). Ancora c'è spazio per feste e festeggiamenti, bagordi e crapula, ma poi bisognerà rimboccarsi le maniche e cominciare a trottare. Il più giovane sindaco della storia di questo centro, ma già con una solida esperienza amministrativa è già sulla plancia di comando, il timone in mano. La squadra, è ben assortita; l'entusiasmo è al top. Gli elettori, hanno fatto il pieno di fiducia e di speranza.

Domenico Salvatore



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